Ott 11

E' solo questione di fee... dback ?

Questo articolo è stato inserito nella sezione dell'archivio dedicata al clima e al riscaldamento globale, nella quale troverete una selezione di articoli sull'argomento e le motivazioni della nostra impostazione critica a riguardo.

 

(sottofondo musicale "ad'OK" da far partire se lo si desidera)

Il fatto che io sia nettamente favorevole a una revisione drastica di tutti i dogmi legati al Riscaldamento Globale, legato solo e soltanto all'uso dei carburanti fossili è ormai ben chiaro a tutti i lettori di questo Circolo. Tuttavia, la mia convinzione, come ho spiegato più volte, è ben lontana dalla semplice etichetta di "complottismo", ma si lega a una discreta conoscenza della complessità dei meccanismi legati alle risposte delle atmosfere planetarie a qualsiasi piccola o grande variazione sia nella fonte primigenia dell'energia (il Sole), sia nelle variazioni più o meno periodiche di vari fenomeni endogeni.

La storia della Terra ci mostra variazioni climatiche anche di portata eccezionale, ma non può certo mostrarci le piccole e rapide variazioni che non hanno ovviamente lasciato alcun segno visibile nella situazione odierna. Le grandi glaciazioni sono un dato di fatto così come la quasi totale sparizione delle calotte polari, ma le oscillazioni della temperatura di pochi gradi centigradi su tempi brevi sono ben lungi dall'essere conosciute, anche se sicuramente presenti. Basta pensare alle grandi eruzioni vulcaniche e a cento altre cause scatenanti che la Terra ha vissuto in prima persona.

Eliminiamo immediatamente le cause di tipo astronomico (variazione dell'eccentricità e dell'inclinazione orbitale) non perché non siano fondamentali, ma solo perché esse causano cambiamenti di portata planetaria e ancora riscontrabili oggi leggendo il libro geologico del pianeta. Limitiamoci, perciò, alle variazioni di minore entità. Purtroppo i dati in possesso sono decisamente pochi e imprecisi. Tuttavia, hanno già permesso di stabilire periodi "storici" di grande caldo e di grande freddo, sia nel medioevo, sia in epoca ben più recente come il grande freddo legato al minimo solare di Maunder del '700.

In questi casi, la vera causa scatenante sembra poter essere soprattutto il Sole con la sua variabilità non certo trascurabile per gli effetti sulla nostra atmosfera e sulla sua risposta a una catena non certo semplice di fenomeni collegati. In questo caso, però, è come se ogni cambiamento climatico fosse da collegare direttamente e soltanto alla sorgente di calore o meglio di luminosità. Sarebbe un po' come dire che la Terra si comporta come una pentola di acqua messa sul fuoco. Se giro la manopola posso aumentare o diminuire il calore che esce dalla pentola.

Anche limitandoci a queste condizioni la faccenda sarebbe oltremodo complicata dato che il Sole non aspetta certo noi per decidere come comportarsi (oltretutto lo stesso periodo undecennale è per molti versi ancora un mistero). Le cose sono, ovviamente ben più complesse, dato che l'atmosfera stessa è qualcosa di "vivo" che risponde in modi ancora del tutto sconosciuti a un fattore non previsto e/o non prevedibile. Essa è formata da vari strati in stretta connessione tra loro, i quali si alterano in modo diverso a seconda della quantità di luminosità assorbita. Ancora più complicato è il meccanismo con il quale viene irradiato nello spazio il calore prodotto. Semplificare il tutto, paragonandolo a una serra per fiori è quanto di meno scientifico ci possa essere.

Entrando ancor di più nello specifico (cercando per quanto possibile di semplificare un qualcosa di  non conosciuto, ossia cercando di fare qualcosa di praticamente impossibile...), possiamo dire che gran parte delle risposte dell'atmosfera, capaci di influenzare in modo maggiore o minore il clima, sono profondamente legate al feedback climatico. Il feedback è un effetto, dipendente da una certa causa, capace di influenzare la stessa causa che lo produce. Non è un giro di parole, ma uno dei lati più importanti e decisivi delle variazioni climatiche. Proprio il feedback determina la sensibilità del clima, ossia la risposta della temperatura a un certa quantità di sollecitazioni che possono essere sia la quantità di luce solare immagazzinata sia l'energia infrarossa emessa verso lo spazio dalla superficie esterna dell'atmosfera. Ciò che capita al suo'interno è ancora tutto da comprendere e da valutare sia qualitativamente che -soprattutto- quantitativamente.

