24/12/16

!!! Le muffe non solo imparano, ma insegnano! *

Questa è la seconda puntata di una storia di Scienza veramente avvincente che era iniziata qualche tempo fa e che riguarda organismi unicellulari, le muffe del fango.

In questo articolo avevamo descritto molto sommariamente (non sono un esperto) di come certi organismi monocellulari riescano velocemente a capire se un certo composto, che è stato inserito tra loro e il cibo, sia pericoloso oppure no. Una volta imparato non lo hanno dimenticato e non si sono fatti prendere dal panico: sono andati dritti verso il cibo attraversando il composto sconosciuto che ormai era entrato tra le cose giudicate inoffensive.

Una splendida immagine del Physarum Polycephalum, un organismo unicellulare, senza cervello, capace non solo di imparare, ma anche di insegnare. Fonte: Audrey Dussutour (CNRS)
Una splendida immagine del Physarum Polycephalum, un organismo unicellulare, senza cervello, capace non solo di imparare, ma anche di insegnare. Fonte: Audrey Dussutour (CNRS)

Un’evoluzione molto rapida, decisamente diversa dal lento adattamento alle situazioni ambientali. Inoltre, non dimentichiamocelo, la muffa del fango NON ha cervello né sistema nervoso!

Sembrava già una scoperta da lasciare a bocca aperta e, invece, era solo l’inizio…

Si sono divise le cellule in due gruppi: quelle che conoscevano il “sale” e quelle che non lo conoscevano. Per arrivare al cibo bisognava passare attraverso un ponte coperto di sale. Nessun problema per le prime, un blocco per le seconde. Si sono prese, allora, delle cellule “ignoranti” e si sono messe a contatto con una cellula istruita, causando una fusione. Ebbene, le nuove cellule così formate sono state in grado di riconoscere l'inoffensività del sale.

Non subito, però… ci sono volute almeno tre ore e si è anche notato, attraverso il microscopio, che in quel lasso di tempo si è venuta a formare una specie di vena tra la cellula laureata e quella analfabeta, sicuramente il “canale” attraverso cui veniva trasmessa l’informazione.

Il prossimo passo è quello di stabilire se è possibile il trasferimento di più informazioni contemporaneamente. In particolare, una cellula che conosce il sale e una che conosce la caffeina saranno messe a contatto e poi si vedrà se la nuova cellula riconoscerà sia il sale che la caffeina. Io sono pronto a scommettere di sì…

Una situazione apparentemente grottesca che mi ricorda un romanzo breve di fantascienza di Damon Knight (Quattro in Uno), in cui quattro esseri umani vengono fagocitati da una mostruosa ameba, perdendo l’individualità del corpo, ma mantenendo quella mentale, con idee nettamente discordanti.

A questo punto, la fantascienza sembra perfino superata dalla realtà. E non possiamo non pensare alla recente scoperta in cui sembra che si crei una specie di catapulta quantica nei neuroni cerebrali in modo da “sparare” e trasmettere le informazioni.

L’evoluzione in tre ore e senza cervello… Se qualcuno (che crede -magari- nella materia oscura) mi dice che non c’entra la meccanica quantistica mi metto a ridere fragorosamente (magari accompagnato da qualche puzzolente ma intelligente muffa del fango).

Articolo originale QUI

 

Se l’argomento vi incuriosisce, potete approfondirlo grazie agli articoli dedicati alle capacità dello scarabeo stercorario, dei bombi, del pesce arciere, del pesce elefante

A proposito di evoluzione molto rapida, QUI parliamo del rapidissimo allungamento del becco delle cinciallegre inglesi... QUI, invece, un esempio di evoluzione molto lenta: la paura dei ragni e dei serpenti.

2 commenti

  1. Mario Fiori

    Enzo, non voglio ripetermi con l'altro articolo, ma l'intelligenza è nelle cellule, negli atomi che le compongono ed è collegata come un grande alveare. Oddio. mi sento un po' troppo filosofo e ...un po' troppo Borg di Star Trek :mrgreen:  :mrgreen: . Ma non  lo so', la Meccanica Quantistica...

  2. Gianni Bolzonella

    Concordo con Mario,per essersi evoluta in maniera così estesa ed evoluta,la vita e forse anche non ,ha bisogno di ragionare e reagire fin dai primi tempi evolutivi.

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