Ago 18

La voce del castagno *

Questo articolo è inserito nelle sezioni d'archivio "Quanta vita sulla Terra e (forse) oltre" e "Arte, Letteratura, Racconti"

Un lungo preambolo per una storia vera, reale, che è riuscita a rendermi sereno e che mi ha fatto trovare grandi amici che non pensavo di poter incontrare. Poi capirete, ma vi dico soltanto che tornerò spesso in quel luogo e presso quelle splendide persone... ne sento già una struggente mancanza.

Immaginate di prendere un vecchio disco microsolco  e di metterlo sul giradischi, facendolo, però, girare a un giro ogni dieci minuti o anche ogni ora. Sentireste qualcosa? Capireste di che brano si tratta? Penso proprio di no. Risultato analogo lo otterreste facendo esattamente il contrario, ossia facendolo girare a decine di giri ogni secondo o anche a migliaia, se fosse possibile. Forse captereste un suono indistinto e confuso, ma la conclusione sarebbe la stessa: il significato sarebbe incomprensibile.

Noi uomini siamo fatti così... abbiamo percezioni molto limitate nel tempo e nello spazio. I nostri sensi riescono a trasmettere informazioni al cervello solo se date nel modo giusto, entro binari molto stretti e precisi. Lo stesso, infatti, avviene per la luce, o -meglio-  per lo spettro elettromagnetico. Se l'onda oscilla troppo in fretta o troppo lentamente i nostri occhi non riescono a rilevarla e a trasmettere alcuna informazione al cervello. Gli esempi sarebbero moltissimi e dovrebbero farci capire la nostra estrema limitatezza nei confronti della Natura. E, invece, siamo quasi sempre arroganti e superficiali.

La luce che riusciamo a percepire (il "visibile") è una piccolissima parte dello spettro elettromagnetico. Molti animali ci superano nettamente.

Se qualcosa o qualcuno non riesce a trasmetterci le informazioni come vogliamo noi e nel modo giusto, diventa immediatamente di livello inferiore, subalterno al nostro smodato egoismo. La Natura e l'Universo, quell'immenso teatro in cui abbiamo la fortuna di muoverci, viene giudicato solo secondo il nostro metro: la nostra limitatezza si trasforma in superbia. Purtroppo, siamo l'unico essere vivente che giudica in questo modo. La stessa "vita" è valutata secondo le nostre rozze percezioni.

Una pietra non può essere viva, dato che per tutta la nostra esistenza rimane lì, ferma al suo posto. Le stesse stelle, le vere fabbriche del Cosmo, a cui il Big Bang, la creazione, ha dato l'incarico di proseguire dopo il suo inizio rapido e violento, sono considerate oggetti privi di vita. E perché tutto ciò? Solo perché esse vivono e lavorano per milioni o miliardi di anni. E poco ci importa sapere che senza di esse noi non potremmo esistere, che ogni molecola del nostro corpo è stata costruita nelle nubi interstellari. E ancora meno capire che essa è frutto di un'immensa e lunga fatica, il cui frutto finale è stato regalato a tutto ciò che esisteva ed esiste. Dai semplici atomi di idrogeno, le stelle sono riuscite a formare tutti gli altri elementi chimici e poi a donarli senza chiedere nulla in cambio. Loro sì che sanno vivere, che sanno cosa vuol dire condivisione e fratellanza.

Eppure siamo noi le uniche creature pensanti, siamo noi che crediamo di esserne i padroni. No, non esistono padroni nell'Universo, anche se ognuno parla e vive in uno spaziotempo diverso. Diverso... ecco il vero problema. Noi, esseri molto limitati, ne abbiamo una maledetta paura. Ciò che non riusciamo a conoscere per la nostra limitatezza, ciò che ci appare diverso, fa subito paura e la paura genera l'odio, parola costruita dall'uomo, che nessun altro "attore" dell'Universo conosce.

