13/02/21

Trovati i palloncini più antichi **

Questo articolo è inserito nella pagina d'archivio "Record cosmici"

 

Ho da poco scritto un articolo sul lento e lungo sonno delle nane bianche. Su quattro di loro, molto vecchie, si riconoscono ancora i segni dei loro pianeti terrestri. Ma vado anche oltre la ricerca (a modo mio...).

In quell'articolo si era detto che nessuna nana bianca, caduta realmente in un sonno profondo, è stata mai osservata. Nei  quasi quattordici miliardi di anni di vita del nostro Universo, non è possibile trovare una nana bianca con temperature inferiori a poche migliaia di gradi e, quindi, in grado di scomparire del tutto anche alla vista (telescopica) più attenta e acuta.

La missione Gaia ha regalato agli astrofisici moltissime nane bianche, mai osservate o identificate come tali e, di conseguenza, ha reso possibili ricerche di carattere statistico oltre che fossili da analizzare spettroscopicamente.

In particolare, ne sono state rilevate quattro che hanno un'atmosfera decisamente anomala rispetto a tante altre studiate finora. Cosa può esserci di così strano? Beh... non è difficile arrivarci, pensando a cosa hanno visto nella loro lunga vita e ricordando che all'inizio dovevano essere stelle non troppo più grandi del Sole. In qualche modo, queste vecchie nane bianche possono farci assistere a ciò che sarà il nostro Sole (o poco più) nel suo lontano futuro. Informazioni fondamentali non solo per la stella, ma, anche, per i suoi figlioli e, in particolare, per quelli simili al nostro pianeta.

Abbiamo già parlato di tracce planetarie nelle atmosfere di nane bianche, segni inequivocabili dell'esistenza di pianeti di tipo roccioso che sono stati vaporizzati e catturati dalla stella in lenta attesa di un sonno profondo. Tuttavia, finora si erano riscontrate solo abbondanze di materiale proveniente dal mantello o dal nucleo planetario. Non solo asteroidi quindi, ma veri e propri pianeti che avevano subito una completa differenziazione.

Con tante nuove nane bianche a disposizione si è, finalmente, osservata anche la presenza di composti chimici sicuramente appartenuti alla crosta superficiale, il luogo dove potrebbe essere stata ospitata la vita. In particolare, nelle quattro "vecchiette", le abbondanze di potassio e litio, confrontate con quelle di sodio e calcio, coincidono perfettamente con quelle tipiche della crosta della Terra e di Marte. Nel giro di un paio di milioni di anni, il periodo per vaporizzare e mischiare questi elementi,  l'atmosfera potrebbe già dare segni ben chiari.

Si fa in fretta a fari i conti... dieci miliardi di anni per una stella come il Sole prima della trasformazione equivale a dire che questi pianeti, ora scomparsi, si erano formati circa 10 miliardi di anni fa. In una fase in cui la stella è ancora troppo calda, però, non sarebbe facile osservare le abbondanze della crosta: bisognerebbe aspettare molto di più.

Non rimane molto tempo a disposizione, dato che l'Universo ha solo circa 14 miliardi di anni. Come risolvere il problema? Abbastanza semplicemente: basta far vivere  la stella originaria per meno anni, nella sequenza principale. Per ottenere ciò è necessaria una stella più grande del Sole. Sarebbe, però, ancora capace di formare pianeti terrestri? Beh... le nuove osservazioni dicono di sì. Una di loro sarebbe stata quattro volte più grande del Sole e potrebbero essere passati, dopo la sua trasformazione in nana bianca, anche 10 miliardi di anni.

Come appena accennato, più il tempo passa e meglio si riconoscono le abbondanze tipiche della crosta di un pianeta roccioso differenziato. In poche parole, si può concludere, che i primi sistemi planetari siano nati molto presto nell'Universo e che possano essersi formati  pianeti rocciosi come il nostro anche attorno a stelle non eccessivamente più grandi del Sole. Sicuramente, quello osservato sulla nana bianca così vecchia (per meglio dire, i suoi resti), può essere  considerato uno dei più vecchi sistemi planetari nella storia dell'Universo.

