2/03/16

I “ricci” del Cosmo

Come forse vi ho già detto più di una volta, dopo una conferenza che avevo tenuto parecchi anni fa sui più recenti studi asteroidali, un premio Nobel mi chiese, con un po’ di supponenza, tipica di una certo stile italiano: “Ma perché studiare gli asteroidi? Sono piccoli, brutti e … cattivi!” Ovviamente, la battuta di un premio Nobel doveva assolutamente far ridere il solito corteo che con la mano a penzoloni aspetta una qualsiasi elemosina di potere e di visibilità. La mia risposta fu piuttosto breve: “E perché no? Anche loro sono Universo!”. Poi si andò tutti pranzo e il discorso cadde nel nulla.

Riprendiamolo oggi ed estendiamolo ancora più in là, verso quei confini che molto spesso abbiamo toccato insieme, nelle pagine di questo circolo.

Da un punto di vista tecnico, il celebre premio Nobel poteva anche aver ragione. Gli asteroidi sono decisamente piccoli, soprattutto se paragonati alle stelle, alle galassie, agli ammassi di galassie. Microbi insignificanti… polvere cosmica e niente più.

Sono anche brutti, con le loro forme quasi sempre irregolari, a volte perfino ridicole. Non è certo colpa loro se le forze di stato solido hanno il predominio sull’autogravitazione… ma tant’è. Fermo restando che il bello è un’idea del tutto personale.

Sono, infine, sicuramente cattivi se ci poniamo da un punto di vista strettamente umano: sono loro che potrebbero causare l’estinzione di miliardi di individui e di tutta quella fantastica tecnologia costruita dall’uomo. Un “cattivo” molto personalizzato.

Rimane soprattutto il “piccolo” come peccato scientifico mortale.

Tuttavia, dov’è mai scritto nelle leggi della Natura che essere piccoli è un difetto, un segno di scarso interesse, un’etichetta per segnalare che si appartiene a una classe sociale inferiore?

Proprio quel grande premio Nobel dovrebbe sapere che chi domina l’Universo sono proprio le particelle più piccole, talmente piccole che i nostri potentissimi occhi non riescono nemmeno a vederle e siamo costretti a costruire apparecchiature immense per assistere a cosa succede quando si scontrano a velocità spaventose. Inoltre, prendendoci sicuramente un po’ giro, ci fanno assistere solo a lampi di informazione, a situazioni che durano frazioni di secondo. Sì, mi dirà quel luminare, ma la loro energia è terrificante, soprattutto quando eseguono i loro giochi, non in laboratorio, ma nel vero Universo.  In fondo, massa ed energia sono la stessa cosa…

Tuttavia, lasciatemi pensare che l’Universo non è solo eventi immani e catastrofici, ma è anche e soprattutto un continuo “divertimento” delle particelle più piccole. Come ci ha insegnato Feynman, quasi tutto avviene per le interazioni tra gli elettroni e i fotoni (e se non sono piccoli loro…) . La loro “intelligenza” e “fantasia” (sì, preferisco chiamarle così) si sbizzarriscono ogni volta che si incontrano. I fotoni fanno sobbalzare gli elettroni, ma questi rispondono creando altri fotoni. Gli “scontri” non sono certo monotoni e ripetitivi… li abbiamo anche chiamati “scattering” e a volte coinvolgono anche particelle del tutto uguali e opposte, capaci di invertire la freccia del tempo. Sono liberi di giocare, tenuti a freno dall’unico vero moderatore e controllore: il principio d’indeterminazione di Heisenberg. No, piccolo non può certo voler dire insignificante, anzi… E questo lo sa benissimo anche quell’insigne premio Nobel.

