12/02/16

Il fotone non è più solo: da oggi siamo “diversi” *

Questo articolo è stato inserito nella sezione d'archivio dedicata alle ONDE GRAVITAZIONALI, all'interno della RELATIVITA' GENERALE

 

Cari amici, stanotte ho dormito poco e male. Anzi, direi solo poco, in quanto i pensieri che mi giravano in testa tutto erano fuorché brutti o fastidiosi. Sperando che non mi fraintendiate, ho avuto vicino a me, per molte ore, il faccione sorridente di Einstein, con la sua lingua di fuori, che mi sussurrava: “Finalmente siete riusciti a usare un altro senso e non solo gli occhi per descrivere l’Universo, ossia la vostra casa”.

Ho capito subito che a lui non interessava assolutamente la conferma della sua teoria. Caso mai sperava che ci potessimo arrivare prima. Pensandoci bene è più che ovvio… chi riesce a concepire la teoria della relatività partendo da un paio di postulati che sembrano quasi banali e vede come tutto sgorga naturale quasi in modo automatico, non ha bisogno di conferme.

Siamo noi che abbiamo bisogno di toccare, di verificare, ma sarebbe bastato guardare meglio i suoi occhi per convincerci fin da subito che non erano le conferme ciò che dovevamo cercare, ma il modo di sfruttare le infinite conseguenze della sua opera d’arte. Sì, possiamo proprio chiamarla opera d’arte, dato che è stata una rappresentazione completa e soggettiva della realtà. Soggettiva, in quanto sono stati usati approcci legati alle caratteristiche della mente di Albert, ma limpidissima ed esauriente per aprire a chiunque una finestra sulle verità del Cosmo.

Proprio con queste idee ancora in testa e con la risatina di sottofondo di Einstein ho voluto impostare questo articolo. E’ forse uno dei più importanti e difficili che abbia mai scritto. Non perché tratta di matematica superiore, ma per il semplice fatto che vorrebbe cercare di esprimere compiutamente il mio stato d’animo, dopo la notizia di ieri.

Prima di passare alle “cose” serie, lasciatemi fare (tanto per cambiare) una piccolissima polemica che si riassume in una frase: “Ne valeva la pena?”.

In altra parole, era necessario che la Scienza si sottomettesse alla scienza mediatica per creare un’atmosfera da telequiz che desse pubblicità  a una rivoluzione epocale? No, non era assolutamente necessario. Poteva seguire le sue regole normali: quando un certo lavoro è pronto, viene pubblicato e il mondo scientifico ne prende coscienza. “Ma come”, mi direte, “Proprio tu che vuoi fare divulgazione vai contro alla diffusione più larga possibile di una notizia scientifica?”. Sì, se i risultati sono stati quelli di ieri sera.

Mi riferisco al telegiornale forse più “culturale” della nostra RAI. Mi aspettavo (o forse speravo soltanto) che la dessero come prima notizia. L’avrebbero potuto fare, però, soltanto se avessero minimamente capito cosa significava in realtà. Invece niente, nessuno l’ha compresa (e già questa è una delusione). E’stata messa più o meno alla stregua di San Remo. Per ottenere questo risultato era meglio che non se ne parlasse per niente. L’uomo sanremese non ha capito assolutamente cosa significa e da domani penserà nuovamente a chi vincerà la manifestazione canora. Un’altra occasione persa per insegnare qualcosa al pubblico. Sì, non ne valeva proprio la pena.

Torniamo a noi e alle mie riflessioni.

Come già vi avevo anticipato, non voglio spiegare nuovamente cosa rappresentano le onde gravitazionali. Devo ammettere che ieri stavo per scrivere un articolo divulgativo a riguardo, ma sono stato bloccato dalla sempre più indispensabile Daniela che mi ha ricordato che l’avevo già scritto! Me ne ero dimenticato… Vi invito, perciò ad andare QUI, in modo da avere una visione abbastanza chiara e semplice della loro essenza fisica.

Non intendo nemmeno perdere troppo tempo per spiegare l’evento che ha portato alla loro rilevazione. Potete trovarlo ovunque nella rete e nei giornali con buona attendibilità (sono tutti copia e incolla del comunicato ufficiale). E poi è presto detto: due buchi neri di massa dell’ordine di 30 masse solari ciascuno si sono uniti in una danza frenetica raggiungendo enormi velocità, stropicciano lo spaziotempo e inviando verso lo spazio il segnale di questa deformazione violenta attraverso le onde gravitazionali.

