18/04/17

Buchi neri giganti in piccole galassie **

Questo articolo è stato inserito nella serie "L'Infinito Teatro dei Buchi Neri", che raccoglie in modo organico gli articoli più significativi sull'argomento, e anche nella sezione d'archivio dedicata alla materia "invisibile".

 

Tre anni fa era stata scoperta una galassia piuttosto strana. Piccola, ultracompatta con al centro un buco nero super massiccio. Un caso? Forse sì e la comunità astronomica non aveva dato molto peso alla faccenda. Ma oggi, forse, molte idee vanno cambiate.

Utilizziamo un’avventura cosmica mozzafiato per arrivare al nocciolo della questione.

La galassia VUCD3 aveva provato di tutto, ma la gravità o -se preferite- la curvatura dello spaziotempo non le lasciava molta speranza. Il suo buco nero era stato tenuto a riposo, poi, era stato nutrito abbondantemente, ma non c’era stato niente da fare. Il motore non era riuscito a far cambiare rotta alla galassia e non vi erano più dubbi sulla sua destinazione: la galassia, M87, un vero mostro, una super gigante, con un buco nero più grande di mille volte il suo.

VUCD3 sapeva benissimo cosa sarebbe successo: un balletto disperato, una specie di onda che l’avrebbe trattenuta, lasciata libera e poi ricatturata fino a farla inghiottire completamente dalla galassia più grande. Così diceva la tradizione… e così sarebbe finita lei che era sempre stata orgogliosa della sua massa, dei suoi miliardi di stelle e di quel motore centrale che aveva raggiunto una massa di oltre 4 milioni di stelle come il Sole (un abitante della non troppo lontana galassia soprannominata Via Lattea).

I primi tremori l’avvertirono che le forze mareali erano entrate in azione. Ora, era solo questione di tempo. I primi movimenti seguivano perfettamente le previsioni. Poi, quasi inspiegabilmente, il motore di VUCD3 sembrò un leone uscito da una gabbia. Si mise a lottare con tutte le sue forze, mantenendosi lontano da quel mostro che sembrava attirarlo verso di sé. Una lotta impari, un piccolo Davide contro un immenso Golia. Nell’ammasso della Vergine si dice che fosse proprio il gigante buono di M87  a decidere che tanta volontà e tanta determinazione andassero premiate. Non si saprà mai la verità, ma, alla fine, VUCD3 si trovò nuovamente nello spaziotempo calmo e tranquillo, protetta dalla deformazione causata dalla gigantesca sorella, attorno a cui rivolveva a debita distanza.

La vittoria non era stata, però, indolore. Attorno al piccolo-grande motore erano rimaste solo poche centinaia di milioni di stelle, che sembravano essersi strette attorno a lui per dargli forza, anche a costo dell’estremo sacrificio. Ora la galassia era veramente piccola, molto compatta, con un diametro che non superava i cento anni luce. Il solo buco nero conteneva il 13% della massa totale rimasta. Sembrava una miniatura, ma era ancora viva e vegeta.

Molti anni dopo, qualcuno sulla Terra l’aveva osservata, insieme a molte altre colleghe. Galassie nane, avevano detto gli astronomi. Addirittura, potevano essere ammassi stellari particolarmente grandi. Prima o poi sarebbe state ingoiate da qualche sorella maggiore.

Ma non tutti erano d’accordo. Si misero a misurarla con grande attenzione, stabilendone una massa troppo grande per un batuffolo così piccolo. Seguirono anche le orbite delle stelle più vicine al centro e saltarono sulla sedia: impossibile! C’era proprio un buco nero, enorme per una galassia così piccola. Altro che ammasso stellare cresciuto un po’ troppo, era una vera galassia, spogliata delle sue parti esterne, ma decisamente eroica… tanto di cappello. Pensare che nella Via Lattea, il buco nero centrale è solo lo 0.01% della massa totale. Qui invece si parla del 13%.

Da quel momento in poi, si doveva smettere di considerarle delle nuvolette senza peso. Erano vere galassie che un tempo avevano rivaleggiato con le più grandi e che avevano resistito alla fusione completa.

Quanta massa avevano lasciato dietro di loro, lungo quelle strisce di stelle che ormai veleggiavano solitarie nel vuoto dello spazio intergalattico? Alcune stelle periferiche erano, in realtà, ancora convinte che prima o poi sarebbero tornate a raccoglierle. Il buco nero sentì questi mormorii, ma non disse niente. Che male c’era a lasciarle sognare? Lui sapeva benissimo che il vuoto non è veramente vuoto, ma che contiene una moltitudine di queste vittime incolpevoli di una disputa indolore tra giganti. Ciò che vorrebbe sapere, ancora oggi, è invece, quante galassie esistono come loro negli ammassi galattici e quante di loro sono considerate “piume” nei calcoli di coloro che credono di saper valutare la massa totale visibile.

Quanti buchi neri galattici popolano il Cosmo e quante sorelle come lei hanno vinto la loro battaglia? Sicuramente, molte idee di grandi scienziati dovranno cambiare. Sì, la vera storia dell’evoluzione delle galassie è forse ancora tutta da scoprire.

Qui finisce l’avventura, che però, penso, abbia fatto capire piuttosto bene come sono andate le cose da un punto di vista puramente scientifico. Oltre alla nostra VUCD3,  ne è stata scoperta un’altra, nei paraggi.

Le due galassie nane compatte scoperte da poco, insieme alle loro gigantesche antagoniste che sono riuscite ad abbandonare senza essere ingoiate del tutto. Soprattutto, si sono salvati i loro super buchi neri. Fonte: NASA/Space Telescope Science Institute
Le due galassie nane compatte scoperte da poco, insieme alle loro gigantesche antagoniste, che sono riuscite ad abbandonare senza essere ingoiate del tutto. Soprattutto, si sono salvati i loro super buchi neri. Fonte: NASA/Space Telescope Science Institute

E chissà quante altre ce ne sono: il loro numero è ancora veramente esiguo (3), ma potrebbero essere un esercito vero e proprio. Altra massa, e chissà quanta rispetto a quella che non teneva in conto di loro. Le prime stime parlano di raddoppiare almeno il numero di buchi neri galattici presenti nel Cosmo…

Staremo a vedere…

Può essere interessante ricordare questo articolo relativo alla prima galassia nana ultracompatta, in cui ancora si prospettavano  parecchi dubbi, oggi decisamente meno sostenibili. Di seguito il video che mostra come quella galassia possa essersi originata (similmente alle nuove due sorelline).

Articolo originale QUI

2 commenti

  1. Mario Fiori

    Scusa Enzo ma le stelle perse sono finite tutte in M87? Comunque sia piccolo è bello ed anche forte.

  2. caro Mario,

    sicuramente molte sì, ma altre possono essersi inserite in orbita molto larga o essere scappate del tutto.

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