7/09/17

Giochi “proibiti” durante un’eclissi di Sole**

Chi ha avuto la fortuna di assistere a molte eclissi totali di Sole, forse, se ne sarà già accorto: durante la breve durata del fenomeno si vede molto meglio che durante una normale notte senza Luna. La spiegazione è una prova di rapidità che si svolge tra il buio e una nostra proteina. O, se preferiamo, il solito gioco tra fotoni ed elettroni

Malgrado il buio sia completo, anche se per brevissimo tempo, durante un’eclissi di Sole si riescono a vedere le cose intorno a noi molto meglio di quanto succeda in una comune notte senza Luna. Vi dico subito che tutto ciò non dipende dalla corona solare che dona quel senso di magico al disco nero della Luna. La spiegazione è qualcosa di puramente biologico e riguarda una proteina della retina chiamata ricettore GABA (gamma-aminobutyric acid). Essa serve per la trasmissione dei dati al cervello, un vero e proprio messaggero.

Il problema è che questa proteina deve cambiare la sua capacità di trasmissione a seconda che l’occhio sia circondato dalla luce o dal buio più fitto. In particolare, lei risulta molto numerosa durante il giorno, permettendo di vedere al meglio i bordi delle cose e altri piccoli dettagli, mentre tende a scomparire durante la notte, quando si “preferisce” avere una visione di grandi volumi, senza curarsi dei dettagli.

Tuttavia, noi sappiamo bene quanto siano dispettosi i fotoni nei loro giochi con gli elettroni e la materia in genere. In fondo, siamo di fronte a fotoni che arrivano su cellule e mettono in moto correnti elettriche (elettroni) che devono rapidamente raggiungere il cervello. Una corsa rapidissima, che deve anche cambiare le sue regole sulla base della quantità e qualità dei fotoni incidenti. Questo gioco sembrerebbe aver trovato uno stato di perfetto compromesso. I fotoni diminuiscono lentamente passando dal giorno alla notte, permettendo al ricettore GABA di mettersi in linea con la regola biologica. In poche parole, il buio sopraggiunge lentamente e permette che GABA diminuisca con i suoi tempi piuttosto lenti.

Sicuramente, questa regolarità dà fastidio ai fotoni, in cerca sempre di nuove avventure e, probabilmente, anche agli elettroni che devono trasmettere le informazioni al cervello. Possiamo vederli in attesa di qualche evento eccezionale che gli permetta di andare contro corrente… E l’evento arriva con l’eclissi totale di Sole.

sole

Il passaggio dalla luce al buio è decisamente più veloce di quanto capiti nel passaggio da giorno a notte a causa della sola rotazione della Terra. E’ il momento buono… i fotoni iniziano a diminuire rapidamente, ma la proteina non riesce ad essere altrettanto veloce nella sua diminuzione. Gli elettroni possono tranquillamente trasportare informazioni al cervello che non dovrebbero arrivare in condizioni di buio normali. Che bello! Anche di notte colui che contiene quella specie di meccanismo un po’ troppo lento (l’uomo) è in grado di vedere i contorni e i particolari che gli sono normalmente vietati.

Resta sempre il dubbio (quando si tratta con fotoni ed elettroni) se tutto ciò sia uno scherzo puro e semplice oppure sia un aiuto perché quell’ammasso enorme di cellule capisca qualcosa di più di lui stesso. Io propendo per la seconda ipotesi: dispettosi e giocherelloni sì, ma sempre molto gentili e servizievoli! L'Universo è gioia e armonia, ricordiamocelo sempre... Basta pensare a  Giordano Bruno...

Articolo originale QUI

 

Tra quanto tempo (e perché) non potremo più assistere ad eclissi totali di Sole? La risposta in questo quiz!

16 commenti

  1. Daniela

    Mi chiedo come mai tale effetto non si produca quando si rimane al buio dopo aver spento l'interruttore della luce... forse gli elettroni del ricettore GABA giocano solo con i fotoni solari (che immagino ci raggiungano anche quando siamo in ambienti chiusi) e ignorano quelli di origine artificiale?

     

  2. cara Dany,

    il tuo dubbio mi sembra più che logico e condivisibile. Bisognerebbe fare una prova, eliminando, però, del tutto le luci artificiali, anche se deboli.  Dico la verità... io so solo che appena spengo la luce non vedo niente (ma lì è anche un problema di pupilla), però dopo comincio a vedere qualcosa, ma non so proprio come evolva la faccenda. Strano che non ci abbiano pensato... Sicuramente lo spegnere la luce è decisamente più immediato che fare scomparire il Sole... non so proprio... :-|

  3. Daniela

    Non c'entra niente con il tipo di visione che abbiamo durante le eclissi totali di Sole ma, per curiosità, ho fatto una breve ricerca in rete per capire come mai l'occhio non vede niente appena si spegne la luce e poi, piano piano, comincia a vedere qualcosa. Se interessa anche a qualcun altro, ecco qui...

    La visione diurna è regolata dai coni, che per essere attivati hanno bisogno di almeno cento fotoni, mentre quella notturna dai bastoncelli, a cui basta un solo fotone. Entrambi sono fotorecettori presenti nella retina e trasformano il segnale luminoso in elettrico per poi trasmetterlo al cervello attraverso il nervo ottico.