La parte più importante, almeno per noi, è la conclusione finale: la massa finale è risultata di circa tre masse solari inferiore alla somma delle due. Stranezza imprevista? Nemmeno per sogno… E’ proprio quello che stiamo imparando analizzando con attenzione la relatività speciale. La massa si trasforma in energia e questa energia produce le onde gravitazionali. Banale e intuitivo.

Quando una teoria ha già previsto tutto, è anche facile arrivare alle conclusioni (Einstein continua a sorridere sotto i baffi…). Vi invito, ancora una volta, a seguire la dinamica relativistica. E’ proprio fantastico vedere come una trattazione che sembra puramente matematica possa portare a rivoluzioni impensabili nel campo della fisica.

No, in questo articolo vorrei cercare di far comprendere appieno cosa significa aver rilevato le onde gravitazionali.

In molti giornali, e non solo, troverete titoli del tipo: “Scoperte le onde gravitazionali” o “Confermata la teoria della relatività”. Devo dire che non mi piacciono assolutamente: sono decisamente troppo limitativi e travisano completamente la grandezza di ciò che è successo. La vera notizia è che l’uomo ha acquistato un nuovo senso che non sapeva di possedere.

E’ come se fossimo vissuti finora con la sola vista. Bellissimo, comunque. Abbiamo visto ciò che ci circonda, abbiamo potuto misurare e capire molte cose. Poi, ieri, improvvisamente, abbiamo iniziato anche a sentire i rumori. Anche senza vedere il fulmine, possiamo sentire un temporale che sta arrivando, il cagnolino che ci chiama da fuori della porta di casa, un grido d’aiuto, una sinfonia di Beethoven, ecc., ecc.  Il nostro mondo è cambiato completamente!

E’ o non è una notizia ben più importante di San Remo o degli insulti  a cui assistiamo in parlamento? La notizia del secolo, del millennio, della vita umana. Me la immagino scritta a carattere capitali: “Da oggi l’uomo ha acquistato un nuovo senso, riesce anche a sentire!”.

Ovviamente, l’analogia con il “sentire” è del tutto fuori luogo per le onde gravitazionali. Per sentire i rumori ci vuole un mezzo che propaghi le onde acustiche e nello Spazio non c’è questo mezzo. Tuttavia, il paragone dà un’idea della portata della rilevazione, anche se sono onde completamente diverse.

Facciamo un altro esempio. Siamo immersi fino al collo in un mare calmissimo, completamente piatto. Ci accorgiamo che abbiamo intorno qualcosa di liquido, ma è immobile e non ci porta nessuna informazione. Poi, da qualche parte un nostro amico butta un grosso sasso in acqua. Passa un po’ di tempo (magari un miliardo e trecento milioni di anni…) e noi “sentiamo” l’acqua che si alza e si abbassa. Non è più ferma… qualcosa deve essere successa da qualche parte.

Quel qualcosa ci ha mandato un’informazione che non avevamo mai avuto prima. Con tanta pazienza riusciremo anche a capire chi e come ce l’ha mandata.

Oppure, siamo nella nostra stanza, al tavolino, davanti al PC. Tutto è fermo, immobile, malgrado la Terra giri attorno al suo asse e intorno al Sole e il Sole stia girano attorno al centro galattico e via dicendo. Improvvisamente arriva un tremore che fa ballare tutto ciò che ci circonda. Il primo terremoto che abbiamo “sentito”. Niente di drammatico, fortunatamente, un leggero tremore che, però, ci può finalmente far capire che la Terra che abbiamo sotto i piedi ha un interno ben meno tranquillo e stabile di quanto potessimo pensare.

Potremmo fare cento esempi, più o meno azzeccati. Addirittura anche a livello mentale: un’idea geniale, un’intuizione, una finestra che si apre. Forse questo è quello che è successo a Einstein.

Bene, possiamo finalmente avvicinarci alle onde gravitazionali e al nostro titolo. La luce, la radiazione elettromagnetica, ossia il fotone (adesso che sappiamo dalla meccanica quantistica che onda e particella sono la stessa cosa) non è più solo nel portarci le informazioni del Cosmo.

