29/06/17

Caldo o freddo che possa sembrare, l'importante è che la pausa sia stata confermata ** NEW: aggiunta la traduzione!

Sono vent'anni che il riscaldamento globale si è fermato, malgrado la CO2 sia cresciuta del 10% (ricordiamo che durante le grande glaciazioni, la CO2 era più alta di adesso...). Una scomoda verità, per molti, che è stata attaccata dalle Istituzioni a servizio del GW, ma che oggi nessuno riesce più a negare. Come al solito, cerco di tralasciare la mia visione personale, che ben conoscete, e vi rimando a una articolo che contiene, tra l'altro, molte altre referenze scientifiche.

Leggetelo con attenzione (è in inglese, ma se qualcuno vuole sono disposto a tradurlo...) e traetene le conseguenze, dimenticando le frasi fatte del tipo: "Piove? colpa di cambiamenti climatici. Non piove? Colpa dei cambiamenti climatici. Fa freddo? Colpa di cambiamenti climatici. Le galline fanno poche uova? Colpa dei cambiamenti climatici. La politica fa sempre più schifo? Colpa dei cambiamenti climatici..." e via dicendo...

Povera scienza...

ARTICOLO ORIGINALE

 

Traduzione

Uno dei tanti problemi che devono fronteggiare gli allarmisti del clima – che predicono come il futuro riscaldamento globale dipenda dall’aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera- è l’esistenza di ciò che viene chiamato “pausa del riscaldamento”. Questo fenomeno descrive circa un ventennio di temperatura costante, malgrado vi sia stato, nel frattempo, un aumento della CO2 del 10%, a partire dal 1998.

L’importanza di questa realtà osservativa sta nel fatto che tutti i modelli climatici utilizzati non prevedevaano assolutamente la pausa registrata, ma un continuo aumento della temperatura (nonostante la variabilità annuale).

Il fatto che la pausa esista non promette molto bene per il complesso industriale legato al clima, che necessita di previsioni catastrofiche e storie spaventose sugli effetti del riscaldamento globale, per mantenere immutato il loro enorme budget finanziario multi miliardario, stanziato costantemente dalle istituzioni statali.

Qualsiasi segno che indichi che le previsioni siano errate e che la tragedia del GW è ben lontana dall’accadere è una minaccia per la loro teoria e per la loro stessa sopravvivenza. Ne segue, perciò, che vi sono stati innumerevoli tentativi , da parte degli allarmisti più duri, di negare, deridere e distruggere, in tutti i modi possibili, qualsiasi discussione o studio sulla grande pausa climatica del 21° secolo (vedi, ad esempio, Karl et al. 2015 e Lewandowsky et al., 2015). Malgrado questi sforzi, i ricercatori continuano a documentare l’esistenza della pausa (vedi, ad esempio, Koska e Xie, 2013 e Guan et al., 2015), fino al più recente studio di Xie et al. (2017).

Focalizzando la loro attenzione sull’Asia, il gruppo cinese ha analizzato la “robustezza statistica della pausa in Cina”. Per ottenere lo scopo, essi hanno eseguito una serie di analisi sia sui dati giornalieri che su quelli mensili relativi alla temperatura media dell’aria. I dati provengono dall’Unità di Ricerca sul Clima (CRU) dell’Università dell’East Anglia (Harris et al., 2014) e dall’Amministrazione Meteorologica Cinese (CMA).

Cosa hanno dimostrato le analisi?

Usando le stesse parole degli autori, Xie et al. dicono: “Usando sia i dati del CRU che del CMA, noi abbiamo dimostrato la robustezza della “pausa” in Cina. Essa è dovuta principalmente all’andamento del raffreddamento continuo delle stagioni fredde”. In realtà, come si vede dalle linee nere delle due figure che seguono, la temperature media annua è aumentata fino al 1998, ma, da quel momento in poi, la pausa è più che evidente (notare la parte grigia delle figure). Le linee intere blu indicano chiaramente che la pausa è controllata dal netto raffreddamento durante i mesi da novembre a marzo.

Coloro che continuano a negare l’esistenza dell’attuale prolungata pausa del riscaldamento dovrebbero saggiamente accettare la realtà dei dati presentati da Xie et al., così come da molti altri autori e ricerche. La pausa esiste ed essa si aggiunge alla sempre più alta montagna di evidenze che asseriscono che l’aumento della CO2 sia ben difficilmente pericolosa.

É ormai giunto il momento, per i politici di tutto il mondo, di accettare questa realtà e uscire dal “complotto” a favore del riscaldamento globale, tagliando i fondi agli allarmisti e annullando gli accordi di Rio e di Parigi.

Xieetal2017b

 

Credete che il collegamento tra politica e cambiamenti climatici sia solo una battuta di spirito? Purtroppo non è così... QUI abbiamo parlato del patetico tentativo di dare al riscaldamento globale la colpa della nascita dell'ISIS e dell'avvento al potere di Hitler!

5 commenti

  1. maurizio

    La capacità di distinguere tra correlazioni causali e casuali è un talento poco diffuso e poco coltivato.

    Non dimentichiamo che i politici sono tra i più affezionati clienti di maghi e astrologi.

    Anche per quelli più onesti la scienza viene dopo.

  2. Alberto De Luca

    Caro Vincenzo, di una tua traduzione te ne sarei grato! Ancora grazie per tutti gli articoli che ci regali e un grande apprezzamento per la tua determinata (e non predeterminata)  indipendenza. Alberto De Luca

  3. caro Alberto,

    grazie per le belle parole e per seguirci. La traduzione è stata aggiunta al fondo dell'articolo!

  4. Luigi

    Carissimo Vincenzo, se non ho capito male il lavoro riguarda la Cina, che corrisponde a meno del 2 per cento della superficie del Pianeta. Detto questo è detto tutto...

    Chi prende in considerazione l'intero pianeta arriva a ben altre considerazioni. Un esempio? Questa è solo l'ultima che prende in considerazione l'Artico. Ma potrei citarne mille altre per mille altre parti del pianeta: https://www.nature.com/articles/s41558-017-0009-5 e non solo una piccolissima regione.

    Se sbaglio vorrei capire dove sto sbagliando...

    Sempre con grande rispetto, un caro saluto.

    Luigi

  5. La conferma della pausa è ormai accettata da tutti, IPCC compresa. Non per niente hanno cercato di inventarsi strani meccanismi per spiegarla... Ricordati sempre de El Nino, veramente grandioso nell'ultima apparizione...

    Ma, ormai, la Nina ha riportato tutto al giusto posto... basta cercare le fonti che non siano legate a imposizioni di carattere economico (i fondi arrivano solo se fai e dici certe cose...).

    Ho appena dato il link a un libro sulla storia dell'IPCC, che spiega molte cose. Tra l'altro, usare modelli su qualcosa che non si conosce ancora è antiscientifico... non dico altro. Tieniti pure le tue convinzioni e io mi tengo le mie, basandomi su dati di fatto che ho studiato a lungo negli ultimi anni... Intanto, come vedi, malgrado le previsioni terrificanti di Al Gore (premio Nobel  :mrgreen: ), la Terra sta benissimo e le Maldive sono ancora piene di turisti (non sono scomparse) e i ghiacciai dell'Himalaya sono ancora là! Ma non doveva già accadere molti anni fa?????

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