Torniamo ai “miei “ asteroidi e alle loro “sorelline” comete. No, non devono vergognarsi di essere piccoli, brutti e cattivi, fanno anche loro parte dell’Universo, anzi anche loro sono Universo, come tutto ciò che esiste. E se sappiamo leggere l’Universo ci accorgiamo subito che lui non usa classifiche di sorta, tutto ha lo stesso valore e tutto partecipa al suo infinito teatro … dall’atomo sperduto nel vuoto intergalattico, all’atomo frantumato all’interno di una stella di neutroni o di un buco nero. Da una ammasso di galassie, dall’esplosione di una supernova alle più piccole schegge delle collisioni avvenute per miliardi di anni all’interno del nostro piccolo Sistema Solare, tutte sono parole significative e importanti per imparare a leggere il grande libro della Natura.

Parole come descrivere, capire, interpretare, spiegare, ipotizzare, studiare, ecc., ecc., possono essere sintetizzate in una sola: AMARE l’Universo e quindi noi stessi e tutto ciò che ci circonda.

Il vero scienziato, anzi il vero uomo, ha il suo enorme cervello (in gran parte tristemente inutilizzato) solo e soltanto per amare l’Universo. Dove amare vuol dire comprendere, stimare, valutare, analizzare con grande umiltà e sincerità.

La maggior parte dell’Universo lo possiamo solo vedere con gli occhi o con apparecchiature che li migliorino. In altre parole riceviamo solo l’informazione elettromagnetica. La maggior parte dell’Universo non si ascolta con le orecchie, non si assaggia con il gusto, non si tocca con le mani, non ci invia i suoi profumi (o più facilmente la “puzza” visto il tipo di elementi chimici che vi abbondano), ma solo e soltanto con gli occhi e i suoi “derivati” tecnologici.

Probabilmente da ieri si è cominciato a sentire anche attraverso il brontolio della materia, un brontolio che deve partire da masse enormi e in rapido movimento. Un “senso” ancora troppo poco sviluppato per permetterci di amarlo, già ora, in un modo veramente diverso.

Tuttavia, abbiamo una grande fortuna: non tutto l’Universo è così lontano dalla mente e dai sensi. Viviamo in un granello di polvere cosmica che ci permette di usare tutti i sensi per studiarlo, analizzarlo, descriverlo… ma smettiamo di usare certe parole “costruite” per sentirci importanti…e usiamo la più giusta… per AMARLO. Il profumo dei fiori, la bontà di un frutto, la carezza di una mano, il cinguettio di un usignolo, sono regali immensi che l’Universo ci offre per poterlo amare e per dimostrare il suo amore.

No, non è diverso dall’Universo dei buchi neri e delle pulsar… anche sulla nostra pelle i fotoni si divertono a giocare con gli elettroni. Il nostro cervello lavora proprio (nel bene o nel male, parole ancora una volta costruite da noi) attraverso questa continua interazione gioiosa. E’ da poco che si è scoperto (ma dovevamo già esserne sicuri) che quella meraviglia assoluta che è la fotosintesi clorofilliana, capace di dare cibo e vita alle piante e a tutta l’umanità, si basa su interazioni che sfruttano appieno la meccanica quantistica, quella parola così difficile che fa tremare anche gli insegnati e che invece dovrebbe essere patrimonio dei più piccoli, i più pronti a immergersi nel mondo meraviglioso di Alice.

Ma torniamo a noi, al nostro meraviglioso micro-Universo che ci circonda e che si fa sentire con tutti i sensi. Dobbiamo amarlo così come dobbiamo amare le galassie più lontane. Ma dobbiamo amarlo TUTTO.

Spesso si dice: innanzitutto i nostri simili, i nostri fratelli meno fortunati, coloro che non riescono a sopravvivere per gli stenti… Quanta ipocrisia in queste parole.

L’uomo è nato come tutti gli animali, consapevole di dovere sempre lottare e gioire nel contesto dell’ambiente in cui poteva muoversi. Non sono nati uomini poveri e uomini ricchi, uomini satolli e uomini affamati, uomini sani e uomini ammalati. Sono nati tutti nello stesso modo. E’ stata solo e soltanto quella parte di un cervello ancora praticamente inutilizzato a crearsi un mondo parallelo in cui si sono formate parole, sentimenti e azioni posticce come odio, razza, potere, denaro, violenza, schiavitù, guerra, compassione, elemosina, ecc., ecc.

