13/01/15

NEW: QUIZ per tutti: 182 secondi sono troppi! (con soluzione)**

Vi propongo un piccolo QUIZ. Come al solito, risposte precise e… non cercate di scovare assurdità di tipo costruttivo! Se dico che una cosa è costruibile, credeteci! Siamo nel 2222... mica bruscolini. E scusate se è troppo facile e ... stupido! La risposta è stata data alla fine dei commenti, compreso un mio "aiuto" che era un solenne errore di calcolo. Scusate...

Immaginiamo che Marte sia nel punto più vicino a noi. In queste condizioni la luce impiega 182 secondi per raggiungere il pianeta rosso. Su Marte è stato mandato uno dei soliti robottini e oggi si vuole fare un esperimento importantissimo. Non vi spiego quale (ha poca importanza per il nostro scopo), ma l’importante sarebbe poter schiacciare un pulsante sulla sua superficie metallica, attivando un certo strumento sofisticatissimo. L’attivazione deve essere eseguita in un momento estremamente preciso che, però, noi non possiamo sapere a priori, ma solo quando qualcosa succede al centro spaziale terrestre che tiene le comunicazioni con il robottino in attesa.

In poche parole, non possiamo inviare 182 secondi prima dell’ora X un segnale che schiacci il pulsante, dato che l’ora X la sapremo solo una frazione infinitesima di secondo prima che capiti. Un vero peccato, perché l’esperimento sarebbe decisivo e non ci sarebbe più bisogno di mandare robottini sull’ormai affollato pianeta rosso (se ne contano ormai 3 843 013).

Ripeto il succo del discorso: vogliamo schiacciare un pulsante a un certo istante X, ma sappiamo che il segnale per poterlo schiacciare dovrebbe partire 182 secondi prima dalla Terra. Tuttavia, l’istante X non è prevedibile in anticipo e possiamo conoscerlo solo una frazione infinitesima di secondo prima che capiti. Se mandassimo il segnale in quel momento il pulsante si schiaccierebbe troppo tardi (182 secondi dopo, un’enormità!). Se lo mandassimo prima lo manderemmo a casaccio e non otterremmo nessun risultato.

Come fare per schiacciare il pulsante così lontano da noi, in un istante che possiamo conoscere appena prima che capiti? C’è poco da fare bisognerebbe superare di molto la velocità della luce, ossia inviare il segnale di schiacciamento una frazione infinitesima di secondo prima dell’accensione e fare arrivare l’ordine una frazione infinitesima di secondo dopo (magari entro i limiti del tempo di Planck…).

Einstein ci ha detto che è impossibile, ma un tecnico di ultimo livello che lavora nel centro di controllo della NASA ha un’idea geniale che risolverebbe il problema. Siamo o non siamo nel 2222? E’ ormai facilissimo costruire barre di titanio ipercompresso, leggerissime e rigidissime, di qualsiasi lunghezza si voglia. Perché allora non costruirne una lunga quanto la distanza Terra-Marte? Anzi, esattamente quanto la distanza tra il cento di controllo e il robottino? Poco prima dell’ora X sarebbe inserita al suo posto, come indica la Figura che segue.

marte

Poi si starebbe in attesa e allo scoccare dell’ora X basterebbe spingere sull’asta rigida che schiaccerebbe in una frazione infinitesima di secondo il pulsante del robottino. In tal modo supereremmo il limite restrittivo della velocità della luce. E chissà quante altre applicazioni si potrebbero ottenere.

Insomma, bastava un tecnico di ultima categoria a superare i limiti di quel vecchio pessimista di Einstein? Oppure c’è qualche “baco” in questa idea rivoluzionaria?

Ma sì, scherziamo un poco e scusate se è troppo banale per la maggior parte di voi. Magari proponetelo ai vostri bimbi… e poi spiegategli la soluzione. Si impara sempre qualcosa e Cherenkov scalpita!

 

 

SINTESI DELLA SOLUZIONE CHE TROVATE NEI COMMENTI:

A parte tutte le scivolate verso la MQ e i miei errori di calcolo, il succo è piuttosto facile: non esiste un'asta abbastanza rigida. Fare pressione da una parte vuol dire trasmettere un segnale di atomo in atomo fino alla fine della barra. Questo segnale, però, va molto più lentamente della luce... e quindi il tecnico non risolve un bel niente!

