03/12/20

Se la mela e Newton avessero avuto due orologi mooolto precisi... **

Una doverosa precisazione che ci fa capire ancora una volta che Newton pensava solo... al tempo. La sua teoria va benissimo finché si sta fermi o quasi, in confronto al nostro amico fotone.

Mi è stato chiesto ripetute volte come mai anche la  forza di Newton riesce a piegare la luce, anche se esattamente della metà di quanto previsto dalla relatività generale. Inoltre, altra domanda frequente è: "Come mai per piccole velocità la visione newtoniana è quasi perfettamente applicabile?". Rispondiamo a entrambe le domande, richiamando anche articoli già scritti. Il punto essenziale è che, per velocità molto più piccole di quelle della luce, l'effetto newtoniano è esattamente quello dovuto alla differente velocità di rotazione degli orologi a distanze diverse dalla massa che "attira" l'oggetto in moto. Newton non lo sapeva, ma la relatività generale dice proprio questo e lo vedremo meglio andando avanti nell'articolo a puntate sulla Relatività Generale al microscopio.

Noteremo, infatti, come il tensore, costruito da Einstein per descrivere energia e e quantità di moto, si semplifichi di molto e l'unica sua componente in gioco è praticamente solo quella relativa alla curvatura del tempo e non dello spazio. Riguardo a questo risultato fondamentale, soprattutto da un punto di vista concettuale, abbiamo già parlato QUI. Questo spiega anche il fatto del perché  il fotone che non ha massa (ma ha energia e quindi...) sia, comunque, deviato limitandosi alla gravità newtoniana. Inoltre, però, proprio perché lui viaggia alla velocità della luce si devono aggiungere anche le componenti che deformano lo spazio e questo porta a una deflessione doppia (vedi QUI).

Meglio cercare di eliminare qualsiasi dubbio o malinteso...

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