30/10/18

Misuriamo la febbre dell'alta atmosfera **

Questo articolo è stato inserito nella sezione dell'archivio dedicata al clima e al riscaldamento globale

Sappiamo ormai molto bene che il Sole sta entrando in uno dei suoi minimi più profondi dell’era spaziale, con tutte le conseguenze del caso per la pericolosità di missioni umane soggette a un incremento molto sensibile dei raggi cosmici: minimo solare= minore protezione. Ma come risponde l'atmosfera a questi cicli solari? Un nuovo parametro sembra aprire nuove finestre di indagine.

La nostra atmosfera, soprattutto quella più alta, deve rispondere in qualche modo alla variazione dell’attività solare. In particolare, è risultato fondamentale lo studio della termosfera (oltre i 100 km d’altezza) che mostra un legame fortissimo con il ciclo solare. In semplici parole, si è verificato che la temperatura della termosfera aumenta notevolmente durante i massimi solari e diminuisce durante i minimi. Ciò è dovuto alla perdita di energia termica da parte della nostra atmosfera nella sua globalità.

Questi risultati provengono dalla strumentazione SABER inserita nel satellite TIMED della NASA che analizza le emissioni infrarosse della CO2 e del NO, due sostanze che regolano il bilancio energetico tra i 100 e i 300 km di altezza. L’analisi dei dati e un loro studio dettagliato ha portato recentemente alla creazione di un nuovo parametro, l’Indice del Clima della Termosfera (TCI), un numero che fornisce giorno per giorno, espresso in watt, il calore che le molecole scaricano nello spazio. Durante i massimi solari il TCI è molto alto (CALDO), durante i minimi è molto basso (FREDDO).

Come già detto, la termosfera gioca un ruolo fondamentale per la risposta dell’atmosfera all’azione solare e, quindi, questo nuovo parametro è diventato altrettanto fondamentale per qualsiasi modello climatico anche relativo agli strati inferiori (niente può essere considerato separato e indipendente nell’atmosfera).

Sebbene SABER sia in orbita da solo 17 anni, è stato possibile calcolare il valore del TCI fino agli anni '40, dato che sono stati evidenziati altri collegamenti con parametri già ben conosciuti da vari decenni.

Nella figura che segue viene riportato il TCI a partire dal 1950 e la sua perfetta corrispondenza con i diagrammi legati alle macchie solari è più che evidente. Un nuovo utilissimo mezzo per testare direttamente "in loco" lo stato di salute del nostro Sole e della corrispondente risposta atmosferica.

Fonte: M. G. Mlynczak et al., NASA Langley Research Center, Hampton, Virginia
Fonte: M. G. Mlynczak et al., NASA Langley Research Center, Hampton, Virginia

Al  momento attuale il TCI vale 4.6 · 1010 W, che equivale a un valore dieci volte inferiore a quello del massimo solare del 1957-58. Il che vuole anche dire che la parte superiore dell’atmosfera terrestre è dieci volte più fredda di allora. Il record del freddo spetta ancora al minimo del 2009, ma sarà, tra breve, quasi sicuramente superato.

Concludere che questa nuova relazione non possa essere di grandissimo aiuto nei futuri modelli climatici sarebbe una specie di insulto alla ragione (per non parlare, poi, delle questioni di fee...dback di cui abbiamo recentemente parlato). Staremo a vedere...

Per saperne di più, consigliamo di leggere QUI, QUI e QUI

2 commenti

  1. Mario Fiori

    staremo a vedere caro Ezo, ma mi domando : la NASA manda in giro, come deve d'altra parte, i dati di un suo sofisticato satellite che esprimono una precisa tendenza e che tipo di commenti fà'? Non contrastano con ciò che predica in modo inquadrato da anni ? come fà a non porre qualche dubbio o almeno a richiedere ulteriori approfondimenti su questa controtendenza?

  2. me lo chiedo spesso anch'io... caro Mariolino... ma certi dati non arrivano ai media e quindi non fanno male alla propaganda.

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