Mar 5

Quando una visione artistica diventa reale **

Cercando di comprendere le meraviglie dell'Universo, spesso e volentieri cadiamo in  errori o confusione. A volte le nostre spiegazioni sono proprio il contrario di quello che capita realmente. Tuttavia, non sempre (fortunatamente) è così. Il Cosmo si diverte sicuramente con il nostro piccolo cervello, ma a volte ci regala grandi soddisfazioni. In questi casi è bello poterlo comunicare: in fondo è un messaggio che ci invia proprio l'Universo e dobbiamo considerarlo un immenso dono, che ci meritiamo sempre meno.

Quante volte abbiamo riportato immagini come quella che segue...

Fonte: NASA/CXC/M.Weiss
Fonte: NASA/CXC/M.Weiss

Siamo di fronte a uno dei fenomeni più potenti ed energetici che possano capitare in una galassia. Un  buco nero si annida al centro di un sistema binario e sta "succhiando" materia da una stella "normale" che ha ormai occupato il suo lobo di Roche e non può che regalare al compagno così massiccio gran parte della sua materia. Attorno al buco nero, sapientemente nascosto e invisibile, circola la materia creando il ben noto disco di accrescimento che, in parte, viene ingoiato dall'oggetto sempre molto affamato, ma in buona parte viene, di tanto in tanto, espulso violentemente attraverso getti che raggiungono velocità molto simili a quella della luce. Sono i famosi getti relativistici.

Sì, proprio una bella immagine, ma spesso celata ai nostri sensi e percepibile solo come un aumento di luminosità molto debole, legato soltanto all'emissione di questi getti. Insomma, solo una leggera variabilità in un oggetto che cerca in tutti i modi di nascondersi. Le nostre ipotesi e teorie vorrebbero trasformare questi deboli segnali in qualcosa di reale e di affascinante e allora non può che lavorare di fantasia, incrociando le dita...

Possiamo chiamarle "visioni artistiche", "simulazioni" o quello che preferite, ma sono sempre e soltanto costruzioni della nostra mente che, basandosi su dati ben meno appariscenti e complessi, cerca di ricostruire una realtà che è troppo lontana o debole o nascosta per i nostri limitati sensi, sia umani che tecnologici. Tuttavia, si spera sempre che prima o poi la "visione artistica" diventi un'immagine reale, catturata direttamente o - se preferiamo- inviataci realmente da lontane creature cosmiche che vogliono benignamente  mostrarsi senza veli.

Dopo due anni di studi e di analisi accurate ecco che finalmente è stato realizzato un "filmato" che il nostro occhio riesce a percepire senza alcun bisogno di fantasia o di aggiunte costruite "ad hoc". Un completa sequenza di un evento  che il nostro occhio, terribilmente limitato nella capacità di percepire tutte le lunghezze d'onda, mai sarebbe riuscito a "toccare con mano". Fortunatamente, quando la mente umana riesce a dare il meglio di sé ottiene aiuti incredibili dalla tecnologia che porta avanti con scopi di pura conoscenza. Ed ecco, allora, una fantastica unione di menti e di strumenti tra i più eccezionali, capaci di guardare quel debole segnale con occhi X e radio. La figura che segue è veramente il fenomeno osservato con gli occhi tecnologici e trasformato nel nostro piccolo campo visivo.

MAXI J1820+070 during its 2018 outburst
L'evoluzione dei getti del buco nero MAXI J1820+070 durante l'espulsione del 2018. Fonte: J. S. Bright et al., Nature Astronomy, 2020.

La figura è esattamente la stessa riportata nella visione artistica precedente, anzi un vero e proprio filmato della durata di circa 200 giorni. Quelle macchioline che si vedono allontanare da un centro iniziale e che sono segnate da linee bianche tratteggiate, sono proprio i due getti lanciati dal buco nero (la cui posizione è segnata dalla riga bianca continua). Il tutto è riportato in funzione del tempo e si notano molto bene le variazioni di intensità. Basta fare un piccolo sforzo e riusciamo anche a percepire la tridimensionalità: una macchia viene verso di noi e una si allontana. Al centro, invisibile, il capo indiscusso del sistema binario. Continua a tenere molto alla sua privacy, ma ci ha permesso di visualizzare perfettamente uno dei suoi fondamentali compiti galattici. Ricordiamo, infatti, che pur dovendo cibarsi per mantenere le proprie energie, quei suoi "sbuffi" di materia sono utilissimi per l'evoluzione dell'intera galassia e per la formazione stellare. Tutti per uno e uno per tutti!

Mamma mia, com'è affascinante l'Universo!

Articolo originale QUI

4 commenti

  1. guido

    Buongiorno. Leggendo l'articolo originale mi sovviene una considerazione: se non ho capito male il fenomeno che ha scatenato l'indagine di dettaglio dell'emissione è stata una rilevazione ottica nell'ambito di un programma di ricerca di supernovae. Uno dei classici casi in cui si cerca una cosa e se ne trova un'altra, e che rende la scienza piena di sorprese gustose.

    Avrei poi una domanda: cosa significa "apparent transverse velocities" esattamente? E perchè si tratta di velocità superluminali apparenti?

    " These are among the highest proper motions ever measured from an astronomical object outside of the Solar System. Our linear proper motion model corresponds to apparent transverse velocities of at least 1.7 c and 0.7 c (for the approaching and receding components, respectively) at a distance of 3.8 kpc. J1820, therefore, becomes one of a small number of black hole binaries to have produced jets with apparent superluminal motion"

  2. Caro Guido,

    penso che basti questo articolo. Si tratta, ovviamente, di velocità superiori a quella della luce dovute solo a fenomeni prospettici...

    http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2018/05/29/piu-veloce-della-luce/

     

  3. guido

    Grazie, il concetto ora mi è chiaro nelle sue linee essenziali. Il tuo articolo mi era sfuggito...

  4. Mario Fiori

    e' di una bellezza superba. Quando vuole il Cosmo si fa vedere , soprattutto se l'essere umano unisce ,con il cuore e la passione, le tecniche giuste.

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