7/12/13

La gravità è figlia della meccanica quantistica? ***

Abbiamo appena parlato di “entanglement” di particelle e della similitudine di questo fenomeno con i wormhole tra i buchi neri. Ed ecco nuovi articoli che affondano il coltello e potrebbero dare il via alla grande unificazione tra relatività generale e meccanica quantistica

L’idea che è stata appena espressa QUI riguardo alla possibile similitudine tra buchi neri connessi da un wormhole e particelle “entangled” è già andata ben oltre. Altri lavori sono apparsi e, cercando di comprenderli al meglio, con i miei limiti, la strada sembra portare verso la tanto attesa unificazione tra meccanica quantistica e teoria della relatività.  Siamo nella pura matematica, ma cercherò di esprimere il concetto in modo estremamente semplificato e comprensibile. Non lo faccio solo per voi, ma… perché anch’io sono decisamente in difficoltà a seguire in profondità l’intero sviluppo della teoria! Qualcosa mi dice, però, che potremmo essere vicini a un cambiamento concettuale di grande portata.

Finora abbiamo “accettato” che creando due buchi neri con le caratteristiche dell’entanglement e, allontanandoli a piacere, essi formino un wormhole. Un wormhole è, però, essenzialmente un qualcosa legato alla gravità, un vero e proprio tunnel gravitazionale che deriva dall’applicazione più estrema della relatività generale (RG). Già la cosa sembrava molto interessante, dato che si stava trovando un legame tra un fenomeno puramente quantistico e un fenomeno basato sulla gravità relativistica.

Il salto forse decisivo si è avuto al MIT dove si sono simulati due quark entangled e il risultato è stato un wormhole che li univa!

Cosa potrebbe dire questo straordinario risultato teorico?  In poche parole, che la gravità, pur rimanendo la forza fondamentale che tiene unito l’Universo, è un qualcosa che nasce attraverso il fenomeno dell’entanglement quantistico.

Cerchiamo di andare più a fondo.

Da quando la meccanica quantistica ha cominciato a prendere piede, la grande sfida dei fisici è stata quella di spiegare la gravità in termini quantistici. Questo era il vero problema che ha causato dispute e controversie tra i massimi cervelli del secolo scorso. Mentre la MQ lavora benissimo del DESCRIVERE le interazioni a livello microscopico, essa non riesce a spiegare la gravità, uno dei concetti base della relatività generale, la teoria che Einstein ha proposto per spiegare il mondo macroscopico (e con grande successo a colpi di verifiche osservative).

Un dilemma e un ostacolo che sembrano insormontabili, così come sembra insormontabile la comprensione dei fenomeni quantistici come l’entanglement. Perché, allora, non sfruttare proprio le incomprensioni relative alla MQ per cercare un punto di contatto con la RG?

Bisogna ammettere, come dato di partenza, che, poiché la MQ non riesce a spiegare la gravità come forza fondamentale, quest’ultima potrebbe essere un fenomeno che emerge dalle stesse caratteristiche quantistiche. Un sottoprodotto quantistico e non un qualcosa da inserire all’interno della MQ. La differenza concettuale è enorme. Non bisognerebbe cercare strane particelle o interazioni tra loro in grado di dimostrare l’esistenza quantistica della gravità, ma, invece, vederla nascere come naturale prodotto delle interazioni quantistiche. Spero di essermi spiegato abbastanza bene…

Se questa idea fosse vera, si dimostrerebbe che l’Universo è modellato nel suo insieme da qualcosa di più fondamentale ancora della gravità, che sarebbe solo un effetto di una causa che si verifica solo a livello microscopico.

Due particelle entangled comunicano tra loro anche se portate ai limiti opposti dell’Universo. Questo scambio di informazione contraddice completamente la RG che non ammette “niente” di più veloce della luce. Proprio questo concetto sembra essere l’ostacolo più alto e proprio da esso si può partire per  risolvere il problema.

Torniamo all’inizio dell’articolo: accettiamo che creando due buchi neri entangled e allontanandoli tra loro emerga immediatamente un wormhole che è -e resta- un tunnel descritto e previsto dalla gravità. Perché non pensare che questa gravità che tiene unita i buchi neri non sia proprio una creazione del più fondamentale fenomeno dell’entanglement?

