Ott 31

Ancora una volta, l’Universo ci mostra la sua “intelligenza” e semplicità *

E’ da poco che abbiamo parlato di come la composizione dell’Universo sia praticamente uguale ovunque. Non è poi una conclusione così assurda, anzi… direi che è la più semplice e vantaggiosa. Se gli elementi sono gli stessi -e anche la loro abbondanza- è facile utilizzare  gli stessi processi che hanno funzionato così bene da sempre. Anche la MQ non ha alcuna intenzione di cambiare le sue regole giorno per giorno o fenomeno per fenomeno. Sono sicuro che più si capirà e più si semplificherà nei suoi concetti generali.

Avevamo anche visto che i dischi di accrescimento seguono regole praticamente uguali sia attorno a oggetti piccolissimi che giganteschi. Al limite scalano le loro dimensioni. Prima di andare avanti con la nuova scoperta-non scoperta, fatemi ricordare una vecchia storia di Paperino scritta e disegnata dal grandissimo Carl Barks, un vero artista dalle idee rivoluzionarie (bisognerebbe rivalutarlo e dedicargli una mostra itinerante…).

Paperino ragionava con una banalità, apparentemente dettata dalla sua ignoranza, che spesso si rifaceva al principio della semplicità assoluta. Ricordiamo che proprio il Paperino di Carl Barks aveva prospettato gli asteroidi come “ammassi di pietra legati dall’autogravitazione”, in tempi non sospetti, almeno vent’anni prima della loro scoperta scientifica. Per non parlare della Luna d’oro sistemata in un punto lagrangiano e degli asteroidi doppi.

Ma torniamo a bomba. I nipotini Qui, Quo e Qua gli fanno una domanda che continua a essere ripetuta ancora oggi: “Come saranno gli alieni che vivono negli altri mondi?”. La risposta di Paperino è quanto di più assurdo e semplicistico ci si possa aspettare: “Tutto dipende dalle dimensioni della stella e del pianeta. Su Betelgeuse, ad esempio, il virus della varicella sarebbe grande come un tacchino!” e … via dicendo. Più  grande è il pianeta o la stella e più grandi sono gli abitanti, pur rimanendo sempre identici. Ne esce una storia esilarante e un concetto che può far ridere, ma non troppo, dato che in fondo segue il sistema della massima semplicità. Il succo vero del ragionamento di Paperino-Barks è che la vita probabilmente segue ovunque lo stesso processo formativo, adattandosi solo “leggermente” alle condizioni al contorno.

Dopo tante parole, la nuova scoperta fatta da ALMA sembra proprio una “non scoperta”.

Si conoscono abbastanza bene i processi formativi delle stelle di piccola massa, come il nostro Sole. Dato che i tempi sono scanditi dalla massa in gioco (anche questa è una regola semplice…) le stelle piccole ci mettono più tempo a nascere ed è più facile osservarle in questa fase critica. Inoltre sono molte di più di quelle giganti (anche questo è un risultato generale: gli asteroidi grandi sono pochi, quelli piccoli quasi infiniti… frutto del processo collisionale).

Ne consegue che fino a masse di poco inferiori alle 20 masse solari (tipo B) ci si è accorti che il metodo utilizzato è sempre lo stesso. Una stella in fase di presequenza deve ancora crescere, ma è già molto attiva e produce un vento impetuoso. Ha bisogno di altra massa, ma il vento frena l’accrescimento, come quando si cerca di pedalare controvento (chiedetelo ai ciclisti…). La soluzione migliore è sistemarsi in un disco di accrescimento molto sottile che riesce a fare entrare, attraverso uno stretto canale, la materia nell’astro affamato. Ancora dischi di accrescimento, tanto per cambiare.

Tuttavia, regnava ancora il mistero su come si formassero le vere stelle giganti, quelle superiori alle venti masse solari. Sembravano avvolte da ciambelle molto più larghe o da enormi batuffoli di … cotone. Un processo diverso, tutto da comprendere? O solo una limitatezza delle osservazioni molto sporadiche e difficili?