49 commenti

  1. Paolorid

    Non voglio scrivere subito la mia idea per non influenzare altri, ma temo che con il titanio il robottino dovrà essere ancora più paziente...

  2. caro Paolorid,
    grazie per tacere... ma se vuoi puoi anche usare il germanio o il ferro o il legno... :mrgreen:

  3. alexander

    Magari si puo' sfruttare in qualche modo L'entanglement quantistico?
    Non penso pero' sia la risposta giusta, mi da l'idea di essere un po' fuori tema rispetto alle trattazioni attuali! :-|

  4. Mario Fiori

    Scusa Enzo va'bene il bastoncino lunghissimo, il titanio, il pulsante sul robottino e tutto ciò che vogliamo,ma quando lo premiamo questo pulsante con la relativa asta? Quando riceviamo la notizia vi sarà la risposta "immediata" , si fà per dire ! La notizia la riceviamo comunque 182 secondi dopo che è avvenuto il tutto sia che arrivi in forma ottica, elettrica o similari, e quindi resta vecchia, ma forse mi sbaglio e mi annodo.

  5. Alvermag

    Dal momento che non reputo di appartenere alla categoria dei più preparati mi azzardo a fornire una risposta.
    Gli antichi ... gli antichi ... mumble ... mumble ... beh, avevano forse maggiori capacità di osservazione ed inoltre trascorrevano molto tempo all'aria aperta ... mmh ... l'aria? mmmh ... vediamo ...
    Cosa accade se comprimiamo l'aria? La compressione è un'azione meccanica, analoga a quella che si compie sulla barra. L'impulso impresso si propaga per contatto, un atomo dopo l'altro, una molecola dopo l'altra ecc. ecc. ecc.
    Se lanciamo un grido (compressione locale dell'aria) qualcun altro lo udrà dopo un certo tempo, in funzione della velocità di propagazione che non è certo infinita. La barra però è solida e nei solidi il suono viaggia più velocemente: si vabbè, ma sempre con velocità finita, anzi infinita...mente inferiore a quella della luce. E d'altra parte, anche la barra è composta di atomi, molecole ecc. per cui le modalità di propagazione dell'impulso meccanico devono essere le stesse. Come dite? La barra è rigida e la distanza tra le molecole fissa? No, non credo: i solidi sono soltanto fluidi molto compressi. Inoltre il fatto che Enzo abbia insistito sulla ipercompressione della barra e sulla sua rigidità (riportate in grassetto) mi puzza di specchietto per le allodole!
    Ah, diabolico Enzo :evil:

    Bene, se il mio sproloquio ha un senso, il pulsante sarà premuto su Marte con straordinario ritardo rispetto all'azione terrestre, altro che 182 secondi!

    Senti Enzo, non mi hai detto se la mia soluzione relativistica (quella con le lampadine) è corretta o meno. Me lo puoi dire? E' carina no?

    Grazie.

  6. Paolorid

    Io sono con Alvermag! Penso che scambiare la velocità della luce con quella del suono in generale non sarebbe un grande affare. A meno che "rigidissima" non significhi INFINITAMENTE rigida.

  7. Alvermag

    Caro Paolorid, ti ringrazio della fiducia ma ... occhio alla penna! :wink:
    Rischi di condividere con me gli insulti di Enzo ... :roll:

  8. Paolorid

    Li condividerò più che volentieri! Hai spiegato bene l'idea che avevo in mente, ormai non mi posso più tirare indietro...

  9. Dunque,
    a noi non interessa la risposta del robottino. L'importante è che si schiacci il pulsante e che si schiacci una frazione di secondo dopo che alla NASA si è avuto un certo segnale. In poche parole: quando alla NASA si accende una certa luce, dopo una frazione di secondo, il pulsante deve essere schiacciato. Tutto qui. Non c'interessa quanto ci vuole per rispondere e nemmeno se qualcuno risponde. Comunque, se 182 secondi dopo che alla NASA si è accesa la luce, ci arriva il segnale OK via luce da Marte, sappiamo che tutto è andato bene.
    Queste considerazioni sono dirette soprattutto verso Mario e Alvy. Ad Alvy, soprattutto, devo dire che stasera non mi sento in grado di valutare appieno la sua relatività un po' speciale. Temo che di mezzo ci sia l'ammissione di un tempo zero... che non mi convince tanto... Ma, magari domattina mi riprendo e ci penso sopra. Abbi pazienza... :wink:

  10. ah... ovviamente, non ho fatto alcun riferimento alle risposte datemi... aspetto ancora un po'... :wink:

  11. gioyhofer

    E se il pulsante venisse schiacciato con anticipo rispetto ai 182 secondi necessari all'impulso per raggiungere Marte? Dato che un impulso che viaggia alla velocità della luce nel vuoto, in un mezzo solido rallenta la sua corsa, una qualche particella caricata elettricamente però potrebbe non rallentare e quindi raggiungere prima Marte rispetto all'impulso stesso...