Scendiamo nel mondo del microcosmo per cercare di studiare il fenomeno direttamente, tra le particelle che mostrano chiaramente l’entanglement. Se la gravità nasce macroscopicamente tra due buchi neri dovrebbe nascere anche come effetto dell’entanglement di due particelle fondamentali come i quark, i mattoni di tutta la materia. Per provare questa idea bisogna, però, produrre due quark entangled. E’ stato usato l’effetto Schwinger, un concetto della MQ che permette di creare due particelle dal vuoto quantico. Un effetto che già conosciamo, usato, ad esempio, da Hawking per sviluppare la sua teoria sul dissolvimento dei buchi neri. Un concetto che ci riporta alle origini di tutto, a ciò che poteva esistere nel momento del Big Bang o magari anche “prima” e perdonatemi l’assurdità temporale.

Questi quark vivrebbero nel vuoto quantico, una specie di “zuppa” di particelle transienti che si creano a coppie si distruggono immediatamente. In particolari condizioni è possibile però estrarre due di queste particelle prima che si eliminino reciprocamente. Esse rappresentano per definizione due particelle entangled. Esse sono state inserite e mappate in uno spazio a quattro dimensioni, simile al nostro Spazio-Tempo. La gravità sarebbe l’effetto che nasce in una quinta dimensione che riesce a tenere unito lo spazio delle quattro dimensioni “inferiori”, seguendo le leggi della RG.

Per pensare a cosa si può creare nella quinta dimensione a partire da due quark entangled nelle quattro dimensioni è utile prendere come esempio la dualità olografica  (un concetto tipico della teoria delle stringhe). In parole semplici (spero…), pensate a un ologramma. Esso esiste come oggetto in uno spazio a due dimensioni, ma contiene tutte le informazioni necessarie per essere rappresentato in una visione a tre dimensioni. In generale, la dualità olografica è il modo per derivare una dimensione superiore a partire da quelle più basse. A livello mentale, lasciatemi  dire che è la capacità di un cervello di riuscire a sintetizzare molte osservazioni particolari e creare un concetto generale.. Proprio quello di cui si discuteva nel post precedente…

Ebbene, applicando la dualità olografica a due quark entangled nelle quattro  dimensioni è apparso un wormhole gravitazionale che li univa. In altre parole, la formazione di un paio di quark entangled ha creato la gravità! Capite bene che ripercussioni potrebbe avere questa teoria. I quark sono i mattoni della materia e quindi di tutto l’Universo. Esso, pur rimanendo perfettamente descritto dalla gravità non è che una conseguenza delle interazioni esistenti dai quark che lo hanno creato.

Non chiedetemi di più, anche perché si sta aprendo un campo di ricerca quasi sconfinato e di un’eleganza fantastica. Perfino troppo…

Ovviamente tutto ciò rimane a livello teorico, ma… è già qualcosa. Anche Einstein si limitava alla teoria e ancora oggi si scoprono oggetti e fenomeni che confermano le sue idee…

Il numero di articoli apparsi e la semplicità di fondo (a parte la terrificante matematica che sta dietro) mi ha molto stuzzicato.. sembra tutto così ovvio…

Chissà cosa ne direbbe il “nostro” Albert?

P.S.: una considerazione su un dubbio che potrebbe saltar fuori. Se accettiamo l’idea che la gravità sia una manifestazione nel Cosmo a quattro dimensioni di un qualcosa che faccia parte della quinta, come mai stiamo lottando per individuare le onde gravitazionali (NEWS Rilevate le onde gravitazionali)? In fondo, tutta la gravità è solo una specie di entanglement e dovrebbe seguire le leggi della MQ. Invece, niente cambia e la RG continua ad avere senso come descrizione dei fenomeni nelle quattro dimensioni. Le onde gravitazionali non sono altro che una deformazione dello spazio-tempo e quindi una manifestazione che avviene e può essere descritto nell’Universo visibile. Diverso è il discorso sulla gravità “trasportata” da particelle. Questo potrebbe non essere necessario, dato che la gravità è una manifestazione dovuta a particelle entangled. In realtà, a che velocità va la gravità? Se io facessi sparire il Sole, ne sentiremmo l’assenza solo dopo otto minuti o immediatamente, superando la velocità della luce? Forse romperemmo solo e per sempre l’entanglement “gravitazionale”…

Forse è meglio tornare alla nostra cara, vecchia e semplice matematica

Un articolo abbastanza esplicativo e molto sintetico può essere QUESTO (non banale certamente)

47 commenti

  1. La gravità come proprietà emergente della MQ.... :-? Davvero interessante!
    E, alla fine, frutto di un lavoro molto lungo, fatto di piccoli passi che portavano qui, come se fosse stato intuito ma non compreso.
    Entusiasmante! :wink:  

