09/05/22

Quanta Terra si vede davvero dalla ISS? (di Marco Motta)

Questo articolo costituisce un'appendice di approfondimento a Quanta Terra si vede? e nasce dal commento del nostro lettore Marco Motta. Lo scopo è quello di calcolare con maggior precisione la percentuale di Terra che gli astronauti vedono dalla Stazione spaziale internazionale, tenendo conto della sfericità del nostro pianeta.

Ovviamente anche questo è un risultato approssimato, data la non perfetta sfericità della Terra e degli effetti perturbativi dell'atmosfera, ma abbastanza vicino alla realtà. Tuttavia, se la ISS orbitasse intorno a Papalla (il pianeta "ideale" perché le leggi della fisica vi funzionano alla perfezione - è sferico, non ha atmosfera, non c'è attrito, ecc... - ma soprattutto perché è popolato da simpatici e pacifici abitanti) esattamente a 400 km di altezza dalla superficie, gli astropapalli vedrebbero esattamente (a parte l'approssimazione decimale) il 5,9% della metà della superficie del loro splendido pianeta.

 

Detta P la posizione degli occhi (a distanza h dalla superficie terrestre), C il centro della Terra e H l'intersezione tra PC e la superficie della Terra, riesco a vedere fino al punto T dove una retta per P è tangente alla superficie della Terra.

CH e CT sono uguali al raggio R della Terra, mentre PT, in quanto tangente, è perpendicolare al raggio CT. Quindi il triangolo PCT è rettangolo in T, e posso applicare il primo teorema sui triangoli rettangoli:

il cateto CT=R è uguale all'ipotenusa CP=R+h per il coseno dell'angolo compreso PCT=α, ovvero:
R=(R+h)cosα  ⇒  cosα=R/(R+h)  ⇒  α=arccos[R/(R+h)]

Nell'articolo si parla del raggio del cerchio visibile. Siccome vediamo una calotta sferica e non un cerchio (non siamo terrapiattisti!), in realtà si tratta del raggio di un cerchio non euclideo, e più precisamente ellittico (una porzione della superficie di una sfera delimitata da una circonferenza). Per calcolarlo, immaginiamo un cerchio massimo che giace sulla superficie terrestre e che passa per H e per T. Siccome la lunghezza dell'arco intercettato è proporzionale all'angolo al centro e l'intera circonferenza (quando l'angolo al centro è l'angolo giro che, in radianti, misura 2π) è 2πR, abbiamo:

HT : α = (2πR) : (2π)  ⇒  HT = 2πRα/2π = R·α = R·arccos[R/(R+h)]

Dove HT indica la lunghezza dell'arco HT (e NON quella del segmento proiezione bidimensionale dell'arco sul piano, anche se, per valori piccoli di h, non ci sarà una grande differenza), e l'arcocoseno di R/(R+h) va, ovviamente, calcolato in radianti.

Se provo a calcolare il valore di HT per h=0,1 km, 10 km e 400 km, dato che R=6371 km, trovo rispettivamente HT=35,7 km, HT=356,7 km e HT=2200,8 km. Un po' di più di quanto indicato nell'articolo, ma assolutamente in linea nella sostanza.

Ovviamente io ho calcolato la lunghezza di un arco di cerchio; la distanza tra H e T sarà minore (ma quella tra P e T sarà maggiore, tanto che, dalla Luna, riuscirei a vedere punti a circa 400.000 km di distanza da me, ma ovviamente non potrei vedere - non esistono - punti della Terra che distano 400.000 km tra loro!).

Ma ora occupiamoci della percentuale della superficie terrestre visibile. In questo caso i conti differiscono sensibilmente; vediamo perché.

Innanzitutto, viene usata la formula πr² per calcolare l'area del cerchio visibile. Ma, come già detto, non si tratta di un cerchio euclideo, ma di uno della geometria ellittica: nell'ambito della geometria euclidea, di una calotta sferica. Certo, a piccole distanze non ci sarà grande differenza, ma più ci allontaniamo dalla superficie terrestre, e più crescerà l'errore.

