11/10/19

A quando una vera rivoluzione verde?

Il Sole sta aspettando e piccoli eroi crescono. Riusciranno a uscire dall’ombra? I progressi dei reattori a fusione nucleare sono enormi, ma gli attivisti non ne sono interessati. Troppi pochi soldi o un’ignoranza mai esistita nemmeno nel medioevo più nero, quando al posto del riscaldamento globale letale vi era l’incubo dell’inferno?

Facciamo un piccolo conto… la catastrofe climatica del non ritorno si è spostata sempre di più in avanti ed ora siamo giunti al 2050, ma tutto lascia prevedere (vista la stasi delle temperature da più di vent’anni) che la data si sposti ancora di più e raggiunga facilmente il 2100. Bisogna, comunque, intervenire con energie alternative a quelle legate ai prodotti fossili, estremamente inquinanti. Pannelli solari, pale eoliche e altre ridicole tecnologie, tutte accomunate da un unico vero legame: sono ad alto prezzo e potranno servire (solo in minima parte) ai paesi più ricchi. Paesi più ricchi che sanno bene che se loro se lo potranno permettere alzando le tasse e ingannando il popolo rincretinito dei media, attraverso false spiegazioni scientifiche, lo stesso non potranno mai fare i paesi più poveri in cui abita la stragrande maggioranza della popolazione mondiale.

L’esempio più chiaro viene dalla Norvegia, il paese verde per eccellenza che, però, continua a estrarre petrolio dall’artico per venderlo ai paesi del terzo mondo: sporcate pure, tanto noi ci arricchiamo sempre di più alla faccia vostra e ci mettiamo un’ipocrita aureola in testa. Altre nazioni, come gli Usa, sono ormai del tutto indipendenti per via dello sfruttamento massiccio del gas di scisto e ben poco sono interessati a spendere soldi nelle energie alternative odierne, veri specchietti per le allodole. Cina e India hanno detto chiaro e tondo che per limitare le loro emissioni vogliono una quantità di soldi enorme e, comunque, non faranno niente  prima del 2050. Non parliamo poi della Germania che parla bene, ma continua ad aumentare le proprie miniere di carbone, anche di bassa qualità.

Insomma, il 2050 sembra proprio domani e tutti sono disposti ad aspettare quella data, facendo poco o nulla.

Una situazione, basata sull’ignoranza completa della scienza che sta dietro sia al clima, sia delle tecnologie proposte. Chiedete a un qualsiasi attivista che sciopera ogni venerdì (per adesso, ma vedrete che i giorni aumenteranno) o addirittura alla loro sacerdotessa dall’aria imbambolata, che ha perfino deciso di non andare più a scuola, cosa è l’effetto serra, a cosa serve la CO2, cos’è un minimo solare, come funziona il motore delle stelle. Sono pronto a scommettere qualsiasi cosa che farebbero scena muta. Eppure sono proprio loro che vogliono insegnare i rimedi all’inquinamento. Ma quale inquinamento? Loro mettono tutto assieme: plastica negli oceani, polveri sottili, residui degli incendi di materiale tossico, manovrati dalla stessa mafia che investe sogghignando nelle pale eoliche.

Attivisti giovani, ignoranti, guidati da insegnanti altrettanto ignoranti e da pifferai magici che capiscono bene quanto gli altrettanto ignoranti governi siano pronti a versare soldi su soldi per le iniziative ecologiste. Un enorme affare che, come sempre, favorisce i pochi e colpisce i molti, impregnati di visioni apocalittiche e disposti a dire e fare tutto (specialmente saltare la scuola). I molto che scioperano sono voti sicuri per chi racconta le favole che hanno preso come ragione di vita e il cerchio si chiude facilmente con uno spreco immane di soldi pubblici e un isolamento sempre più grave dei popoli che l’energia non l’hanno mai conosciuta (e non lamentiamoci poi se l’Africa sta diventando una colonia cinese…).