  2. Eh sì Red...fin troppo semplice... Aspettiamo e vediamo. Certo è che la teoria delle stringhe comincia ad avere una rappresentazione molto più "pratica"... :roll:

  3. Walter

    Quando andavo a scuola ho fatto al professore la stessa domanda
    Se il sole sparisse sentiremo subito le le conseguenze gravitazionali o dopo 8 minuti.
    La risposta è stata: tu leggi molto ma capisci poco di quello che leggi, rileggi la relatività di Einstein.
    Mi dispiace che quel professore non  possa più leggere questo articolo perché sarebbe ultra centenario.
    Ad ogni modo aveva ragione.
    Domanda: qualcuno riesce veramente capire le conseguenze di questa teoria?
    Se si penso che sono un homo neanterthalensis e non homo sapiens-sapiens, ma non sarei solo.
     

  4. caro Walter,
    non sei assolutamente solo! Le conseguenze non sono nemmeno chiare a coloro che l'hanno suggerita.  :-P

  5. Gaetano M.

    Questa volta Enzo ha superato Enzo! :wink:
    Mi sembra il de profundis del gravitone e di tante altre cose connesse...

  6. Gaetano,
    io non ho nessun merito ( e nemmeno colpa... :-P ). Ho solo riportato una notizia scientifica... cercando di esporla come meglio potevo...  :)

  7. Mario Fiori

    Carissimo Enzo stiamo assistendo a qualcosa di epocale, ma sicuramente ci saranno poi altre domande a cui rispondere.
    Parli di quinta dimensione , io penso, da profano naturalmente, che la gran parte della MQ si svolge proprio in altre dimensioni, presenti ma non visibili a noi piccoli esseri posti in un angolo di universo, che possiamo studiarne più a fondo gli effetti nelle nostre quattro dimensioni per meglio teorizzare tutto ciò.
    Mi domando poi se l'aspetto dell'Universo è veramente quello che vediamo nel visibile e nellre altre lunghezze di onda che ci permettono i nostri strumenti ? Credo proprio di  no caro Enzo, a mio parere è qualcosa di veramente inimmaginabile.

  8. carissimo Mario,
    per rifarci all'esempio dell'ologramma... potremmo dire che noi viviamo in quattro dimensioni, interagendo attraverso le regole delle quattro dimensioni, ma che la MQ ci permette di immaginare e di rendere apparentemente concreto l'ologramma in 5 dimensioni.  O qualcosa del genere... :roll:

    Chissà se siamo sulla strada giusta e se è possibile svilupparla ? Temo che come tutti gli ologrammi essi permettano una visione tridimensionale, ma non possono essere realmente considerati tridimensionali. Se li manipoliamo tornano quello che sono. E'destino che abbiamo davanti: vedere ma non toccare?

    Aiuto... fermate il mondo, fatemi scendere. datemi un facebook piccolo a piacere :mrgreen: :mrgreen:  

  9. Mario Fiori

    Va' bene Enzo vediamo che accade, la curiosità cè, arriviamo dove sarà possibile. Puo' essereche il Mondo si muova per noi e vogliamo fermarlo ma magari è già fermoooo...... :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  10. beppe

    Faccio un po' fatica a digerire questa supposizione, credo che le teorie siano delle approssimazioni sempre più accurate che vengono affinate dalle nuove scoperte. 
    Questo è il bello della Scienza, avere il coraggio di mettere sempre tutto in discussione.
    Studiare la fisica è come costruire un puzzle, alcuni pezzi li metti subito e stanno bene insieme, altri hai difficoltà ad inserirli, alcune volte devi smontare tutto e ricominciare da capo perché un tassello non era al suo posto.
    La difficoltà più grande è che non si conosce il numero dei tasselli del puzzle e forse ne vengono aggiunti  di nuovi... 
    Un gioco che non avrà mai fine, forse il bello è proprio questo!! :mrgreen:
    Per il momento tifo per il Modello Standard anche se si sa che è incompleto, ma è quello che digerisco meglio... La teoria delle Stringhe non la capisco :oops:

  11. Secondo me va a finire che ci liberiamo di quella boiata della materia-energia oscura che ci siamo inventati per far tornare i conti. Come quando alle medie non riuscivano le espressioni e si faceva qualche ritocchino per appiccicare il risultato indicato sul libro :oops:  Oppure quando si pensava ad un ipotetico etere per spiegare come si propagava la luce nel vuoto. Ebbene la verità è che della gravità, la cosa più banale e tangibile della nostra vita non ne abbiamo capito una mazza e la MQ sicuramente ci darà la giusta prospettiva da cui guardare le cose. Per quando possano valere le mie speculazioni, giusto per fare ordine... le evidenze sulla gravità quali sono? Che è una proprietà intrinseca dello spazio quando un corpo dotato di massa crea attorno a se un campo gravitazionale proporzionato alla sua massa giusto? Teniamo anche presente che all'interno di un campo gravitazionale viene distorto anche il tempo. Non ci siamo ancora arrivati a capire il perchè e il per come questo succede, così avevamo ipotizzato l'esistenza di una particella o di un onda che genera-trasmette questa forza ma adesso siamo tutti d'accordo che non esiste nessun gravitone e nessuna onda gravitazionale. Quindi con questi recenti studi sui wormhole (tutta robba teorica perchè non si sono mai dimostrati ma solo simulati) si prospetta l'ipotesi che è l'aggrovigliamento della materia a "generare" gravità, o meglio (se ho vagamente intuito) questa è la manifestazione quantistica di un qualcosa che avviene a livello di una quinta di dimesione e fin qui...  ma una cosa di cui non parlano gli autori è la distorsione temporale, se la gravità è una manifestazione dell'aggrovigliamento anche la distorsione temporale deve esserlo visto che tutte le volte che c'è gravità in misura infinitesimale (secondo la nostra percezione del tempo e la nostra precisione nel misurarlo) c'è anche distorsione temporale, anche quest'ultima potrebbe essere spiegabile con l'entanglement?

  12. caro Marco,
    io non condivido completamente la tua descrizione. Anche ammettendo che la gravità sia frutto dell'entanglement delle particelle, essa vive comunque come fenomeno reale e descrivibile perfettamente nello Spazio-Tempo a quattro dimensioni. Per cui le onde gravitazionali, che rappresentano solo una deformazione di questo, continuano a esistere, mentre probabilmente sarebbero inutili le particelle che trasmettono la gravità. Forse la gravità e il cosmo nella sua descrizione attuale è qualcosa di simile alla legge di Newton che descriveva (e descrive) perfettamente un nostro micro-macrocosmo. Il vero passo in avanti sarà il macro-macroscosmo. Chissà perché, ma mi ricorda sempre di più il libro flatlandia....
    Perfettamente d'accordo invece sulla materia ed energia oscura che possono essere anch'esse  "creazioni" della quinta dimensione che non hanno ancora trovato il loro Einstein... 

  13. Grazie del chiarimento. Rigurado alle onde gravitazionali, pur non essendo mai state misurate sperimentalmente probabilmente si generano veramente quando qualcosa di supermassiccio si muove molto velocemente, ma di sicuro non sono lo "strumento" (non mi viene un termine migliore) attramerso cui la gravità agisce, ma solo una manifestazione della stessa in quei particolari casi. In parole povere dal mio infimo punto di vista la Terra non ci attira a se attraverso un onda e neanche attraverso un gravitone. Il nostro modello funziona "dalle nostre parti" ma per farlo funzionare a tutto l'universo ci stiamo inventando di tutto, a mio modesto parere questa cosa della deformazione temporale non viene presa in giusta considerazione dagli astrofisici, o probabilmente sono io a non capire che in realtà è già stata valutata senza aiutarci. Pensiamo di vedere indietro nel tempo di un tot in base alla distanza "anni luce", bene, ma qualcuno considera il fatto che da qui alla luce della stella c'è uno spazio che potebbe essere temporalmente deformato? Quando si guarda dentro una lente gravitazionale si tiene conto che quella lente è una porzione di spazio che devia sì la traiettoria della luce ma anche il suo tempo? In prossimità di un buco nero il tempo trascorre più lentamente giusto, quindi in teoria anche un raggio di luce generato dietro il buco nero ma che non ci cade dentro e arriva deviato fino a noi ha percorso questa distanza più lentamente no? Non può essere che questa mappa di materia oscura che abbiamo disegnato sia in realtà una mappa di quanto è temporalmente deformato l'universo? Se hai la pazienza di chiarirmi le idee a tal proposito ti ringranzio, in caso contrario ti ringrazio lo stesso per la dedizione con cui curi il tuo blog veramente interessante e stimolante! :wink:

  14. foscoul

    La gravità è figlia della meccanica quantistica..Io ci aggiungerei, anche il tempo.
    Interessante questo articolo che appunto cerca di spiegare le deformazioni spazio temporali dovute alle onde gravitazionali cercando una correlazione e un'applicazione teorica attraverso il fenomeno dell'entanglement cercando di spiegare i fenomeni a livello di macrocosmo.
    Ecco l'articolo con all'interno segnalati atri link per approfondire la teoria.
    Buona lettura.
    http://www.link2universe.net/2013-10-23/esperimento-quantistico-mostra-come-il-tempo-emerge-dallentanglement/ 

