11/12/21

Fusse che fusse la vorta bbona? **

PROLOGO:

Prima di darvi questa news, che sembra rispecchiare, finalmente, un fantastico lavoro di pazienza e di accuratezza, vi invito a rileggere la strana avventura del nostro buco nero galattico e del fantomatico oggetto G2. E' una nube? No, è una stella doppia. Assolutamente no, è proprio una nube e non è nemmeno sola. Avevamo concluso che il buco nero era stato troppo buono e bene avrebbe fatto a mangiarsi G2 e chi  lo accompagnava.

9.4.2014 - Il banchetto sta per cominciare

4.11.2014 - Niente banchetto per il "mostro", solo un'azione altruistica

25.11.2014 - La storia infinita di G2, ovvero la pazienza del nostro buco nero galattico

 

L'ULTIMA IPOTESI

G2 non è nube, ma un sistema di tre stelle in formazione.

Cerchiamo di non ridere, dato che questa volta si è fatto veramente un ottimo lavoro, con grande pazienza e con dati estremamente accurati.  Inoltre si è mosso il VLT che ha una vista eccezionale con i suoi 8 metri di diametro.

Alcune osservazioni di G2 nel corso degli anni. La piccola x verde indica la posizione di Sagittarius A, il nostro buco nero galattico (Fonte: Florian Peißker et al., Astrophysical Journal, 2021)

I nuovi studi hanno mostrato che la temperatura del fantomatico oggetto G2 è circa due volte più alta di quella di altre nubi che si vedono nei paraggi. Può essere dovuta alla presenza di un numero molto alto di stelle che popolano il centro della galassia? Beh... no, dato che non ci sarebbe nessuna ragione per differire dalle altre nubi. Forse è la vicinanza del buco nero? No, nemmeno questa può essere la causa, altrimenti si sarebbe vista una variazione della temperatura al variare della distanza da lui. Rimane, perciò, un'unica soluzione: G2 nasconde al suo interno qualcosa di "vivo". In particolare, un sistema di tre stelle in formazione, estremamente giovani, con un'età dell'ordine del milione di anni.

La linea rossa a trattini sarebbe il percorso di G2 nel caso fosse una nube come le compagne vicine. La linea azzurra si riferisce, invece, alla traiettoria seguita da G2. I pallini neri sono le osservazioni dirette. Una traiettoria che avvalla in pieno l'ipotesi di un oggetto "stellare".  Fonte: Florian Peißker et al., Astrophysical Journal, 2021.

Per arrivare a questa conclusione, sono stati necessari anni di osservazione e di confronti con altre nubi. Un lavoro veramente accurato e capillare. Forse (il "forse" mi sembra d'obbligo), si è risolto il mistero che porta con sé una scoperta inaspettata. Quel luogo così caotico, in cui le radiazioni sono fortissime, non è certo il posto migliore per far nascere delle stelle. Dobbiamo pensare che non siano nate lì? Forse sì, ma è bene procedere con molta cautela (anche se le stelle hanno già dimostrato di essere in grado di nascere dove meno te lo aspetti, come abbiamo raccontato QUI).

Comunque sia... lunga vita alle tre sorelle così impavide!

Articolo originale QUI

2 commenti

  1. Alberto Salvagno

    Ero curioso di capire a quale velocità viaggia questo sistema G2 e ho trovato molto interessante nell'articolo originale la tabella 4, ma ancor più, per un profano come me, la figura 7 che mostra chiaramente come si passi dal redshift al blueshift nel 2014.38 (questo "punto 38" come si deve interpretare?), cioè come si avvicini fino al periapse e poi inizi ad allontanarsi percorrendo perfettamente un'orbita kepleriana.

  2. .38 saranno i centesimi di un anno...  direi

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