 

studiare_il_clima

 

Passiamo a qualcosa di più concreto per cercar di inquadrare al meglio ciò che stanno facendo gli scienziati pro Global Warming e a quale tipo di modello e di feedback si appoggiano. Ricordiamo tra le righe (ma non è  lo scopo di questo articolo che vorrebbe essere solo una trattazione scientifica e non politica) che all'IPCC è stato chiesto non di studiare le variazioni climatiche, ma di dimostrare che le variazioni climatiche terrestri attuali sono quasi soltanto opera dell'uomo. Una domanda alla quale è già stato risposto a priori.

Come è stato preparato il modello su cui si fondano tutte le previsioni che sembrano opprimerci sempre di più e che nemmeno una volta sono state confermate dalla realtà di fatti? Esso si basa su una Terra e un'atmosfera "perfetta", ossia una struttura che deve mantenere una temperatura media costante, la quale è il risultato del bilanciamento tra la luce solare assorbita e la radiazione infrarossa emessa. In altre parole, tanta energia entra all'interno del pianeta (compreso ovviamente di atmosfera) e tanta ne deve uscire.

Le componenti "serra" dell'atmosfera (soprattutto vapor d'acqua, nuvole, CO2 e metano) controllano la velocità attraverso la quale il pianeta rilascia la sua energia infrarossa. Dato che l'uomo ha aumentato la CO2, ed essa, da sola, avrebbe incrementato l'effetto serra dell'1%, che cosa deve succedere? Che per poter rilasciare nello spazio la stessa quantità di radiazione ricevuta la temperatura della bassa troposfera deve continuare ad aumentare, dato che ne viene trattenuta una parte e mai più rilasciata. La terra deve aumentare la sua temperatura per cercare di non rompere l'equilibrio che sta alla base del modello. Punto e a capo!

Il fatto è che nessuno obbliga la Terra a mantenere quell'equilibrio, non è assolutamente una legge divina.

Per esempio, le nuvole, il vapor d'acqua e le precipitazioni formano un sistema complesso che può rispondere in modo diverso a un riscaldamento di questo tipo. E siamo arrivati al feedback. La risposta del sistema atmosferico può benissimo influenzare le cause che lo hanno alterato, in questo caso l'aumento di temperatura. Vi sono vari tipi i feedback che devono essere tenuti in conto e di loro si hanno solo stime, spesso con errori ben più grandi della quantità che si vuole misurare.  La somma dei feedback  determina, come già detto, la sensibilità del clima. Essi possono essere sia positivi che negativi, i primi tendono ad aumentare questa sensibilità e ad aumentare effettivamente la temperatura globale, i secondi, invece, tendono a ridurre la sensibilità e a rendere del tutto trascurabile l'effetto finale, ossia la temperatura causata dall'aumento della CO2 sarebbe del tutto insignificante.

Ovviamente, lo studio dei feedback è un campo estremamente complicato e ancora praticamente sconosciuto (si formano più nubi? Le nubi ostacolano o aiutano? Quale tipo di nubi? Come sono collegate tra loro i vari strati atmosferici e decine di altre particolari domande senza ancora risposte non solo definitive, ma anche solo plausibili).

Cosa si dovrebbe fare in un mondo che ama veramente la Scienza e che vorrebbe delle risposte indipendenti dallo scopo finale già scritto a priori? Studiare sempre meglio i feedback per valutare le loro componenti positive e/o negative. Analisi recenti eseguite da satellite hanno, ad esempio, dimostrato che la sensibilità del clima appare molto più limitata del previsto. Indovinate, invece, che tipo di sensibilità è sempre stata inserita nei modelli dell'IPCC? Ovviamente, molto alta, con feedback tutti considerati altamente positivi e accettati sena pretendere prima studi ben più accurati. Ma già il fatto stesso che si consideri l'aumento attuale di CO2 come responsabile di un certo effetto la dice lunga sulla volontà di fare vera Scienza...

