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26/11/19

Vivere pericolosamente **

Una ricerca puramente teorica ha confermato una situazione alquanto "imbarazzante" a cui forse pochi avevano pensato. Varrebbe comunque la pena di andarci...

Intorno alle stelle sappiamo che si forma un disco di gas e polvere, la cui quantità è normalmente sufficiente per dare inizio alla nascita dei pianeti. Ormai se ne conoscono a migliaia...

Sicuramente, molti ricordano che i primi pianeti extrasolari scoperti si riferiscono a una pulsar, ossia a una stella di neutroni, probabilmente nati quando la stella era in piena forma, malgrado avesse una massa notevole.  Ne segue che probabilmente la stessa cosa potrebbe succedere per una stella di massa ancora maggiore e, di conseguenza, i pianeti potrebbero orbitare attorno a un buco nero stellare. Ovviamente, non vedendo i buchi neri, sarebbe ancora più difficile vedere o rendersi conto della presenza di pianeti, illuminati dal ... "niente" o quasi. Non dimentichiamo, poi, che attorno alle nane bianche si sono visti dischi di materia, facendo pensare a una possibile ricostruzione di nuovi pianeti.

La nuova ricerca, quasi un gioco teorico, va ancora oltre. Il ragionamento di partenza è quasi banale... l'ingrediente fondamentale per creare dei pianeti è un disco di materia, in cui vi sia sia polvere che gas... Ma dove si trovano i più grandi e ricchi dischi di materia? Beh... proprio nella dispensa dei più grandi mostri celesti, i buchi neri galattici! Le dimensioni sono tali da permettere, a una certa distanza dalla zona "bollente" più interna, zone di gas molto più freddo e perfettamente adatto allo scopo.

Perché allora non provare a simulare la formazione planetaria attorno a un buco nero supermassiccio? E così è stato fatto e i risultati sono stati positivi e impressionanti. Decine di migliaia di pianeti con massa dell'ordine di dieci masse terrestri potrebbero tranquillamente formarsi a distanza dalla "stella-mamma " di circa 10 anni luce. Una famiglia davvero numerosa! Essi, però, non avrebbero fretta e per costruirsi sarebbero necessari  centinaia di milioni di anni.

Possiamo immaginarci lo spettacolo a cui si assisterebbe da uno di quei pianeti, come appare nell'immagine di fantasia (ovviamente) riportata di seguito. Soprattutto quando la mamma ha deciso di mangiare alla grande. Non parliamo poi di quando un buco nero "forestiero" avesse deciso di unirsi a lei... certamente gli abitanti planetari sentirebbero le onde gravitazionali senza grandi difficoltà...

 Kagoshima University
Fonte: Kagoshima University

E' chiaro che , per molto tempo ancora, dovremo accontentarci di ipotizzarli e di sognarli. Le nostre tecnologie sono ben lontane e anche le strategie per vedere qualcosa di scarsamente illuminato, dovendo questi figlioli stare in zone abbastanza "riparate" e, in qualche modo, nascoste. Ricordiamo che se il Sole si trasformasse in buco nero non succederebbe niente di drammatico dal punto di vista dinamico: la legge di gravità o la curvatura dello spaziotempo non cambierebbe se tutta la massa del Sole fosse concentrata in un punto o giù di lì. La distanza dal centro di massa resterebbe uguale... Ne segue che basterebbe trovarsi abbastanza lontano dagli scherzi diabolici della curvatura spaziotemporale.

Articolo originale QUI

 

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