18/03/21

Il principio di Fermi e Zio Paperone *

Un articolo che vuole essere un ulteriore ricordo di uno dei più grandi "fumettisti", se non il più grande per l'abilità grafica, la fantasia e l'ironia dei suoi racconti. Sto parlando del grande Carl Barks, disegnatore fondamentale delle storie di Zio Paperone e Paperino. Storie che spesso nascondono molte verità e che hanno caratterizzato la figura di Zio Paperone, portandola all'altezza  di certi personaggi del grande (ma ormai dimenticato) Carlo Goldoni.

Zio Paperone sembra avido, ma è un burbero dal cuore d'oro, capace di gesti altruistici e commoventi. Al di là della grandezza di scrittore, disegnatore e sceneggiatore di piccoli grandi capolavori, Carl Barks ha avuto grande fama presso gli studiosi di asteroidi. A questo riguardo voglio rammentarvi l'articolo scritto da Paolo Farinella e dal sottoscritto, nel lontano 1985, dedicato proprio alle visioni di Carl Barks che sono state confermate scientificamente dopo più di 20 anni. Era stato pubblicato su una rivista divulgativa, ma grazie a Daniela è stato riprodotto in questo Circolo. Il suo titolo era : Paperino e gli asteroidi.

Non solo Carl Barks aveva previsto l'esistenza degli asteroidi doppi, ma aveva addirittura previsto la formazione dei "piles of rubble", ossia asteroidi ricomposti dopo un urto catastrofico, in cui i frammenti sono tenuti assieme dall'autogravitazione. Veramente storica è la vignetta con Paperino che vuole "testare" la consistenza di un piccolo asteroide e che non merita nessun commento ulteriore: fantastico!

La storia è del 1960, quando gli asteroidi erano solo considerati punti fisicamente insignificanti, utili solo per le simulazioni di meccanica celeste.

Ieri sera leggevo una news abbastanza "sconvolgente", in cui Alan Stern propone una visione, sicuramente azzardata e un po' provocatoria, sui mondi planetari contenenti oceani sotterranei. Una visione che noi abbiamo già condiviso in parecchi articoli. Ricordiamo che l'amico Alan è la vera anima scientifica di New Horizons, che ha lottato duramente per mantenere grande credibilità su una missione verso Plutone, dopo che era stato declassato a pianeta nano, uno dei tantissimi... Alla fine ha avuto ragione, dimostrando che anche un pianeta nano può avere un interesse eccezionale per ampliare sempre di più le conoscenze sulla formazione ed evoluzione della nostra famiglia planetaria. Tra le varie cose, ricordiamo che molto probabilmente anche Plutone, come Encelado, Titano ed Europa (e non è detto che siano gli unici) nascondono sotto la loro crosta, generalmente ghiacciata, un oceano tiepido che sicuramente contiene le molecole base per la vita biologica.

Normalmente, si parla sempre di vita primordiale, di cellule singole o poco di più, ma... ecco intervenire Stern in modo sicuramente esplosivo (ma tipico di uno scienziato di grande professionalità e grande humor). Le sue considerazioni sono semplici nella loro enormità.

Cosa deve sopportare una vita che si stia sviluppando su un oceano esterno, come sulla Terra? Di tutto e di più: asteroidi e comete che piovono continuamente sulla testa, episodi estremi di variabilità nel clima a causa sia del Sole che delle risposte della propria atmosfera. Non parliamo poi dei raggi cosmici, dei momenti di stanchezza o di iperattività della stella, magari anche gli effetti di una supernova che esplode relativamente vicina. Una vita veramente difficile e irta di ostacoli (qualcuno potrebbe dire che è proprio tra le difficoltà che si che escono i "duri"), pensiamo, invece, alla tranquillità di un oceano sottomarino, in cui l'energia è fornita dal calore del nucleo e in cui la vita può evolversi con tutta calma e senza fenomeni violenti. Perché non pensare che proprio in questi oceani, così frequenti nel nostro Sistema Solare e chissà in quanti altri sistemi extrasolari, vi siano state le migliori condizioni per far nascere ed evolvere la vita?

Oltretutto, pensiamo anche che un pianeta con acqua in superficie deve stare a una certa determinata distanza dalla sua stella e la stella deve anche essere non troppo iraconda. Mantenere un oceano tiepido è invece meno restrittivo, e  potrebbe esserci sia alla distanza di Giove (Europa) che nei pressi di Nettuno (Plutone). A questo punto perché non dare una chiara risposta al paradosso di Fermi. Malgrado tanti pianeti abitabili perché non abbiamo ancora intercettato nessuno? Banale, perché noi siamo veramente un caso eccezionale, ma non perché siamo stati favoriti dalla sorte, ma perché la norma per la formazione della vita potrebbe essere negli oceani sotterranei.