  15. alexander

    incredibile e sconvolgente!
    Insomma come Einstein ha battuto newton ragionando a 4 dimensioni ora il mit (che in pratica è un'associazione di super cervelloni dediti alla ricerca) battono la RG e la MQ aumentando a 5 le dimensioni (se non 11 come vuole la teoria delle stringhe).
    Credo che l'articolo dica che tutto nasce in questa quinta dimensione e che la gravità non è altro che che la manifestazione nelle 4 dimensioni a noi visibili di ciò che accade nella quinta, dove il mondo microscopico è strettamente collegato a quello macro in un modo che noi non possiamo vedere.
    L'articolo è al di la delle mie possibilità, credo solo di aver capito che un ruolo fondamentale dovrebbe essere il ruolo degli ologrammi e di quelle teorie sull'universo olografico (credo proposta da bohm) che erano emerse alcuni anni fa e che forse erano state messe nel cassetto troppo presto...
    Quelle ipotesi dicevano che esisteva una dimensione  più profonda nella quale le particelle erano di meno e il numero di particelle che  noi vediamo nelle nostre 4 dimensioni è la riproposizione delle stesse ma solo in una forma di proiezione di tipo olografico, sarebbe in pratica come pensare (solo in termini di idea) ad un fascio di luce quando subisce il fenomeno della rifrazione, da un fascio si sdoppia in duo o tre fasci che hanno avuto un unico padre e le stesse caratteristiche...
    Questo in pratica dovrebbe spiegare  entanglement, l'informazione viaggia a velocità infinità solo perchè non ci sono due vere particelle che comunicano ma solo una proiettata nel nostro universo in più modi.
    La vera gravità e la vera interazione tra particelle dovrebbe quindi svilupparsi completamente solo nella quinta dimensione e noi dovremmo poterne verificare solo gli effetti parziali di queste nel nostro universo visibile... 
    Adottare una visione del genere significa ripartire da zero, aver concluso il livello 4 dimensione e iniziare a giocare al livello 5 dimensioni come in un videogame!   :-P

    PS. vorrei fare un richiamo personale, una concezione di questo tipo può mettere in dubbio anche il big bang, noi abbiamo la certezza che l'universo in 4 dimensioni sia nato cosi o in un modo molto simile, non abbiamo invece nulla che ci possa far pensare sia avvenuto lo stesso nella quinta...

    PS2: ho cercato di fare un riassuntino per chiedere se ho capito almeno una parte... :oops:
    Ho enorme difficolta, anche ragionando sulla quinta dimensione, a mettere in comune la comunicazione istantanea dell' entanglement con la velocità della luce con cui si muove la gravità... 

  16. caro Marco,
    la deformazione del tempo va di pari passo con la deformazione dello spazio seguendo le regole espresse dalla relatività. Non è assolutamente trascurato. Così come gli effetti di deformazione dovuti alla lente gravitazionale legano strettamente spazio e  tempo. Il fatto è che sono di portata trascurabile rispetto all'intero cammino percorso dalla luce. Ben diversa è la situazione se approfondiamo gli effetti o se le deformazioni diventano molto grandi. Butto lì alcuni esempi che vanno dalla variazione del perielio di Mercurio, al ritardo del segnale delle pulsar se influenzate da onde gravitazionali (giustamente delle pieghe nel tessuto spazio-tempo che deformano il segnale gravitazionale) fino al comportamento della luce nei pressi di un buco nero. Per tutte queste problematiche ho scritto vari articoli su astronomia.com. Potresti cercarli nella parte "approfondimenti" relativamente a spazio-tempo e cono di luce. Ma anche a riguardo della velocità della luce e onde gravitazionali.
    Sono però tutti effetti ben descritti dalla teoria della relatività, così come lo sono anche i wormhole. La materia oscura e la relativa energia sono, invece, qualcosa al di fuori, non prevista dalle equazioni che spiegano la gravità come deformazione spazio-temporale.
    Che poi, anch'esse, esistano o siano frutto delle interazioni che regolano la meccanica quantistica e di riflesso anche la gravitazione è tutto un gioco ancora da scoprire... 