E’solo la parte malata del cervello umano (l’Universo ci ha voluto mettere alla prova?) che ha stravolto ogni logica del Cosmo. Un semplice esempio: è naturale che nei due paesi più ricchi del mondo, come il Congo e la Sierra Leone (oro, diamanti, e chi più ne ha più ne metta) vivano i bimbi più poveri, costretti a imbracciare un fucile a cinque anni? No, questo non è Universo… questo è un tumore maligno creato dall’uomo.

Non so quanto tempo avrà l’uomo per correggere i suoi errori, ma sicuramente più breve di quanto possa sperare la sua arroganza spietata. E non ditemi che con nove euro al mese potere salvare un bimbo che sta morendo di fame. No, questa è soltanto un’inutile elemosina che vi pulisce la coscienza e poi via verso la realtà del possesso e dell’invidia. E non servono nemmeno i “santi” che sacrificano la loro vita andando a curare i malati nel luogo del terrore. Piccoli palliativi, encomiabili, ma che creano miti e non risolvono certo il vero problema.

Eppure tutto sarebbe così “semplice”: lasciare che ogni popolo sfrutti le proprie risorse, possa lavorare in casa propria senza che nessuno vada a insegnargli come fare, dopo averli utilizzati come schiavi, sterminati con la scusa della religione, impoveriti e abbruttiti per rubargli le risorse e per vendergli le armi e addirittura la democrazia “occidentale”, proprio quella cultura che ha vissuto di guerre e carneficine. Ma questo la razza umana non lo vuole fare: economia, finanza, politica, potere, innanzitutto! E poi si costruisce una messinscena come l’ONU che dovrebbe vigilare e intervenire… ma mi faccia il piacere! L’Universo non ama queste pantomime, queste squallide prese in giro. Incidenti di percorso, inversioni di entropia, che devono essere di breve durata.

Ma la Natura non è solo uomo… l’Universo continua a esistere attorno a noi, attraverso le sue forme “inferiori” che tali sono solo per i cervelli malati. Un seme, un semplice seme che viaggia nel vento alla ricerca del luogo dove posarsi per portare nuova vita è sicuramente più Universo di quanto non lo sia il pensiero corrotto della razza umana.

Amiamo questa Natura con tutta la nostra forza, non sentiamoci “stupidi” o fuori dal mondo. Siamo noi l’Universo vero e non gli altri. Non esistono creature di serie A e di serie B. Ognuna di loro ha un senso e un valore nel Cosmo.

Torniamo ai miei asteroidi: sì, saranno anche, piccoli, brutti e  cattivi, ci accorgiamo di loro solo quando rischiano di distruggere l’enorme costruzione posticcia dell’uomo. La Natura ha già avuto a che fare con loro e li ha accettati con serenità e umiltà. Chiedete ai dinosauri, ma non solo.

L’uomo ha mai pensato che senza quell’asteroide di 65 milioni di anni fa, il mammifero non si sarebbe mai evoluto e sarebbe rimasto un piccoli roditore nascosto in un letargo sempre più lungo? E chi ha portato le prime molecole organiche su quel pianeta ribollente e caotico più di quattro miliardi di anni fa. E chi ha riempito di acqua i grandi avvallamenti per permettere alle molecole di imparare a riprodursi?

No, cari amici, piccolo è bello e tutto deve essere amato (ossia studiato, protetto, analizzato, compreso, condiviso con umiltà e passione).

Grazie a mia figlia che è riuscita subito a leggere tra le righe di una delle tante notizie, che ci vengono elargite dai media tanto per scrivere qualcosa, e che ha deciso di toccare con mano, mi si è aperto un piccolo ma vero angolo di Universo a pochi chilometri da casa. Non voglio ancora entrare nei particolari, se non altro per riservatezza, ma ci tornerò sopra, statene certi!