Quanta fatica ha dovuto fare e quanta ne farà. Lui, pur non avendo massa, è costretto a sbattere a destra e a sinistra continuamente. Chi mai ha detto che lo Spazio è vuoto? Accidenti a lui! Quel genio di Feynman ci ha descritto benissimo tutti i tipi di “scattering”, tutti i possibili incontri-scontri tra fotoni ed elettroni. Cari amici, la luce è un’informazione bellissima che ci spiega il Cosmo, ma quanta fatica. E poi, a un certo punto, è costretta ad arrendersi.

Prima del rumore cosmico di fondo, i fotoni erano intrappolati in un mare di particelle che non li lasciavano passare. Il buio totale della mancanza di informazioni. Siamo comunque riusciti a sopravvivere e a scoprire moltissime cose… grazie fotoni per tutto quello che avete fatto e che farete! (Per approfondire la conoscenza del fotone e di quante e quali preziose informazioni è portatore, oltre che dei suoi limiti, potete leggere QUI).

Tuttavia, le interazioni del Cosmo sono quattro (vogliamo chiamarli sensi?)… Due ci interessano ben poco (si fa per dire!), dato che avvengono entro distanze talmente piccole che dobbiamo sfruttare le nostre amiche particelle per metterle in risalto. Ci hanno aiutato moltissimo e sono forse il futuro della Scienza (il bosone di Higgs è una loro recente informazione non certo trascurabile…). Ci fanno capire molti processi che possiamo estrapolare all’Universo… ma non sono reali informazioni che provengono dagli abitanti del Cosmo. E’ sempre la luce che ci trasporta il risultato di certe azioni. Potremmo chiamarli tatto e gusto…

Poi c’è la vista, la luce, ma quella la conosciamo bene e la sfruttiamo appieno. Dobbiamo solo aspettare che i nostri amici elettroni vengano disturbati in qualche modo e accendano una qualche “lampadina”. Fortunatamente, sono in continua agitazione e le occasioni non mancano. Pensate alla tristezza delle fasi oscure dell’Universo, dopo la luce momentanea del rumore cosmico di fondo, quando l’idrogeno era inerte e gli elettroni pigri e apatici. Niente luce e nessuna informazione…

La quarta interazione che sembra completamente diversa dalle altre è la gravità. Essa non è molto forte, ma agisce a qualsiasi distanza. Ci sta mandando informazioni? Sicuramente sì, dato che la posizione della Terra nel Cosmo è soggetta alla gravità di miliardi e miliardi di corpi celesti. Un  equilibrio frutto di un lavoro d’equipe fantastico ma praticamente impossibile da studiare. Molto meglio limitarsi agli effetti del Sole e dei pianeti, tralasciando tutto il resto. Un’interazione che non ci manda una vera informazione… Anche attraverso la solita vista quanti secoli ci abbiamo messo a capire che era la Terra a girare attorno al Sole?

Siamo un po’ come nel periodo oscuro dell’Universo. Non bastano gli elettroni a mandarci l’informazione, ci vuole qualcosa che rompa le scatole all’apatia. E questo qualcosa è un movimento rapido e violento di masse enormi.

Esse, al pari degli elettroni che vengono “eccitati”, deformano la geometria dello spaziotempo e questa deformazione improvvisa e violenta si propaga nello spaziotempo. Un nuovo segnale, un segnale che non vede il fotone come messaggero, ma -forse- un suo caro amico ancora sconosciuto, il gravitone. Non lo sappiamo ancora. Ma, per adesso, poco importa che esista oppure no la controparte particellare, lo spaziotempo che si deforma invia delle onde, delle informazioni attraverso l’Universo.

Ecco, ieri, abbiamo capito, finalmente, che i nostri strumenti di misura posso “sentire “ queste onde e quindi ricevere una nuova informazione dagli eventi più violenti dell’Universo. Possiamo anche non vederli, ma possiamo “sentirli” con un nuovo senso! Questa è l’eccezionalità del successo tecnologico ottenuto ieri. Abbiamo finalmente messo a punto un apparecchio acustico che ci fa sentire i “rumori” del cosmo. Attenzione, però, li chiamiamo rumori, ma sono più esattamente variazioni oscillanti della geometria dello spaziotempo.

Qualcuno potrebbe dire: “Sì, molto bello, ma riusciamo a sentire solo le catastrofi… l’Universo non è solo quello!”. Sì, è vero, ma sono proprio le catastrofi quelle che gestiscono l’evoluzione del Cosmo: supernove, unione dei buchi neri di due galassie, ma anche molto di più. L’inizio dell’Universo, subito dopo il Big Bang, era un luogo molto violento. Chissà quante onde gravitazionali sono state prodotte e inviate nell’Universo che stava formandosi ed espandendosi.

