2/05/15

Uomini su Marte? Sì, ma del tutto … ebeti!*

Questo articolo è stato inserito nella pagina d'archivio dedicata alle missioni su Marte

Sono stati eseguiti studi approfonditi sulle reazioni dei raggi cosmici sul cervello di un astronauta durante un periodo comparabile a una missione su Marte. I risultati sono oltremodo sconfortanti. Le cellule nervose sarebbero irreparabilmente colpite e causerebbero una grave forma di demenza. In particolare, si causerebbero infiammazioni del cervello che distruggerebbero la trasmissione dei segnali tra i neuroni. Ne seguirebbero anche incapacità di trasmettere segnali elettrochimici. In conclusione. Perdita di reattività, di razionalità, di comprensione, di memoria e tante altre belle cose…

Qualcuno potrebbe dire che, in fondo, gli ospiti della stazione spaziale vi risiedono per periodo anche molto lunghi. Cerchiamo, però, sempre di ricordarci che la stazione spaziale è sì al di fuori dell’atmosfera, ma ancora all’interno del vero scudo terrestre contro i raggi cosmici, ossia la magnetosfera. Tra noi e Marte i raggi cosmici sarebbero come pugnali liberi di attraversare schermi più o meno robusti come coltelli nel burro.

Al momento l’unica soluzione ipotetica sarebbe quella di preparare farmaci in grado di contrastare gli effetti deleteri dei raggi cosmici. Ma, ovviamente è un sogno ben più lontano dei previsti viaggi sul pianeta rosso. Cosa succederà? Vi è sempre una possibilità su cui io punto molto: se Marte fa rimbambire perché non mandarci già dei rimbambiti? Il mondo squallido di oggi ci fornirebbe tantissimi potenziali astronauti.

Mi pongo poi una domanda che farà arrabbiare qualcuno. I pianeti abitati sono protetti da atmosfere e campi magnetici per preservare la propria vita. Perché mai tra pianeta e pianeta non esistono corridoi speciali “naturali”? Forse perché nella regola generale dell’Universo i viaggi spaziali possono essere compiuti solo da molecole ben lontane dall’essere in grado di decidere e di agire su mondi diversi. Se vuoi difendere la vita, non fare usare il cervello all’uomo e ai suoi probabili colleghi alieni…

O, quantomeno, bisognerà aspettare che l’uomo sia in grado di trovare questi corridoi. Ma da ciò che si vede oggi le speranze sono veramente poche…e, se questi corridoi non esistono, forse è semplicemente perché il tipo di vita che potrebbe essere il più diffuso nell’Universo non ha bisogno di proteggersi dai raggi cosmici, tutt’altro…

Articolo originale QUI

 

Ebeti e anche soggetti a invecchiamento precoce... poveri astronauti... invece di abbassare "per legge" i limiti di tollerabilità dell'esposizione alle radiazioni cosmiche, forse la NASA farebbe meglio a sostituirli con quelle "rocce" dei tardigradi!

18 commenti

  1. peppe

    caro Enzo, i problemi ci sarebbero anche per un'eventuale stazione spaziale sulla Luna?

    credo che se ci sarà un'eventuale missione verso Marte o altro, si studieranno delle soluzioni al problema.

    poi qui sulla terra, non credo che l'umanità sia del tutto ebete, forse gli ebeti trascinano nello schifo la gente valida.
    è notizia di poco tempo fa che gli scienziati avrebbero individuato un rimedio efficace per sconfiggere l'hiv definitivamente. d'accordo. ci sono molti passi da fare ancora, però si è sulla buona strada.
    altra notizia è che è stato creato un test affidabilissi
    mo che predice se una persona avrà un cancro con 13 anni di anticipo.
    sono notizione queste. le menti valide ci sono. il problema è il contesto dove operano.

    credo che se non arriveremo a modificare il nostro genoma e renderlo a prova di vuoto dello spazio, si possa fare ben poco.

  2. eh sì... anche sulla Luna!
    Tu hai sicuramente ragione riguardo agli imbecilli e a quelli che invece imbecilli non sono. Il guaio è che sono gli imbecilli a comandare e a decidere... :-|

  3. Alvermag

    Accidenti Enzo, la tua idea mi sembra interessante.

    L'universo avrebbe creato delle "nicchie protette" per lo sviluppo della vita, distribuite qua e là nel cosmo.
    Queste nicchie, oltre a proteggere gli occupanti, costituiscono anche una barriera alla loro emigrazione.

    Qualcosa di analogo accade anche sulla Terra: le barriere naturali (catene montuose, oceani, condizioni climatiche, ecc.) sono barriere a volte insormontabili per gli esseri viventi e per la conseguente colonizzazione di "altri mondi".