Facciamo un esempio quantitativo sulla CO2 che alcuni pensano quasi poter toccare con mano nell'aria che ci circonda. Bene, essa è prima di tutto un gas essenziale per la vita, ma la sua quantità è estremamente ridotta (teniamocela ben cara): su 100 000 molecole di "aria" solo 39 sono di anidride carbonica... Al ritmo attuale di crescita, ci vogliono almeno 5 anni per farle diventare 40! Pensare che esse da sole possano innescare feedback catastrofici sembra proprio una barzelletta. Basta pensare alla quantità di vapor d'acqua presente nelle nubi per capire chi regola veramente il clima.

Se il riscaldamento climatico (sicuramente accertato fino a una ventina d'anni fa) non è dipeso all'uomo c'è qualche altra causa capace di innescarlo ai livelli osservati? Anche senza scomodare il Sole (che praticamente viene escluso dai modelli ufficiali di tipo catastrofico), esiste, ad esempio, l'oscillazione decennale pacifica (Pacific Decadal Oscillation) che alcuni studi sembrano dimostrare essere più che sufficiente a causare gli effetti riscontrati nell'ultimo secolo: una causa naturale che spiegherebbe molto bene come mai nella storia dell'uomo i periodi caldi e freddi di breve durata e intensità si siano continuamente verificati anche senza aumento antropico della CO2.

E tutto ciò senza considerare il Sole come una variabile... se cambia la quantità di energia ricevuta, deve per forza cambiare anche la quantità il calore irradiato e tutti i feedback ad esso associati.

Insomma, il clima meriterebbe una risposta seria da parte degli scienziati. Troppo facile imputare tutto all'uomo e creare modelli che lo confermino. Prima si dovrebbero studiare le cause, gli effetti e le eventuali contromisure, sempre che siano possibili. Qualcuno potrebbe dire: meglio fare qualcosa che rischiare... Beh... un modo molto poco scientifico per essere nell'epoca della tecnologia sfrenata. Poco scientifico, ma molto lucroso per certe lobby però, e solo a spese nostre...

E, invece, si fanno i Congressi scientifici annuali in cui l'ultima richiesta è quasi sempre la stessa (è fatto di pochi giorni fa): "Se vogliamo evitar catastrofi globali (si sono però dimenticati di mettere la data di non ritorno questa volta...) è necessario contribuire alle energie alternative per altri 2,4 trilioni di dollari all'anno". E poi si parla di lobby del petrolio. Ormai, perfino le mafie hanno capito che quello è il vero tesoro da cui attingere sempre di più. Contemporaneamente, nazioni come la Cina (la maggiore produttrice di CO2) se ne fregano bellamente degli accordi di Parigi e stanno costruendo a ripetizione nuove centrali a carbone (pulito... dicono loro), così come la Germania (paladina teorica dell'ecologia) che ha distrutto una foresta storica per estrarre carbone. E noi, sempre pronti a pagare di tasca nostra, non pensando minimamente che l'energia servirebbe soprattutto ai paesi più poveri, dove per tutti i decenni passati è stata solo un sogno.

Per chi volesse saperne di più attraverso le parole e le prove di veri climatologi (e non solo di un trascurabile planetologo senza cravattino) consiglio di leggere qualche articolo di Richard Lindzen (tra cui questo molto recente) e di spulciare qua e là nel blog di Roy Spencer, non certo un "quaquaraqua" avendo tra l'altro ricevuto un  prestigioso riconoscimento proprio dalla NASA (che non è certo contro il GW!) per il suo lavoro di monitoraggio della temperatura globale, per mezzo di satelliti. Ha scritto anche libri estremamente istruttivi...

A proposito di eresie e di dogmi...

malaria

Cari amici, se il clima fosse una cosa così semplice sarebbe una bazzecola fare le previsioni sia a pochi giorni che a distanza di anni. Purtroppo la climatologia è una Scienza che ancora non conosce nemmeno quali sono i fattori che la governano (solo di recente, per esempio, è stato provato il legame tra raggi cosmici e formazioni nuvolose). Correnti oceaniche, fenomeni geologici, formazione di nuvole, riscaldamento o raffreddamento dei vari strati atmosferici e -soprattutto- i vari legami tra di loro. Per non parlare di feedback!