  12. SuperMagoAlex

    Nessun corpo o oggetto dotato di massa può raggiungere la velocità della luce, figuriamoci superarla!
    Ragionando a livello microscopico, dalla Terra all'ora X imprimeremo una forza sui primi atomi della barra, i quali a loro volta scontreranno quelli successivi e via dicendo fino ad arrivare su Marte, magari qualche anno dopo :-D
    Mi domando come mai nel 2222 i tecnici della NASA non abbiano pensato alla MQ ed alle particelle entangled... forse se riuscissimo a comprenderla meglio un esperimento del genere potrebbe essere davvero possibile :wink:

  13. Cara Giorgia,
    non puoi schiacciare prima perché devi aspettare che alla NASA ci sia il segnale... Comunque, hai già infilato qualcosina dell'effetto Cherenkov.
    Do ancora un po' di tempo ai ritardatari... :wink:

  14. DOMANDA aggiuntiva

    nel caso riusciste a dimostrare che il tecnico di ultima classe ha detto una bestialità, sapreste dirmi quanto tempo ci vorrebbe, in realtà, per schiacciare il pulsante? Dovete fare una piccola ricerca, ovviamente... (il numero magico dovrebbe essere 18... ma non dico cosa rappresenta).

  15. supermagoalex

    Ciao Enzo a me viene 17,3 anni, ma ho un po' approssimato :)

  16. Paolorid

    Cavolo non vi seguo più, secondo i miei conti dovevano bastare circa 110 giorni...

  17. supermagoalex

    "Nessun corpo o oggetto dotato di massa può raggiungere la velocità della luce, figuriamoci superarla!"

    NB: mi sono scordato di specificare NEL VUOTO :)

  18. supermagoalex

    Paolo forse hai diviso per 60 una volta di troppo :-P

  19. Alvermag

    Un segnale che impiega circa 18 anni per coprire una distanza di 182 secondi-luce?

    Vuol dire che viaggia alla velocità di circa 346 km/h cioè 96 m/s (un'auto di F1).

    Una vera lumaca: il suono nell'acciaio viaggia alla velocità di 5.200 m/s.

    Che sarà mai? Il mistero s'infittisce ..... :evil:

  20. supermagoalex

    @Paolorid & Alvy
    Ho rifatto i conti (ero in coda all'inps, non proprio nelle condizioni ideali...) ed ora viene anche a me 110 giorni! 8-O

  21. Paolorid

    Ragazzi a questo punto scopro tutte le mie carte e vi mostro i conti che ho fatto, rimango in attesa di un bel cazziatone dato che qui non vedo neanche un 18!

    La velocità c di propagazione di un'onda di pressione all'interno di un continuo elastico è data da:

    c = sqrt((E*(1-ni)/(rho*(1+ni)*(1-2*ni))) (scusate la scrittura impresentabile)

    Con E modulo elastico, ni modulo di Poisson, rho densità.

    Considero una lega di titanio attuale, magari bella tosta, come il Ti-6Al-2Sn-4Zr-6Mo, che si usa nelle turbine a gas. Sicuramente nel 2222 la NASA avrà a disposizione materiali molto migliori, ma di questo si conoscono le proprietà meccaniche:

    E = 115 GPa, ni = 0.3, rho = 4640 kg/m^3

    Allora si ottiene:

    c = 5776 m/s

    I 182 secondi-luce corrispondono ad una distanza d pari a:

    d = 182 s * 3*10^8 m/s = 5.46*10^10 m

    Il tempo che impiega il fronte d'onda a percorrerli è:

    t = d/c = 9.45*10^6 s

    In giorni dovrebbe essere: 9.45*10^6/(60*60*24) = 109.38 giorni

    I conti sembrano a posto, quindi ci deve essere un errore di concetto... Ahi ahi.