    A volte però l'evoluzione dota una specie di un cervello, della capacità di manipolare l'ambiente, et voilà, ci si trasferisce dai climi caldi dell'Africa orientale alle fredde lande di un'Europa coperta dai ghiacci.
    Il resto della storia lo conosciamo (più o meno ...).

    La vita ha dimostrato, almeno sulla Terra, di essere in grado di adattarsi a qualunque condizione, riuscendo a colonizzare ambienti apparentemente inospitali.

    Come andrà con l'ambiente ... cosmico?!?!

    Io comunque ragiono al contrario: le barriere (magnetosfera ed altro) non sono state poste là per proteggere e far proliferare la vita, quella superiore. La vita si è piuttosto sviluppata grazie alla presenza di tali barriere protettive. Insomma non credo che la vita sia una necessità e che sia nata necessariamente nell'universo; la ritengo piuttosto un accidente, una possibilità, come tante altre magari inespresse.

    Sai Enzo, il (mio) problema è sempre quello! Non vorrei che si finisse per antropomorfizzare l'universo dotandolo di una ieratica barba, di una lunga tunica e di una luminosa aureola. Capisci a me!!! :wink:

  4. peppe

    magari in futuro si creeranno dei genatori di cami magnetici planetari..mai dire mai :mrgreen:

  5. gioyhofer

    Questa è proprio la dimostrazione che i viaggi interplanetari sono impossibili.
    Per me il solo fatto di pensare di fare un viaggio di 7 mesi (ho sentito parlare di viaggi verso Marte senza ritorno, con le missioni Mars One della Space X) verso il pianeta rosso dentro una navicella grande magari come lo Shuttle, è da pazzi...

  6. Dunque... caro Alvy, mettiamola così:

    la vita nasce ovunque, ossia ovunque si formano i mattoni. Questo ormai sembra sempre più certo. Poi, però, ci vogliono le condizioni per farla prosperare, così come l'idrogeno ha bisogno di nubi spesse e fredde per far nascere le stelle. Se la nube è troppo calda, se niente le dà la scossa iniziale e tante altre condizioni al contorno, le stelle non nascono. Così può succedere per la vita. Una stella è protetta all'interno del suo guscio, si ciba, si limita e poi voilà! Idem per la cellula e i suoi figli. Non vi è grande differenza e non c'è bisogno di vecchi con la barba bianca. Potrei anche continuare... una stella manda informazione della sua esistenza, ma non può muoversi a piacimento. in qualche modo ha un posto dove poter vivere. Forse è lo stesso per una cellula vivente. Forse riusciremo a mandare segnali, ma muoverci è un'altra cosa.
    Io non credo sia un accidente, ma la norma... tuttavia esistono tantissime stelle piccole e poche grandi. Così può esserci tantissima vita primitiva e pochissima evoluta.
    Va beh... abbiamo scherzato, ma chissà... :wink:

  7. cari Peppe e Gio,
    che dirvi? Io vedo che tutto nell'Universo ha un certo ruolo e una certa dislocazione. Perché non dovrebbe averla anche la vita che è una delle tante manifestazioni dell'Universo? L'intelligenza, la volontà, il coraggio sono nostre parole, ma che rientrano benissimo nelle regole del Cosmo. Niente di speciale... Anche una stella può essere "coraggiosa" a modo suo... Insomma, se son rose fioriranno e se l'essere umano ne avrà le possibilità viaggerà, ma non attraverso marchingegni che superino troppo i suoi limiti imposti dalle regole generali. Ogni stella fa qualcosa di diverso dalle altre, ma sono sempre stelle. Ogni essere vivente è diverso da un altro, ma è sempre un essere nato da certi mattoncini particolari che più di tanto non possono fare. Boh... sarò pessimista, ma i viaggi sulla Luna e i satelliti artificiali non mi dimostrano un granché... Sono piccole eruzioni stellari, ma nemmeno quelle possono veramente staccarsi dalla ... mamma!
    Tuttavia, ci sono tanti asteroidi e comete che si buttano dentro al Sole...

  8. peppe

    caro enzo sul generatore scherzavo e forse sarò un sognatore.
    l'essere umano comunque si è sempre spinto oltre dei limiti che sembravano insuperabili.
    nessuno sa dove ci porterà la tecnologia nel futuro e credo che l'uomo saprà fronteggiare i raggi cosmici con qualche diavoleria che neanchè ci sogniamo ora.
    io credo che sei troppo pessimista per i viaggi nel sistema solare.
    ti ripeto: magari si modificherà geneticamente per migliorare la resistenza alle radiazioni

  9. staremo a vedere (si fa per dire :mrgreen: )

  10. Daniela

    Comprendo e condivido i dubbi del Prof., ma vorrei tanto che avesse ragione Peppe perché... "se il Sole muore, se la Terra muore, se la nostra razza muore con la Terra e col Sole, allora anche ciò che abbiamo fatto fino a quel momento muore. E muore Omero, e muore Michelangelo, e muore Galileo, e muore Leonardo, e muore Shakespeare, e muore Einstein, e muoiono tutti coloro che non sono morti perché noi viviamo, perché noi li pensiamo, perché noi li portiamo dentro e addosso. Salviamoli dunque, salviamoci." (tratto da "Se il Sole muore" di Oriana Fallaci).

