10/03/17

La polvere può anche “aprire” gli occhi *

Parliamo di un record: la galassia la cui luce ha messo più tempo per arrivare fino a noi, che è stata osservata da ALMA. Un bel miscuglio che non poteva che regalarci qualche sorpresa.

Un vero fossile vivente, risalente a soli 600 milioni di anni dopo il Big Bang. Siamo sicuramente nel pieno del periodo di nebbia che ha oscurato l’opera preziosa di costruzione delle prime stelle a partire dall’idrogeno primordiale. Questi oggetti possono essere considerati le mamme di tutte le stelle, ossia quelle che hanno potuto utilizzare solo il materiale preparato dal Big Bang (idrogeno, un po’ di elio, e un pizzico di litio) per “inventarsi” gli elementi più pesanti e arricchire sempre di più i propri discendenti. La loro fine ha regalato tutto ciò di cui siamo fatti oggi (ne abbiamo parlato anche QUI).

Questa galassia deve essere perciò osservata con la massima attenzione, potrebbe essere una chiave per aprire lo scrigno dei segreti primordiali. Innanzitutto, va detto grazie ad Einstein e al suo effetto lente, per averla potuta vedere sia perché altrimenti nascosta da ciò che le sta davanti, sia perché la sua luminosità è stata aumentata di circa due volte. Non resta che chiedere aiuto agli occhi più potenti a disposizione, in particolare ad ALMA, che vede ciò che gli altri non riuscirebbero a vedere.

Il risultato è di quelli che lasciano un segno fondamentale, un picchetto che segna un limite ben chiaro e definito. Facciamo un semplice paragone: stiamo cercando un animale rarissimo, magari l’ultimo dei dinosauri ritiratosi in qualche foresta dell’Amazzonia. Si prova a scovarlo, sfruttando tutto ciò che può servire allo scopo: i suoi graffi sulle piante, il suo odore, i suoi escrementi. Prove indirette, ma importanti come una fotografia. Bene, anche le stelle lasciano dei segni molto chiari della loro esistenza: la polvere!

L’immagine è dominate dalla spettacolare vista dell’ammasso galattico Abell 2744 ed è stata ripresa da Hubble. Molto più lontana dell’ammasso, fa capolino la nostra galassia polverosa, evidenziata nel quadratino che rappresenta ciò che ha visto ALMA. Fonte:ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), NASA, ESA, ESO and D. Coe (STScI)/J. Merten (Heidelberg/Bologna)
L’immagine è dominata dalla spettacolare vista dell’ammasso galattico Abell 2744 ed è stata ripresa da Hubble. Molto più lontana dell’ammasso, fa capolino la nostra galassia polverosa, evidenziata nel quadratino che rappresenta ciò che ha visto ALMA. Fonte:ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), NASA, ESA, ESO and D. Coe (STScI)/J. Merten (Heidelberg/Bologna)

Se in una galassia troviamo polvere, vuol dire che le prime stelle sono già morte, esplodendo e riempiendo di polvere (elementi più pesanti di idrogeno ed elio) tutta la loro casa (come questa esplosa nel 1987 nella Grande Nube di Magellano, piccola galassia satellite della Via Lattea). La polvere in questi casi non acceca, ma, anzi, apre gli occhi.

Nella nostra lontana galassia Alma ha visto la polvere, tanta polvere oltre che tante stelle. Polvere in cui è presente l’ossigeno, segno inequivocabile che stelle giganti hanno svolto il loro ruolo di fabbrica degli elementi. Forse erano le mamme, alcune delle prime in assoluto, chissà…

Di sicuro, però, questa galassia è già evoluta e le sue stelle ormai scomparse hanno già creato il materiale per altre generazioni. Si può fare anche qualche conto sul numero di stelle che potrebbe contenere e la massa totale della polvere. Più o meno si riesce a stabilire che una galassia giunta a questo stadio evolutivo doveva essere nata da almeno 200 milioni di anni.

Risultato: per cercare le sue stelle veramente primitive ci si doveva forse spingere più indietro nel tempo, forse anche a meno di 400 milioni di anni dopo il Big Bang. Polvere già abbondante in quello che sembrava ancora un Universo in fasce; buchi neri giganti che non dovrebbero avere avuto tempo per crescere. Sembra tutto convergere verso un Universo che sia partito alla grande, non abbia perso tempo e che le nostre mamme siano più vecchie di quanto si pensasse.

Forza ALMA, portaci ancora più indietro, facci conoscere quelle pioniere che sono riuscite a sconfiggere il buio e la dispersione degli atomi, attraverso la gravità, quella deformazione spazio temporale che ha permesso abbracci appassionati e luminosi.

Articolo originale QUI

Un bel filmato  dell'ESO in cui si vedono esplodere le stelle primigenie nella lontanissima galassia e crescere sempre più la polvere... (ovviamente è una simulazione)

https://www.eso.org/public/videos/eso1708b/

 

Vi interessano i record dell'Universo? Questo l'asteroide più piccolo, questa la stella più sferica e queste le galassie scandalosamente luminose

Per conoscere meglio l’eccezionale contributo di ALMA a molti campi di ricerca: asteroidi, formazione di pianeti e stelle, dischi protoplanetari, origine della vita , buchi neri, galassie primordiali

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