1/09/17

Un unico discorso molto articolato… (da leggere, grazie!)

Volevo soltanto chiarire un poco la scelta di  argomenti recenti che sembrano piuttosto staccati tra loro, ma che convergono verso un unico punto, in modo simile ai binari paralleli che si incontrano sicuramente nel punto all’infinito. Anche la parola “infinito” non è certo casuale.

Vediamo di descrivere velocemente cosa abbiamo trattato ultimamente… Ci siamo divertiti a vedere come la lentezza della luce comporta fenomeni illusori e apparenti, capaci di nascondere le verità incontrastate della relatività ristretta. Illusioni, sì, ma capaci di far capire meglio molti fenomeni celesti, anche se severamente deformati nella loro apparenza “reale”. Sì, ma cos’è la realtà? Abbiamo cercato di staccare le illusioni soggettive dai fenomeni oggettivi (per quello che si può fare) e, attraverso paradossi, abbiamo portato le conseguenze della relatività ristretta fino ai loro limiti per vedere se e come possano essere considerate reali. La storia del muone basterebbe da sola a darci la risposta.

La relatività ristretta, però, non è un grezzo sistema per avvicinarsi alla realtà dell’Universo che è popolato di oggetti massicci. E’ proprio lei che serve a costruire passo dopo passo la relatività generale (presenza di massa vuol dire accelerazione costante, ossia variazione continua e costante della velocità). Ed è proprio la relatività generale che ci pone di fronte a limiti invalicabili per la nostra conoscenza: le singolarità. Realtà non ancora studiate o solo limiti puri della matematica utilizzata?

I buchi neri sembrano il luogo migliore per trovare una soluzione e avvicinarci ancora di più alla realtà vera e completa (se mai esiste realmente). Ma come poterli mai osservare o anche solo descrivere? Affidiamoci a metriche più o meno elaborate (come questa), tenendo presente che anche il Big Bang è un punto singolare. Potrei dire, addirittura, che tutto ciò che nasce da una singolarità non può che essere singolare… ma sarei troppo soggettivo.

Comunque sia, le singolarità, punti super misteriosi sia nella loro descrizione che nella loro essenza stessa, ci portano immediatamente a divergenze o a muri invalicabili. Ma l’Universo è infinito e i muri che bloccano le geodetiche sono molto fastidiose (per essere … buoni). In qualche modo dobbiamo dare realtà concreta anche all’infinito, riuscire a rappresentarlo con la geometria più semplice (ed è quello che abbiamo iniziato a fare e che ci porterà verso punti di fuga dal nostro Universo: da un infinito a un altro?).

Parlando di infinito non potevamo non tirare in ballo un vero genio del pensiero. Su di lui se ne leggono di tutte e di più, essendo ancora profondamente irritante per la Chiesa. Il modo gioioso (in realtà è proprio così) e completo di trattare l’infinito, quasi senza un effettivo bisogno di un Dio infinito (estremamente severo e spesso triste) che crei immediate gerarchie, così utili per la ripartizione dei poteri terrestri, lo inserisce più facilmente tra i pazzi, i visionari, i maghi o cose del genere. E, invece, no… la sua visione è allegra e moderna come poche altre. Confrontandola con quella di Copernico (e non solo) ne vedremo le meravigliose differenze. Giordano Bruno non poteva certo conoscere la meccanica quantistica, ma un suo certo modo di intendere la materia potrebbe far pensare...

Singolarità, relatività generale, buchi neri, buchi bianchi, infinito… Tutto concorre a creare un nodo sempre più intricato. Ma è ovvio! Manca ancora la parte più operativa del Cosmo, le particelle microscopiche, la vera intelligenza, capace di scelte e decisioni che forse troppo in fretta abbiamo giudicato soggettive (la solita arroganza degli umani?). Saranno loro a mostrarci come sciogliere certi nodi… ne sono sicuro, ma non so né dove né quando. Forse non sulla Terra, ma in qualche altro mondo che Giordano Bruno vedeva chiaramente galleggiare libero nel vuoto (vuoto… non nulla, mi raccomando).

