Questa sezione d'archivio è inserita in Meccanica Quantistica

Se parliamo di leggi che governano il macrocosmo, i dubbi sul fatto che Einstein avesse sempre ragione (pur sufficienti a non fargli vincere il Nobel per la sua Relatività) sono sempre stati ben poca cosa di fronte alla sequela inarrestabile di conferme sperimentali... più che giustificati, invece, i dubbi di gran parte della Comunità scientifica sull’argomento Einstein - Podolsky - Rosen (meglio conosciuto come Paradosso EPR), formulato nel 1935, con il quale il Nostro era convinto di avere minato l'impostazione probabilistica data alla Meccanica Quantistica dall'interpretazione di Copenaghen di Niels Bohr e dei suoi illustri collaboratori. Ma fu impresa ardua demolire la logica sottostante il celebre “paradosso”: se, infatti, scovare l'errore einsteniano nell'esperimento mentale della scatola di luce, costò a Bohr e Heisenberg solo una notte insonne, mai riuscirono a minare le fondamenta logico-matematiche del Paradosso EPR.

In realtà il celebre paradosso non aveva mai seriamente incrinato la credibilità della teoria quantistica di Bohr & co., data la capacità della stessa di prevedere gli esiti degli esperimenti, ma una rigorosa dimostrazione matematica della sua erroneità arrivò soltanto nel 1964 ad opera del fisico nordirlandese John Stewart Bell (1928-1990) nel 1964, quando Einstein e Bohr erano mancati da pochi anni.

Una spiegazione divulgativa della "Disuguaglianza di Bell" è tutt'altro che agevole, ma il nostro Fabrizio ha accettato la sfida...

 

  1. UNA PANORAMICA SULLA DISUGUAGLIANZA DI BELL
  2. Riprendiamo il discorso
  3. Alcuni fatti sperimentali
  4. Interpretazione standard
  5. Stato entangled di una coppia di fotoni

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