7/10/16

Una pistolera stellare **

Le nebulose planetarie sono dei magnifici giochi d’artificio che una stella come il Sole ci regala prima di trasformarsi in nana bianca. Spesso e volentieri, le forme diventano quasi assurde (altre volte sembrano delle farfalle, QUI abbiamo spiegato perché) e per spiegarle è necessario che l’artefice venga aiutata da una compagna, magari in vena di sparare a ritmo cadenzato

I proiettili che vengono usati dalla compagna hanno una massa pari a circa due volte quella di Marte e la sparatoria si ripete ogni 8.5 anni circa. La velocità delle pallottole è tale che esse riescono a percorrere la distanza Terra-Luna in solo mezz’ora (circa 800 000 km/h). Vediamo di raccontare la storia con qualche dettaglio in più.

La stella principale in questione si chiama V Hydrae ed è nello stadio di gigante rossa, molto vicina alla sua fase finale. Probabilmente ha già perso circa la metà della sua massa ed è al massimo della sua espansione. Tuttavia, non potrebbe mai lanciare nello spazio queste “palle” di fuoco ad altissima temperatura (circa 9000 °C) in grado di deformare la forma finale della nebulosa che circonderà la futura nana bianca. Ci deve essere lo zampino di una compagna, decisamente più piccola ed ancora in piena attività. La periodicità degli spari la dice lunga…

La sua orbita è decisamente allungata e si può permettere il gioco solo quando raggiunge il punto più vicino alla gigantesca compagna. Punto che è all’interno degli strati atmosferici più esterni. La “pistolera” entra nell’atmosfera e si costruisce le pallottole attraverso un disco di accrescimento che le si forma attorno . Un sistema doppio quasi a contatto solo per un breve periodo di tempo. Il disco diventa caldissimo e alla fine è pronto a lanciare il proprio getto verso lo spazio. Un processo che si era già ipotizzato, ma che ora è stato osservato direttamente e per lungo tempo.

L’evoluzione in funzione del tempo di quattro proiettili sparati a partire dal 1986. La mira non è perfetta e forse rispecchia una qualche caratteristica della pistola-disco di accrescimento. Fonte: R. Sahai et al., Ap.J, 2016.
Le quattro fasi della sparatoria. Il tiratore si prepara quando è lontano dalla compagna gigante. Penetra all’interno della sua atmosfera e prepara la pistola. Spara il suo colpo. La situazione si ripete ogni 8.5 anni. Fonte: NASA, ESA, and A. Feild (STScI)

Osservare direttamente un fenomeno che può durare non più di un migliaio di anni è un bel colpo di fortuna. Le osservazioni hanno mostrato gli spari, dall’apparenza di macchie luminose, a partire dal 1986, ma vi sono tracce di spari ben più lontani nel tempo, forse di almeno 400 anni.

La figura sottostante mostra con diversi colori gli spari osservati e il loro spostamento nel tempo. Va detto che la mira non sembra perfetta. Probabilmente, il disco di accrescimento, ossia la pistola, presenta caratteristiche e direzioni diverse, seguendo -forse-  un certo ciclo ripetitivo: una volta da una parte e una volta dall’altra…

Le Quattro fasi della sparatoria. Il tiratore si prepara quando è lontano dalla compagna gigante. Penetra all’interno della sua atmosfera e prepara la pistola. Spara il suo colpo. La situazione si ripete ogni 8.5 anni. Fonte: NASA, ESA, and A. Feild (STScI)
L’evoluzione in funzione del tempo di quattro proiettili sparati a partire dal 1986. La mira non è perfetta e forse rispecchia una qualche caratteristica della pistola-disco di accrescimento. Fonte: R. Sahai et al., Ap.J, 2016.

Bisogna conoscere meglio la nostra stella “sceriffo”? Nessun problema: è già stata allertata ALMA che riuscirà sicuramente a descrivere molto meglio il fenomeno, come solo lei sa fare. Di sicuro ci potrà far vedere colpi più antichi, troppo freddi e deboli anche per Hubble.

Lavoro originario QUI

Per conoscere meglio l’eccezionale contributo di ALMA a molti campi di ricerca: asteroidi, formazione di pianeti e stelle, origine della vita, buchi nerigalassie primordiali. Ma anche HUBBLE mica scherza… guardate questa galassia osservata in piena fase oscura dell’Universo!

 

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