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10/04/15

La vita è come l’erba: nasce un po’ ovunque *

I mattoni della vita si fabbricano subito e lontano dalla propria stella. Il meccanismo per costruirli sembra quasi banale e ripetitivo. Solo dopo vengono trasportati nelle zone in cui possono evolversi. Non è il Sistema Solare che lo dice, ma il disco proto planetario della neonata MWC 480. Una scoperta veramente fondamentale, ottenuta, ancora una volta, grazie ad ALMA. Forse la vita è proprio come l’erba: basta un po’ d’acqua e nasce ovunque nel Cosmo.

ALMA è ormai scatenato. La sua “vittima” è stata, questa volta, la giovane stella MWC 480, una vera neonata di solo un milione di anni d’età. Nel suo disco proto planetario si è trovata un’enorme quantità di metil cianide, una molecola molto complessa a base carbonio (CH3CN). Sembra che ve ne sia abbastanza da riempire gli oceani terrestri.

Sia questa molecola, che la più semplice cuginetta HCN, sono state trovate nella parte esterna, molto fredda, del disco, in qualche modo simile alla nostra Kuiper Belt. E’ quasi inutile dire che il metil cianide è una delle basi per la costruzione degli aminoacidi e quindi della vita biologica. Trovarla nella zona “cometaria” di un’altra stella confermerebbe l’ipotesi che questi oggetti così freddi sembrano realmente dei veri e propri nastri trasportatori dei mattoni della vita, insieme ai loro fratelli asteroidi.

L’importanza della scoperta non è certo secondaria: dopo aver scoperto che molecole organiche che vivono tranquillamente vicino ad un buco nero, è la prima volta che si è avuta la prova che gli stessi mattoni base della vita terrestre sono realmente presenti in altri sistemi planetari. Altra stella, ma stessi mattoni! (NEWS! Trovati gli stessi mattoni anche nell'ammasso della Vergine).

La stella in questione ha una massa circa due volte quella del Sole e si trova a 455 anni luce da noi. Al momento, ma è un sistema appena nato, non si sono ancora rilevati pianeti in formazione; osservazioni a più alta risoluzione potrebbero, però, smentire presto questa momentanea apparenza.

E’ decisivo il fatto di aver trovato le basi della vita in una stella così giovane, cosa che implica una presenza fin dalla nascita nella nube proto planetaria. Tuttavia, la quantità trovata supera di molto quella normalmente rilevata nelle nubi interstellari.  Questo sembra dimostrare che siano proprio i dischi proto planetari a formare le molecole più complesse in tempi veramente molto brevi. Sono proprio loro le fabbriche della vita? In realtà, i mattoni devono riuscire a sopravvivere alle radiazioni altamente energetiche e alle onde di shock, che accompagnano le prime fasi di una stella appena nata.  Teoricamente, queste condizioni avverse dovrebbero distruggere i legami chimici di molecole troppo complesse, a meno di non lavorare a distanza di sicurezza.

Il fantastico ALMA, capace di captare la debole radiazione millimetrica emessa naturalmente dalle stesse molecole, non solo ha dimostrato che i “mattoncini” sopravvivono, ma che essi si trovano perfettamente a loro agio. In altre parole, sembra che la vita si formi attraverso un meccanismo ben collaudato: basta solo che lavori nelle giuste condizioni. Poco importa se non sono vicini alla sede finale: ci penseranno i corpi ghiacciati a mantenerli e a traghettarli verso i pianeti nati nella zona abitabile. Una cooperazione perfetta, una specie di catena di montaggio, che non è certo nuova nell’Universo.

Una visione artistica del disco proto planetario della giovanissima stella MCW 480. ALMA ha stabilito la presenza di metil cianide (uno dei mattoni base della vita) nella zona esterna del disco, una regione da dove dovrebbero provenire le “sue” comete. Una chiara indicazione che la chimica organica più complessa è un fenomeno, probabilmente, universale. Fonte: B. Saxton (NRAO/AUI/NSF)
Una visione artistica del disco proto planetario della giovanissima stella MWC 480. ALMA ha stabilito la presenza di metil cianide (uno dei mattoni base della vita) nella zona esterna del disco, una regione da dove dovrebbero provenire le “sue” comete. Una chiara indicazione che la chimica organica più complessa è un fenomeno, probabilmente, universale. Fonte: B. Saxton (NRAO/AUI/NSF)

Vale la pena riflettere su questa scoperta che reputo veramente di altissimo valore scientifico e non solo. ALMA ci  ha dimostrato che il Sistema Solare non rappresenta un caso unico dal punto di vista chimico. La vita, forse, si costruisce un po’ ovunque, secondo regole ben stabilite e precise. L’importante è che lo faccia nel luogo giusto, dove poter lavorare in pace. In queste condizioni, la “macchina” è molto efficiente oltre che estremamente veloce.