E’ mai possibile che non si muova nessuno, un vero ecologista che abbia quel minimo di conoscenza per capire che la vera soluzione per il futuro dell’uomo è cercare di imitare la Natura? Proprio quella Natura che tutti vorrebbero salvare e che invece non riescono a vedere e comprendere. Qual è il motore più perfetto ed efficiente? Quello delle stelle e noi ne abbiamo una molto vicina. Perché non imitarla, dato che ha un’esperienza di 4.5 miliardi di anni? E’ difficile? Tutto è stato difficile per l’uomo, ma è sempre riuscito, tra alti e bassi, a superare le difficoltà che lo separavano dall’armonia completa con la Natura. E’ vissuto senza tecnologia nel periodo glaciale, ha superato lunghissimi periodi di siccità, ha visto trasformarsi le foreste del Sahara in terreni polverosi e improduttivi, eppure è ancora qua, sempre più numeroso.

Il Sole è una macchina assolutamente non pericolosa, usa soltanto idrogeno e sfrutta la gravità per accendere la fusione nucleare, altrettanto inoffensiva se regolata come sa fare una stella accompagnata dalle leggi della meccanica quantistica. Nessuno pretende di costruire un Sole, ma basterebbe confinare un po’ di plasma e fargli raggiungere qualche decina di milioni di gradi e poi lasciare che i protoni e gli elettroni lavorino tranquilli. Pericoli? Nemmeno per sogno… se qualcosa non funzionasse nel confinamento, la temperatura scenderebbe immediatamente nel giro di frazioni di secondo. Scorie radioattive? Nemmeno quelle, dato che i prodotti finali sono atomi di elio.

Sì, ma siamo ancora molto lontani dal riuscirci… E perché? Perché i soldi che arrivano alla fusione artificiale sono irrisori rispetto a quelli che arrivano per le fasulle energie alternative di oggi. I reattori a fusione non sono mai nominati e chi ci lavora si sente molto escluso da una possibile carriera, ben più facile da raggiungere raccontando panzane e falsificando dati. Eppure siamo a buon punto, forse proprio nel 2050 si potrà iniziare a rendere utilizzabile l’energia “naturale” della fusione. Basterebbe uno solo dei suoi vantaggi per rivoltare completamente le grida scomposte e i motti senza senso alcuno che gridano i giovani scioperanti gretini: sarà un’energia a basso costo, utilizzando solo l’idrogeno di cui sono pieni i mari. Forse troppo a basso costo per interessare i miliardari e i politici. Un’energia pulitissima come quella del Sole che continuiamo a usare senza pagare dazi. Quando nascerà qualcuno capace di ribaltare la situazione e distruggere la pseudo scienza mediatica? Forse è già nato, ma è bene che rimanga nascosto o sottopagato a lavorare con calma, molta calma, troppa calma.

Esiste sicuramente ed è a lui o a lei che dovrebbe andare il premio Nobel per la fisica e quello per la pace, strappandolo di mano a una povera ignorante, manipolata e manipolabili proprio per le sue problematiche psichiche. Che schifo l’umanità dei paesi ricchi che si stanno sgretolando come l’antico Impero Romano…

Per saperne di più sulla fusione nucleare controllata, ho trovato un bell’articolo su un quotidiano (e poco mi interessa a che corrente politica appartiene) e una recente ricerca che ha fatto fare grandi salti in avanti sulle problematiche legate alla costruzione del reattore.

https://www.ilfoglio.it/economia/2018/01/14/news/il-futuro-e-la-fusione-nucleare-172733/

https://scientific-publications.ukaea.uk/wp-content/uploads/UKAEA-CCFE-PR1934.PDF

Leggete e pensate e magari qualcuno cambierà idea, diventerà un vero giornalista e lotterà perché l’ecologia  cessi di essere quella falsa di oggi che va proprio in senso ostinato e contrario alle regole armoniose della Natura. E che sia capace di distinguere tra la spazzatura dell’uomo (da punire severamente e non con un buffetto sulla guancia) e la magnifica utilità della CO2 che dovremmo ringraziare tutte le volte che ammiriamo un fiore o un albero gigantesco.

