13/06/15

Un pioniere che non ha paura degli indiani *

Normalmente l’interesse va verso gli ammassi e i superammassi di galassie, concentrazioni della materia che compone l’Universo (sia visibile che… non visibile). Il fatto che qualcosa tenda a concentrasi verso zone particolari, come avesse un appuntamento gravitazionale, non può che creare spazi decisamente più vuoti. Vicino alla nostra galassia inizia proprio uno di questi vuoti, il vuoto locale, in cui però resiste imperturbabile la galassia NGC 6503.

Quando gli Apache scendevano sul sentiero di guerra era molto facile che i coloni abbandonassero le loro fattorie e si riversassero verso le città o i fortini delle truppe americane in cerca di aiuto e difesa. Non tutti, però… a volte alcuni resistevano e affrontavano la solitudine e gli attacchi dei pellerossa. Non vogliamo certo entrare sulle ragioni degli uni e degli altri (io ho sempre tifato per gli indiani…), ma possiamo concludere che mentre gli agglomerati urbani si affollavano, si creavano spazi sempre più vuoti. E tutto ciò indipendentemente dall’espansione dell’Universo, bensì solo per faccende puramente locali.

Anche senza bisogno di indiani “cattivissimi”, abbiamo spesso assistito alle migrazioni verso le città e ai viaggi della speranza di moltissimi italiani verso le lontane americhe (cose che sembra nessuno si ricordi più). La conclusione era sempre la stessa anche senza frecce indiane pronte a colpire. Aumentavano e si ingigantivano le metropoli e si svuotavano le campagne.

Beh… qualcosa del genere capita anche nell’Universo. Le galassie sono vere e proprie carovane che si dirigono secondo strade ben tracciate verso le metropoli, formando ammassi e superammassi sempre più folti e densi. Come questo avvenga su grande scala, nelle nostre vicinanze, è stato descritto abbastanza bene  QUI, dove si presentava il “nuovo” fantastico superammasso chiamato Laniakea.

I movimenti del nostro gruppo locale galattico sono ben descritti in questo contesto ben più ampio, ma tra i tanti movimenti ve n’è uno che più di attrazione sembra comandato dalla fuga (ma fuga e attrazione sono due modi di vedere la stessa cosa). La Via lattea e le sue sorelle più vicine sembrano proprio fuggire da una campagna sempre più vuota, il cosiddetto vuoto locale. Questa zona del tutto spopolata ha dimensioni ragguardevoli: ben 150 milioni di anni luce e la nostra città cosmica, insieme alle sue amiche più vicine, sembra proprio fuggire da questo abisso dove il vuoto è veramente vuoto (sempre parlando di città… ovviamente).

Più correttamente il vuoto si crea proprio per la fuga delle galassie che sono attratte dalle concentrazioni esterne. Insomma, siamo tornati al concetto iniziale: se non è pieno deve essere vuoto.

Ci manca però un attore fondamentale in questa epopea legata alle migrazioni e/o alle orde di indiani che volevano riprendersi i propri territori: il pioniere senza paura che non voleva abbandonare la terra conquistata. No, no, c’è anche lui… Non è molto lontano dalle prime città, ma abbastanza per essere completamente isolato nel vuoto cosmico. Il suo nome è NGC 6503 ed è stata osservata recentemente da Hubble in tutti i suoi dettagli.

E’ abbastanza piccola (un terzo della nostra) e si trova a circa  18 milioni di anni luce da noi. Sembra poco, ma è tanto, dato che noi siamo proprio ai confini del vuoto in quella direzione. Una galassia abbastanza viva, colorata, con molte stelle in formazione. Ha un piccolo “bulge” centrale che fa pensare come il suo buco nero sia molto affamato ma trovi ben poco cibo per sfamarsi. In ogni modo, non sembra proprio che voglia accodarsi ai fuggitivi… Speriamo in un lieto fine!

La figura che segue deriva da un articolo che aveva studiato a fondo il vuoto locale e ne illustra un paio di sezioni. Molto interessante (l’inglese è scandito molto bene) è anche questo filmato che riporta una descrizione molto accurata del nostro gruppo locale e non solo.

Il vuoto locale come viene rappresentato nell'articolo riportato in figura.
Il vuoto locale come viene rappresentato nell'articolo riportato in figura.

Per adesso, non è apparso alcun articolo, ma solo l’immagine Hubble con pochi commenti a riguardo. Più che altro una meravigliosa e dettagliatissima immagine di un eroico pioniere solitario.

L’immagine Hubble della galassia veramente isolata NGC 6503. Fonte: NASA, ESA.
L’immagine Hubble della galassia veramente isolata NGC 6503. Fonte: NASA, ESA.

9 commenti

  1. Mario Fiori

    Interessante, chissà perchè avverrà ciò. Il bulge centrale più piccolo potrebbe entrarci? Sembra una bella Galassia, ricca e luminosa.

  2. Diego

    Che meraviglia ho letto l'articolo con un sottofondo musicale ed ho volato nello spazio con la fantasia fino alla galassia certo avere la possibilità di poterla vedere dal vivo ha dei colori incredibili che sogno emozionante....

  3. davide1334

    bell'articolo si. non ho capito: questa solitaria si troverebbe magari "indietro"/sfasata rispetto al flusso delle altre o se ne andrebbe proprio per i fatti suoi?

  4. bella domanda Davide... non è ancora molto chiaro, ma rimane comunque strano che sia rimasta così indietro... Il solito ritardatario :mrgreen:

  5. davide1334

    come ci sono stelle che fuggono dalle galassie,ci possono essere galassie che scappano dall'ammasso/superammasso ? può essere?

  6. caro Davide,
    questa possibilità la vedo molto dura... La gravità di un ammasso è qualcosa di potentissimo e non vi è modo di uscirne (chi o che cosa potrebbe strappare una galassia?). Oltretutto, il vuoto nasce proprio da un'attrazione dell'ammasso che recupera galassie nate anche lontano. Al limite potrebbe esserci un ammasso che strappa qualcosa a un altro... no, direi proprio che prima o poi anche la nostra tiratardia sarà catturata :roll:

  7. davide1334

    si effettivamente non esiste una forza che possa scacciarle....scusa ma ogni risposta attizza un'altra domanda,porta pazienza: :lol:
    ma se le galassie sono regolate e dominate da un centro,con tanto di buco nero
    supermassiccio,gli ammassi e superammassi come si trattengono?
    diciamo tutti fra loro ma senza un reale centro di gravità ? magari in più punti in corrispondenza delle concentrazioni maggiori di materia?

  8. caro Davide,
    per attrazione reciproca, ossia qualcosa come l'autogravitazione. E' la stessa cosa che fa stare insieme le particelle di un corpo solido. Ognuna attira l'altra e tutte attirano qualcosa in più. La fine sarà, infatti, quella di far collassare tutte le galassie di un ammasso in una sola gigantesca galassia...

  9. Michael

    E' bellissima. 8-O
    A leggere i tuoi articoli sembra sempre che le tempistiche dei movimenti siano "imminenti", mentre parlando in tempi umani ci si riferisce a milioni di anni...

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