Basti pensare che, se fosse visibile l'intera semisfera, la sua area sarebbe ½·4πR² = 2πR², ovvero il doppio dell'area del cerchio. Di conseguenza, la percentuale della superficie terrestre visibile è uguale al rapporto tra la superficie della calotta visibile e quella della semisfera.

La superficie della calotta si calcola con la formula 2πRh', dove R è il raggio della Terra, mentre h' è l'altezza della calotta, ovvero la parte di raggio compresa tra la base e il vertice (attenzione, non si tratta della distanza h dell'osservatore dalla superficie!).

Chiamiamo K la proiezione ortogonale di T sul raggio CH. Per il primo teorema sui triangoli rettangoli, il cateto CK è uguale all'ipotenusa CT=R per il coseno dell'angolo compreso PCT=α, ovvero:
CK=R·cosα
L'altezza h' della calotta è  h' = HK = CH-CK = R-R·cosα = R(1-cosα)
Quindi la superficie visibile Sv è Sv = 2πRh' = 2πR²(1-cosα)
mentre la superficie visibile totale St è quella della semisfera St = ½·4πR² = 2πR²
La percentuale di superficie visibile è Sv/St = 2πR²(1-cosα)/(2πR²) = 1-cosα

Calcolando la percentuale corrispondente ad h=0,1 km, 10 km, 400 km e 400.000 km, ottengo rispettivamente 0,0016%, 0,16%, 5,9% e 98,4%. E, rispetto al caso semplificato della proiezione bidimensionale utilizzato nell'articolo (con riferimento ai 400 km di distanza) la percentuale si dimezza (infatti l'area del cerchio è la metà di quella della semisfera, e mettendola al denominatore si ottiene effettivamente il doppio).

Ma la Terra, notoriamente, non è piatta... e se lo fosse ce ne accorgeremmo facilmente anche senza bisogno di guardarla dallo spazio!

 

APPENDICE DELL'APPENDICE

(di Arturo Lorenzo)

Se si volessero evitare seni e coseni, basta osservare che, con riferimento alla figura di questa appendice, il segmento KT è cateto comune ai triangoli rettangoli CTK e PTK (1), nonché il segmento PT è cateto del triangolo rettangolo CTP (2).

Per cui, dovendo essere per la (1)

R2-(R-h')2 = PT2 - (h+h')2

ed essendo per la (2)

PT2= (h+R)2 - R2

svolgendo i calcoli si arriva a:

h' = hR /(h+R)

La superficie della calotta sferica, dunque, sarà:

Sv=2 pigreco h' R = 2 pigreco R hR/(h+R) che alla fine posso scrivere come

Sv = 2 pigreco R2 /(1+R/h)

da cui si vede subito che se h tende ad infinito, la Sv tende alla metà della superficie della sfera terrestre.

 

APPENDICE BIS DELL'APPENDICE

(di Andy)

Un altro metodo per calcolare il rapporto superficie visibile/superficie semi-globo, in funzione del raggio terrestre e della distanza dell'osservatore dalla superficie terrestre, utilizzando esclusivamente il 2° teorema di Euclide sui triangoli rettangoli:

 

 

COME CALCOLARE IL PERIODO DELLA ISS

(di Alberto Salvagno)

Volete verificare quanto tempo impiega la ISS a compiere una rivoluzione intorno alla Terra?

Nessun problema! Basta imitare l'amico Albertone e seguire i chiari e semplici insegnamenti che Enzone Zappalà ha divulgato nel suo celeberrimo La Fisica addormentata nel bosco!

10 commenti

  1. Alberto Salvagno

    Quindi se, a spanne, la Terra ha un raggio di 6000 km, cioè una superficie di 452x10^6 km^2 (da 4πr^2), lo sguardo della Cristoforetti, spaziando in un certo istante sul 6% di essa, copre 27x10^6 km^2.