Ma lasciamo pure stare quegli esseri viventi immensi e potenti che sono le stelle e gli altri corpi celesti, capaci di un'umiltà senza limiti, che noi scambiamo troppo facilmente per mancanza di raziocinio. Pensiamo alla nostra tecnologia. Siamo arrivati a un tal punto in questa costruzione artificiosa che abbiamo potuto vedere anche le onde troppo lunghe o troppo corte; abbiamo percepito bagliori troppo flebili; abbiamo perfino "sentito" le vibrazioni dello spaziotempo, quelle che una mente, veramente degna di essere considerata "umana",  ha predetto attraverso la sua teoria della relatività. Per cercare di comprendere certe cose bisogna, però, avere estrema umiltà nei confronti del Cosmo, capire la sua immensa capacità e  non avere paura di scatenare la fantasia, l'unico strumento che può farci uscire dalla nostra piccola e angusta casa di limitate sensazioni e percezioni.

La tecnologia è spesso frutto di fantasia e di umiltà, ma l'uso finale, invece di avvicinarci alla grandezza e all'armonia che è dappertutto attorno a noi, è molto spesso sbagliato o - quantomeno- nuovamente troppo limitato. Senza accorgersene diventiamo schiavi di quello che abbiamo costruito, invece di usarlo per avvicinarci alla Natura, all'Universo, di cui abbiamo l'onore di fare parte, ce ne allontaniamo sempre di più, rinchiusi in una bolla sempre più angusta e piccola. La nostra mente perde perfino le poche capacità che aveva e diventa succube di simboli fittizi, come la ricchezza e il  comando. Invece di crescere, rimpicciolisce, schiava di ciò che ha creato. In poche parole sintetiche: l'uomo guarda sempre più in basso e ha ormai il terrore di confrontarsi con l'immensa ricchezza del Cosmo.

Devo ammettere che è stato un preambolo lungo, molto lungo, ma spero che si sia capito il concetto di fondo, anche se ormai i lettori di questo blog conoscono molto bene il mio pensiero a riguardo. E conoscono anche il mio pessimismo per il futuro di un essere vivente che, rifiutando la sua vera essenza cerca di opporsi alla bellezza e all'armonia di ciò che lo circonda.

Ed ecco allora un incontro che è stato come un lampo a ciel sereno, capace di squarciare l'ottusa realtà di un mondo sempre più virtuale e squallido. Potrei anche dire che è bastato l'incontro con un castagno, che ha ormai superato la veneranda età di 500 anni, non lontano da moltissimi altri fratelli di età comparabile. Nel silenzio della vera Natura, mi è sembrato di riuscire a sentire le sue parole, anche se seguivano un ritmo molto più lento del mio. Non c'è dubbio, quei castagni hanno una propria voce, vivono con la stessa armonia delle stelle. E, anche loro non fanno altro che lavorare continuamente e allegramente per donare tutto ciò che creano.

Fonte: Canale SKY Arte

Non molecole, mattoni della vita, ma altri embrioni  che danno luogo ad altri monumenti della Natura. E nessuna gelosia e nessun rancore se quell'essere chiamato uomo viene a raccogliere questi frutti... anzi è un modo semplice e sincero di comunicare e condividere. Anche la vista è ripagata da quei tronchi in cui il tempo ha lasciato segni indelebili. Tronchi solcati da antiche rughe che diventano armonia pura, ricordando, a volte, il ben noto andamento a spirale, tanto usato e apprezzato dall'Universo.

Da sinistra: una galassia, un ciclone terrestre e una lumachina. L'Universo ama le spirali... di tutte le scale e dimensioni.

Ma quanti riescono a comprenderlo? Verrebbe da dire: "Nessuno". E invece no! Nella frazione Castello del comune di Viola, vicino a Ceva e al vero fiume più lungo d'Italia, il Tanaro, questo succede quotidianamente grazie alla passione e alla sensibilità di un gruppo di persone che sono entrate in perfetta sintonia con la Natura del luogo.