Forse, non è detto che essa trovi ovunque una giusta sede per evolversi, ma di sicuro ci vuole provare a tutti i costi. Azzardo una conclusione: è molto più facile formare la vita che non trovare il luogo dove farla fiorire. Una specie di ribaltamento delle idee correnti. Inoltre, sembra proprio che il carbonio sia più che sufficiente come materia prima: è inutile scomodare altri elementi chimici. D’altra parte, l’Universo ci insegna che se un meccanismo funziona non lo cambia facilmente. Poca fantasia? Beh… basta alzare gli occhi al cielo e la risposta è ovvia: “Assolutamente NO”.

Al di là di tante speculazioni fantascientifiche, sia ottimistiche che pessimistiche, che nutrono i media e non solo, da oggi mi sento un po’ meno solo nell’Universo! Sono quasi sicuro che la costruzione della vita sia un processo fisico più che normale. Probabilmente, non è facile trovare le giuste incubatrici. Da questo punto di vista, la Terra ha dato chiari segni di essere veramente perfetta (a parte certe anomalie a due gambe…).

Forza ALMA, avanti un altro!

Articolo originale QUI

 

Quali altri mattoncini per la vita biologica sono stati scoperti nell’Universo?
 
 
 
Per conoscere meglio l’eccezionale contributo di ALMA a molti campi di ricerca: asteroidi, formazione di pianeti e stelle, origine della vita , buchi neri, galassie primordiali

 

9 commenti

  1. Mario Fiori

    E' veramente fantastico, caro Enzo, sapere che la vita si faccia strada a tutti i costi e ci provi più o meno sempre a sfondare; così penso che ce la possa fare più spesso di quanto si potesse immaginare, poi se la predetta vita possa essere intelligente o meno ce ne passa...se poi per intelligenza si intende quella che spesso ha il famoso bipede di nostra conoscenza... :( ...che tristezza. :cry:

  2. peppe

    con miliardi di pianeti, ritrovare la combinazione vincente tipica terrestre non credo sia impossibile. non voglio credere che in mezzo a tante combinazioni non ci sia almeno un'altra incubatrice perfetta.
    poi se da questa incubatrice nasce un amasso di molecole di carbonio imperfetta a due zampe....dai qualche eccezione c'è :mrgreen:
    l'evoluzione ha insegnato però che c'è voluto molto tempo a crearla.

  3. Alvermag

    Se è vero che, nel moto di un corpo, il massimo sforzo si produce all'atto dell'avviamento, quando si deve passare, in un attimo, da velocità zero ad un valore finito, allora mi viene da pensare che l'Universo, se ineluttabilmente "programmato" per la produzione di molecole complesse prodromi della vita, sia già a metà dell'opra.

    Ci si chiede forse perchè i fotoni non possono stare fermi? O perchè la luce abbia proprio quella velocità? O perchè le leggi di natura seguano proprio quell'indirizzo?
    Forse la produzione di quelle molecole è inevitabile perchè inscritta nel "DNA" dell'Universo. C'è una ragione, uno scopo, un fine ultimo in tutto questo? Perchè mai dovrebbe esserci! C'è forse un motivo per cui il Cosmo è organizzato proprio nel modo che sperimentiamo?
    Come dite? Altrimenti non potrebbe esistere? mmmmhhh ... e dove sta scritto?! Non esisterebbe in QUESTO modo...

    Bene, mi sembra che ALMA possa dare un'altra discreta scossetta al bieco antropocentrismo.
    Che visione meravigliosamente meccanicistica (sto godendo come un riccio alle prese con una spazzola :wink: ).

    Chissà cosa ne penserebbe il mio amico Carletto.

    Caro Peppe, se per "partire" ci vuole così poco ho idea che il successivo sviluppo sia quasi inevitabile. Certo, occorrono condizioni idonee; certo, i tempi non saranno brevi ma noi ragioniamo intorno a ciò che vediamo sulla Terra, sul suo prodotto biologico "finito" o ritenuto tale (ecco l'antropocentrismo che ritorna! :evil: ).
    E poi, scusa, cosa sono quattro miliardi di anni per l'Universo? O anche per la stessa Terra? Ad occhio e croce ne avrà (bipede implume permettendo) per almeno altri tre o quattro ...

  4. celterman

    E' una grande notizia! Era quello che ci si aspettava, la prova che la vita non è un "accidente" ossia non è dovuta al caso, ma è l'universo stesso che fiorisce!
    Se è stata trovata una prova in una stella comune, è naturale supporre che, almeno in potenza, sia così per tutte.

