Feb 20

L'oceano scomparso di Caronte*

Le grandi spaccature che caratterizzano la superficie di Caronte sono molto probabilmente di origine tettonica, tipiche di una crosta superficiale sotto l’azione di un’espansione interna che è riuscita a spaccarla e ad allontanare i bordi delle fratture. Proprio qualcosa di simile al vestito dell’incredibile Hulk quando si trasforma nel terribile mostro.

Nel caso di Caronte la ragione potrebbe essere stata un oceano liquido interno che, congelandosi, avrebbe agito da Hulk e avrebbe strappato il vestito esterno. In fondo, non è niente di veramente speciale… Caronte, come molti oggetti “lontani” dal Sole, contiene moltissima acqua che alle attuali temperature non può che presentarsi come ghiaccio.

Tuttavia, anche lui è stato giovane, un tempo, e ha subito il riscaldamento radioattivo che ha fuso il suo interno. Se l’interno ha una grande percentuale di acqua non è poi così strano che si formi uno strato più o meno spesso di acqua allo stato liquido. Poi, scendendo la temperatura, l’acqua si è trasformata in ghiaccio, aumentando di volume e… ecco servito Hulk.

In realtà ormai sappiamo che questo evento potrebbe essere molto comune del Sistema Solare esterno. Normalmente gli oceani dovrebbero ormai essersi ghiacciati, ma nei corpi più grandi o in quelli tenuti al caldo da effetti mareali, la presenza di acqua tiepida sottostante potrebbe essere la norma. Basta pensare a Europa, a Encelado, allo stesso Titano e chissà a quanti altri (Plutone, Tritone, Ganimede,…?).

La tettonica di Caronte è veramente impressionante: le spaccature possono raggiungere una profondità superiore ai 7 km. Ma è la loro lunghezza che stupisce, quasi che circondasse l’intero corpo celeste, simile a un uovo che è stato spaccato a metà… Esse si prolungano per circa 1800 km. Altro che il nostro Gran Canyon che è lungo solo 450 km e profondo 1.5 km. A parte l’origine che è completamente diversa…

Peccato che abbiamo potuto vedere con buona risoluzione solo una parte di Caronte… magari, dall’altra, avremmo visto uscire il braccio di Hulk…

Fonte: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute
Fonte: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute (in figura sembra che le differenze siano di 7 miglia, mentre nel testo ufficiale parlano di chilometri... boh? Comunque una bella elevazione...)
Per conoscere meglio Caronte o Plutone o entrambi, troverete molti articoli scrivendo i lori nomi nel motore di ricerca del blog
Se siete anche interessati ad approfondire le cause degli effetti mareali
http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2014/12/06/ma-cose-la-marea/
NEWS! Gli oceani sotterranei potrebbero essere molto comuni, vedi QUI

4 commenti

  1. Mario Fiori

    Chissà il nuovo nono pianeta, se venisse confermato, come potrà essere. Dipenderà anche dalle dimensioni e da effetti mareali in gioco, immagino. Comunque il Extreme Our Solar Sistem  ( o mamma come sono anglicizzato) ha veramente un suo inimmaginabile fascino.

  2. caro Mario,

    e se fosse Papalla?????? :mrgreen:

  3. Luigi Morley

    prof lei ha parlato di corpi "tenuti al caldo da effetti mareali" e tra questi ha citato, tra gli altri, Plutone.

    ma come puo' essere soggetto a forze mareali Plutone (e Caronte)  se il sistema Plutone-Caronte ha moto sincrono?

  4. caro Luigi,

    infatti ne avevamo già discusso in altri articoli... ma sicuramente Plutone e Caronte non sono nati così come sono e devono aver subito tempi in cui la loro dinamica reciproca era ben più tormentata. Il calore si era probabilmente originato in quel periodo e -magari- per Plutone è ancora sufficiente per renderlo interiormente caldo. Nulla toglie, però, che Plutone non abbia altre risorse, ma questo è per adesso un mistero.

    Ricordiamoci che le risonanze non sono sempre stabili e vanno e vengono, come c'insegnano i piccoli satelliti di Saturno, che mostrano segni evidenti di passati o presenti riscaldamenti interni...

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