6/10/18

Cassini ci lascia con l'acquolina (sporca) in bocca **

Cassini ha chiuso in bellezza la sua lunga e fantastica missione, ma gli ultimi dati sono sorprendenti e farebbero venir voglia di richiamarlo al lavoro... Mentre cadeva verso il pianeta è stato investito dal materiale che stava cadendo dall'anello D (il più interno) verso l'atmosfera saturniana. Acqua, ovviamente...? Nemmeno per sogno: di tutto e di più!

C'è poco da fare, gli anelli di Saturno hanno una composizione chimica ben diversa da quella normalmente accettata. Ghiaccio d'acqua sicuramente sì, ma ben imbottito di ammoniaca, ossido di carbonio, azoto molecolare, metano e addirittura anidride carbonica, la terribile CO2. Qualcuno tra i grandi climatologi televisivi pensa già a un riscaldamento globale su Saturno! A parte le "battute", ciò che stupisce ancora di più è l'enorme quantità di materia che viene scaricata su Saturno. Talmente elevata da modificare sensibilmente la composizione chimica dell'atmosfera più esterna della zona equatoriale.

L'anello D, il più vicino al pianeta. Fonte: Cassini
L'anello D, il più vicino al pianeta. Fonte: Cassini

A questo punto gli interrogativi sbocciano come un fiore dai mille petali: qual è la vera origine degli anelli? Se scaricano dieci volte più materiale del previsto, dovrebbero essere molto giovani per essere ancora visibili? Potrebbe esistere qualcosa che rifornisce continuamente gli anelli dall'esterno verso l'interno (l'anello D è l'ultimo della catena)? E se, invece, fossero addirittura risalenti alla formazione di Saturno? E chi più ne ha più ne metta... Potrebbe essere vero tutto e il contrario di tutto.

La vecchia ipotesi del satellite distrutto (già piuttosto decaduta) sembra perder sempre più vigore. In fondo, potrebbe servire solo come magnifico esempio degli effetti mareali distruttivi...

Non resta che fare una cosa... richiamare Cassini, svegliarlo dal suo sonno all'interno di Saturno, e farlo tornare a lavorare!

Articolo originale QUI

 

Gli anelli di Saturno sono senz'altro i più spettacolari, ma non sono gli unici nel nostro Sistema Solare: anche Giove, Urano e Nettuno (oltre a qualche satellite e, addirittura, qualche asteroide) li hanno e ne parliamo QUI.

QUI, invece, parliamo di J1407b: un Signore degli anelli extrasolare talmente grande che, se si trovasse al posto di Saturno, potremmo vedere i suoi anelli anche in pieno giorno.

2 commenti

  1. Mario Fiori

    Fantastico, una nuova sfida, ma missioni simili e più sofisticate ?Penso, purtroppo , che non sia facile.

  2. Daniela

    Eguagliare Cassini sarà dura, superarla ancora di più, ma non dimentichiamoci di altre missioni che, anche se ignorate o quasi dai media (per i quali sembra esistere solo Marte), stanno dando un contributo fondamentale al progresso della conoscenza della Meraviglia di cui facciamo parte.

    Mi riferisco in particolare a Gaia, ma anche ad altre... basta dare un'occhiata a questa pagina d'archivio http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/strumenti-e-missioni/ per farsene una, sia pur parziale, idea.

    Mentre aspettiamo che una sonda parta per Europa e/o Encelado, godiamoci questo video che illustra il lavoro di Gaia: http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/wp-content/uploads/2018/08/469_Gaia_sky-scan_512.mp4

    :-D

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