 

 

18 commenti

  1. Daniela

    A proposito di GW, non ti sarà certamente sfuggita la notizia di pochi giorni fa circa il premio Nobel per l'economia...

    "Le ricerche di Nordhaus mostrano come uno dei rimedi più efficaci per ridurre l’inquinamento in atmosfera sia l’applicazione di uno schema, su scala globale, di tassazione per le emissioni di anidride carbonica, applicato uniformemente tra tutti i paesi ... In questo modo viene condizionato il mercato, spingendo imprese e consumatori ad adottare soluzioni green o meno inquinanti, in quanto più convenienti, grazie anche a degli incentivi a favore dell'energia sostenibile. In altre parole, con l'aumento del prezzo dell'energia basata sul carbonio diminuisce la domanda verso questo tipo di prodotti, a vantaggio di altre soluzioni con un minore impatto ambientale".

    Lasciando perdere le polemiche sul fatto che si parla sempre e soltanto di CO2... è davvero un genio questo Nordhaus, non c'è che dire!

    Perché non prepariamo una bella analisi nella quale si dimostra che se le sigarette costassero 100 euro a pacchetto, si ridurrebbero drasticamente una lunga serie di patologie? Poi chiediamo a Mauritius di inserire nell'analisi qualche perla di saggezza pautassiana e vedrai che lo vinciamo anche noi un bel Nobel! (33-33-33... s'intende!).

  2. il vero dramma è che lo si sta già facendo: si paga sempre di più l'energia "cattiva" anche per poter dare quella "buona" a pochi eletti e il giusto compenso al malaffare politico ed economico... Che mestiere fai? L'ecologista. In un modo o nell'altro si guadagna sicuramente e si fa anche la figura di salvare il mondo.

  3. Daniela

    Non a caso ha vinto il Nobel... non potevano non premiarlo per avere creato un modello matematico che conferisca una giustificazione "scientifica" a tutto questo!

    Più ci penso e più non so se ridere o piangere. Al di là del caso specifico, il concetto che sta alla base di un premio Nobel è: un qualcosa fa male? facciamolo pagare di più in tutto il mondo così se ne diminuisce il consumo e stiamo tutti meglio.

    Ecco un'altra idea da Nobel (stamani mi sento creativa): tassiamo lo zucchero e diamo incentivi per l'acquisto di spazzolini e dentifrici per ridurre la diffusione della carie!

    :roll: :-|  :mrgreen: :evil:  :-P

  4. siamo noi i pazzi o lo è il mondo? Non so più che dire...

  5. Anrdea I.

    Speravo proprio di trovare un articolo di risposta all'ennesimo assalto mediatico pseudo-ambientalista e non sono rimasto deluso  :mrgreen:

    Argomento che ho discusso con i clienti in negozio e ai  quali ho proposto una soluzione creativa per risolvere il problema del riscaldamento globale e della sovrappopolazione! eliminare l'acqua!

    A parte il sarcasmo, oramai é evidente che la questione é quanto di piu lontano ci possa essere dall'ambientalismo e dalla scienza: Politica, soldi e potere.

    Guardacaso dopo le minacce e i tentativi di farci sentire colpevoli di nonsisacosadiamine ci viene proposta come soluzione il dare sempre piu potere alle istituzioni sovranazionali prive di qualsivoglia controllo e responsabilita :roll:

  6. grazie Anrdea I.,

    è sempre un piacere sapere che vi sono ancora persone come te che sanno ragionare con la propria testa!

  7. Frank

    Miiiiiiii bravo Enzone, ci ho messo quasi tre giorni per capire il brano musicale che hai messo all'inizio.................

  8. PapalScherzone

    Grande Frank!

    Hai vinto un bel....

     

    https://www.youtube.com/watch?v=2DnFLhTQ7E4

    (base musicale del rullo di tamburi, assolutamente da ascoltare prima di proseguire la lettura del commento)

     

     

    ...NIENTE !!!