Esse avevano un vantaggio rispetto ai fotoni (o alle onde luminose): non venivano disturbate da tutte quelle particelle che si ammucchiavano in uno spazio limitato. Loro, semmai, deformavano quello spazio e proseguivano. Come tutte le onde più si va lontano dalla sorgente e meno se ne sentono gli effetti, ma questi continuano a esserci. Se i nostri apparecchi acustici saranno migliorati (e lo saranno di sicuro se la Scienza penserà a spendere i soldi solo per la Scienza) i buchi neri che si scontrano diventeranno veri e propri tuoni e le onde del Big Bang un sussurro, ma un sussurro udibile! Finalmente potremo “vedere”, o sentire o quel che volete, anche ciò che è impossibile vedere, attraverso il nuovo senso che abbiamo conosciuto ieri.

No, non abbiamo confermato, ancora una volta la teoria di Einstein e nemmeno abbiamo avuto la prova definitiva che i buchi neri esistono, no abbiamo ottenuto molto, molto di più. Per sapere che Einstein aveva ragione non c’è bisogno di tante apparecchiature, bastava sentirlo sussurrare con la lingua fuori, di notte…

Bene, adesso dovranno dare qualche Nobel… è il minimo. Ovviamente, dovrebbe essere dato innanzitutto a Einstein, anche per scusarsi di averglielo dato solo per una conquista che lo ha sempre messo in  crisi: l’effetto fotoelettrico, che ha fornito gambe molto solide alla tanto “odiata” meccanica quantistica.

E poi? Se guardate l’elenco dei partecipanti all’esperimento LIGO vedrete che sono decine e decine. Tra loro anche molti italiani che, però, come spesso capita da noi, avevano il rilevatore VIRGO spento nel periodo della rilevazione. Hanno sicuramente collaborato attivamente all’analisi dei dati, ma…

Sicuramente sorgeranno polemiche su chi ha fatto cosa. Si sceglierà probabilmente chi ha diretto le operazioni o chi ha organizzato il procedimento in modo perfetto. Devo dire che non me ne importa molto… l’importante è avere acquisito un nuovo senso per descrivere e capire l’Universo. Grazie Albert per averci fatto capire che potevamo attivarlo!

No, la notizia non è la conferma della relatività… chi lo dice non ha capito niente!

Per avere una storia molto accurata dell’esperimento vi consiglio questo articolo (mandatomi subito dall’insostituibile SupermagoAlex, la nostra mente informatica e non solo).

Ci torneremo ancora, ma spero di avere espresso abbastanza bene le emozioni e le riflessioni di una lunga notte. Ricordate che per capire la grandezza di certe conquiste si deve cominciare dalla relatività ristretta e non lasciarsi trascinare da chi adesso parlerà solo di stringhe e cose simili…

Una considerazione finale. Ho scritto questo articolo dalle 4:30 alle 06:30 del mattino,  a caldo, dopo una notte agitata con l’immagine di Einstein davanti agli occhi. Probabilmente, se lo scrivessi adesso, sarebbe del tutto diverso. E’ difficile esprimere a parole emozioni e pensieri che si rincorrono e mutano come le nuvole in cielo. Tuttavia, penso che il succo sia comprensibile e che serva per capire la fortuna che abbiamo avuto nel vivere direttamente questo momento davvero unico per la storia della mente umana.

Adesso mi butto a testa bassa sulla dinamica relativistica: mai come adesso è utile che cerchi di spiegarla al maggior numero possibile di persone, sempre che abbiano voglia di capire l’Universo. La motivazione è chiarissima e potrebbe essere sintetizzata con una semplice frase che si legge nella descrizione del risultato dell’esperimento: “Nel processo che ha originato le onde gravitazionali sono state trasformate in energia tre massi solari”

Per avere notizie sicure su ciò che è stato trovato leggete l’articolo originale qui di seguito

ONDE GRAVITAZIONALI

 

NEWS del 15/6/2016  Rilevate altre onde gravitazionali

NEWS del 2/6/2017  Terza rilevazione

NEWS "STORICA" del 16/10/2017 Altra rilevazione che cambierà il modo di fare Scienza: trovata la pietra di Rosetta per sapere da dove partono esattamente le onde gravitazionali e per poter analizzare con tecniche tradizionali la loro sorgente.