Un'ipotesi in cui si cela sicuramente una vena ironica, ma chissà mai...

A questo punto voglio spiegarvi il perché dell'inizio fumettistico e del ricordo caloroso di Carl Barks.

Nel 1956 egli scrisse una storia, memorabile per i suoi appassionati, come il sottoscritto, che tradotta in italiano suona : Zio paperone e i terremotari". Un minimo di trama e qualche vignetta più indicativa(ne vale la pena).

Zio paperone è preoccupato per piccoli terremoti che scuotono la città di Paperopoli, dove si trova il suo immenso deposito di dollari (tutto in monetine, ovviamente). Ha una grande paura che una scossa un po' più forte possa danneggiarlo seriamente. Su consiglio di Paperino, decide di recarsi nel sottosuolo. Dopo un gira e rigira in enormi caverne sotterranee ecco che a Zio Paperone appare una strana pietra tondeggiante, munita però... di cravatta (memorabile la vignetta che allego).

Non è una pietra, ma uno degli abitanti del sottosuolo, appartenente al gruppo dei Fermini, ossia adibiti a mettersi sotto qualche grande strato roccioso e sollevarlo con violenza. In altre parole loro sono soliti (e si divertono un sacco) a sollevare la crosta superiore causando le scosse sussultorie.

Con una cravattina diversa sono invece i Terrini, che hanno il compito di rotolare dai crinali più o meno inclinati per sbattere contro i pilastri che tengono ferma la crotra superiore. In altre parole, danno luogo alle scosse ondulatorie.

Il guaio è che, ogni certo numero di anni, Terrini e Fermini si sfidano in  una grande manifestazione sportiva (vere e proprie Olimpiadi sotterranee) e il gruppo vincitore tiene per sé un trofeo fantastico, un vecchio vaso caduto nelle profondità da chissà dove e quando. Proprio quell'anno la competizione si svolgerà proprio sotto Paperopoli! I Fermini inoltre sono abbastanza arrabbiati, perché durante le prove eseguite dai più giovani, la radio di superficie ha annunciato solo "lievi" scosse. Gliela faranno vedere loro, accidenti!

Zio paperone, Paperino e i nipotini scappano, portandosi con sé il trofeo, cecando così di eliminare lo scopo della competizione. Terrini e Fermini si scatenano lo stesso fino a far crollare case, ponti e creare una crepa nel deposito di Zio Paperone, attraverso cui tutte le monetine finiscono nel territorio dei terremotari. Una catastrofe?

No, dato che questi strani personaggi non sono assolutamente interessati a quelle monete così numerose e inutili e le rispediscono al mittente. Come nuovo trofeo scelgono il cappello a cilindro di Zio Paperone, perso nella fuga. Dopodiché chiudono ermeticamente la galleria e decidono di non  avere più contatti con quella strana razza di superficie.

 

Tutto è bene quel che finisce bene, con la solita morale, anch'essa un po' sotterranea...

Insomma, la visione di Barks, con oceano o senza oceano, darebbe ragione a Stern. Visti i precedenti con gli asteroidi tipo mucchio di sassi (piles of rubble) starei bene attento a riderci troppo sopra... Vuoi che il grande disegnatore abbia ragione ancora una volta?

Per dovere, bisogna anche ricordare il "Viaggio al centro della Terra di Verne" e, nel mio piccolissimo, "Il Nucleo"...

Un consiglio per la prossima missione su Europa: non mettetevi a pescare nell'oceano sotterraneo del satellite di Giove... chissà cosa  potreste trovare all'altro capo della lenza...

Articolo originale QUI

P.S.: Qualcuno, che non mi conosce ancora molto bene, potrebbe anche storcere un po' il naso nel vedere uno "scienziato" come me unire l'utile al dilettevole. In altre parole, mischiare il sacro (la Scienza) con il profano (fumetti e cose simili). Beh... io l'ho spesso fatto nella mia vita professionale, come si può vedere nella pagina che inserisco, relativa all'articolo pubblicato a seguito di un Congresso Internazionale tenutosi a Kyoto nel 1991. Proprio in tale occasione e proprio a seguito di quella "vignetta", diventai grande amico di Fred Whipple (il padre delle comete... e dico poco!) che ne fu entusiasta. Chi ha mai detto che la vera Scienza non possa andare a braccetto con l'ironia?