  22. Alvermag

    mmmhhhh ... utilizzando i 5.200 m/s (velocità del suono in un metallo ... normale) si ottiene un tempo di circa 121 giorni. Visto che la nostra barra è ipercompressa, c'è da attendersi che la velocità del suono aumenti rendendo i 110 giorni plausibili... ma ... cosa c'entra con il 18 di Enzo? E poi, si può sapere cosa diavolo stiamo cercando? Non è che stiamo perdendo di vista il problema?

  23. alexander

    si infatti, anche secondo me ci stiamo perdendo e il buon Enzo ci ha anche fatto il dispettino di aiutarci ancora di più a perderci! :roll:
    Io per ora pensarei al primo problema, è chiaro che se ce l'ha proposto un qualche modo di far viaggiare un segnale più velocemente della luce c'è.
    Escludendo l'entanglement che avevo proposto io che non ha bisogno della barra secondo me bisogna precisare che non parliamo di far viaggiare particelle massive a velocità maggiore della luce ma bensi solo di fotoni.
    Partendo dal presupposto che la velocità della luce non è assoluta ma varia all'interno del mezzo in cui si propaga (infatti nel vuoto è 300.000 ma nell'acqua terrestre molto di meno) mi chiedo se esista un mezzo (racchiuso nel cilindo) che permetta, anzichè di rallentare i fotoni, di velocizzarli.
    Insomma, solo la velocità della luce NEL VUOTO è insuperabile....

  24. Paolorid

    Beh a parte il 18 che non salta fuori mi pare che ormai la velocità della luce dobbiamo darla per persa: dal momento che abbiamo scelto un corpo solido (e non fotoni), dovremo basare le nostre considerazioni sulla trasmissione di un movimento. Da quello che abbiamo detto si capisce che con la luce trasmetteremmo il nostro segnale più rapidamente, ma allora sarebbe inutile studiare costruzioni elaborate: qualsiasi materiale interposto finirebbe per rallentarla rispetto alla sua velocità nel vuoto.
    A questo punto torneremmo semplicemente alla premessa del problema: 182 secondi.

  25. Jacopo

    Io me la sono "sbrigata" cosi.. Alla Nasa aspettano l'istante x per spingere la titanica asta sul pulsante, però come sappiamo la luce impiega 182 secondi per arrivare su Marte, e come ha scritto giustamente Alvy non è possibile che una compressione meccanica riesca a viaggiare più veloce di c. Questo infatti entra in contrasto con il testo "Poco prima dell’ora X sarebbe inserita al suo posto, come indica la Figura che segue..." Come sarebbe possibile inserirla poco prima, se ciò che viaggia alla velocità della luce,ci mette 182s? Questo implicherebbe di inserirla molto prima..e se anche la nostra asta riuscisse a resistere agli effetti mareali dei pianeti, non riuscirebbe certo a resistere alla rotazione degli stessi.
    Mi domando se è possibile sfruttare il decadimento radioattivo di qualche atomo conoscendone i tempi,per accendere il robottino.

  26. Alvermag

    ... e meno male che l'articolo porta 2 soli asterischi,
    ... e meno male che possiamo spiegarlo ai bambini che magari ci daranno anche la soluzione,
    ... e meno male che gli antichi conoscevano benissimo la questione,
    ... e meno male che i più preparati si sarebbero dovuti astenere dal proporre "l'ovvia" soluzione,

    Ohè, Enzone, guarda che non siamo al JPL di Pasadena, nè a Princeton ... non è che ci scambi con degli scienziati professionisti? Adesso viene fuori pure Cherenkov e la relativa radiazione.

    mmmhhh ... dì la verità, ti stai divertendo un mondo eh? :evil:

    Tutto OK sull'altro fronte?
    Dai, facci sapere come stanno le cose, sia di qua che di là. Su questo quiz si è scatenato il finimondo.

  27. celterman

    Ciao a tutti, è diverso tempo che vi seguo, ma solo adesso mi sono deciso a intervenire...
    Secondo me siamo un po' fuori strada, vi sta sfuggendo il senso di gioco del post...
    E' stato scritto in neretto: la barra è leggerissima (ossia massa e inerzia di massa trascurabili, o per dirlo in altre parole, tendenti a zero), ipercompressa (ossia incomprimibile ulteriormente, ossia ritardo nella trasmissione da un atomo al successivo tendente anch'esso a zero)... Poi diventa semplicemente un falso problema di velocità ultraluminali, dato che la nostra barra viene spostata solamente di un paio di centimetri o giù di lì...
    Se proprio vogliamo coinvolgere la MQ, direi che abbiamo costruito una catena di atomi entangled lunga qualche mln di Km... :-)
    Un saluto!