NEWS!! Finalmente, il vecchio Hubble è riuscito in quello che avrebbe desiderato Einstein: misurare una massa stellare attraverso la deviazione della luce di una sorgente più lontana. Non soltanto per il Sole, ma per stelle qualsiasi (o quasi).

QUI parliamo di LISA, la missione spaziale che, in un prossimo futuro, riuscirà a rilevare onde gravitazionali di bassissima frequenza.

Dieci curiosità più o meno note sulla teoria della Relatività Generale, raccontate da Curiuss al "curiosissimo" micione Gualtiero: a partire dalla storia dell'imbianchino che l'avrebbe ispirata, fino all'eclissi di Sole del 1919 che servì a dimostrarla, passando dai giornali francesi che non ne diedero notizia perché... per non parlare poi della Prima Guerra Mondiale che la salvò!

36 commenti

  1. Daniela

    Grazie, Enzo!

    Un racconto, questo, che riesce a trasmettere tanta passione e a fare emozionare, pur mantenendo rigore scientifico e un livello divulgativo capace di raggiungere chiunque abbia desiderio di essere raggiunto!

     

  2. grazie a te Daniela,

    è proprio il commento che speravo mi mandassi. Io vorrei cercare di trasmettere le vere emozioni e la vera essenza della Scienza. I racconti di certi episodi si trovano un po' dappertutto. Oggi era necessario dare qualcosa di più... la spinta decisiva per voler conoscere e capire!

    Ho visto che il numero di lettori è schizzato verso l'alto. Sicuramente perché è la notizia del momento e la si cerca per ogni dove. Ciò che spero è che tra questi nuovi arrivati ci sia qualcuno che decida di fermarsi e avvicinarsi con la giusta umiltà alla Scienza vera.

    Va bene... cerchiamo di non essere troppo seri...

    Devo ammetterlo: ho fatto arrivare le onde gravitazionali (con l'aiuto del linguaccione, mio caro amico) solo e soltanto per far venire voglia di leggere la "nostra" dinamica relativistica. una manovra pubblicitaria... e niente più... :mrgreen:

  3. Daniela

    Nessuno è perfetto... :roll:

    Però non dimenticarti degli integrali !!!

  4. Paolo

    Caro Enzo, proprio ieri mi è capitato di sostenere la stessa cosa: una nuova fonte di informazioni affianca quella trasportata dalla radiazione elettromagnetica. :-D

    Proprio come dici tu: è nato un  un nuovo senso per esplorare…

    Purtroppo non sono solo i Media a non prestare attenzione a questo aspetto fondamentale, ma anche le risposte degli interlocutori mi sono sembrate ben poco attente a questo nuovo senso acquisito.

    Chi disquisiva su come la tecnologia futura poteva produrre congegni meno ingombranti, o altre amenità da tecnoentusiasti….. ma in generale non mi è parso che sia stata minimamente compresa la nascita di un nuovo senso, capace di scrutare laddove i simpaticissimi fotoni sono in altre faccende affaccendati.

    Se da una parte non c’è che da rallegrarsi, dall’altra sono sempre più allibito su questa rincorsa all’ultimo prodotto tecnologico… che vuoi rispondere a chi pensa che tutto sia miniaturizzabile?

    Che non ha la minima idea di come funzionano questi strumenti e di cosa sia la precisione di misura richiesta (con tunnel di chilometri si deve ottenere una precisione di misura molto, molto, molto inferiore a quella di un atomo di idrogeno), che i nuovi strumenti in costruzione cercheranno di fare il contrario, ossia aumentare le distanza tra rilevatori (si parla di satelliti in orbita intorno al Sole), che lo scopo non è mandare sms ai buchi neri, ma imparare ad ascoltare ciò che ci circonda.

    E da ieri abbiamo un nuovo paio di orecchie tutte da testare, purché si abbia l’accortezza di collegare le  orecchie ai neuroni. :mrgreen:

    Paolo

  5. Gaetano

    Enzo, se ricordo bene avevamo fatto una scommessa che hai vinto alla grande (naturalmente io speravo che fossi tu a vincere per tutte le cose che hai detto cosi bene nell'articolo). Mi consenti una domanda piccola piccola: ma abbiamo proprio bisogno di un gravitone?

  6. grazie Paolo per l'intelligenza che metti sempre nei tuoi commenti! Quanto hai ragione...