Lasciatemi pensare  di udire per le strade (magari la domenica e non il venerdì) gruppi sempre più numerosi di giovani, intelligenti e preparati, accompagnati da insegnanti VERI e incoraggiati da VERI giornalisti, gridare in favore della fusione nucleare e del suo cospicuo finanziamento in tempi rapidi.  Sognare è ancora possibile...

9 commenti

  1. Mario Fiori

    Carissimo Enzo come vedi qualche giornalista di nicchia qualcosa scrive e poi , una cosa sicuramente importante, non hanno avuto assolutamente il coraggio di solamente pensare al Nobel a Greta. Comunque manteniamoci informati sempre e continuiamo a pensare con nil nostro cervello.

  2. Caro Mario,

    oggi, su la 7, con mia grande sorpresa, hanno invitato il fratello di Prodi, il grande climatologo. E lo hanno anche fatto parlare... Tra gli altri c'era Pecoraro Scanio, ecologista ed ex ministro di dubbia capacità. Benché sia un avvocato, cercava di fronteggiare Prodi sulla veridicità  del pericolo CO2. Prodi, con molta calma, ha detto che sarebbe bene che chi non conosce i dati scientifici dovrebbe stare zitto, includendo anche la schiera di Greta e gretini che ritiene un evento molto pericoloso. Pecoraro, tale e quale al suo nome, ha ribadito: ma lo dicono tutti! Dimostrando così di seguire l'onda senza informarsi minimamente a riguardo. Prodi ha anche ricordato che sono sempre stati i ministri (digiuni del problema) a decidere quali personaggi (scienziati o pseudo tali) dovevano partecipare all'IPCC. ... E questo la dice lunga, molto lunga...

    Posso aggiungere che durante l'ascesa di Hitler se uno la pensava diversamente si sarebbe potuto sentir dire: " Ma no, Hitler ha ragione... lo dicono tutti i tedeschi!"

    Chissà, se veramente esiste ancora un giornalista capace di andare contro il dato di fatto imposto dai poteri forti?

     

  3. Matio

    Proprio un paio di giorni fa "Il Sole 24 ore" dedicava un articolo al reattore Enea a Frascati, oggi lo speciale in edicola (https://www.ilsole24ore.com/art/al-via-reattore-enea-frascati-sfida-il-lazio-17-miliardi-ACKIfGq?refresh_ce=1). Mi fa piacere sapere che c'è comunque chi si dà da fare per il progresso dell'umanità, lavorando in silenzio, a due passi da casa. Forse il 2050 non è così lontano.

  4. Matteo

    Beh, una piccola consolazione puó derivare dal fatto che non hanno dato a Greta il nobel per la pace.

  5. michele celenza

    In rete ho trovato questo bell'articolo che tratta sulla bufala del riscaldamento globale: analisi molto dettagliata sui veri motivi con i quali i media cercano di indurre alla tesi che la causa del R.G.  è l'uomo, e inoltre cita molti uomini di scienza che si oppongono alla tesi tra  essi il prof. Zichichi ed il climatologo Prodi.

    il sito è:

    https://storiasegreta.com/2019/09/30/la-bufala-del-riscaldamento-globale/

    l'articolo pubblicato il 30/9/2019 con titolo: "la bufala del riscaldamento globale"

  6. grazie mille Michele! L'articolo dice cose da noi dette e ridette da molti anni, ma l'analisi politico- finanziaria è di grande accuratezza. Conviene leggerlo e pensare, alla faccia di Greta e dei gretini...

  7. Michele Celenza

    Non sono un esperto di cambiamenti climatici ma leggendo tali articoli e quelli pubblicati in questo blog ci si rende conto delle panzane che ci vengono raccontate anche da molti prof

    Tipica è l'errata similitudine sull'effetto serra terrestre e la serra per ortaggi/piante: sono due fenomenologie che agiscono su principi fisici diversi, ma viene riproposta sempre all'argomento e molti "abboccano".

    Creta dovrebbe studiare ma studiare seriamente invece di "marinare" la scuola per le manifestazioni globali!

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