  28. Mario Fiori

    Scusate ma la corrente elettrica in un filo? Mi sembrava di capire che la sua propagazione è come se gli eletrroni si spingessero e quello che giunge per primo è appunto quello in fondo al filo, insomma una catena...non c'entra ...niente eh? Stato di avanzata compromissione senile del cervello ...eh? Mi sono perso nei meandri dell'Infinito Teatro del Cosmo ...eh?

  29. Scusate... scusate!!!!!!!!!!!!!
    E' solo colpa mia... ho fatto lo stesso errore di SMA :oops: e non mi sono fermato a ragionarci sopra... E' meglio che mi limiti ancora di più.

    Avete ragione: è 107 giorni circa dato che la velocità del suono nel titanio è 6 km/sec...

    Il gioco era facilissimo come avete pensato voi (di più non riuscivo...).

    Per i meno esperti: Schiacciare un'asta per rigida che sia vuole dire trasmettere un'onda elastica che si propaga nel mezzo (atomo spinge atomo e via dicendo). L'onda si propaga con la velocità del suono. Nel titanio vale 6 km/sec

    Marte è a 55 milioni di km il che vuol proprio dire 107 giorni (e NON 18 anni, accidenti!!!!!)

    Scusate ancora... meglio che lasci perdere i quiz.
    Comunque vi aggiorno sulla comunicazione per il resto...

  30. beppe

    Vincenzo, hai creato dei mostri!! :mrgreen: :mrgreen:

  31. celterman

    No, non ci sto! Questo è barare!!! :-)
    Vuoi dire che il 2222 ipotizzato è quello del film "Idiocrazy"? :-)
    Che si siano dati tanto da fare a costruire una fantascientifica barra di un materiale che dovrebbe imitare il corpo rigido ideale (rigido, incomprimibile e solidale) e poi si comporta come un materiale "reale"? (che poi, ipercompresso, dovrebbe avere comunque una velocità di trasmissione superiore al materiale convenzionale...)
    Sinceramente mi aspettavo un altro finale... :-(
    Allora rilancio:
    Poniamo la barra a metà distanza tra la Terra e Marte, in modo tale che sia disposta in "orizzontale" sul piano dell'orbita (con il punto più vicino, il centro, pari esattamente a metà della distanza). A questo punto applichiamo una coppia di forze in modo tale che la barra ruoti fino a toccare entrambi i pianeti.
    Qual è la velocità angolare massima che potremo ottenere?
    Ovviamente non è rilevante la massa della barra (che consideriamo trascurabile), nè ci interessa sapere l'intensità della forza che dovrò applicare (dispongo di energia e forze illimitate e la barra si comporta come un "oggetto ideale" dei problemi di cinematica, ossia rigido, incomprimibile, indeformabile, in modo che si possa muovere istantaneamente da un'estremità all'altra). :-)
    E' solo un'idea, giusto per giocare, non mi fate sviluppare i calcoli... (Anche se tutto sommato non dovrebbero essere troppo complicati)

  32. Alvermag

    Caro Celterman per quanto tu voglia comprimere la barra di titanio si resta pur sempre nel campo della fisica classica. La barra ipercompressa è ancora fatta essenzialmente di ... vuoto! La distanza media tra gli atomi che occupano i nodi dei reticoli cristallini rimane abissale, in confronto alle dimensioni degli atomi stessi.
    In questa ottica continuano a valere le normali regole di trasmissione delle vibrazioni e delle compressioni. Cosa accada nelle pulsar e nei buchi neri non te lo so dire.
    Diciamo che Enzo non ha barato, ha solo cercato di ... mandarci fuori strada calcando la mano sulla questione della rigidità e della ipercompressione.