  7. caro Gaetano,

    non mi ricordo più la scommessa... ma sono contento di averla vinta, per vari motivi!

    Beh... in realtà, basterebbe ragionare in termini di vibrazioni del tessuto spaziotemporale. Però, però, per non lasciare da solo il fotone... perché non cercare di trasformare un'altra onda in una particella? In fondo, le analogie con il campo elettromagnetico sono enormi...

  8. givi

    Grazie del tuo commento a questa formidabile scoperta di nuova fonte di informazione sull'universo

  9. Gaetano

    Enzo, c'è stato un solo segnale. Ragionevolmente al momento della fusione dei due B.H. Rilavato a 7 millesimi di secondo di distanza dalle due stazioni. In linea d'aria le due stazioni sono a circa, da Google maps, 3300 km. 7  millesimi, se si suppone che le onde gravitazionali vadano alla velocità della luce, la differenza di percorso è di circa 2100 km. Ipotenusa 3300, un cateto 2100, l'altro cateto 2546. Il segnale potrebbe essere arrivato con una inclinazione rispetto alla congiungente le due stazioni di rilevamento di circa 50 di gradi. Enzo mi chiedo perchè l'angolo in cui cercare la fonte viena dato così ampio?

  10. basta un minimo errore nelle varie misure per diventare enorme a certe distanze... Il circa cresce in fretta... E poi la direzione non è detto che sia quella che passi per i due strumenti di ricezione. Può essere solo una proiezione... In poche parole per la linea che congiunge i due strumenti passano infiniti piani.

  11. Gaetano

    Grazie Enzo! Ho capito l'errore, il triangolo preso in considerazione potrebbe essere su uno quasiasi dei piani che insistono sulle retta che congiunge le due stazioni. La terra non blocca le onde gravitazionali :mrgreen:

  12. Fiore Di Salvo

    Grazie, mi sembra finalmente di respirare aria pura. Ho seguito la divulgazione della notizia in TV e in rete e stavo andando in depressione. Possibile che l'informazione scientifica non possa essere resa chiara e comprensibile? Stamattina ho addirittura sentito in un TG il giornalista dire: ecco la foto della collisione dei due buchi neri. Ieri sera ho chiesto a mia moglie dopo aver ascoltato un servizio: che hai capito? Niente. Ora il nostro Paese è pieno di gente convinta di poter ascoltare le onde gravitazionali perché cinguettano, come se si prendesse il grafico di un sismografo lo si traducesse in suoni e si dichiarasse che quello è il suono del terremoto. Anch'io non ho dormito bene.

  13. Fiore Di Salvo

    :evil:

  14. grazie Fiore e ingoia senza pensarci... tanto domani non ne parleranno più! :wink:

  15. Alvermag

    Grande giorno Enzo!!!!!

    Mi devi perdonare se ti faccio una domanda la cui risposta si trova sicuramente in uno degli articoli di rimando da te indicati, ma, in attesa di leggerli (avidamente!!), ti chiedo come si fa a stabilre che la massa mancante assomma a 3 masse solari.

    Allora, io ragiono così: rilevo il segnale elettromagnetico prodotto nell'interferometro laser a causa della deformazione dello S-T. Diciamo che di qui riesco a risalire all'intensità del "messaggio" proveniente dal cosmo e quindi, immagino, all'energia che lo caratterizza. Dalla misura dell'energia posso valutare quanta massa è stata necessaria a produrlo. Fin qui dovremmo essere nel campo delle osservazioni e delle misure.

    Bene. Ora però devo stabilire la DISTANZA dell'evento scatenante e le MASSE in gioco. Mi pare che i due parametri siano legati. Potrei avere un fenomeno "vicino" che mette in gioco una massa "piccola" oppure un fenomeno "lontano" che mette in gioco una massa "grande": l'effetto dovrebbe essere lo stesso (maggiore distanza vuol dire maggiore attenuazione).

    Devo pensare che la determinazione di DISTANZA e MASSE discenda da considerazioni teoriche? Dov'è l'errore?

  16. caro Alvy,

    la determinazioni dei vari parametri deriva dalla modellizzazione dei segnali sulla base delle formule di Einstein. Intensità prima, durante e dopo... La distanza in qualche modo viene eliminata... ma sicuramente la faccenda è estremamente complessa e non so esattamente come si riesca a creare un modello accurato... Troppo tecnico per me... :wink:

  17. Alvermag

    Ops, piccola correzione!

