Feb 27

Gli alieni convivono con i buchi neri galattici *

Proprio ieri, abbiamo scoperto un UFO che non si preoccupa della temperatura solare; oggi scopriamo che i mattoni della vita sanno difendersi adeguatamente dallo strapotere dei buchi neri galattici che dovrebbero distruggerli facilmente. E’ proprio vero: la vita, anche quando si deve ancora formare, lotta sempre al massimo per non soccombere in un Universo che sembrerebbe ostile.

Se il Sole è una stellina di media categoria con una temperatura appena appena tiepida (?!), ben diversa è la potenza di un buco nero galattico. Le zone che lo circondano subiscono forze e temperature mostruose in grado di distruggere di tutto e di più. Un ambiente talmente ostile che qualsiasi molecola organica abbastanza complessa dovrebbe sciogliersi come neve al Sole. Se possiamo accettare gli UFO vicini al Sole, diventa ben più difficile accettare la vita (o anche solo i suoi mattoncini) vicini a un buco nero galattico.

In particolare vi sono due zone veramente proibitive: il disco di materia che ruota attorno al buco nero e una fascia più lontana, in cui la nascita stellare dà spesso il meglio di sé e che viene indicata (ne abbiamo parlato poco tempo fa) come starbust. Sappiamo ormai bene come i buchi neri regolino le nascite e le distruzioni stellari e come possano ammettere regioni piene di vita e regioni di pura disperazione.

Un esempio perfetto di questa situazione si ha nella galassia NGC 1068, dove si nota molto bene il disco di materia che spiraleggia prima di cadere verso il “mostro” e una fascia di 3500 anni luce, decisamente più lontana, dove vi è una formazione stellare parossistica. Come già detto due zone non certo favorevoli per mantenere vive e vegete molecole organiche abbastanza complesse. I raggi X e la luce ultravioletta dovrebbero distruggerle facilmente.

Diciamo “dovrebbero” perché ciò non capita assolutamente! Il solito, favoloso, ALMA ha spiato quelle zone e ha confermato che le molecole organiche riescono a sopravvivere senza molti problemi, anche se con una distribuzione differente. In particolare, si è visto che nei pressi del buco nero vivono allegramente cinque molecole complesse, tra cui il cianoacetilene (HC3N) e l’acetonitrile (CH3CN). Si godono il panorama dell’anello di  starburst  soltanto l’ossido di carbonio (CO) e il metanolo (CH3OH) che, però, si trova abbastanza bene anche nel disco. In altre parole, si sta meglio dove si dovrebbe stare peggio.

L’immagine della parte centrale di NGC 1068 ripresa da ALMA e dallo Space Telescope. I vari colori indicano le molecole organiche identificate
L’immagine della parte centrale di NGC 1068, ripresa da ALMA e dallo Space Telescope. I vari colori indicano le molecole organiche identificate

La spiegazione? Per adesso è molto provvisoria. Probabilmente le molecole organiche riescono a rintanarsi all’interno di nubi particolarmente dense, che fungono da barriera protettiva contro i raggi ultravioletti e i raggi X dei sobborghi del buco nero. Sono molto meno protette nelle zone di formazione stellare dove il gas è decisamente meno denso e i potenti fotoni ultravioletti svolgono il loro ruolo disintegrante.

Insomma, ripetiamolo ancora: è meglio stare in condizioni apparentemente peggiori…

In fondo, questi buchi neri sono molto meno cattivi di quello che sembra. Non facciamoci sentire… ma potrebbero cullare con gentilezza i mattoncini della vita, in attesa che siano inviati verso il loro futuro creativo.

Articoli originali  QUIQUI

 

NEWS! I mattoncini della vita biologica sono stati trovati anche all'interno del disco protoplanetario di una stella neonata e nell'ammasso della Vergine.

11 commenti

  1. peppe

    la vita si è dimostrata sempre audace: anche nei momenti di crisi dell'estinzioni di massa. i batteri che resistono ai viaggi spaziali sono un altro esempio.

    tra l'altro enzo ho appena mandato a sma un articolo sulla chimica della vita :mrgreen:

  2. Caro Peppe!
    questo nuovo articolo sembra fatto apposta per te!!!! Hai voglia e tempo di spiegarcelo meglio? membrane diverse dalle nostre e vita al metano... cosa vogliamo di più????
    http://advances.sciencemag.org/content/1/1/e1400067

    Poi tuttti su Titano con la rete per farfalle!!!!