  11. non posso che dare ragione a te e a Oriana. Purtroppo, però, temo che la razza umana finisca prima che un asteroide ci sbatta contro o il Sole inizi a fare i capricci. Dobbiamo fare in fretta a cambiare, questo è il problema. Ma, forse, Galileo, Michelangelo, Einstein, Omero vivono ovunque nel Cosmo e vivranno sempre. Magari sono anche loro delle COSTANTI cosmiche come la velocità della luce o la costante di gravitazione universale...
    Cambia solo il nome... :roll:

  12. peppe

    quel che è certo è che noi non faremo parte della futura spedizione :mrgreen:
    la tecnologia avanza e magari ciò che sembra impossibile oggi, potrebbe essere possibile domani. dobbiamo essere fiduciosi anche se non assisteremo allo sviluppo tecnologico necessario all'impresa.

    ricordiamoci che siamo un pezzetto di universo. ogni volta che guardiamo il cosmo è come se osservassimo noi stessi.

    in tal senso, se siamo fatti della materia di cui è costituito l'universo, un giorno restituiremo tale materia al cosmo e noi, come molecole vaganti, potremmo ritrovarci in un altro sistema stellare, atterrando su un pianeta adatto alla vita, e dare il contributo alla nascita di una "cellula aliena" e far ripartire quella straordinaria avventura chiamata vita.
    ci pensate. avremmo compiuto cosi il viaggio interstellare tanto ambito alla faccia dei raggi cosmici :mrgreen:

  13. Ecco Peppe! Su questa visione dei viaggi stellari sono PIENAMENTE d'accordo con te!!!! :-P :-P

  14. davide1334

    enzo,volevo chidere una cosa: è vero che il campo magnetico terrestre si comprime
    nell'emisfero a giorno e si dilata in quello a notte? e perchè?poi un'altra cosa: il pericolo dei raggi cosmici era già un problema "consapevole" ai tempi delle missioni apollo oppure no?

  15. peppe

    caro enzo, ripensando al problema dei raggi cosmici, mi sono ricordato di un documentario dove se ne parlava. ebbene, uno scienziato (non ricordo il nome ma credo fosse della nasa) affermò che per quanto riguarda la navicella si potrebbe creare un campo magnetico intorno ad essa tale da attutire l'arrivo dei raggi cosmici e comunque impermeabilizzare l'astronave.

    comunque io sono convinto che l'uomo qualche diavoleria la inventerà per risolvere il problema. ora sembra impossibile, magari in futuro la soluzione sembrerà davvero ovvia.

  16. le missioni Apollo duravano molto poco...

    sull'ipotesi del campo magnetico personalizzato... mah... a parole è facile, coi fatti...

    Ah... il campo magnetico varia continuamente sia su periodi brevi che lunghi, in modo irregolare e a volte regolare. Tra queste vi è anche quella legata alla ionizzazione dei raggi solari...

  17. Mario Fiori

    Fantastico dibattito,scherzando, scherzando avete tutti fatto discorsi di alta filosofia. Sicuramente Enzo hai ragione su tantissime cose ed in pratica , al momento , le cose stanno certamente così; per il futuro sarei daccordo con Alvermag sull'adattamento umano e con peppe per la tecnologia che avanza, ho detto sarei perchè sono anche daccordo con te sugli ebeti chi già abbiamo in giro e su cosa l'Essere Umano è capace di combinare per non fare , anzi per fare solo disastri.
    Mi ha affascinato molto la visione romantica di Daniela, visione che dovrebbe essere da stimolo per la Scienza e per la Fantasia Umana al fine di continuare ad esplorare in condizioni sicure: ma il momento non è certo dei più felici.

  18. caro Mario,
    ci portiamo avanti con il lavoro... :). Se tra un po' la Scienza farà proprio "cilecca" ci convertiremo a circolo... filosofico. Sempre in piedi!!!! :mrgreen:
    D'altra parte, la storia ci insegna che nell'antichità i filosofi sono diventati scienziati. Ora gli scienziati torneranno a essere filosofi... Corsi e ricorsi... (ma non vinsi mai!!!!):wink:

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