  17. caro Alexander, dici abbastanza bene. Il concetto di base è vicino a quello che dici. Resta il fatto della terribile difficoltà di esprimere questi concetti con descrizioni legate al nostro universo "limitato"e alle quattro dimensioni... Forse conviene accettare certe teorie per quello che sono. Solo qualche esperimento pratico può offrire risvolti percepibili e più comprensibili. La stessa MQ è diventata pratica in un secondo tempo, pur restando incomprensibile...

  18. Mario Fiori

    Beh ragazzi a questo punto mi viene anche a me di dire che è inutile cercare il gravitone se la gravità viene "mediata" nelle quattro dimensioni attraverso la quinta che noi comunque, almeno al momento, riusciamo solo a teorizzare.
     Ottimo Marco su l'energia e la materia oscura, cosa servono con la MQ? 

  19. Grazie per i chiarimenti, per me necessari, grazie anche per i riferimenti che mi hai dato, c'è tanto da studiare!  :-?

  20. Gaetano M.

    Enzo, a questo punto varrebbe ancora l'estrapolazione effettuata da Einstein, che gli ha permeesso di eguagliare la velocità delle onde gravitazionali a "c"?

  21. le onde gravitazionali si propagano e quindi vale l'estrapolazione. Diversa sarebbe l'interazione gravitazionale...

  22. Gaetano M.

    Senza gravitone avremmo ancora le onde gravitazionali? (e viceversa :mrgreen:)

  23. io direi di sì, dato che le onde gravitazionali sono solo una deformazione dello spazio-tempo causato da movimenti di grande masse e si propagano attraverso l'intero "tessuto" spazio-temporale.

  24. Gaetano M.

    Enzo, il "tessuto" spazio-temporale non mi sembra molto diverso dall'etere che Einstein aveva cacciato dalla porta per... farlo rientrare dalla finestra. Ho l'impressione che in questo modo si sostituisca la causa con l'effetto: l'increspatura dello spazio-tempo è l'effetto ma senza "tessuto" come si trasmetterebbe?

  25. No, Gaetano. Lo spazio-tempo non è qualcosa di materiale. E' il teatro senza struttura tangibile che contiene  l'Universo. Proprio la sua comprensione ha annullato del tutto il bisogno dell'etere...

  26. Aggiungo... la problematica è comprensibile appieno seguendo la nascita e l'espansione del tutto...

  27. Andrea I.

    Mah, io in genere rimango diffidente quando vedo spuntare dimensioni aggiuntive. :-?
    Il dubbio che mi viene é come poter verificare la loro esistenza.
    Per il resto é una teoria molto interessante, aspetto quindi ulteriori approfondimenti in merito :mrgreen:

  28. Gaetano M.

    Grazie Enzo, credo di aver capito :)

  29. Andrea.Andrea

    Ciao ragazzi!

    Causa trasloco sono rimasto mooolto indietro !!

    Caro Enzo grazie per gli articoli SPETTACOLARI!!

    Io credo di avere capito la logica dell'ologramma e del wormhole ma non a capire l'effetto Schwinger.

    Come si creano delle particelle entangled tra loro?

    Come nasce questo legame tra loro?
    Ciao e grazie.
    Andrea.         

  30. caro Andrea,
    non è molto semplice a descrivere senza una matematica approfondita. Diciamo che sotto l'effetto di un campo elettrico particolarmente intenso si riesce a "creare" una coppia quark-antiquark  dalla fluttuazione quantistica del vuoto collegata all'interazione tra elettroni. Qualcosa del genere, ma molto più accurata .... :roll:

  31. Andrea.Andrea

    Ciao ragazzi.
    Qualcuno può linkarmi qualcosa sull'effetto Schwinger che non trovo nulla? :(
    Enzo,  il discorso gravità/entanglement è un qualcosa di legato al fatto che se tutto è nato da un punto potrebbe essere che tutto sia entangled con tutto?
    O è qualcosa di diverso, ad esempio a coppie  tipo quark/antiquark?
    Ciao Andrea.

  32. caro Andrea, direi del tipo quark-antiquark... ma è ancora presto per correre avanti...

  33. foscoul

    Andrea.Andrea
    L'effetto Schwinger da quanto ho intuito (ma prendio molto molto con le pinze) ha a che fare con il calcolo del rapporto giromagnetico dell'elettrone 8-O
    Enzo aiutaci tu!!!  :mrgreen:

  34. ci provo... ma devo fare qualche ricerca.... e poi ... tradurla in linguaggio comprensibile (anche per me...).... Ohi ohi...