 

APPENDICE PAPALLICOLA

Ad insaputa del boss, pubblico le prove della sua amicizia col mitico Fred Whipple, trafugate a casa sua un po' di tempo fa... :-P  :mrgreen: 

 

Voci di corridoio moooolto attendibili sostengono che la foto in basso a sinistra sia stata scattata in occasione del grande Simposio dell'Unione Astronomica Internazionale (Asteroids, Comets and Meteors), tenutosi a Belgirate, sul Lago Maggiore, nel 1993... guardate un po' chi era il "chairman" di quel Simposio...

 

Fonte: ex stanza degli ospiti della Cascina Zappalà

19 commenti

  1. PapalZAPzorro

    Rapido e inaspettato come un fulmine a ciel sereno, il correttore mascherato ha colpito ancora una volta!

    Ora, però, il finale dell'articolo mi piace moooolto di più :mrgreen:

  2. mannaggia... con Scherzy non si è mai al sicuro... GRAZIE!!!! :oops: :-P

  3. Tanto per completare la Scherz... ata, la foto in alto a destra è stata scattata proprio in quel Congresso di Kyoto, mentre l'altra, durante il grande Simposio dell'Unione Astronomica Internazionale (Asteroids, Comets and Meteors), tenutosi a Belgirate, sul Lago Maggiore, nel 1993. Bei tempi...

  4. PapalScherzone

    Grazie per l'informazione Enzuccio, ora l'articolo è completo!

    :-P 8)

  5. 8-O Ma dov'è la privacy ??!! :roll: :-P :mrgreen:

  6. Frank

    La storia me la ricordo, sul settimanale "Topolino". Ve ne sono anche tante altre in tema astronomico, magari non premonitrici come questa ma sicuramente anche loro con un base di realtà di ben facile separazione dalla finzione comics anche per un ragazzino. L'abilità grafica non mi trova d'accordo, almeno per quel che riguarda il pubblicato, le espressioni facciali e non solo sono di gran lunga inferiori a quelle disegnate in Italia da disegnatori nostrani.

    Kyoto, Belgirate  e questo è l'elenco delle località negli anni: https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Astronomica_Internazionale

    Mai a Sesto San Giovanni o nella striscia di Gaza........ Ve lo do io il simposio sfaticati, ahahahahaahah.

     

  7. Io lo trovo insuperato nel come riusciva a esprimere caratteri e sensazioni con pochissime linee... su volti non umani apparentemente, ma che diventavano più umani di tante leziosità successive.

    Comunque, io ho solo partecipato dalla XVI alla XX, ho saltato Buenos Aires, e poi dalla XXI alla XXIV. Ma erano molto meglio i colloqui e i simposi... (Kailua Kona, ad esempio... per due volte!).... povero me, quanti viaggi stancanti a prendere raggi cosmici sugli aerei. Sono stato un vero missionario... e tutto per regalarti un po' di Scienza!!! :roll: :cry: ... :-| :mrgreen:

  8. Frank

    Giusto un esempio:

    http://www.luciano.gatto.name/EditoreDISNEY/Fedele/fedele4.htm

    Mo sta a vedere che è colpa mia........... eccolo li sempre a prendere, pure i raggi cosmici vi davano, sicuramente i signori scienziati viaggiavano in prima perché in turistica non mi hanno mai dato i raggi cosmici.

  9. Ops... avevo capito male... ma, se rimaniamo in tema di paperi e topi, continuo a ribadire che, secondo me, Barks rimane insuperato sia come stile grafico che come idee e sceneggiature. C'era anche Scarpa che faceva storie... molto belle e avvincenti, ma mai con l'umorismo di Barks... Idee, ovviamente, del tutto personali.

    Se ti capita cerca di trovare Paperino e il vascello fantasma... Un vero capolavoro!! (io sono riuscito a recuperare un po' di storie - in quegli anni compravo Topolino- e mi sono fatto un paio di volumetti con quelle di Barks). Quando vieni a trovarmi, con i guadagni da dividere e le attrezzature per alcuni lavoretti casalinghi, te le farò vedere...

    No, no... benché avessi diritto a viaggiare in business (dopo l'ordinariato) sono sempre andato in turistica per risparmiare soldi per far viaggiare anche altri del mio gruppo di ricerca (non commuoverti troppo...).

