28/01/16

Nell'Universo non esiste razzismo **

In un periodo di accese discussioni sui diritti civili, sulle adozioni, sulle discriminazioni razziali, sulla salvaguardia delle singole culture, anche l’Universo vuol dire la sua e lo fa con la solita eleganza e saggezza. Scusate se sto pubblicando articoli di astrofisica che sembrano più racconti o fiabe, ma lo faccio per pareggiare un po’ quelli più pesanti sulla dinamica relativistica e sugli integrali. Non tutto, ma di tutto e... per tutti.

Ragionando come gli uomini ci si immedesima subito negli ammassi globulari. Essi sono nati nei tempi più antichi, probabilmente da una sola enorme nube di idrogeno ed elio, spezzettatasi in centinaia di migliaia o addirittura milioni di pezzi, in modo da dar luogo a una famiglia di gemelli, tutti della stessa età, anche se di stazza diversa. Un gruppo ultra affiatato che facilmente ha perso ogni contatto con il “mondo esterno”.

Forse, ricordano un poco i faraoni egizi, che, per non perdere la propria dinastia non rifiutavano di sposarsi tra fratelli e sorelle. Sappiamo che ne nascevano problemi genetici e lo stesso capitava in qualche modo agli ammassi globulari. Per non rischiare contaminazioni non potevano fare altro che usare SOLO il loro stesso gas, quello espulso dalle supernove, per cercare di creare nuove generazioni stellari.

Mancando sempre più le stelle gigantesche, ci si doveva accontentare di stelle di massa più piccola, ben più restie a rilasciare il loro carburante solo per far nascere nuovi figli. Il futuro sembrava segnato: nessun futuro erede per quel gruppo troppo chiuso in se stesso. Una specie di “setta” che, per non essere influenzata da nessuno, accettava passivamente di diventare una specie di casa di riposo per stelle piccole e vecchissime. Addirittura, vi erano stelle che per cercare di “ringiovanire” il loro gruppo, così volontariamente emarginato, si univano insieme per prolungare la loro vita (vagabonde blu). In realtà, questo tipo di evoluzione “razzista” non stupirebbe troppo gli uomini che hanno fatto della discriminazione una loro ragione di vita.

L’osservazione degli ammassi globulari sembrava dimostrare che questa poteva essere proprio la situazione. Non solo stelle vecchissime, ma anche qualche popolazione più giovane, nata con quello che si riusciva a fare in casa. Niente di più: meglio spegnersi che accettare nuova linfa vitale probabilmente “infetta”. Una reale verità osservativa o una interpretazione legata proprio allo stesso carattere umano?

Come dovevamo aspettarci, nel Cosmo le cose non vanno proprio così.

Vi sono ammassi globulari abbastanza giovani (meno di due miliardi di anni) vicino alle Nubi di Magellano. Perché non studiarli da vicino e capire quante sono e come sono nate le loro varie generazioni? Oggi abbiamo molti mezzi per valutare se gli ammassi si comportano proprio come gruppi che guardano tutti dall’alto in basso e preferiscono l’auto distruzione, o piuttosto accettano un futuro più gioioso, anche se legato a intrusioni esterne o -quantomeno- ad adozioni di qualsiasi tipo. E’ un vecchio ed eterno dramma umano che ha portato e porterà a guerre senza fine.

L’ammasso NGC 1783 si trova nella Grande Nube di Magellano. Esso contiene tre popolazioni stellari di età diverse che devono essersi formate attraverso l’utilizzo di gas e polvere regalatogli dallo spazio circostante. Fonte: ESA/Hubble and NASA and Judy Schmidt (geckzilla.com).
L’ammasso NGC 1783 si trova nella Grande Nube di Magellano. Esso contiene tre popolazioni stellari, di età diversa, che devono essersi formate attraverso l’utilizzo di gas e polvere regalatogli dallo spazio circostante. Fonte: ESA/Hubble and NASA and Judy Schmidt (geckzilla.com).

Studiando attentamente questi giovani ammassi si sono identificate, nel caso di NGC 1783, almeno due popolazioni successive: una nata dopo circa 500 milioni di anni dalla prima e un’altra dopo circa un miliardo di anni. No, risultato impossibile da ottenere solo con quello che il gruppo poteva fornire.

Gli amanti dell’Universo non possono che tirare un sospiro di sollievo. La materia dell’Universo, che addirittura accetta l’entanglement di gemelli ormai così distanti da non potere più incontrarsi tra loro o inviarsi segnali, ma capaci di “capirsi” istantaneamente, non può accettare delle regole discriminanti di tipo umano. Gli ammassi globulari, durante il loro vagabondare attorno alle galassie di cui sono ospiti lontani, recuperano con discrezione il materiale che il Cosmo gli offre. Essi sono pronti ad ospitare gas e polvere stranieri, ad adottare se non proprio figli già fatti, almeno la materia prima per crearli.

Sì, gli ammassi globulari hanno sicuramente una loro vita privata molto riservata, non amano le feste troppo caotiche, hanno regole interne molto severe. Per capirli dobbiamo pensare a dove, quando e come sono nati, in un isolamento imposto e non certo voluto. Tuttavia, anche se sembrano brontoloni e introversi, non lo sono affatto e dimostrano che non rifiutano l’aiuto della materia estranea: sanno di essere tutti figli delle stesse particelle elementari.

Quante idiote e assurde decisioni umane potrebbero sciogliersi come neve al Sole se guardassimo e imparassimo un po’ meglio le regole del Cosmo, senza alcuna prevenzione?

Articolo originale QUI.

6 commenti

  1. Mario Fiori

    Bellissima notizia, bellissimo studio e  bellissima riflessione la tua Enzo.

  2. Questo di Enzo è una bellissima riflessione,ma guardando le cose dal lato romantico etico.Ma se guardiamo l'universo e le cose umane da altri lati,se un qualsiasi processo,dal più piccolo al più grande non ha utilità,convenienza o banalmente si trova al posto sbagliato viene brutalmente portato alla realtà.L'etica,anzi no le sette miliardi di etiche,per rimanere solo nel campo umano,se non ci fossero bisognerebbe inventarle,ma non sono la verità sono semplicemente coltelli a doppio taglio,usati a volte bene a volte male,spesso ad uso e consumo di farabutti e sognatori incauti purtroppo.

  3. caro Gianni,

    ammetto senza alcuna vergogna di essere spesso molto romantico. Tuttavia, la parola romantico è stata costruita dall'uomo per etichettare, in qualche modo, tutto ciò che si vorrebbe ma non si può...

    Ad esempio: io vorrei che tutte le razze vivessero in pace, si aiutassero l'un l'altro, avessero da mangiare e avessero figli da poter nutrire. Questa è una frase romantica? Un sogno? Dal nostro punto di vista sì...

    Tuttavia, lo stesso sogno portato nell'Universo, cambia completamente aspetto:

    Io vorrei che gruppi di stelle riuscissero a conservarsi, vivere in pace, accogliere l'estraneo, potersi cibare e fare figli per miliardi e miliardi di anni. Sarei romantico o direi soltanto la verità?

  4. Grazie per la risposta Enzo,sicuramente la cortesia non ti manca e questo per me è motivo di compiacimento. :-D  :-D

  5. grazie a te Gianni per gli spunti sempre molto profondi e ponderati... Non conta avere idee diverse (anzi, è l'energia per cercare di capire), conta poterle esprimere e valutarle attentamente. Umiltà, umiltà culturale nei due sensi: ammettere che si può sempre sbagliare , ma lottare anche per le proprie idee se sono state studiate e confrontate a lungo... :wink:

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