    Per quanto riguarda il tuo interessante quesito, beh, fissiamo intanto alcune regole: la barra non è soggetta ad alcun tipo di flessione nè torsione (neanche infinitesima), presenta una resistenza meccanica infinita a qualunque tipo di sollecitazione. Si tratta di una barra ideale.
    Quello che è sicuro è che un elementino terminale della barra, supposto in moto rettilineo uniforme dato l'enorme raggio della barra, non potrebbe viaggiare a velocità superiori a c.
    Se allora poniamo detta velocità periferica pari a c e la semi-lughezza della barra pari a 27.300.000 km, si ottiene una velocità angolare di circa 0,011 rad/s. Ciò significa che la barra compirebbe una rotazione completa in circa 10 minuti, se non ho sbagliato i calcoli.
    Mi sono basato sulla sola fisica classica a parte il valore limite di c.

  33. celterman

    Ciao Alvermag
    Sono contento che hai voluto giocare!

    Tutto corretto negli assunti e nella velocità radiale risultante.
    Hai sbagliato purtroppo i calcoli, il tempo finale dovrebbe essere di circa 8100 s, cioè circa 2 h e 25' per compiere una rotazione di 90°.

    Un saluto

  34. celterman

    Correzione: velocità angolare, e non velocità radiale!

  35. Alvermag

    No Celterman, non sono d'accordo.

    Una velocità angolare di 0,011 rad/s equivale a dire che in 1 secondo vengono "spazzati" 0,011 radianti. Ma 1 radiante = 57° circa , quindi in 1 secondo viene "spazzato" un angolo al centro di 0,627°.
    Un angolo completo vale 360° per "spazzare" il quale occorre un tempo pari a: (360/0,627)" = 574" che corrispondono a circa 10' .
    Attenzione, l'angolo completo vale 360° e non 90°!

    Se vuoi fermarti a 180°, considerando che la "pala" torna a colpire Marte dopo mezzo giro, allora il tempo sarebbe di soli 5'

    Ciao.

  36. tanto per giocare... se qualcuno è capace di far muovere alla velocità della luce una massa che è ancorata a una barra con un momento d'inerzia di quel tipo vince un Nobel...

  37. iginio

    A occhio c' entra il 3° principio della Dinamica.....

  38. Celterman

    Alvermag, mi sa che hai ragione, ho sostituito nella formula l'angolo in gradi invece che in radianti! :oops:
    Chiedo venia! :cry: eppure l'avevo chiesto espressamente di NON farmi fare calcoli!

    @Enzo
    Tu prima costruiscila, poi noi la muoviamo! :mrgreen: :mrgreen: anche se dubito che i soldi di un Nobel, pur se tanti, ti possano bastare!!! :-D

  39. Alvermag

    L'importante è capire i concetti, i calcoli ... si possono anche sbagliare. :-D

    Il mio problema è che non capisco i concetti ... :oops:

  40. Celterman

    Non mi pare assolutamente che tu non abbia capito i concetti, anzi!

  41. Alvy & Celty,
    vi assumo come assistenti speciali per le comunicazioni con i futuri robottini marziani!!! Non dico alla velocità della luce, ma un po'meglio di adesso si può fare... Cominciate a pensare... :)

  42. Alvermag

    Sempre lavorare, uffa!

  43. Celterman

    Enzo, ci avevo pensato da tempo... Ovviamente particelle entangled e computer quantistici! E così si potrebbe comunicare istantaneamente in qualsiasi luogo della galassia... Ma quanto tempo sono riusciti a mantenere l'entanglement tra due particelle? Che speranza abbiamo di estenderlo indefinitamente?

  44. Alvermag

    Sentite, a me questa storia dell'entanglement convince assai poco.

    Stiamo parlando di due particelle con un iniziale legame ... affettivo! Ora, per sapere quello che succede alla particella che se ne va devo controllare, in qualche modo, quello che accade alla particella che "resta"; devo cioè avere il controllo di una delle due. Gli effetti dell'entanglement mi risulta (ma qui potrei sbagliare) si manifestino solo se le due particelle non interferiscono con il mondo circostante; allora potrei avere la simultanea inversione dello spin: se ne controllo una saprò che nello stesso istante la seconda avrà invertito il suo spin e questo cambiamento rappresenta un'informazione istantanea da trasferire in un'altra parte del cosmo (chissà quale!). Mi chiedo però come sia possibile conservare a "portata di mano" e "misurare" una particella senza interferire con essa: MQ docet!
    Che succede se interferisco con una delle particelle provocandone l'inversione dello spin? Sicuramente non avrò una seconda chance ...

    Si accettano correzioni, insulti, bacchettate, punizioni corporali and so on ....