    Sono riuscito a fare in prima classe solo i percorsi: Ancorage-Tokio e Tokio-Ancorage-Milano, dato che mi avevano fatto perdere del tempo ad Ancorage per problemi di biglietto che erano dovuti alla KLM. Allora, una simpatica giapponesina che dirigeva l'apposito ufficio mi aveva promesso che tutte le volte che avessi fatto quella linea bastava chiamarla e mi avrebbe fatto accomodare in prima classe, già da Milano!. Magnifico? Nemmeno per niente, accidenti! Dopo pochi mesi hanno annullato la rotta polare per via dei raggi cosmici...

    Comunque... aragosta, vino di alta qualità e altre prelibatezze, oltre che sedile allungabile e ampio che diventava praticamente un piccolo letto. E poi, per fumare, potevo andare nell'apposito locale disponibile per le hostess... Che pacchia!

    Purtroppo il gioco è bello quando dura poco...

  10. Frank

    Infatti mi riferivo sempre a paperi e company e alla grafica, riguardo le storie non so come funzionava. Quella dell'articolo la ricordavo ma non so se le storie erano made in Disney e disegnate nelle varie redazioni per chissà quale motivo pratico oppure erano anche di libera "mano". Uno dei disegnatori, negli anni a cavallo 60/70, abitava a meno di un Km da me. Paperino e il vascello fantasma la ricordo, avevo accumulato una discreta collezione +/- fino al 1980 ma è passato così tanto tempo che non riesco a ricordare dove sia finita. Proprio dopo il 1980 il disegno è stato razionalizzato con visi ad espressione campione che veniva ripetuta identica nelle varie situazioni, una vera schifezza inespressiva, essendo adatta per molte ma mai perfetta per la singola situazione. Penso che questa situazione permanga tutt'oggi almeno per quelle rare occasioni che mi è capitato di visionare.

    Insomma la giap ti fatto un sorriso esotico e ti ha appeso su come un salame,  sicuramente sapeva dell'evolversi della tratta ahahahaahah. Anche io ho fatto a tempo a percorrere quella tratta polare però con la Japan Airlines, solo in direzione Tokio-Ancorage-Milano, credo fosse il 1978 ma non ricordo bene.

  11. Bella tratta vero? Io ero anche riuscito, una volta, a fare, senza pagare supplementi,  una sosta di una settimana ad Ancorage (conoscevo uno che lavorava alla KLM ed era riuscito a combinarmi la faccenda). Una settimana fantastica, tra balene, grizzly , fiumi rossi per i salmoni in risalita in veste nuziale, alci, aquile dalla testa bianca, foche, lontre, castori, ecc., ecc, oltre che il vero Halibut di stazza gigantesca e granchi giganti (che buoni!). Per non parlare dei ghiacciai che finiscono in mare e le vette del Denali e del Sant'Elia...

    Uffa ai ricordi...

  12. Frank

    Verissimo, L'alaska anche solo nel passaggio aereo mi aveva colpito ma ho dovuto attendere oltre dieci anni per potermi togliere il pensiero quindi ci sono arrivato in auto attraversando la British Colombia da sud a nord. Posti incredibili, hai solo dimenticato il moose che è pure piuttosto incazzoso. Si ricordi che purtroppo si fanno sempre più trasparenti, in quell'occasione non ero riuscito ad arrivare a Glacier Bay causa tre giorni di vento fortissimo, gli aerei da turismo non potevano volare e ho dovuto rinunciare.

    PS io ho pagato tutto, si avevo un contatto giapponese ma non mi sono fidato avevo sentito dire che insaccava gli scienziati, non che corressi un gran pericolo visto il mio mestiere. Ahahahahaahahahah

  13. Il moose l'ho chiamata alce, anche se si chiamano alci anche quelli con le corna "normali" e non larghe (elk, nel Colorado). Di loro mi ricordo, in particolare, gli enormi mucchi di "cacca" lungo le strade. Al Denali vendevano le singole caccoline seccate con infilato un bastoncino, simili ai lecca-lecca: 1 dollaro l'una! Pensa che lavoro fruttuoso sarebbe stato fermarsi, dopo che il moose aveva fatto i bisognini, e infilzare le centinaia di caccole appena fatte. Centinaia di dollari... e solo un po' di puzza... Ma 33/33/33!

    Da buoni americani, nella bacheca dei lecca-lecca molto biologici c'era scritto in bella evidenza: NON CONSUMARE!!!