  35. Andrea I.

    http://www.phys.uconn.edu/~dunne/dunne_schwinger.html vedete un po, gli ho dato una guardata veloce e non mi pare esageratamente complicato e a grandi linee si capisce il concetto.....credo! :mrgreen:

  36. caro Andrea,
    beh... a questo livello senz'altro (l'avevo scritto anch'io qualche commento fa). Il meccanismo vero, però, ha bisogno di una sua matematica specialistica per mostrare la separazione di due particelle entanglate dopo la loro creazione nel vuoto quantico. Ha ragione in parte Foscoul quando parla di proprietà giromagnetiche... vedo di approfondire...

  37. foscoul

    Ho trovato questa tesi che tratta l'argomento e che mi sembra abbastanza digeribile certo meglio farla vagliare ad Enzo comunque mi cimento in una spiegazione terra terra senza entrare in competenze che non ho. :mrgreen:
    https://www.academia.edu/957397/Modern_Schwinger_Effect
    Quello che ho capito è che l'effetto in questione fa da catalizzatore nel tasso di produzione di coppie (elettrone/positrone) dal vuoto in un campo elettromagnetico uniforme.
    L'esperimento con i laser di cui parla l'articolo di Enzo amplifica questo effetto modificando i parametri dei laser si hanno variazioni sul tasso di produzione delle coppie che vengono amplificati si può dire che i laser diventino i veri catalizzatori dell'effetto "catalisi del vuoto".
    L'importanza di questa ricerca è che potrebbe essere la chiave per comprendere fenomeni "analoghi" di natura gravitazionale quali la radiazione di Unruh e quella di Hawking.

  38. dunque... dice bene Foscoul e cerchiamo di inquadrare meglio il problema. Come detto se si volessero impostare le condizioni su cui lavora l'effetto si dovrebbe introdurre una funzione spaventosamente difficile non solo dal punto di vista matematico, ma anche da quello concettuale. La MQ non è solo entanglement, ma è fatta di lagrangiane e di formalismi che comportano una preparazione accuratissima che nemmeno io ho mai avuto (sono stato un astrofisico e non un fisico nucleare o un meccanico quantistico). Vediamo allora di inquadrare meglio la problematica generale, ma non si potrà dire molto di più di quanto non si sia già detto.

    Schwinger è stato in contatto stretto con Fyenman e questo la dice lunga. Hanno preso il nobel insieme sulla stessa topica: la QED, l' elettrodinamica quantistica. Essa tratta degli effetti quantistici cui sono soggette le particelle in moto attraverso un campo elletromagnetico. Ne succedono di tutti i colori (pensate che Feynman ha anche trovato una spiegazione sulla dispersione di particelle basandosi sull'inversione momentanea della freccia del tempo per un positrone). Schwinger cercava invece di poter creare particella e anti particella attraverso l'interazione di un elettrone (e non solo) con un campo elettrico particolarmente intenso. In tali condizioni si creano vari effetti tipici della MQ (Casimir, Thompson, ecc.) ma anche la possibilità di ingigantire le fluttuazioni nel vuoto quantico e non solo creare una coppia di particelle entangled, ma anche di poterle separare teoricamente e mantenerle separata per un tempo non vicinissimo a zero. Ai suoi tempi non vi era la possibilità pratica e l'idea rimase solo teorica. Oggi, con apparecchiature speciali si è vicini all'attuazione del suo effetto che vorrebbe dire creare per un tempo brevissimo (ma sufficiente) una coppia nata dal vuoto. Queste due particelle producono un effetto tunnel gravitazionale (attraverso i formalismi... della MQ) come quello dei wormhole tra buchi neri e questa è la parte che interessa  per gli scopi dell'articolo. Tuttavia, riuscire a separare e a studiare due particelle non più virtuali darebbe la possibilità di testare direttamente le teorie di Hawking sulla separazione di particella e antiparticella e la possibilità di fare restituire energia dai buchi neri fino al loro scioglimento...
    Direi che possiamo fermarci qui... dato che spiegare con fatica qualcosa del genere comporterebbe una decina di nuove problematiche altrettanto interessanti e ancora più complesse...  

  39. foscoul

    Fantastico Enzo non aggiungo altro! :-P

  40. Andrea.Andrea

    Grazie mille ragazzi!  :mrgreen:
    Comunque è molto bello il discorso delle fluttuazioni quantistiche e della violazione temporanea del principio di conservazione dell'energia.
    Se non ho tavisato si riesce a creare dal nulla piccole quantità di energia come due particelle  8-O.
    Grazie ancora.
    Ciao a tutti. 