Fonte: University of Warwick/Mark Garlick.

A questo punto termina la ricerca attuale. Lasciatemi, però, allargare il discorso verso un futuro fantascientifico (poco "fanta", forse..). Con il progredire della tecnologia osservativa (sempre che il Sig. Musk ce lo permetta) potremo arrivare a individuare altri materiali nelle atmosfere delle vecchie nane bianche, magari anche metalli più preziosi come, ad esempio, il tantalio.

Cosa ci indicherebbe? Probabilmente l'esistenza di una vita "progredita". Per chi non lo sapesse, il tantalio si estrae da una miscela complessa di  columbite e tantalite, chiamata, in gergo, con il "nefasto" nome di coltan. Perché nefasto? Perché è proprio per estrarre il coltan (così come il cobalto) che intere popolazioni dell'Africa,  soprattutto del Congo, vengono sfruttate, in dispregio non solo della salute di uomini, donne e bambini, ridotti al limite della schiavitù, ma anche causando inquinamenti ben peggiori di quello attribuito furbescamente alla sola CO2.

Frammento di coltan: uno dei cibi preferiti dagli smartphone. Fonte: Wikipedia.

A cosa servono questi minerali? Facile a dirsi (ma purtroppo non a sapersi): alla costruzione delle parti più delicate di smartphone, tablet e altre diavolerie, che sono diventato l'essenza stessa della modernità. Minerali che vengono pagati ai regimi militari delle Nazioni, che di loro sono ricche, attraverso la vendita di armi che soddisfino le esigenze di supremazia tribale, fomentate proprio dal mondo civile e dalle meravigliose ed "ecologiche" multinazionali. Un grande segno di civiltà che, forse, meriterebbe maggiore attenzione. Qualcuno dirà: "Sì, ma il progresso impone sacrifici".  Soprattutto, aggiungo io, se li fanno coloro che hanno da sempre sofferto e che noi, "fortunati" o "furbi" o quello che volete, non vediamo, non sentiamo e che, inoltre, non facciamo nemmeno parlare.

Eppure, nella nostra intelligenza furbesca e umiliante, non siamo nemmeno capaci di combattere un piccolo e ancora più furbo virus, capace di terrorizzarci, anche se privo del nostro immenso cervello!

Beh... sapete cosa vi dico? Spero tanto che non venga mai osservata una nana bianca con un'atmosfera ricca di tantalio & co. Vorrebbe dire che nella storia dell'Universo la nostra civiltà è stata, e -forse- sarà, l'unica vera anomalia cosmica. Una piccola-grande soddisfazione!

Articolo originale QUI

 

4 commenti

  1. Mario Fiori

    Una sola parola all'inizio : Grande Enzo.

    Poi, aldilà del tantalio, sapere che l'esistenza di Pianeti è comunissima (e questo è un bel po che lo abbiamo appurato) è stato meraviglioso ; adesso poter vedere e analizzare pianeti di tipo terrestre fagocitati dalla loro Stella è un po vedere cosa accadrà normalmente alla Terra. Capire poi che anche qualche Supersole ha fatto cose simili è ancora più interessante. Insomma il Cosmo non ci annoia di certo e ci fa scoprire sempre qualcosa di nuovo, basta, però, saper guardare e apprezzare.

  2. caro Mariolino... sei tu sempre il più grande.  Sapessi quanto sono stati e sono importanti per me e per molti altri i tuoi commenti e pensieri che vengono dal profondo del cuore e sprizzano sincerità e umiltà intellettuale da tutti i pori!

  3. Mario Fiori

    Ti ringrazio Enzzo ma sei tu l'anima del Circolo e sei sempre tu che sprizzi intorno i semi per dare lo spirito giusto ai commenti.

  4. Guido

    Buongiorno, in questi casi mi sovviene sempre quel titolo di Giordano Bruno. Un titolo che già racchiude il senso tutto del suo pensiero:

    "De l'infinito, universo e mondi"

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