Lug 17

Corona che viene corona che va **

Un buco nero super massiccio ha perso la sua "corona" e immediatamente essa è apparsa sotto forma di virus nel nostro piccolo mondo, dominato -a parole- da una creatura poco rispettosa nei confronti del Cosmo. Un altro degli scherzi di cui è capace l'Universo? Forse sì... e -magari- ce lo meritiamo.

Se questa introduzione fosse letta da qualche pseudo scienziato facebookista forse la prenderebbe per vera e scriverebbe che la colpa del coronavirus è di un buco nero lontanissimo, almeno 100 milioni di anni luce da noi. Speriamo che non capiti...

Mettiamo subito le cose in chiaro e cerchiamo di essere un po' più seri: le due corone sono decisamente diverse! Lasciamo stare quella che sta piegando la traballante civiltà di oggi e occupiamoci di quella del nostro buco nero galattico. Molti buchi neri in piena attività indossano una "corona". Non è quella che contraddistingue i regnanti, ma è molto più importante ed eccezionale. Nell'immagine che segue la vediamo in una simulazione che ritrae un gigantesco buco nero con il suo disco di accrescimento e  i suoi getti ad alta energia.

Fonte: ESA

La corona è la parte più interna del disco, di colore bianco, quella che, in pratica, confina con l'orizzonte degli eventi. Le particelle che la compongono si muovono a velocità incredibile e interagiscono con un campo magnetico molto instabile. Di conseguenza esse riescono a venire frenate, ma raggiungono temperature di parecchi miliardi di gradi. Una "luce" intensissima che emette soprattutto nei raggi X.

Questo è quello che accadeva anche a un AGN (Nucleo Galattico Attivo) posto a una distanza di 100 milioni di anni luce da noi. Niente di speciale, ma, come per tanti suoi fratelli, sempre tenuto sotto stretta sorveglianza per cercare di capirne sempre meglio i segreti. Ma ecco che, nel 2018, l'AGN diventa estremamente più luminoso (40 volte) e non può che richiamare l'interesse di molti osservatori. Forse ha distrutto marealmente una stella troppo audace e l'interazione tra i suoi resti e il disco ha creato la grande fiammata. Occasione ghiotta di studio, ma ancora niente di veramente eccezionale... Tuttavia, le osservazioni ripetute anche per diverse ore mostrano un qualcosa di inaspettato e incredibile: la luce della corona comincia ad affievolirsi e nel giro di meno di un anno scompare del tutto.

La spiegazione più plausibile è che i frammenti di stella abbiano causato un notevole trambusto nel disco di accrescimento e nel campo magnetico del buco nero, rendendo quest'ultimo incapace di frenare le particelle ad altissima energia che sono, perciò, precipitate inesorabilmente all'interno dell'orizzonte degli eventi.

La cosa veramente eccezionale è però la rapidità dell'evento... nel giro di un anno la luminosità è scesa di un fattore 10 000, con diminuzioni improvvise di un fattore 100 nel giro di solo otto ore. Teniamo presente che il meccanismo della scomparsa di una corona dovrebbe, secondo le teorie più accreditate, avvenire su scale di tempo delle migliaia se non dei milioni di anni. E invece tutto è accaduto nel giro di pochi mesi, proprio su scale umane.

A sinistra la stella troppo audace viene sgretolata dalle forze di marea del buco nero e va ad interagire con il disco e con il campo magnetico. A destra tutto ciò che era abbastanza vicino all'orizzonte degli eventi non è più frenato e viene ingoiato dal "mostro".Fonte: NASA/JPL Caltech

Ma, la storia non è ancora finita! Dopo poco tempo dalla sua scomparsa, la corona ha ricominciato a crearsi e adesso il suo riapparire viene seguito con trepidazione da molti telescopi, soprattutto X.

Parliamoci chiaro, l'evento è di enorme importanza. Vedere comparire e poi riformarsi una struttura di questo genere potrebbe far capire moltissimo su ciò che capita e -come capita- ai confini dell'orizzonte. E il tutto concentrato nello spazio temporale di pochi mesi. Eccezionale, veramente eccezionale! Ricordiamo anche che leggere la corona nei dettagli è leggere qualcosa che, nel caso in esame, disterebbe solo 75 milioni di chilometri dal centro del buco nero (la metà della distanza media Terra-Sole, per intendersi).

Sarà anche stato uno scherzo, ma uno scherzo sicuramente molto istruttivo per chi ama l'Universo.

L'articolo originale non è ancora disponibile, ma l'annuncio è stato dato in via ufficiale dai maggiori istituti astronomici coinvolti.

 

2 commenti

  1. Mario Fiori

    caro Enzo scoperta fantastica e da seguire. Tu speso umanizzi gli attori cosmici. stai a vedere che uno di questi velocizzandosi nell'evoluzione...si è umanizzato veramente

  2. Caro Mariolino,

    speriamo di no... ti immagini se la potenza dei fenomeni del Cosmo avessero davvero scala umana? Magari il Sole penserebbe di passare a miglior vita in un paio di anni... :mrgreen:

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