I castagni, secolari o no che siano, rimangono, quasi dappertutto, sempre più abbandonati  a loro stessi, senza nessun aiuto per rendergli la vita migliore e farci regalare tesori sempre preziosi. Il consumismo, la globalizzazione impongono regole ottuse e di breve durata, avendo come unica mira il guadagno, sia a scapito di altri esseri umani e -a maggior ragione- di animali e piante: massimo guadagno con il minimo sforzo e poco importa se si usa la furbizia, la cattiveria, la corruzione, la bugia e l'inganno (parole sconosciute all'Universo).

In quel luogo magico, invece, gli uomini passano ancora il decespugliatore tra i castagni, rendendo il terreno simile a un nobile prato inglese. Sicuramente un lavoro che verrà utile durante la raccolta dei frutti, ma anche un lavoro faticosissimo che piace ai vecchi alberi nodosi che sembrano quasi sorridere mentre si sentono così vezzeggiati e curati. E, allora, non è difficile sentirli parlare e udire il loro suono oscuro ai più. Loro sanno capire il linguaggio e le azioni dell'uomo, qualsiasi sia il ritmo che usa, tecnologico oppure no. Ma, soprattutto, sanno capire le emozioni e la sensibilità degli altri esseri viventi, sia che vivano un giorno sia che vivano milioni e milioni di anni. Nessun problema, allora, a capire che quel gruppo di persone che li circonda è degno del massimo rispetto perché quello che nutrono verso le piante, secolari vestigia di una Natura  arcaica e sincera, è passione e amore vero. Il guadagno deve esserci perché non si vive di aria, ma viene lautamente ricambiato da un lavoro faticoso, assiduo, naturalmente armonioso. Non stupitevi, quindi, se anche dopo ore e ore di sudore e di fatica, quel gruppo di persone sia ancora capace di elargire un sorriso autentico e una serenità impareggiabile. Sì, anche se ben nascosto, l'homo sapiens sapiens esiste davvero e, come tale, non può aver paura di ciò che lo circonda e lo affronta con l'umiltà culturale che dovrebbe essere di tutti noi.

Sì, cari amici quei boschi sono veramente piccoli pezzi di Universo in cui tutti gli esseri viventi seguono le regole dell'altruismo e della condivisione. Di notte, perfino le sorelle maggiori, le stelle, sembrano sorridere compiaciute.

Ovviamente, la qualità dei prodotti è superiore, restituendo la passione e il rispetto reciproco. No, non voglio certo fare pubblicità, ma non è difficile trovare il nome dell'azienda sapendo il nome del villaggio...

Un ultimo appunto... la mia solita ingenua favola. Ero là a contemplare un enorme esemplare di castagno, forato da parte a parte, pronto a ospitare piccoli mammiferi o uccelli e mi sono accorto che gli stavo parlando... No, nessuna vergogna, anzi. Poi mentre lo salutavo ho guardato ai suoi piedi e ho visto un magnifico porcino. L'ho raccolto e me ne sono andato sicuro che pochi minuti prima non ci fosse. Ma, forse, è il solito scherzo della mia fantasia infantile. Quel mormorio che sentivo dietro di me era sicuramente causato dalle foglie che dondolavano seguendo la brezza.

Grazie Ettore, Marco, Paola, Sandro1, Sandro2, Simone, Valeria, ecc., ecc.

P.S.: Una nota finale che fa comprendere molte cose, tra cui lo spirito ironico, l'affetto, la semplicità e molto altro... Una sera invitiamo a cena Ettore, fantastico padre di due fantastici figli. Quando arriva, oltre a una buona bottiglia di vino, qualche pomodoro dell'orto e un bel pezzo di formaggio di malga, tiene in mano uno speciale "mazzo di fiori"... un ovulo di almeno 20 cm di diametro, sano e invitante. Cose che a Viola Castello sono normali...

