29/10/20

L'Universo aveva fretta **

Questo articolo è inserito nella pagina d'archivio "Record cosmici"

 

Noi siamo spesso abituati ad associare i trascurabili eventi che accadono nel nostro mondo umano con quelli degli oggetti celesti. Spesso ciò porta a problemi che costringono -forse- a rivedere molte teorie e "convinzioni". Una cosa è cercare di "umanizzare" ciò che capita nel Cosmo (per sentirsi più vicini all'Universo di cui facciamo parte) e un'altra è pensare che i ritmi umani (con le dovute differenze temporali) siano seguiti anche dal Cosmo. Abbiamo appena visto che i figli delle stelle potrebbero nascere insieme alle mamme...

I nuclei galattici attivi (AGN) sono tra le massime sorgenti di raggi gamma, le più energetiche del Cosmo. Per poterle studiare al meglio  bisogna avere un po' di fortuna, ossia sperare che il fascio gamma sia puntato proprio verso la Terra (solo l'1% lo fanno). Quando questo capita gli AGN prendono il nome di blazar.

A cosa sono dovuti, questi getti così energetici? Beh, ormai lo sappiamo... alla presenza di un buco nero super massiccio al centro di una galassia che, quando banchetta troppo, è costretto a emettere segnali ben chiari del suo appetito. Mentre il cibo, gas e polvere, viene accelerato nella sua caduta spiraleggiante verso il gigante famelico, entra in gioco anche il campo magnetico che indirizza una parte del "cibo" verso i poli e poi lo scaraventa lontano verso lo spazio, a velocità prossime a quelle della luce.

Una simulazione grafica di un tipico "blazar". Fonte: M. Weiss/CfA

La maggior parte dei blazar si riferiscono a oggetti primordiali, quando le galassie stavano ancora costruendosi e cibo ve ne era in abbondanza. Le galassie più antiche (più giovani rispetto alla nascita dell'Universo) sono quelle che emettono i getti più violenti, mentre , con il passare del tempo, il cibo comincia a mancare e i getti si tranquillizzano cambiando tipo di emissione.

In pratica, si sono individuate abbastanza chiaramente DUE FASI DI EMISSIONE, una precoce, relativa a galassie molto giovani, e una relativa a galassie più "mature".

Quantificando meglio, il primo tipo si riscontra in oggetti non più giovani di 1 miliardo di anni, il secondo in galassie non più giovani di 2.5 miliardi di anni. Tutto bene? Per la nostra visione di crescita è una sequenza temporale  perfetta. Ma, come sempre, l'Universo si diverte... ed ecco comparire un blazar del tipo "più vecchio"  che ha un'età inferiore ai 2 miliardi di anni. Troppo giovane per essere così tranquillo!

Il discorso si fa comunque sempre più generale, secondo me, e ultimamente molti articoli (che ho ormai smesso perfino di citare) continuano a dimostrare che le galassie si sono riuscite a formare, con i loro giganteschi buchi neri, molto prima del previsto. Aggiungiamo pure tutta la materia oscura che si vuole, ma prima o poi dovremo capire che il ritmo di crescita del Cosmo è stato molto più rapido di quanto i nostri modelli cerchino di spiegare.

Articolo originale QUI

 

A proposito di "strane" (ma solo per noi umani) galassie, QUI abbiamo parlato della più giovane galassia che presenta le caratteristiche di quelle più antiche. Più o meno come se un cucciolo di dinosauro nascesse oggi!

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