    Poi penso che se la misura del raggio HT è di 2200 km e quindi il diametro della calotta osservata è di 4400 km, visto che la circonferenza della Terra è di 40000 km, la Cristoforetti ne vede un nono  (40000:4400=9) cioè 360:9=40 gradi, oltre due fusi orari.

    Per sorvolare la calotta che vede, visto che per un'intera orbita impiega 92 minuti, ci mette una decina di minuti. Ciò che vede apparire all'orizzonte in prua, dopo 5' le passa sotto e dopo altri 5' scompare all'orizzonte in coda.

    Una cosa mi sfugge: il piano dell'orbita della ISS è fisso rispetto le stelle ed è solo la Terra che le gira sotto? Si ritrova ogni volta nello stesso punto dell'orbita sopra un punto della Terra  che dista dal precedente 1/16 di circonferenza (24:1,5=16)? Cioè 2500 km (40000:16=2500)?

  2. Daniela

    Io non so risponderti, Albertone, ma questo sito http://www.denebofficial.com/DENEB/?page_id=5315 (in cui puoi trovare il percorso in tempo reale della Iss rispetto al planisfero), forse potrebbe aiutarti a sciogliere la tua curiosità.

    Pensa che quando ho iniziato a scrivere questo commento stava passando su Cuba e ora sta per iniziare il sorvolo del nord-est del Brasile.

  3. Alberto Salvagno

    Comunque volevo anche dirvi che il periodo orbitale della ISS  me lo sono voluto ricavare da solo sfruttando i chiari e semplici insegnamenti del libro di Vincenzo Zappalà "La Fisica addormentata nel bosco".

    periodo della ISS

    Posso definire vera gioia quella che ho provato quando sono poi andato in Wikipedia a confrontare il risultato e ho trovato che il periodo orbitale della ISS è di 92,7 minuti !!! Noi comuni mortali ci accontentiamo di poco ;-)

  4. Arturo Lorenzo

    Bello l'articolo originale e bella questa appendice di approfondimento.

    Se si volessero evitare seni e coseni, basta osservare che, con riferimento alla prima figura di questa appendice, il segmento KT è cateto comune ai triangoli rettangoli CTK e PTK  (1), nonché il segmento PT è cateto del triangolo rettangolo CTP  (2) . Per cui, dovendo essere per la (1)

    R^2-(R-h')^2 = PT^2 - (h+h')^2

    ed essendo per la (2)

    PT^2= (h+R)^2 - R^2

    svolgendo i calcoli si arriva a:

    h' = hR /(h+R)

    La superficie della calotta sferica, dunque, sarà:

    Sv=2  pigreco  h'  R = 2 pigreco R  hR/(h+R)  che alla fine posso scrivere come

    Sv = 2 pigreco R^2 /(1+R/h)

    da cui si vede subito che se h tende ad infinito, la Sv tende alla metà della superficie della sfera terrestre.

    (un saluto cordiale a tutti gli amici del Circolo. Ci sono, sporadicamente causa lavoro, ma ci sono .. :oops: )

     

  5. Daniela

    Grazie per il contributo, Arturo Lorenzo!

    Spero non ti dispiaccia se l'ho inserito nell'articolo :wink:

  6. Daniela

    P.S. per Albertone

    Ho inserito anche il tuo calcolo del periodo orbitale! :-P

  7. Arturo Lorenzo

    @Daniela: figurati, nessun problema. Ma correggi per favore la mia dimenticanza nella formula che restituisce PT. Per Pitagora , al primo membro,  e' PT^2, non PT.

     

     

  8. Daniela

    Fatto! :-D

  9. Andy

    Anche se fuori tempo massimo, invio la mia, specificatamente al rapporto superficie visibile / superficie semi-globo, in funzione del raggio terrestre e della distanza dell'osservatore dalla superficie terrestre.

    Analogamente a quanto detto da Arturo, ho utilizzato esclusivamente il 2° teorema di Euclide sui triangoli rettangoli:

  10. Daniela

    Grazie Andy, ho inserito nell'articolo anche la tua soluzione!

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