  5. grazie ragazzi! Avete perfettamente compreso lo spirito delle mie parole. E' una scoperta storica, secondo me, che dimostra che quasi tutto potrebbe viaggiare con il sistema runaway, già usato per la formazione planetaria, la crescita stellare, il decadimento radioattivo e mille altre cose. Una volta che qualcosa è partito non si riesce più a fermare. e se l'inizio è stato codificato perfettamente, tutto il resto diventa routine... Forse anche la vita. Ma, come non tutte le stelle riescono a brillare, così non tutta la vita riesce ad accasarsi...
    E' un peccato che i media non capiscano che ALMA ha veramente cambiato la nostra visione della vita nel Cosmo. Ed è solo all'inizio...
    Beh... è ovvio, ben pochi hanno un CIRCOLO come il nostro!!!!! :roll: :-P

  6. Alvermag

    Ricordo che quando, molti anni or sono, sentii parlare per la prima volta di panspermia fui colto da un immotivato scetticismo. La vita mi sembrava un evento così "speciale" da non poter essere confuso con un mondo fatto di materia inanimata soggetta a leggi fisiche rette da fredde regole matematiche.
    Avevo, involontariamente ma anche incautamente, eretto un muro capace di annullare l'unità del cosmo. La panspermia aveva, ai miei occhi, una natura ... fantascientifica del tutto inaccettabile.
    Fred Hoyle fu lo scienziato che mi consentì di avvicinarmi a questa stramba idea. Non so se fosse un genio o meno , nè quale sia il posto a lui riservato nel mondo della scienza, ma certo un'idea simile, che presuppone una determinata visione dell'Universo, non è alla portata di chiunque.

    Bene, oggi sono contento che quell'idea, intorno alla quale ho spesso riflettuto, cominci a trovare qualche solida conferma e che, nella mia mente, l'Universo abbia ritrovato la sua unità.
    A mio giudizio, la panspermia conferisce un senso logico ad una struttura (il cosmo) che fa della logica il proprio fondamento: non coglierla non ne comporta l'inesistenza ma la limitatezza di menti, figlie della stessa struttura, plasmate per il conseguimento di altri vantaggi.
    Ma se il tempo, in intima connessione con lo spazio, è parte integrante del cosmo ed al cosmo fornisce dinamismo e trasformazione, allora c'è da pensare che anche la nostra mente possa seguirne il divenire modificando se stessa per giungere infine ad afferrare il senso nascosto delle cose.

    Concludo riportando una frase, davvero illuminante, che fa bella mostra di sè alla voce panspermia di wikipedia:

    « Una volta che tutti i nostri tentativi di ottenere materia vivente da materia inanimata risultino vani, a me pare rientri in una procedura scientifica pienamente corretta il domandarsi se la vita abbia in realtà mai avuto un'origine, se non sia vecchia quanto la materia stessa, e se le spore non possano essere state trasportate da un pianeta all'altro ed abbiano attecchito laddove abbiano trovato terreno fertile. »

    L'autore è Hermann Von Helmholtz, un altro signore che non ha bisogno di presentazione.

  7. caro Alvy,
    pienamente d'accordo con te sulla visione globale dell'Universo, da cui la vita sembrava distaccarsi. Tuttavia, la scoperta di Alma sembrerebbe anche andare contro la panspermia. Infatti, qui non si tratta di luoghi particolari in cui si forma la vita primordiale e poi essa viene trasportata in giro per una galassia, di stella in stella, bensì di una fabbrica che esiste in ogni stella e che lavora all'atto della sua formazione. Non vi è nemmeno bisogno che poi viaggi verso altre destinazioni, dato che ognuna è capace di fare da sola. Al limite, basta solo che prenda il traghetto che la porti nella zona abitabile.
    Qualcosa di ancora più facile della creazione degli elementi. Quelli pesanti hanno bisogno di fabbriche specializzate, mentre invece i mattoni biologici possono formarsi dovunque, sempre sfruttando anche i prodotti delle poche stelle giganti.
    In fondo, potevamo anche pensarci prima... PERCHE' le stelle "normali" e più comuni si fermano al carbonio? Perché esso è la base fondamentale, in attesa che arrivi qualche altra cosa che rifinisca i mattoni e i suoi legami. Tutte le stelle (tranne quelle troppo piccole o troppo grandi, che sarebbero anche pessime mamme) possono formare la vita. Preparano lo scheletro che sarà poi abbellito e tenuto assieme. Un inizio di DNA stellare...
    Sto vaneggiando? Forse fino a poco tempo fa avrei detto di sì, oggi non so...

  8. Alvermag

    Si Enzo, intendevo proprio ciò che hai puntualizzato; ho avuto forse il torto di ampliare il concetto.
    Mettiamola così: i semi delle piante, pur prodotti sulla Terra, hanno bisogno di meccanismi che ne garantiscono la dispersione fino a luoghi idonei al loro sviluppo.
    Mi figuro allora che le "molecole della vita" seguano un analogo percorso: sintetizzate già all'interno di un sistema planetario che potrebbe consentirne lo sviluppo devono prendere un qualche ... traghetto (uso la tua stessa terminologia) per raggiungere il luogo in cui attecchire e ... vivere.

    Certo che questa immagine del "DNA dell'Universo" fa pensare .... :roll:

  9. :-P
    in poche parole prendono dei locali e non degli intercity!!!

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