Per adesso mi basta dire che ho scoperto una grande analogia tra una creatura, particolarmente cara alla mia famiglia per vari motivi, e gli asteroidi, amici e complici di 40 anni di lavoro. Sto parlando dei ricci, quei buffi animali notturni di cui purtroppo ci si accorge solo quando si trovano schiacciati sulle strade, così come gli asteroidi vengono citati solo quando vi è il rischio che si schiaccino contro il “nostro” pianeta.  Quel “nostro” è già un bel segno di arroganza umana… la Terra è di tutti i suoi abitanti, piccoli, grandi, belli, brutti, buoni e cattivi, fermo restando che il buono e cattivo non sono aggettivi che l’Universo conosce.

Eppure, cari amici, sapeste come anche loro sanno portare e donare amore al pari degli asteroidi. Guardiamoli bene e la loro forma buffa è tutt’altro che “bruttezza”… e sono forse cattivi perché i loro aculei si alzano se qualcuno cerca di catturarli? Noi uomini usiamo ben altri “aculei” se ci toccano la “cose nostre”.

Gli asteroidi hanno trovato i loro simili in quell’Universo che abbiamo a portata di mano e di cui ci dimentichiamo troppo spesso. Gli asteroidi sono d’ora in poi i miei ricci del Cosmo e i ricci sono gli asteroidi della Natura più semplice e vera. E sono anche convinto che i velocissimi e  giocosi fotoni, insieme ai loro amici elettroni,  mi stiano strizzando l’occhio e mi stiano dando ragione.

Parliamoci chiaro, dall’atomo più semplice alla mente più elaborata tutto è stato costruito con gli stessi “lego”: quark, protoni, neutroni, elettroni, fotoni, neutrini e tutti i loro simpaticissimi amici…

Ulteriori spunti di riflessione potete trovarli QUI

 

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5 commenti

  1. Daniela

    Grazie, Enzo!

    Grazie davvero per questo ennesimo inno alla gioia dedicato all'Universo e alle sue più piccole e solo apparentemente insignificanti creature!

    :-D

  2. Enr Ico

    L'eleganza del riccio!

  3. Grazie Enzo!Sei un maestro anche di vita.Mi è piaciuto l'analogia del riccio,quel richiamo continuo al tutto e all'infinitesimo,tutto è universo terribile e sublime.Male e bene,Boh!è vero è una misura umana.Ma io credo che se si va all'estrema sintesi purgando il tutto da culture,religioni e ideologie,la natura ci insegna che la competizione esiste eccome e sembra una regola di natura salutare,inevitabile,funzionale anche per i Bio ai quali apparteniamo.Spesso  ciò che consideriamo bene si rivela un danno e viceversa,un mondo etico come molti santoni hanno sognato per fortuna non è mai esistito.Rimane la pietas umana per chi ce l'ha,la poesia,il piacere delle cose fatte bene e belle.Ma guai se chi ha il potere di decisioni fatali per la propria famiglia,comunità,patria si lasciasse fuorviare da troppi sentimenti comodi al singolo,ma dannosi al gruppo.La razionalità,il buon senso,il coraggio,devono sempre avere la meglio.

  4. Mario Fiori

    La dolcezza di questo articolo, caro Enzo, la dice lunga sulla tua persona e fa' riflettere e lavorare il nostro cervello in un modo che spesso , anzi quasi sempre, non ci riesce fare.

    Grazie Enzo

  5. grazie a voi che comprendete lo spirito che mi anima...

    Mario.... A PRESTO a tu per tu!!!!!!!!!!!!!!!!! :-P

    caro Gianni,

    basterebbe farsi trasportare dai sentimenti più intimi, non corrotti, quelli che tutti abbiamo anche se spesso nascosti da tonnellate di sporcizia. L'Universo ci riesce... perché noi no???? :cry:

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