Nov 3

Sempre più vicini al nostro buco nero galattico **

I lampi infrarossi osservati con GRAVITY hanno permesso di ricostruire il disco di accrescimento attorno al nostro buco nero galattico. Fonte: ESO/Gravity Consortium/L. Calçada

Studiando il moto di una stella orbitante attorno al buco nero centrale della nostra galassia si pensava di verificare ancora una volta le previsioni della relatività generale di Einstein, dato che era previsto un passaggio molto ravvicinato. Tutto perfetto, ma un po' di fortuna e la sensibilità estrema della strumentazione ha messo in evidenza anche il disco di accrescimento, proprio ai bordi dell'orizzonte degli eventi. Un risultato prodigioso e -forse- ancora insperato. La velocità riscontrata nella materia è di circa 1/3 di quella della luce. Più vicini di così è difficile andare...

Lug 3

!!! Appena nato! *

This spectacular image from the SPHERE instrument on ESO's Very Large Telescope is the first clear image of a planet caught in the very act of formation around the dwarf star PDS 70. The planet stands clearly out, visible as a bright point to the right of the centre of the image, which is blacked out by the coronagraph mask used to block the blinding light of the central star.

Straordinaria immagine ottenuta dallo strumento SPHERE applicato al VLT dell'ESO: una piccola stella che sta nascendo ha dato alla luce un pianeta che si vede distintamente mentre finisce di succhiare il suo pasto a scapito del disco di accrescimento stellare. Un'immagine sia scientifica che poetica...

Giu 6

Troppi modelli e poche riflessioni ? **

La gigantesca regione di formazione stellare nella Grande Nube di Magellano, chiamata 30 Dorado o Nebulosa Tarantola. Potrebbe contenere stelle di 300 masse solari. Fonte: ESO

Invece delle solite news che spesso dicono tutto e il contrario di tutto (e ormai si fondano soprattutto su come i modelli prestabilii rispondono a dati osservativi estremamente accurati e non su un’analisi razionale e di attento confronto), riporto, con molte considerazioni personali, un lavoro di ricerca puramente mentale che pone in modo chiaro e schietto il vero problema della Scienza di oggi (forse non solo astrofisica).

Apr 12

Ogni pulcino ha il suo giocattolo *

sphere

Bambini che giocano e che creano utilizzando ciò che li circonda: cosa c’è di più bello? I cuccioli d’uomo si stanno perdendo dietro la tecnologia infantile, che prende il posto delle mani e della mente, le stelle, invece, continuano a non cambiare e a divertirsi, con polvere e gas, anche dopo miliardi di anni di esistenza del loro teatro.

Giu 24

Conferma di una teoria o verifica degli strumenti? *

Questo grafico “artistico” mostra alcune stelle che orbitano il buco nero galattico. In particolare, è mostrata l’orbita di S2 che nel 2018 sfiorerà il nostro “mostro” ee subirà gli effetti della relatività generale. GRAVITY dell’ESO riprenderà il fenomeno con estrema accuratezza. Il buco nero è segnato come una croce rossa. Fonte: ESO/L. Calçada

Siamo alle solite… Una strumentazione fantastica è stata messa a punto e premetterà di studiare da vicino le conseguenze della relatività generale. Si parla di una “nuova” conferma della teoria. Io direi molto meglio che se qualcosa non sarà perfetto, bisognerà rivedere i dati osservativi e la calibrazione degli strumenti…

Apr 29

Eccezionale scoperta astronomica! No, no, è soltanto la solita Media INAF…*

Chi legge un recente articolo pubblicato su Media INAF, e che conosce qualcosina delle orbite e degli asteroidi, non può che saltare sulla sedia: eccezionale scoperta scientifica riguardante un terzo satellite dell’asteroide Elektra! Molte cose andranno cambiate d’ora in poi. Chi, però, va a leggere l’articolo originale, ripiomba con i piedi per terra e non può che non pensare a una divulgazione squallida che nemmeno si cura di rileggere ciò che è stato pubblicato. E la dice anche lunga sulla preparazione astronomica del traduttore.

Mar 7

I telescopi terrestri trovano l’acqua e Curiosity sta a guardare…*

I robottini continuano a calpestare Marte e -forse- a distruggere i resti biologici rimasti. Tante foto (spesso veramente banali o -almeno- di scarsa utilità) ma ben pochi risultati scientifici. Nel frattempo, senza clamore mediatico, i telescopi terrestri compiono passi da gigante nello studiare l'antico aspetto del pianeta rosso.


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