Mag 16

Più “nuova” di così… *

Thierry Legault è sicuramente l’uomo della Luna Nuova. Egli è riuscito a superare se stesso e fotografare la Luna proprio quando la sua “età” era esattamente zero. Ciò che si riesce a vedere dimostra le irregolarità dovute a montagne e crateri.

La Luna Nuova dovrebbe mostrarsi come un disco perfettamente scuro, visibile (si fa per dire) in pieno giorno. Ovviamente, la luce del Sole fa sì che il cielo azzurro sia 1000 volte più luminoso della superficie lunare completamente in ombra.

Un’impresa teorica e impossibile il cercare di fotografarla? Non per Thierry Legault che munito della sua accurata strumentazione (telescopio, schermo per eliminare luce riflessa e filtro infrarosso) ha ottenuto un record assoluto (non si può fare di meglio), in linea con i record precedenti che appartenevano, comunque a lui.

luna5

Nelle figure che seguono vediamo quanto ottenuto nel 2010, nel 2013 e ieri (15 maggio 2018).

2010
2010

 

2013
2013

 

2018
2018

Ciò che è particolarmente interessante in queste fotografie è il fatto che la striscia quasi impercettibile di luce, molto irregolare e non continua, è dovuta solo e soltanto alle irregolarità geologiche del nostro satellite, il cui profilo è dominato da montagne e crateri. Un’immagine apparentemente banale (a parte la difficoltà di ottenerla…) che può, però, dare un senso molto fisico a quel cerchio luminoso che illumina molte notti, ma che cerchio perfetto non è. Nel guardarle, non posso fare a meno di pensare a Galileo e al suo telescopio…

Cosa avrebbe pensato il grande pisano se fosse riuscito a ottenere le stesse immagini, senza ancora guardare la Luna direttamente in piena notte? Avrebbe capito il motivo dello strano andamento irregolare del bordo così sottile? Io penso proprio di sì, anche se tutti avrebbero pensato a difetti della strumentazione…

 

Le foto lunari di Thierry Legault  hanno soprattutto un interesse scientifico, ma, se volete farvi affascinare dalla Luna, non potete perdervi gli scatti della nostra Giorgia che trovate nella rubrica "Le magie dell'Universo", in particolare QUESTO, QUESTO e QUESTO.

E se, poi, vi chiederete "Che fai tu, Luna, in ciel?", la risposta la trovate QUI.

 

 

2 commenti

  1. Fabrizio

    Credo si possa dire che Galilei ha costruito mentalmente le immagini di questo articolo dalla sue osservazioni.

    "Da osservazioni più volte ripetute di tali macchie fummo tratti alla convinzione che la superficie della Luna non è levigata, uniforme ed esattamente sferica, come gran numero di filosofi credette di essa e degli altri corpi celesti, ma ineguale, scabra e con molte cavità e sporgenze, non diversamente dalla faccia della Terra, variata da catene di monti e profonde valli. Le cose che vidi e da cui potei trarre queste conclusioni, sono le seguenti: Nel quarto o quinto giorno dopo la congiunzione, quando la Luna ci mostra i corni splendenti, il termine di divisione tra la parte scura e la chiara non si stende uniformemente secondo una linea ovale, come accadrebbe in un solido perfettamente sferico, ma è tracciato da una linea ineguale, aspra e assai sinuosa. Infatti molte luminosità come escrescenze si estendono oltre i confini della luce e delle tenebre, e per contro alcune particelle oscure si introducono nella parte illuminata. Di più: anche gran copia di piccole macchie nerastre, del tutto separate dalla parte oscura, cospargono quasi tutta la plaga già illuminata dal Sole, eccettuata soltanto quella parte che è cosparsa di macchie grandi e antiche. Notammo pure che le suddette piccole macchie concordano, tutte e sempre, in questo: nell'avere la parte nerastra volta al luogo del Sole; nella parte opposta al Sole invece sono coronate da contorni lucentissimi, quasi montagne accese. Uno spettacolo simile abbiamo sulla Terra verso il sorgere del Sole quando vediamo le valli non ancora illuminate e splendenti i monti che le circondano dalla parte opposta al Sole: e come le ombre delle cavità terrestri di mano in mano che il Sole si innalza si fanno più piccole, così anche queste macchie lunari, al crescere della parte luminosa, perdono le tenebre."

  2. Sicuramente Fabry. E inoltre sono convinto che anche senza osservare il terminatore con le sue macchioline cangianti, gli sarebbe bastato il bordo così indistinto e variabile per arrivaree alla stessa conclusione...

    Grazie per la citazione... è sempre istruttivo e stimolante leggere le descrizioni di Galileo... sembra quasi di conoscerlo personalmente!

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