23/08/17

La Natura continua il suo corso, uomo o non uomo... **

Il grande Tolstoj, nel 1894, diceva: "Gli argomenti più difficili posso essere spiegati anche alle persone più ottuse e/o più ignoranti se esse non hanno già una vaga idea del problema; ma la cosa più semplice non può essere chiarita alla persona più intelligente, se  è fermamente persuasa che conosce già tutto ciò che è stato realizzato a riguardo, senza una minima ombra di dubbio".

L'applicazione di questa frase così attuale, proprio nell'era dell'informazione tecnologica più spinta, va dalla meccanica quantistica, ai tuttologi televisivi e giunge, al massimo della sua concretezza, al riscaldamento globale, esempio limpidissimo del senso di frustrazione e impotenza manifestato da Tolstoj.

Una ricercatrice, mentre presenta il suo nuovo lavoro (pubblicato su una VERA rivista con referee) di ricostruzione del clima negli ultimi duemila anni, attraverso l'analisi di vari tipi di campioni e con tecniche estremamente moderne, cita proprio Tolstoj e prevede ciò che capiterà alla sua ricerca così impegnativa: " Così, il nostro nuovo lavoro tecnico in GeoResJ (vol. 14, pages 36-46) sarà probabilmente ignorato, dato che, dopo avere applicato la più recente tecnica di analisi di insiemi enormi di dati a sei serie di "proxy" per un periodo di 2000 anni, non può che concludere che il recente riscaldamento è solo e soltanto un fenomeno naturale, che ha seguito le regole naturali che si sono trovate in un periodo in cui non vi era certamente il contributo della rivoluzione industriale."

Un sali e scendi della temperatura della stessa entità di quella che sta ormai andando verso un minimo (come dicono tutti i media quando ci sono periodi di freddo intenso: non è un mese di gelate che può descrivere un andamento di decenni. Analogamente, non è un'estate abbastanza calda e secca a descrivere il clima dopo un picco notevole dovuto a El Nino) è cosa normale e non ha assolutamente bisogno dell'uomo per verificarsi.

Come al solito, non rischio traduzioni che potrebbero sembrare soggettive e riporto due articoli di presentazione, insieme al pdf del lavoro originario che non sarà più scaricabile gratuitamente dopo la fine di settembre.

Intanto, godiamoci la figura che segue dove si mostrano i dati ottenuti (realtà osservativa), insieme alla curva gialla che è il modello che ne deriva dopo l'analisi completa dei dati pre-rivoluzione e testata sul periodo seguente. L'accordo con quanto è successo negli ultimi decenni è quasi perfetto. Insomma, l'uomo e la sua CO2 non contano un bel niente!

proxy

ecco i due link agli articoli di presentazione...

articolo 1

articolo 2

Di seguito, invece, l'articolo professionale originale in pdf

climate natural

 

Perché do voce soltanto alle ricerche che vanno contro il Global Warming? Lo spiego QUI

10 commenti

  1. SANDRO

    Meno male Enzo che ci sono questi studi seri che tu puntualmente ci proponi. E purtroppo aveva ragione Tolstoj...... Ma un giorno le cose cambieranno.

  2. s :-? periamo, speriamo... per i giovani di domani...

  3. Franco Mantovani

    Scusa Vincenzo, un paio di  domande: attraverso quali procedure è possibile raccogliere dati per conoscere le situazioni meteorologiche di epoche molto lontane (addirittura duemila anni fa...!)?

    Che tipo di campioni vengono prelevati per essere analizzati ?

    Grazie.

  4. PapalScherzone

    Ciao Franco,

    in attesa che Enzo ti risponda, ti segnalo questo articolo che ritengo possa interessarti

    http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2015/11/14/un-atlante-idroclimatico-europeo-ma-chi-lo-conosce/

  5. caro Franco,

    in gergo vengono chiamati "proxy" e possono essere gli anelli degli alberi, il polline fossile, le carote di ghiaccio e molti altri dati che mettono insieme una vera e propria archeologia climatica naturale e permettono di datarla, con sempre maggiore accuratezza

  6. Franco Mantovani

    Rapidi ed esaurienti.... come sempre !

    Grazie per la vostra disponibilità !!!

  7. grazie a te che ci segui con costanza... :-P

  8. Enr Ico

    Che ne pensate di questo articolo?
    "Quel 3% di studi che negano il cambiamento climatico? Articoli pieni di errori.

