26/02/16

Cassini può dirci dove si trova il nono pianeta **

Diciamo subito che Laskar è uno dei massimi meccanici celesti viventi e conosce il moto dei pianeti come nessun altro. Oltre che conoscerlo alla perfezione, attraverso i suoi programmi numerici tra i più sofisticati, sa benissimo come capire se uno di loro è disturbato oppure no da qualcun altro.

Il punto chiave è quindi il seguente: “Se il nono pianeta esistesse dovrebbe essere in grado di perturbare le orbite degli altri pianeti. Basta studiare i loro moti e vedere se subiscono perturbazioni compatibili con l’ipotetico pianeta”. A parole è tutto molto bello, ma nei fatti sorgono grossi problemi. Per valutare certi disturbi sul moto è necessario conoscere la distanza dei pianeti con una precisione estrema, dell’ordine del chilometro e anche meno. E questo è un bel problema… dato che per nessuno si ha una simile accuratezza. Ma no, non è vero! Di uno abbiamo la dovuta precisione, anzi addirittura inferiore, attorno ai cento metri. E questo “qualcuno” è Saturno, grazie alla presenza costante di Cassini fin dal 2004.

A questo punto tutto diventa facile (si fa per dire). A seconda della posizione del nono pianeta sulla propria orbita, Saturno deve mostrare variazioni della sua distanza da noi, causate proprio delle perturbazioni del corpo così lontano. Ne segue, quindi, la possibilità di escludere alcune parti dell’orbita del nuovo arrivato. Se, infatti, si fosse trovato lì avremmo dovuto vedere una certa variazione che, invece non si è vista. Banale! Già questo procedimento permette di limitare di molto la posizione attuale del nono pianeta, come si vede nella figura che segue (parti rosse). Tuttavia, la sua posizione nella piccola zona verde darebbe ragione di alcune variazioni rilevate da Cassini.

Le aree “proibite” dalle misure della variazione di distanza di Saturno sono indicate in rosso. L’area verde miglior di molto le variazioni viste da Cassini rispetto al modello teorico. Niente di definitivo, ma… Fonte: CNRS
Le aree “proibite” dalle misure della variazione di distanza di Saturno sono indicate in rosso. L’area verde migliora di molto le variazioni viste da Cassini rispetto al modello teorico. Niente di definitivo, ma… Fonte: CNRS

Ovviamente, questa non è una prova dell’esistenza del pianeta, ma crea sicuramente una lista di posizioni prioritarie in cui cercarlo otticamente.

Sicuramente, data la fama indiscussa e la capacità di Jacques Laskar (sono sempre stato un suo ammiratore sia per la preparazione che per lo stile) le ricerche seguiranno i risultati trovati insieme ad altri colleghi francesi.

Articolo originale QUI

Per saperne di più sul nono pianeta (ipotetico), potete farlo QUI

Se volte divertirvi con un piccolo quiz QUI e QUI

Può un semplice appassionato di astronomia contribuire alla ricerca del Pianeta Nove? Ebbene sì, si può fare!

3 commenti

  1. Mario Fiori

    Attendiamonotizie e forza Laskar.

  2. Chissà se il nuovo oggetto scoperto recentemente, e di cui parlano alle pagine http://www.slate.com/blogs/bad_astronomy/2016/02/25/_2015_kh162_a_distant_icy_world_past_pluto.html e http://www.coelum.com/news/scoperto-un-potenziale-nuovo-pianeta-nano-nella-periferia-del-sistema-solare, potrà aiutare a confermare o smentire l'ipotesi relativa al nono pianeta (e, magari, ad individuarne meglio la posizione). Cosa si sa al riguardo?

  3. caro Marco,

    penso sia più legato a Nettuno e che risenta poco delle perturbazioni del nono pianeta. Tuttavia, la situazione andrà analizzata in dettaglio ..

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