03/11/16

Nel Cosmo i bimbi non distruggono le madri *

Tempo fa si diceva che i coccodrilli femmina mangiassero i propri piccoli. Una soluzione che rendeva gli animali più simili a noi, capaci di cose anche peggiori. Poi si è scoperto che era solo un metodo di trasporto e di riscaldamento. Anche i coccodrilli sanno accudire ai loro cuccioli con amore. Analogamente potrebbe sembrare che i figli stellari “mangino” le proprie madri. Ma ne siamo sicuri?

Una delle immagini più belle e famose, regalateci da Hubble, è sicuramente quella relativa ai “pilastri della Creazione” nella nebulosa Aquila.

I pilastri della Creazione nella nebulosa Aquila. Fonte: NASA/Hubble
I pilastri della Creazione nella nebulosa Aquila. Fonte: NASA/Hubble

Enormi pilastri di gas, più o meno denso, che agiscono come incubatrici stellari. Da essi si staccano nuclei più densi che già contengono al loro interno il “pulcino” pronto a uscire dal suo guscio scuro e protettivo. Ben presto la zona si popola di giovani stelle piene di energia, la cui luce riesce a staccare gli elettroni dagli atomi del gas dei pilastri e lo ionizza, disperdendolo facilmente. Una distruzione di ciò che è servito a crearle. E’ un po’ come se fossero i piccoli coccodrilli a mangiarsi la madre che li ospita tra le fauci.

I pilastri della creazione sono, però, ancora giovani e le stelle nate non sufficienti a distruggere le proprie genitrici. Possiamo solo immaginarci il futuro? No, lo possiamo chiaramente vedere in un’altra nebulosa quella della Carena.

I pilstri della creazione della nebulosa Carena sono in fase di sfaldamento a causa della intensa luce delle stelle che hanno fatto nascere. Una distruzione solo apparente, dato che si creano nuovi addensamenti capaci di creare nuove stelle. Fonte: ESO/A. McLeod
I pilastri della creazione della nebulosa Carena sono in fase di sfaldamento a causa della intensa luce delle stelle che hanno fatto nascere. Una distruzione solo apparente, dato che si formano nuovi addensamenti capaci di creare nuove stelle. Fonte: ESO/A. McLeod

Qui, i pilastri della creazione sembrano essere diventati della … distruzione. Almeno così li stanno chiamando, anche se a me non piace assolutamente come “nomignolo”. Siamo, infatti, in una fase avanzata, le stelle sono tantissime e i pilastri decisamente ridotti e in via di disgregazione. Per usare un triste paragone dei nostri giorni, sembrerebbe di vedere enormi grattacieli distrutti da un potente terremoto.

No, nell’Universo i figli non distruggono le madri. In qualche modo devono liberarsi dalle catene infantili, ma nel far ciò non fanno altro che disperdere materia e, nel contempo, addensarne altra, capace di far nascere nuove vite. Nessuna vera distruzione, ma solo un naturale passaggio verso un radioso futuro (come sta accadendo in questa galassia nell’ammasso della Chioma, le cui frange esterne sono in balia della pressione del fluido intergalattico). L’Universo ha tempo e sa benissimo come impostare le proprie azioni. No, non chiamiamoli pilastri della distruzione, ma solo un nuovo gioco per creare le future generazioni…

Comunque, le immagini, regalateci da MUSE applicato al VLT dell’ESO, sono fantastiche. E’ solo la loro interpretazione che non va confusa attraverso contorti e catastrofici paragoni tipici dell’uomo.

Articolo originale QUI

Quante vicende familiari in questo Universo… figli ribelli che scappano da casa, madri cannibali che divorano figli neonati, madri amorevoli che seguono il figlio anche da lontano e mamme talmente piccole che non si pensava potessero avere figli.

11 commenti

  1. Mario Fiori

    L'Universo è un Teatro con tanti attori ma è anche una grande Famiglia caro Enzo e noi talvolta non ce ne accorgiamo.

  2. Daniela

    Questa volta, Mario, non sono d'accordo con te... NOI ce ne accorgiamo, che siano gli altri a non accorgersene!

    :wink: :-D

  3. Mario Fiori

    Hai ragione Daniela, taluni non se ne accorgono e dovevo usare quella parola.

  4. Daniela

    Ovvio... il mio era solo un gioco di parole per ribadire il concetto! :-D

  5. Gianni Bolzonella

    Eppure il treno corre
    E trascina i vagoni delle nostre vite
    Pieni di tutte le speranze deluse
    E di tutto ciò che avremmo voluto avere.
    Il treno passa veloce
    E lascerà spazio ad un altro
    Che non sarà più il tuo.

  6. caro Gianni... la domanda è: "ma dove vanno a finire i vagoncini?". L'Universo ha la risposta: ricominciano da capo e il treno sarà sempre di tutti. :roll:

  7. Gianni Bolzonella

    Apparentemente c'è un falegname che fa e che disfa i mobili che costruisce usando sempre lo stesso legno,gli stessi chiodi la stessa colla,ogni volta la forma dei manufatti è sempre diversa,mantiene i modelli da qualche parte o tutto sparisce nel nulla?La nostra speranza e la logica sembra propendere per il no,visto che la regola sembra essere che qui niente si butta.

  8. per adesso sembra funzionare molto bene... :roll:

  9. Mario Fiori

    Il bello di questo sito è che quì si fa Scienza a tutto tondo e cioè anche Filosofia come gli Antichi (Greci soprattutto) amavano e come bisognerebbe sempre fare per meglio comprendere l'Infinito Teatro del Cosmo e capire meglio che Attori siamo , cosa facciamo e dove andiamo.

  10. Ci proviamo caro Mario... non per niente, dopo Leopardi, i nostri amici Astericcio & co. andranno alla scoperta del mondo dell'arte figurativa, dove si ripropongono le solite eterne "siepi"...

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