23/09/18

L'onda della Via Lattea *

Questo articolo è stato inserito nella sezione d'archivio dedicata alla Missione GAIA, in "Strumenti e Missioni".

 

Gaia ha già colpito alla grande! E sono particolarmente contento perché c'è di mezzo Ronald Drimmel, mio collega all'Osservatorio di Torino, che tanto ha speso "in silenzio" per preparare una missione a dir poco straordinaria, forse ancora di più di quello che si poteva pensare.

ESA_Gaia_SnailShell

Ronald aveva scritto tempo fa una lettera aperta su Scientific American per sottolineare come chi lavorasse quasi di nascosto alla missione (ma non solo Gaia) rischiasse di restare fuori dai giochi delle scoperte più eclatanti. E, come sempre, la riconoscenza per chi ha fatto il lavoro "sporco", ma fondamentale, si scioglie come neve al sole.

Questa volta, invece, proprio un lungo lavoro da certosino sulle posizioni e sulle velocità di milioni di stelle aveva in serbo il premio per lui e altri colleghi internazionali. Un numero incredibile di stelle si muovono all'unisono nella Via Lattea seguendo una specie di "onda", alzandosi e abbassandosi rispetto al piano galattico, quasi come se fosse stato tirato un sasso nell'acqua. La causa? Quasi sicuramente il passaggio ravvicinato di una piccola galassia che prima o poi verrà divorata dalla nostra, ma che ha lasciato un segno gravitazionale ancora ben visibile nella Via Lattea. Più o meno come si vede nell'immagine artistica che segue...

Fonte : ESA, CC BY-SA 3.0 IGO
Fonte : ESA, CC BY-SA 3.0 IGO

Posizioni e velocità di un'accuratezza mai ottenuta in precedenza hanno per la prima volta mostrato un qualcosa di gigantesco e di incredibile (nemmeno gli autori volevano crederci...).

Vi lascio all'articolo INAF e all'intervista del caro amico e collega Ronald.

Auguriamogli un grande futuro che la sua serietà e professionalità si meritano senza alcun dubbio.

Articolo originale QUI

 

Non è la prima volta che si parla di onde nella Via Lattea... ricordate QUESTO articolo?

5 commenti

  1. Frank

    Enzo non sono sicuro di aver ben capito, ricapitolo: Un miliardo circa di anni fa la piccola galassia disturba l'assetto galattico e l'onda che vediamo sono le stelle che oscillano attorno all'assetto precedente tendendo a tornare dove erano. Se così dovremmo vedere anche l'onda provocata dalle due nubi di Magellano oppure o frainteso il tutto?

  2. Più o meno sì, caro Frank, ma le nubi di Magellano non sono così vicine da perturbare la dinamica stellare. Immagina un'onda di tipo gravitazionale: la massa della galassia che sfiora la nostra perturba il moto delle nostre stelle, facendole oscillare rispetto al piano galattico. E' proprio come un sasso tirato nell'acqua, solo che l'onda si propaga soltanto e poi le molecole d'acqua tornano al loro posto, mentre quelle stellari continuano a ondeggiare ancora adesso.

  3. Frank

    Certo che ce ne aspettano delle belle, con i dati di GAIA completi potremo annullare tempo e spazio e avere un'immagine abbastanza fedele dell'aspetto della galassia nel momento considerato per esempio adesso e non quella che vediamo guardando "su". Potenza di calcolo permettendo.

  4. Beh... l'aspetto che vediamo deve sempre tener conto che la luce impiega il suo tempo... (qualche decina di  migliaia di anni, comunque...)

  5. Guido

    I risultati ottenuti confermano che, prima di funamboliche teorie, è il dato che deve parlare. Sull'importanza della raccolta dei dati e sul corretto modo di trattarli trovo che si insista troppo poco nelle scuole. Fare misure sarà pure noioso ma senza dati non può esserci scienza. Concetti antichi ma (ancora) validi.

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