    Mi pare che il segnale in arrivo dal cosmo, essendo stato attenuato dal lungo viaggio, mi dovrebbe far rilevare una massa equivalente inferiore alle 3 masse solari originarie ...

  18. Alvermag

    Grazie Enzo, se lo è per te figurati per me! :wink:

  19. Giuseppe

    Complimenti! Oggi ho scoperto questa bellissima comunità di appassionati. Da oggi non sono più un dilettante appassionato di scienze solo con i suoi libri... ma credo di aver trovato tanti meravigliosi compagni nel viaggio della conoscenza.

    Grazie Enzo.

  20. caro Giuseppe,

    sei il benvenuto e parlo anche a nome dei due simpaticissimi papallicoli!!!!! Ne ssono più che sicuro... :-P

  21. PapalScherzone

    Ehi, Enzo, parli sempre dei Papallicoli, ma senza i miei preziosi suggerimenti non so proprio cosa riuscirebbero a fare!!  :wink:

    Devi sapere che l'ultima volta che sono venuti a trovarmi su Papalla si sono stupiti che, nonostante la bella giornata di sole, il cielo fosse nero... io gliel'ho spiegato e loro si sono subito inventati una STORIA prendendosi tutto il merito!!  :roll:

    Va beh, in fondo sono abbastanza simpatici e troviamo sempre il modo di divertirci insieme  :-D

    Se vuoi unirti al gruppo, Giuseppe, non te ne pentirai!!

     

     

  22. Supermagoalex

    Grazie Enzo, penso che le tue emozioni rispecchino quelle di tutti i partecipanti a questo fantastico Circolo.

    Da parte mia è tutto il giorno che tra un Lego e un altro (per chi non lo sapesse, sono un giocattolaio) penso al... Ligo  :-D

     

  23. Alvermag

    I diagrammi rilevati da LIGO (in ordinate la frequenza, in ascisse il tempo) sembrano indicare una serie di "scossoni" con continui sali-scendi della frequenza dell'onda (e quindi dell'energia?): il fenomeno deve essere stato piuttosto travagliato.

    Poi, a fusione avvenuta, si torna di colpo alla normalità: i diagrammi non mostrano infatti un'attenuazione "morbida" ma "improvvisa", come se non ci fossero stati "assestamenti" finali.

    Accidenti, mi sarebbe piaciuto essere lì, anche se con la deformazione S-T sai che mal di testa ... 8-O

  24. Grazie per questo articolo VINCENZO,sono proprio fortunato e contento per avere incontrato questa comunità di esploratori con un leader/maestro come te.Questo esperimento mi riporta col pensiero al 6 Novembre 1919 quando Arthur Eddington confermò alla Royal Society e alla Royal Astronomical Society riunite in seduta straordinaria,i risultati delle osservazioni sull'eclisse del sole e la deviazione dei raggi solari che confermavano le teorie del sommo Einstein.In questi giorni abbiamo la fortuna di rivivere uno di quei momenti topici della storia.

  25. grazie a tutti ragazzi i partecipare con gioia e interesse. Questi sono proprio momenti di aria fresca in una società che guarda sempre e solo in basso, ai soldi, alla vendetta e alla ripicca, al proprio tornaconto e viene sempre più rintronata facilmente dai media e dai poteri forti che sono sempre di meno e sempre più potenti. Forza, cerchiamo di resistere: l'Unione fa la forza!!!!!

    Bellissimo il ricordo di Eddington... e i Lego di SMA!!!! :lol:

    Caro Papalscherzone... io ho sempre paura di tirarti in ballo... non vorrei essere l'oggetto di uno dei tuoi subdoli e insospettabili ... scherzi. Però lo sapete benissimo, quanto voglia bene al grande Papalla e a tutti i papalliani!!! :wink:

  26. Stavo per scrivere un commento, ma poi l'ho cancellato... Era troppo sciocco :) quindi posto solo un ringraziamento :

    Purtroppo i media sono così, lo sappiamo e cerchiamo informazioni regalate in maniera "alternativa" con grande competenza, professionalità e soprattutto passione.

    Grazie

    Grazie

    Grazie

  27. caro Seba,

    i grazie in questo circolo sono privi di significato... dato che si annullano reciprocamente. Tu ringrazi me per metterci passione, io posso solo ringraziarti per la stessa ragione. Conclusione: ciò che deve essere ringraziata è solo la nostra passione e poco conta chi insegna o chi impara. In questo caso, io cerco di insegnare, ma stai tranquillo che ho imparato molto anche da voi!