    Anche io avrei voluto fare la tua strada in macchina, ma ho perso l'occasione... sai, dovevo anche lavorare... IO!!

  14. Frank

    Hopsss, sorry mi era sfuggito nell'elenco "alci" . Non ho memoria di quelle "prelibatezze" ma in questo caso non me la prendo con la memoria ahahahah. Noto adesso che non hai accennato alle maree, quelle dell'isola di Vancouver sono molto grandi e girare per le grandi e ricche pozze durante la bassa marea è un'esperienza unica. Non ricordo se era così anche in Alaska, porc. mis. comincio a preoccuparmi troppi ricordi sono già scomparsi.

    Con una sola settimana non sarebbe stato proficuamente possibile, mi pare di averci impiegato un mese, arrivando però fin nell'estremo Yukon. Lamentone! Anche io lavoravo a quel tempo e quando era work time non vi erano pause, riuscivo a concentrare tutto in sul colpo nel bene e nel male.

  15. Io ho girato solo la parte alta, andando fin sotto il S.Elia, con due escursioni in battello giornaliere. Una a Valdez. Grosso modo da Ancorage poco verso sud, dove c'è un bel porticciolo tra ghiacciai che si spingono al mare e tante orche e balene bianche (in quella stagione -fine agosto). Poi a nord fino al Denali, indi verso est per lunga e stupenda strada sterrata fino a raggiungere il S. Elia. Poi a sud fino a Valdez e indietro ad Ancorage. Le maree sono particolarmente forti nella zona dell'Oregon - Washington, dove si vedono un sacco di anemoni e stelle marine durante la bassa. In Alaska non mi sembra fossero molto evidenti...

    Non dirmi che non hai mangiato i granchi giganti? Una sola chela basta per due persone e c'è da pulire praticamente niente: un bel cilindro di carne polposa e squisita senza bisogno di cacciaviti, schiaccianoci e attrezzi simili...

    Sì, lo so... agli altri interesserà poco... e potremmo dirci i nostri ricordi in via privata. Ma questo è o non è un blog di "squinternati"?

  16. Frank

    Thanks Enzo, allora è per questo che non ricordo le maree "alaskiane".

    Ok non te lo dico, ahahahah scherzo però non mi hanno entusiasmato ma questi sono problemi culinari che mi porto ovunque non farci caso. Piuttosto fu proprio a Vancouver che ho scoperto la pizza Hut e se ordinata senza farcitura all'americana è degna di nota e la qualità è costante in ogni parte del globo, almeno in tutti i posti in cui l'ho azzannata. Da circa un anno ha fatto la sua comparsa anche da queste parti yum yum.

    Sorry le maree erano sull'isola di Vancouver lato oceanico.

    Guarda il link sotto, mesi fa mi aveva incuriosito vedere gli elkoni tentare di surfare le sneaker waves sulla costa dell'Oregon.

    https://www.youtube.com/watch?v=7e5REuWIILo

    Hai ragione ma mi pongo l'obbiettivo di installare "uzzappete" sul tuo cell alla prima occasione così evitiamo di annoiare gli altri avventori del circolo.

  17. giustamente quelli sono gli elk, da non confondere con i moose, quelli con che le corna palmate. Il fatto è che in italiano chiamiamo alci tutti e due...

    A questo punto facciamo chiarezza... sempre di Universo si tratta...

    Nella foto qua sotto vediamo a sinistra un elk e a destra un moose (la nostra alce)...

     

    I secondi si trovano soprattutto nelle zone più a nord.

    Di seguito una piccola quantità di cacca di moose (di solito ne fanno montagne vere e proprie). E' facile capire come basta infilare un bastoncino e inventarsi un lecca-lecca all'americana... Come vi dicevo ne basta uno per pagarlo 1 dollaro nel parco del Denali...

    Che ne dici, Frank... andiamo?

    33/33/33

     

  18. Frank

    Ottimo, aggiungo solo che l'alce è l'alce sia in Europa che in America mentre al posto dell'elk in Europa abbiamo la renna (che non è lo stesso animale nonostante la somiglianza ma sicuramente è il più conosciuto, lo usa babbo natale ahahaahah), o almeno quel che resta di entrambi.

    Bella provocazione, non riesco manco ad organizzare il rientro in Italia.............

  19. e se passassimo dalla Nuova Zelanda e  poi metterci in orbita polare. Sempre che ci facciano entrare, visto che sono a contagi = 0!!

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