    La proteina presente nei bastoncelli (rodopsina) è inattivata dalla luce e si riforma in condizioni di oscurità: quei pochi secondi che passano da quando spegnamo la luce a quando si comincia a vedere qualcosa sono proprio il tempo necessario per l'attivazione della rodopsina. Dopodiché il processo continua e, dopo circa un'ora che l'occhio si trova nell'oscurità, raggiunge il miglior livello di visione notturna.

  4. cara Dany,

    direi che invece c'entra e come. Quello che tu hai descritto è un processo diverso che permette di sistemare l'occhio per la visione notturna. Quello di cui si parla nella news è -penso-  collegato soltanto alla visione diurna. Il passaggio lento da giorno a notte permette la sistemazione completa. Un passaggio brusco non attiva ancora la visione notturna, però, essendo brusco, permette alla visione diurna di durare un po' più a lungo.

    Ti sembra logico? Magari qualcuno specialista del settore ci potrebbe dare una dritta in proposito...

    Grazie per la collaborazione molto fattiva!!!! :-P

     

  5. Daniela

    Non saprei... però vedo che nell'articolo originale si parla dell'interazione tra i coni (responsabili della visione diurna) e i recettori GABAa presenti in molte zone del cervello. Quindi sembra che in qualche modo rimanga attivata la visione diurna, grazie a questo meccanismo.

    Ma questo non cancella il dubbio su come mai ciò accada solo durante le eclissi... forse perché il tempo di passaggio dalla luce al buio è intermedio tra il passaggio immediato (luce che si spegne) e il passaggio naturale che avviene dopo il tramonto? Se fosse così, si potrebbe ricreare lo stesso effetto con una fonte di luce programmata per spegnersi nello stesso tempo che impiega il Sole durante l'eclissi... mah... :roll:

  6. condivido i tuoi dubbi... non dovremo mancare la prossima eclissi :wink: !!!

  7. Daniela

    Nessun problema... se non abbiamo voglia di viaggiare tanto, la prossima totale visibile in Italia sarà solo nel 2081 :mrgreen:

  8. sciocchezze... praticamente domani!!!!

  9. Franco Mantovani

    Mi rendo conto che la seguente spiegazione, in riferimento alla frase della Signora Daniela "ho fatto una breve ricerca in rete per capire come mai l'occhio non vede niente appena si spegne la luce e poi, piano piano, comincia a vedere qualcosa...", potrebbe essere una fesseria ma, ricordo di aver studiato alle elementari (pochi decenni fa.....!) che la pupilla regola la sua apertura in base all'intensità della luce.

    Se si passa bruscamente dalla luce al buio, la pupilla impiega diversi secondi per adattarsi alla nuova situazione dilatandosi per fare entrare più luce possibile, quindi a causa di questa inerzia subito non si vede nulla (pupilla ancora stretta e buio improvviso), e poi man mano che si dilata per acquisire più luce, si inizia a vedere qualcosa.

     

     

  10. Daniela

    Non è una fesseria quella che dici, Franco, la pupilla al buio si dilata per raccogliere più luce: è uno degli effetti provocati dall'interazione tra i fotoni e le proteine contenute nei coni e nei bastoncelli.

    Qui ho trovato una semplice spiegazione http://www.iapb.it/fotorecettori-coni-e-bastoncelli

    (Per favore, non chiamarmi "signora"...  qui non c'è bisogno di essere così formali, è più che sufficiente esprimersi con rispetto ed educazione  :wink: )

  11. Franco Mantovani

    Grazie Daniela per la segnalazione del sito: spiegazione chiarissima !

  12. Mario Fiori

    Beh ragazzi , che dire, la grandezza di questo Circolo: leggo l'articolo di Enzo e mi incuriosisco pensando appunto a quello che poi Daniela si è domandata e a cercato; ho aperto i link indicati e la mia curiosità si è espansa, poi Franco con la sua breve ricerca e, insomma , che dire : grazie ragazzi !! Fortemente Grazie per questo Circolo o Blog o cosa vogliamo e grazie anche ai nostri affascinanti fotoni e elettroni che mi appaiono sempre più come fratelli stuzzichini e litigiosi ma sempre pronti ad aiutarsi e coprirsi a vicenda, e poi le proteine...quando si dice che siamo un tutt'uno...

  13. caro Mario,

    tu sei proprio lo stendardo del Circolo... riassumi perfettamente lo spirito che lo anima e che anima i lettori! Grazie infinite!!! :-P

  14. Daniela

    E come potrebbe essere altrimenti...? Credo che sia il lettore che ti segue da più tempo: possiamo trovare i suoi immancabili ed inconfondibili commenti in articoli che hai scritto del vecchio sito, almeno dal 2008, forse prima  8-O

    Chissà se Mario si ricorda quando ha iniziato a seguirti, o se l'informazione si è persa nella notte dei tempi...  :?:

  15. Mario Fiori

    Notte dei tempi è la parola giusta cara Daniela e meno male che tu sei riuscita a risalire almeno al 2008; penso comunque che sia iniziato un po' prima, ora non ho presente quando hanno aperto il vecchio sito e comunque quando ho iniziato era già avviato e l'ho incontrato quasi per caso.

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