    Senza di voi e la vostra voglia di capire e di imparare, sarebbe del tutto inutile anche la mia voglia di insegnare... Sai, in fondo è sempre un problema di relatività: pur cambiando il sistema di riferimento, il fenomeno resta lo stesso!

  28. michele

    Mi associo alle manifestazioni di entusiasmo di coloro che mi hanno preceduto. Ma mi sto chiedendo:

    • come si fa a chiamare onda un impulso isolato ed unico captato
    • quale utilità può rappresentare una informazione che ci raggiunge una volta ogni "morte di .... galassia"
  29. caro Michele,

    come lo chiameresti? esso corrisponde perfettamente a ciò che causerebbe un'onda gravitazionale ipotizzata da Einstein.

    Stiamo scherzando? Lo stesso segnale proviene da tutto ciò che modifica il momento di quadrupolo di un sistema. Ossia, supernove, collasso di stelle di neutroni, anche soltanto decadimento orbitale violento di due stelle e cento altri eventi ultra energetici. Tutto sta a migliorare l'apparecchio acustico... Oggi dobbiamo limitarci a buchi neri collassanti (non solo  galattici), ma domani...

  30. Gaetano

    Enzo, approfitto della tua pazienza! Ma è proprio indispensabile che i due bracci siano uguali, non potrebbe bastare regolare gli specchi in modo che i due fasci arrivino in fase o in opposizione? A livello tecnologico sarebbe un vantaggio non da poco.

  31. caro Gaetano,

    non sono troppo tecnologico... ma temo che se il percorso non fosse  uguale gli effetti sui due fasci non porterebbero alle stesse variazioni e di conseguenza i segnali non si sommerebbero...

  32. Daniela

    Chi non avesse ancora letto l'approfondimento linkato a metà di questo articolo (qui), non sa cosa si perde... un meraviglioso viaggio andata e ritorno dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo che parte nell'antica Grecia, termina nel XX secolo agli albori della meccanica quantistica e descrive in parole semplici quella magnifica avventura della mente umana che, analizzandone solo la luce, è riuscita a decodificare il complesso messaggio inviatoci dalle stelle!  :-D

     

  33. Carlo O

    Caro Vincenzo è da un po' che non visito il tuo Blog ma adesso ne ho proprio bisogno. Bisogno di un piccolo aiuto antignoranza :)

    Allora, si usa la velocità della luce per avere un parametro fisso che permetta di apprezzare una variazione spaziale. Ma le onde gravitazionali non generano una variazione spazio/temporale? Quindi la variazione temporale non influisce sul tempo di percorrenza della luce?

    Aiuto, non dormo più :D

  34. ciao Carlo...

    la prima frase è un po' sibillina: cosa intendi esattamente per "si usa la velocità della luce per avere un parametro fisso che permetta di apprezzare una variazione spaziale"

    Sulla seconda parte... posso solo dirti che l'increspatura spaziotemporale (mai separare le due cose) si propaga proprio alla velocità della luce. Ciò  che capita è che appaiono ritardi nei segnali così come deformazioni spaziali, ma che non inficiano la velocità di trasmissione. Ma forse non ho capito bene cosa intendi domandare...

  35. michele

    Caro Enzo, il matematico Claes Johnson contesta la metodologia della procedura adottata da Ligo nell'interpretazione dei dati acquisiti

    http://claesjohnson.blogspot.it/2016/02/absurdity-of-modern-physics-ligo.html

    Quale è il tuo parere? Non è che la montagna ha partorito un topolino?

  36. caro Michele,

    mi sembra più un discorso filosofico che matematico... E' ovvio che potrebbero anche esserci fenomeni del tutto sconosciuti in grado di dare questo risultato. Tuttavia, resta il fatto che il modello soddisfa il risultato. La sicurezza quasi estrema si avrebbe vedendo direttamente un fenomeno e rilevando contemporaneamente il segnale. Cosa che per il momento è fuori portata. Comunque, ogni rilevamento futuro sarà un piccolo mattone in più...

    E' un po' come dire che se sento un tuono, ma non vedo il lampo, non posso assolutamente dire che c'è un temporale... o qualcosa del genere... Formalmente è anche vero, ma io sarei pronto a scommetterci qualsiasi cosa...

     

     

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