    Nel 2013 John Cook dell’Università del Queensland, in Australia, e fondatore del sito skepticalscience.com aveva deciso di raccogliere insieme a un gruppo di volontari gli oltre 12mila studi che trattavano il tema del “global warming” e del “global climate change” dal 1991 al 2011 per capire se esisteva veramente incertezza sulle cause del cambiamento climatico all’interno della comunità scientifica.
    La conclusione, pubblicata sulla rivista Environmental Research Letters, era che il 97,1% delle ricerche analizzate giungeva alla stessa conclusione: il riscaldamento globale è causato dalle attività dell’uomo. Solo 24 relazioni (lo 0,7%) rigettavano questa tesi, il restante 2,2% degli studi aveva una posizione neutrale. Un dato schiacciante ma in contrasto con la credenza, diffusa ancora oggi nel pubblico, secondo cui gli esperti sono divisi.
    A distanza di qualche anno un gruppo di scienziati della Texas Tech University ha deciso di esaminare quel 3% di paper che raggiungono conclusioni contrarie. Secondo la loro revisione, pubblicata su Theoretical and Applied Climatology, questi studi sono risultati sbagliati e presentano grossolane lacune. “Ognuna di quelle analisi contiene almeno un errore – nelle assunzioni, nella metodologia o nell’interpretazione dei risultati – che, una volta corretto, porta a risultati in linea con quelli del resto della comunità scientifica”, cioè di quel 97% delle pubblicazioni che conferma che è in atto un grave cambiamento climatico dovuto alla CO2 e agli altri gas immessi in atmosfera dall’uomo, spiega una delle autrici, Katharine Hayhoe della Texas Tech University in un post su Facebook. Per analizzare le ricerche è stato realizzato un programma basato sul linguaggio informatico R. Il programma ha scoperto che nessuno studio presentava risultati replicabili.
    In linea di massima, nei paper sono stati presenti tre errori principali che negano il cambiamento climatico. Molti hanno riportato risultati che favorivano le proprie conclusione, ignorando altri dati e contesti. Poi c’erano altri che applicavano il cosiddetto curve-fitting, “piegando” i dati fino a che non siano coerenti con la curva che si vuole ottenere, altri ancora vanno addirittura contro ai principi della fisica. “Coloro che affermano che questi documenti sono corretti mentre il restante 97% è sbagliato stanno sostenendo un modello di scienza errato, un modello di scienza che non si basa sull’essere oggettiva”, concludono gli autori.
    Lo studio “Learning from mistakes in climate research” è datato 2015 ma a distanza di 2 anni, con la Cop21 di mezzo, ancora molte persone sono dubbiose e vengono condizionate da coloro che lavorano per far credere che anche la comunità scientifica sia divisa e incerta."

    http://www.rivistamicron.it/notizie/quel-3-di-studi-che-negano-il-cambiamento-climatico-articoli-pieni-di-errori/

    Un caro saluto al circolo!

  9. caro Enr ico,

    il primo lavoro che citi, ha un significato ben diverso da quello che evidenzi tu... Leggiamolo fino in fondo...

    Lasciamo poi stare gli errori trovati da chi segue una certa linea... basterebbe richiamare la famosa mazza da golf e il climategate dei famosi email..

    E' ormai indubbio che chi non segue una certa linea politico-finanziaria non  ha fondi per la ricerca e fatica a pubblicare (siamo arrivati perfino alle violenze fisiche...).

    Comunque sia, fermiamoci sui dati di fatto:

    le previsioni dell'IPCC sono state ampiamente e continuamente smentite dalla realtà. L'anno del non ritorno continua a spostarsi in avanti, permettendo ai politici di trovarsi ogni anno a non concludere niente nei migliori luoghi e alberghi con i nostri soldi. Lo stesso IPCC ha dovuto ammettere che sono 20 anni che il GW si è fermato, provando, inutilmente, a spiegarne il perché. Ha perfino utilizzato un notevole El Nino per cercare di fregare il popolo che deve sempre essere terrorizzato per pagare più tasse in silenzio. Adesso arriva la Nina e si inventerà qualche cosa per dire che il GW può anche raffreddare. Nel frattempo Al Gore vorrebbe di nuovo un nobel e fa un altro film che però, finalmente, è un fiasco completo. Essere idioti va be, ma perseverare è diabolico: tutte le sue nefaste previsioni non si sono realizzate, nemmeno quella sugli orsi polari che mai sono stati così bene. E, intanto, i ghiacci artici hanno raggiunto il massimo degli ultimi dieci anni, ma nessuno ne parla.

    Un consiglio ai fautori del GW: comincino a pensare al Sole e al suo minimo che sta arrivando... non vorrei si trovassero senza ... cappotti al momento buono. Senza prove, nessuna teoria è buona... Einstein insegna (niente Nobel per la relatività). Solo noi moderni abbiamo potuto dare un Nobel in anticipo a un menagramo che non ne ha azzeccata una.

  10. Daniela

    Mi permetto di aggiungere solo una riflessione... che bisogno avrebbe avuto l'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici) di alterare i dati se davvero il 97% delle migliaia di ricerche in materia fossero state concordi con il diktat ufficiale?

    Enzo ne ha parlato più volte (questo è solo uno degli articoli sull'argomento http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/2015/02/10/il-piu-grande-scandalo-scientifico-della-storia-vale-la-pena-combattere-ancora/ ), ma è sufficiente scrivere "climategate ipcc" su un motore di ricerca per trovare di tutto e di più e formarsi una propria idea.

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