21/01/22

La sorpresa di Mimas *

Questo articolo è inserito nella sezione d'archivio "Oceani sotterranei nel Sistema Solare"

 

Non è ancora Pasqua, ma un uovo con sorpresa è apparso nel Sistema Solare.

Prima di abbandonare il suo regno, la meravigliosa sonda Cassini ci ha lasciato una "chicca" dai risvolti veramente inaspettati. E' stato osservata una certa librazione durante il moto di Mimas attorno al suo asse, qualcosa di simile a ciò che capita se si fa ruotare una sfera piena d'acqua.

Ma Mimas è piccolo (ha una massa pari a circa un terzo di quella di Encelado) e poi non mostra segni di incrinatura  della sua superficie. Eppure, l'unica soluzione allo strano dondolio sembra proprio la presenza di un oceano all'interno del piccolo satellite.

La faccenda non è certo nuova e ormai sembra quasi strano che un oggetto lontano dal Sole non si sia tenuta in serbo una bella quantità di acqua liquida al suo interno, ma mai si sarebbe pensato di osservarla in corpi di tali ridotte dimensioni. L'unico meccanismo capace di mantenere un certo calore interno è sicuramente quello mareale e, riguardo a ciò, Mimas lo subisce pesantemente da parte del suo enorme "papà" e dei fratelli.

Sicuramente, la preziosa acqua è tenuta in serbo a profondità non indifferenti, tali da non permettere la sua fuoriuscita: il satellite è profondamente craterizzato e mostra un "vestito" piuttosto antico. Si stima che lo spessore della crosta ghiacciata si aggiri sui 25-30 km.

Comunque sia, ormai i mondi che potrebbero ospitare qualche forma di vita aumentano e l'acqua liquida non è più una prerogativa del nostro pianeta. In fondo basta munirsi di un bello... scafandro.

Mimas ed Encelado a confronto. Il primo sembrerebbe proprio un pezzo di ghiaccio che voglia nascondere molto bene la sorpresa che potrebbe celare al suo interno (notiamo una superficie molto craterizzata). Encelado, invece, con la sua parte estremamente liscia e i graffi da cui fuoriesce vapore, non teme di essere scoperto. Fonte: NASA / JPL-Caltech / Space Science Institute

Si è ormai coniato un nuovo termine per identificarli: IWOWs (Internal Water Ocean Words).

I prossimi candidati dovrebbero essere i satelliti di Urano... ma chissà quanti altri ne esisteranno, anche molto lontano dal Sole: Plutone insegna.

Articolo originario QUI

 

QUI un viaggio alla scoperta dei c.d. corpi minori, che di "minore" hanno solo le dimensioni!

2 commenti

  1. Paolo

    Potrebbe pure esserci un'altra spiegazione.

    Quel Mimas non la racconta mica giusta.

    Chissà perché assomiglia alla famosa morte nera di star wars e l'acqua potrebbe essere la riserva necessaria per dissetare i naviganti e far funzionare la terribile (come tutte) arma :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

     

     

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