  45. Paolo

    Beh, però, se prima faccio fare amicizia a due particelle, poi una delle due la trasporto insieme al robottino (avendo cura che l'ambiente esterno non modifichi lo spin di nessuna delle due particelle) e quando serve modifico lo spin della particella a terra, per cui istantaneamente il robottino avverte che la sua particella di riferimento ha invertito il suo spin iniziale interpretandolo come il segnale per iniziare l'esperimento.... potrebbe pure funzionare, o no? :mrgreen:

    Il problema, semmai è legato al fatto che la modifica dello spin di entrambe le particelle non deve essere provocato da interazioni “esterne”, non volute, altrimenti il robottino partirebbe al di là del nostro comando.

    Paolo

  46. Alvermag

    Mah, caro Paolo, mi pare che la questione generale sia di trasferire - utilizzando l'entanglemnt quatistico - un'informazione a distanze cosmologiche.
    Questo solleva grandi problemi di "gesione" delle particelle: come si fa a sapere dov'è arrivata la particella transfuga? A chi mai arriverà l'informazione? Come si fa a sapere che sarà effettivamente raccolta da qualcuno?

    E poi c'è sempre il limite teorico, ma anche pratico, della velocità della luce.
    Se si potesse collegare la nostra particella ad una qualche diavoleria tecnologica inviata nello spazio, si potrebbe istantaneamente produrre un effetto ad anni-luce di distanza, per esempio utilizzando un amplificatore che intensifichi il debolissimo segnale dell'nversione di spin rendendolo idoneo a ... chessò io ... premere un pulsante o attivare un qualsiasi aggeggio. In questo caso si potrebbe agire MATERIALMENTE a distanza con una velocità INFINITA di propagazione del segnale.

    Temo che l'egregio sig. Albert Einstein ne sarebbe assai sorpreso. Potrebbe anche pensare di essere vissuto invano ....
    Non so, mi sembra tutto molto bello e molto ... teorico

  47. cari ragazzi,
    avete detto molte cose esatte. Per il momento le particelle decadono in fretta e tutto sta nel costruire (si fa per dire) un sistema che non venga corrotto. Secondo me i progressi sono molto rapidi e le sorprese non mancheranno. Tutto sta, secondo me, nel chiarire ancora meglio la descrizione generale della problematica. Cerco di spiegarmi. Oggi abbiamo molti principi e "leggi" di MQ. Ognuna spiega, anzi descrive bene la realtà. Però, molte cose sembrano ancora scollegate tra loro. Il prossimo passo sarà una vera unificazione in un'unica legge o verità. Personalmente sono convinto che il vero nodo di tutto sia il principio di Heisenberg. Non deve più essere pensato come un effetto della MQ o una derivazione di formule e altri eventi. La sparo grossa: il principio potrebbe essere proprio il tutto, l'Universo, la sua essenza più profonda. Da lui discende tutto ciò che esiste. E' qualcosa in più di una legge o di una regola: esso E' e come tale va interpretato come l'unica realtà. Non voglio essere blasfemo, ma è una specie di creatore totale... Ci torneremo sopra con attenzione, quando riuscirò a essere più coerente (acci che parola subdola!).

  48. Alvermag

    Caro Enzo, la tua sparata mi piace parecchio.

    Il principio di Heisenberg come deus ex machina dell'universo.
    Quindi, addio al determinismo ed ingresso trionfale per la probabilità, anche nel mondo macroscopico!
    Sono filosoficamente ... estasiato, anche se la mia mente è stata plasmata dalla natura per il determinismo e faccio molta fatica ad immaginare un universo probabilistico.

    Inoltre, mi sembra che questa visione della natura apra le porte alla possibilità del multiverso, la cui esistenza è forse necessaria per superare le troppe peculiarità del nostro cosmo.

    C'è grandezza in questa visione della vita .... scrisse una volta il mio idolo ...

  49. caro Alvy,
    ci sono molti modi per descrivere il principio di Heisenberg. Proveremo insieme a valutarli una alla volta e poi ci divertiremo un po' sopra. Senza formule, ovviamente se no rimaniamo un piccolo manipolo di disperati... E poi devo riprendermi ancora. Hai visto che ho di nuovo sbagliato a impostare il QUIZ (dovrei averlo cambiato nel modo giusto, eliminando la velocità che avevo dimenticato di inserire...)? Va beh... se sbaglio ancora una volta, mi metto veramente in pensione!

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