  3. peppe

    voglia tanta, tempo un pò meno...ok,ci proverò. :mrgreen:

  4. Alvermag

    Sembra quasi che la vita, o la proto-vita, siano inscindibili dall'Universo; la straordinaria capacità di autoconservazione che le riconosciamo nei più disparati habitat del pianeta Terra potrebbe essere solo un aspetto della più generale tendenza del Cosmo a generare molecole complesse capaci di perpetuazione.

    Questo è un approccio molto pericoloso, visto che ci conduce ad un passo dalla teleonomia (da wikipedia: concetto usato per la prima volta, nel 1970, da Jacques Monod, nella sua teoria che vedeva all'interno delle strutture degli esseri viventi un'azione finalistica, causata dalla selezione naturale, diretta a favorire le funzioni vitali eliminando quelle che le ostacolavano) e dal trascendente (vade retro ...).

    Penso invece che la selezione naturale faccia valere le sue regole anche nel caso delle molecole organiche disperse nell'Universo. Chissà se alcune delle caratteristiche biologiche che contraddistinguono la vita sulla Terra sono state "preparate" nel tempo in cui quelle molecole - antenate della vita terrestre - erano ancora in via di sintesi presso qualche nube galattica ....

    Concentriamoci sul fatto che le molecole primordiali avessero una relativa facilità di movimento nel Cosmo (in balia di possibili correnti di pressione) e maggiore adattabilità del ... prodotto finito, cioè della vita "superiore".
    Non ripete forse quanto avviene quotidianamente sotto i nostri occhi? Il polline, lo sperma, possono essere trasportati anche a grandi distanze e devono essere in grado di resistere a condizioni estreme per dare un senso alla loro "missione" che non può fallire, almeno statisticamente; l'individuo adulto è invece molto più radicato al suo ambiente ed anche più fragile, quindi più plasmabile dalla selezione per assicurare la variabilità.

    Mah, c'è da perdere la ragione .... :roll:

    "..... è molto probabile che se gli uomini, per una ragione qualsiasi, dovessero sparire dalla faccia della Terra, una creatura modesta e riservata, che esiste già da qualche parte, potrebbe svilupparsi in una nuova forma e prendere il nostro posto".

    Estratto da: La vita sulla Terra di David Attenborough 1979 - Editrice Rizzoli.

    Che ne pensi Peppe? Sono fuori tema?

  5. peppe

    così come le leggi della fisica si presume siano uguali in tutti punti dell'universo, così anche la selezione naturale dovrebbe governare allo stesso modo la vita altrove. Poi è chiaro che le smentite sono sempre dietro l'angolo.
    D'altronde, il primo articolo che abbiamo lanciato, le giraffe palmate, proponeva proprio il concetto che la vita altrove, se esiste, dovrebbe, con maggiore probabilità, seguire le regole che la selezione naturale usa qui sulla Terra.

    Le molecole organiche seguono un gioco di selezione naturale come lo fanno le specie viventi. Esiste per così dire anche un'evoluzione molecolare dove la molecola che ha maggior stabilità magari prevale su una meno stabile e si affermi in questo mondo.

    Comunque pian piano ci arriveremo a parlare di evoluzione e selezione, alvy :mrgreen:
    è comunque una teoria di 45 anni fa. chissà quante scoperte sono state fatte per migliorare e smontare in toto o in parte l'affermazione dell'autore

  6. ottimi commenti e riflessioni... Io sto con la selezione molecolare e con il carbonio come grande attrattore!

  7. peppe

    sono d'accordo enzo, tra l'altro nell'articolo che ha appena pubblicato sma ho scritto sul carbonio e sulla sua capacità di creare numerosi composti organici, cercando di impostare un discorso dal punto di vista chimico. è tutta questione di tipo chimico-fisico :mrgreen:

  8. Fiorentino Bevilacqua

    ...tutta quella ricchezza di materiale organico e (finora) un solo pianeta conosciuto che ospita la vita... una lacuna da colmare.

  9. caro Fiore,

    sai... io continuo a pensare che la vita ci sia dappertutto, ma che forse non è ancora giunto il momento perché si possa incontrare... L'Universo conosce bene i suoi "polli".....

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