Bene, la semplicità vince sempre! Gli occhi abilissimi di ALMA hanno “scoperto” che anche una stella di tipo O (25 masse solari) si forma attraverso un disco di accrescimento sottile. Forse prima di introdurre complicazioni nei modelli sarebbe molto più utile cercare di vedere se i processi “standard” possono funzionare bene anche su scale maggiori o minori. Capisco, tuttavia, che le osservazioni possono trarre in inganno e che la Scienza è obbligata a cercare una risposta anche allontanandosi dagli schemi comuni e non è facile sapere quando la Natura ha deciso di cambiare metodo…

Visione artistica del disco di materia che ruota attorno alla stella di grande massa AFGL 4176 e la rifornisce di cibo. Il disco è 50 volte più grande dell’orbita di Plutone, ma le sue caratteristiche dinamiche e fisiche sono le stesse dei dischi delle stelle molto più piccole. Fonte: K.G. Johnston and ESO.
Visione artistica del disco di materia che ruota attorno alla stella di grande massa AFGL 4176 e la rifornisce di cibo. Il disco è 50 volte più grande dell’orbita di Plutone, ma le sue caratteristiche dinamiche e fisiche sono le stesse dei dischi delle stelle molto più piccole. Fonte: K.G. Johnston ed ESO.

In ogni modo, quasi sempre, alla fine, si torna alla semplicità e alla ripetitività. Attenzione, però: non pensiamo che l’Universo sia monotono. E’ solo estremamente efficiente. Un’efficienza che non può dipendere dall’evoluzione e da una scelta lenta e casuale delle soluzioni migliori. I processi fondamentali non sono cambiati di molto nei miliardi di anni che ci precedono…

Una differenza c’è, però, tra i dischi di accrescimento delle stelle piccole e di quelle grandi: le loro dimensioni. Quello della stella di ALMA è 10 volte più esteso e 100 volte più massiccio di quelli delle stelle più piccole. Paperino sarebbe contento!

Articolo originale QUI

Davvero versatile questo ALMA… non solo stelle giganti, ma anche pianeti in formazione

http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2016/04/01/il-pulcino-e-cresciuto-proprio-alla-distanza-della-terra-dal-sole/

e piccoli asteroidi

http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2015/04/09/alma-osserva-gli-asteroidi/

3 commenti

  1. Mario Fiori

    Grande Carl Barks, ne ho letti tanti di fumetti Disney e qualche volta non disdegno anche ora a 54 anni, e grande di rimbalzo Paperino considerato troppo spesso lo sciocco del momento, lo scansafatiche (un po' lo è) imbranato e sfortunato.
    Grande ALMA naturalmente.
    Con l'Universo non bisogna, probabilmente, dare risposte troppo innovative e contorte, forse se si riprendessero sempre i soliti schemi e si riadattassero per alcune caratteristiche semplificheremmo e scopriremmo una trama comune, che nonostante tutto non lo renderebbe lostesso monotono.

  2. caro Mario,
    pensa che io ho comprato praticamente tutti i "Topolino" fin dall'uscita in Italia ed ero riuscito a staccare tutte le storie di Carl Barks. Purtroppo, avevo prestato alcuni volumetti, che avevo rilegato in modo casalingo, e non li ho mai riavuti indietro. Quando con alcuni colleghi avevo scritto l'articolo divulgativo "Paperino e gli asteroidi" sulla rivista l'Astronomia, avevamo chiesto alla Mondadori di ripubblicare tutti i fumetti di Carl Barks e, se volevano, li avremmo commentati da un punto di vista scientifico. Non abbiamo ottenuto alcuna risposta (e l'avrei fatto anche gratis). Fortunatamente, la nostra richiesta di dedicare un asteroide a Barks, data la sua visione lungimirante, è stata accettata e ora orbita attorno al Sole. Qualcosa ho ancora e reputo i migliori in assoluto: Paperone e il vascello fantasma, quello sugli omini fatti a palla che danno origine ai terremoti e il bombastium, quella palla di ghiaccio che regala qualsiasi sapore ai gelati. Fantastici, letteralmente fantastici!!! Che bei ricordi... altro che i giochini virtuali di scontri spaziali e di uccisioni sanguinose.

  3. Daniela

    Anch'io sono cresciuta a pane e Topolino e lo rifarei mille volte!
    Una curiosità: i locali nei quali lavoro un tempo hanno ospitato la sede della casa editrice Vallecchi e proprio lì è stato stampato il primo numero italiano di Topolino :-P

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