Per concludere, una breve puntualizzazione personale. Sono perfettamente d’accordo che il nostro Universo sia FINITO. D’altra parte sappiamo quando è nato e sappiamo che si espande. Tuttavia, esso è anche il tutto (o uno dei tutti, boh?) e non esiste niente al di fuori di lui, per cui è, per definizione, anche INFINITO. Lui non ha confini e la sua crescita è interna, proprio come quella del celebre palloncino. Non avere confini non può che portare al concetto di infinito. Infinito, parola che ha ispirato geni come Leopardi e come Giordano Bruno. Forse, oggi, ne avremmo un gran bisogno…

Va bene, ho solo cercato di spingervi a leggere i vari articoli già apparsi e che appariranno, anche se sembrano staccati e di difficoltà diversa. Alla fine ci troveremo tutti assieme immersi in una singolarità, ma con l’animo gioioso perché anche questo è Universo. E non c’è rogo che tenga…

Buona lettura, cari amici di pensiero e di gioia!

7 commenti

  1. Franco Mantovani

    Oggi non usano più il fuoco (almeno per ora...!) per mettere a tacere i Giordano Bruno che vanno controcorrente per difendere il libero pensiero, ci sono altri mezzi meno appariscenti ma forse più efficaci, quindi appoggio pienamente la tua fantastica frase: "E non c'è rogo che tenga...!"

    Grazie Vincenzo.

  2. grazie a te Franco! E' un piacere e una vera GIOIA avere lettori come te... danno lo stimolo per continuare, roghi o non roghi mediatici che siano...  :-P

  3. Gianni Bolzonella

    Il pensiero fa paura.È destabilizzante,per i poteri costituiti.È una tragedia per chi,e sono moltissimi,si sono seduti sulle certezze,sicurezze che passa la cultura dominante,gli interessi viscidi e cafoni.In ogni epoca ci sono momenti di mezzo,che la gente avverte come un disagio,sentito ma non ancora palese.Il vecchio buon vestito,che tante belle figure ci ha fatto fare,sembra diventare stretto.Non ci siamo accorti che siamo in un altro spazio,gli oggetti hanno un'altra disposizione,qualche volta ce ne sono di completamente nuovi,spesso dannosi,nemici.No,non li vogliamo vedere,nuotiamo troppo volentieri,comodamente,in quella marea di assunti propinateci dalla mediocrità,dall'abitudine.Continuamo a mangiare cibi vecchi,pieni di vermi.Ipse dixit,non si discute,solo a  pensarlo morde.Poi ci sono i venditori di aria fritta,ma che te la fanno pagare,ti vendono il vecchio con la carta bella e profumata.Poi nascono i Savonarola,che con le loro visioni,sconvolgono il costituito,bombe atomiche che scoppiano nel mezzo di società agonizzanti,incapaci di tenere il passo con l'Universo sempre in movimento.Uccidiamolo!Dice il potere!Uccidiamolo!Pregano solennemente i custodi dell'anima e così sia! Sollevato e contento grida il sacro popolo bovinamente:UCCIDIAMOLO!

  4. Gianni Bolzonella

    (presenza di massa vuol dire accelerazione costante, ossia variazione continua e costante della velocità).Detta così,fantasticamente,uno potrebbe pensare che la materia è nata così.

  5. In fondo, solo il movimento ha potuto creare la materia... e Bruno l'aveva capito perfettamente: al rogo, al rogo, è pazzo! è uno stregone! solo perché vedeva gioia nell'Universo e non un Dio sempre punitivo, con grande vantaggio della chiesa...

  6. Fiorentino Bevilacqua

    "...ho solo cercato di spingervi a leggere i vari articoli già apparsi e che appariranno..."

    Non ce n'era molto bisogno (tempo e impegni permettendo); comunque GRAZIE, soprattutto (almeno per me) per questi "ultimi articoli".

     

     

     

     

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