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12/07/19

ALMA & friends vedono anche nascere gli esosatelliti **

Un pianeta come Giove, all'atto della sua formazione, dovrebbe comportarsi come un piccolo sistema planetario. Il corpo centrale, ancora in accrescimento, sarebbe circondato da un disco di gas e polvere, capace di agglomerarsi in parte sotto forma di mini-pianeti, ossia di satelliti. Così dovrebbe essere stata la nascita di Giove e dei satelliti medicei, ma una cosa è pensarlo e un'altra cosa è "osservarlo".

Il problema forse più grande, a parte la tecnologia necessaria, è sicuramente quello legato alla finestra utile. La formazione, infatti, avviene nel giro di pochi milioni di anni dopo di che si vedrebbe soltanto un pianeta circondato da qualche satellite, così come viene osservato per Giove al giorno d'oggi. Ne segue che bisogna scegliere una stella giovanissima, con i problemi che nascono dalla presenza di un disco protoplanetario ancora invadente attorno a lei.

Comunque sia, la stella ideale (PDS 70) è stata trovata a circa 370 anni luce da noi: una stella con una massa pari a circa i tre quarti di quella del Sole. Il primo "osservatore" a mettersi in moto e a sollevare interesse è stato, nel 2018,  il VLT attraverso il suo strumento SPHERE, prima, e poi  MUSE. I risultati hanno permesso di scoprire il pianeta PDS 70b che si aggiungeva a PDS 70c. Erano ottimi candidati dato che risultava chiaro che i due pianeti erano ancora in costruzione, con gas e polvere che continuavano a "ingrassarli". Le loro dimensioni erano maggiori di quelle di Giove  e si trovavano a una distanza pari a quella dei nostri Urano e Nettuno, rispettivamente. Ma, mentre PDS 70b era ben rintracciabile, PDS 70c sembrava volersi nascondere nell'infrarosso.

Fortunatamente ALMA si era già mosso e aveva messo in azione i suoi occhi millimetrici. Fantastico! Attorno a PDS 70c era chiaro e nitido un disco di gas e polvere, proprio come quello che si ipotizzava si fosse formato attorno al nostro Giove. Più problematica l'analisi di PDS 730b, dove tra pianeta e disco di gas sembra esserci una certa separazione. Insomma, c'è ancora lavoro da fare, ma possiamo dire di avere visto finalmente la formazione dei satelliti gioviani su una stella di appena 5 milioni di anni (Galileo Galilei ne sarebbe molto contento...).

 A sinistra le osservazioni di ALMA, a destra quelle nell'infrarosso di VLT/SPHERE. Fonte: A. Isella, ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))
A sinistra le osservazioni di ALMA, a destra quelle nell'infrarosso di VLT/SPHERE. Fonte: A. Isella, ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))

ALMA, comunque, può fare ancora meglio ed è già pronta a "pulirsi" gli occhiali!

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