 

QUI potete ascoltare il silenzioso mormorìo delle balene

7 commenti

  1. Mario Fiori

    Grandissimo Enzo la tua sensibilità è fantastica e la tua fantasia incommensurabile. Riesci a vedere tutto ma proprio tutto il respiro dell'Universo e  della Natura . Certo che il denaro serve ma non può essere un "dio" e non può essere una ragione di vita che cancella la vita stessa: il tutto in attesa ( e qui l'illuso sognatore sono io ) l?Uomo capisca che deve sparire , altrimenti sarà lui a sparire e ci siamo vicini.

    Grazie Enzo di questa importantissima ed intensa nota su una tua bellissima esperienza.

  2. Frank

    Bravo Enzone, finalmente percepisco un poco di tranquillità nel tuo scrivere dopo più di qualche mese di pensieri cupi. Non mi stupisco di sentirti parlare con un Castagno, da molto tempo parlo con animali, piante e a volte anche rocce o più generalmente panorami. Non credo sia pazzia ma solo un estrinsecare i pensieri, purtroppo non è facile li da voi trovare l'ambiente adatto, nel senso che si verifichino le condizioni mentali, perché questo avvenga. Per me, quaggiù a testa in giù, è un poco più facile allontanarsi dalle distrazioni e immergersi nei pensieri. Certo mi pongo sempre la domanda se sarebbe possibile tutto questo senza alle spalle la società "civile" che permette di evitare di concentrarsi solo sui primari bisogni di sopravvivenza. Si torna alle mucche forse tutto questo serve per consentire a qualcuno di evolvere il pensiero e anche qui si verifica una selezione arrivare a questo contatto non significa automaticamente di approdare da qualche parte, almeno per me non è ancora successo, o peggio manco me ne sono accorto.

    PS però il porcino te lo sei pappato goloso........

  3. grazie Mariolino e grazie anche a Frankino!!

    Sai Frankolino bello, un vecchio delle Hawaii mi raccontava come vivevano prima del progresso americano... Davanti un mare pescosissimo, tanto che bastava buttare un retino e la pappa era pronta. Sulle rocce tanto sale a causa della rapida evaporazione; di fianco alberi del pane, manghi, papaja, ecc., ecc. Che altro serviva? Vivevano in pace, lavorando poco e condividendo il tutto.

    Il porcino era buonissimo... quando ci vuole, ci vuole...

  4. Sandro Bozz

    Enzo carissimo-

    ecco dunque perché la corteccia dei castagni
    (vera e propria "carta d'identità" e custode di tutte le epoche)
    cresce a spirale, in forma oraria.

    I castagni di Viola Castello ti aspettano ancora
    così come aspettano tutti i Viandanti Gentili che si troveranno a passare da lì, per raccontare e ascoltare.

    Grazie.

  5. guido

    Buongiorno, grazie Enzo per questo invito a soffermarsi dove la Natura ci invita a porgere l'orecchio ai suoi ritmi. Ora sono in vacanza tra le montagne che amo e che mi hanno ospitato da ragazzo. E qui, davanti a questi giganti silenziosi posso avvertire il senso del "tempo profondo" e riacquistare la mia vera misura di semplice uomo perso nell'immensità di spazio e tempo. Basta allungare una mano e toccare il fianco della montagna per sentirlo il tempo, il tempo antichissimo che l'ha vista sorgere dal mare....

  6. caro Guido,

    questo blog è sicuramente pieno di difetti, di errori che  scappano, di idee diverse... ma sicuramente c'è un qualcosa che ci unisce tutti e ci lega profondamente: il rispetto e l'ammirazione per la Natura e l'Universo. Un'ancora di salvezza potentissima per fronteggiare il becero mondo artificiale che abbiamo costruito e che ci circonda sempre più.

    Grazie!

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