  41. davide1334

    enzo,girovagando in web mi sono imbattuto in questa cosa....che ne pensi di questa teoria?

    http://www.lescienze.it/news/2013/12/12/news/gravit_arcobaleno_tempo_senza_inizio-1927448/ 

  42. acci davide... mi sono dimenticato di dargli un'occhiata... In questi giorni sono molto preso. La leggo appena posso... promesso!!!! :oops: 

  43. mi rimangio le parole... l'avevo già letto (povera testa...) e forse none sei stato tu a chiedermi di dargli una lettura. Che dire? Molto affascinante e ingegnoso, ma lo trovo altamente speculativo. Bisogna vedere che matematica gli sta dietro, ma sarebbe comunque necessario un parere di un vero cosmologo... :wink:

  44. alexander

    Non è che voglio fare il gufo ma l’idea del gravitone che vive in una extradimensione e che possa essere identificabile come una wimp mi lascia un po’ perplesso…
    L’unica base quasi solida che abbiamo sulla materia oscura sono le rilevazioni di anomalie gravitazionali che ci fanno presupporre che questa materia oscura formi una specie di reticolato nell’universo e che formi anche una specie di “guscio” all’interno del quale si sviluppano le galassie.
    Quindi ad una prima osservazione è un fenomeno comunque localizzato e non è presente in ogni angolo dell’universo.
    Il gravitone invece, essendo il portatore della gravità, è sicuramente presente in ogni angolo dell’universo e, sicuramente, anche sulla terra.
    Con l’osservazione diretta avremmo superato il problema, anzi forse non ci sarebbe neanche mai presentato…
    Inoltre il gravitone deve viaggiare alla velocità della luce (escludendo eventuali tunnel spazio temporali) e quindi per definizione dovrebbero avere massa zero.
    Infine, viaggiando alla velocità della luce, si disperderebbero nell’universo e difficilmente, credo, potrebbero creare strutture a reticolo come detto prima,…
     
    Invece sono più possibilista sulla loro possibilità di esistere anche in altre dimensioni.
    Una cosa simile l’aveva scritta anche Enzo parlando delle nuove teorie sulla gravità quantistica.
     
     
    Secondo me una extradimensione  in cui opererebbe la gravità (oltre che permetterci di capire la sua vera natura) potrebbe tornare utile anche per spiegare come mai questa ha un’intensità cosi eccezionalmente bassa rispetto alle altre forze fondamentali…

  45. alexander

    ops ho postato sull'articolo sbagliato.
    chiedo scusa e lo riposto dove era giusto che fosse!
     :oops:  

  46. paolo manzelli

    Invito a collaborare e partecipare al convegno su BIOFOTONI ED ENERGIA PER LA VITA: WEB del convegno e' ora in : http://www.istitutobioenergia.it/convegno-bio-fotoni-energia-la-vita/ , Paolo Manzelli < egocreanet2016@gmail.com > ; vedi e far firmare : https://www.change.org/p/vitality-change-vitality-change ;

  47. paolo manzelli

    Paolo Antonio Manzelli a ENTANGLEMENT

    L ’interpretazione di Copenhagen della meccanica-quantistica ha ritenuto possibile accetttare la arbitraria separazione tra osservatore e osservato , come fossero due sistemi isolati (soggettivo ed oggettivo) , cosi che la simultaneita' tra onda-e particella quantica sparisce (collasso della funzione d’onda) in un evento di misura della probabilita di trovare la particella. In tale modello, la funzione d’onda e solo un artificio matematico che non esiste fisicamente finchè non viene oggettivamente osservata.
    La onda associata alla Particella e invece reale cioe e' parte della energia del dualismo onda particella e si comporta come una onda guida in quanto precede la particela ed interagisce con l' ambiente . ( onda Guida di Brillouin-Bohm) .
    Cosi "onda e particella come complimentari forme di energia , possono generare due tipologie di entanglement quantistico . 1-ENT. : come onde possono sovrapporsi e creare segnali di interferenza nel quadro dello spazio -tempo (XYZ,T); 2-ENT :come particelle possono compenetrarsi modificando la geometria dello spazio -tempo in forma bidimensionale (XY,T1,T2) .
    La Geometria dello spazio tempo Euclideo (XYZ,T1) è il risultato dell' Entanglemen di Gravitoni compenetrati all' epoa del BIG-Bang.
    mentre l' Entanglement 2-ENT e' il risultato della trasformazione quantistica della geometria dello spaziotempo in forma bidimensionale.
    Paolo Antonio Manzelli 07/ GIU/2017 egocreanet2016@gmail.com   07/06/2017 Firenze

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