    :mrgreen:

     

  9. Frank

    Bene, Grazie, sabato ho avuto solo un premio di consolazione al golf club ma almeno qui ho vinto...............

  10. PapalScherzone

    Qui si vince sempre, caro Frank!

    :-P

  11. Mario Fiori

    Mi è semblato di vedere...ops scusate mi è sembrato  di leggere che il pluridecorato premio Nobel propone una tassazione uniforme per tutti i Paesi? Si anche per quelli i cui popoli  si possono permettere...un fico secco (se va' bene) così si aiutano ...certamente...a sparire...molto ecologico direi :mrgreen:  :mrgreen:  :twisted:  :twisted:  :twisted:

  12. Frank

    Ma no dai Mario quella di di Daniela credo fosse una provocazione, il problema spero sia squisitamente tecnico economico è come se ad un ingegnere si chiedesse di progettare un tunnel e qualcuno obbiettasse che la strada si può fare anche senza. L'ingegnere risponderebbe a me questo hanno chiesto non altro. Il problema è semmai cosa cavolo salta in mente ad un premio Nobel di esporsi così ma dopotutto si sa che la stupidità, insita in tutti noi, è parimenti presente percentualmente indipendentemente da classe sociale, culturale, economica o altro. Così come penso, spesso sarà capitato a tutti il balenare del pensiero, in varie occasioni :" questo sarà un genio nel campo suo però..............."

  13. Daniela

    Spero che il Nobel sia stato riconosciuto per il modello matematico (mi pare di aver capito che sia il primo del genere) con il quale Nordhaus pare riuscito a legare fattori economici a fattori ambientali, più che all'idea in sé per sé: è chiaro che se alzo il prezzo di un bene, ne riduco il consumo... l'entità della riduzione dipende dall'elasticità della domanda rispetto al prezzo (la domanda di mele è senz'altro più elastica di quella di petrolio), ma la riduzione ci sarà sicuramente. Può anche darsi che un modello siffatto sia applicabile anche ad altri campi di ricerca, me lo auguro.

    Resta il fatto che, guarda caso, abbiamo un Nobel strettamente collegato al riscaldamento globale. Siamo sicuri che lo avrebbe vinto lo stesso se avesse studiato, con lo stesso modello, come ridurre la carie tassando lo zucchero e abbattendo l'Iva sui prodotti per l'igiene dentale? Chissà perché ne dubito fortemente... :roll:

    Posso sbagliare, ma ritengo che sarebbe stato più meritevole del Nobel per l'economia e non solo della Medaglia Fields (con tutto il rispetto per la Medaglia Fields!) il non più nostro Alessio Figalli per le applicazioni ai sistemi di trasporto del suo studio sul moto caotico dei sistemi nuvolosi.

  14. lorenzo

    Non c'è il Nobel per l'economia- non da parte dell'Accademia svedese delle scienze-, ma è un riconoscimento della Banca di Svezia e per sua natura l'economia non è proprio una "scienza"

  15. Daniela

    Giusto Lorenzo, grazie per la precisazione!

    :-D

  16. Frank

    Mah, stando a wikipedia riguardo all'economia si legge:

    "Dal 1969 esiste inoltre il premio per l'economia in memoria di Alfred Nobel, istituito in seguito a una donazione della Sveriges Riksbank e da allora gestito insieme ai premi originari."

    e viene comunemente chiamato premio Nobel e assegnato durante la stessa cerimonia . Riguardo l'osservazione di Lorenzo aggiungo che neppure il premio per la pace e per la letteratura sono "scientifici" però sono Nobel "originali".

     

  17. Massimo l'uebete

    Cara Daniela, la tassa sullo zucchero era poca cosa in confronto alla tassa sui prodotti grassi come olio, formaggio, prosciutto (casualmente tipicamente italiani):

    https://www.coldiretti.it/economia/onu-tassa-olio-e-parmigiano

    Se volessero veramente ridurre la CO2 agirebbero sui trasporti internazionali (ben più inquinanti) invece che sulle auto, però andrebbe male per la globalizzazione...

     

  18. Daniela

    8-O 8-O  8-O

    La tassa sullo zucchero era solo una battuta, questa notizia non la conoscevo... per la serie "quando la realtà supera la fantasia"!

     

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