Giu 30

CHE FAI TU, LUNA, IN CIEL ? (2)

Fatti e misfatti, verità e falsità, miti e leggende

sul nostro Satellite

(2° puntata)

 

In questa puntata parliamo dei più diffusi luoghi comuni secondo i quali esisterebbe una relazione tra il ciclo lunare ed eventi della nostra vita. La stessa etimologia della parola "lunatico" (dal latino "colui che varia di umore secondo le fasi lunari") rivela quanto radicate siano tali convinzioni basate, in realtà, solo su suggestione e superstizione. Ma veniamo ai fatti...

 

QUI la prima puntata della serie "Che fai tu, Luna, in ciel?"

 

Eventi e cause

Quanto cercherò di esprimere in questo capitolo risulterà forse un poco noioso e sembrerà estraneo al problema della Luna e delle sue influenze. Invito però il lettore a fare un piccolo sforzo di concentrazione, perché solo così avrà a disposizione le basi per valutare correttamente la problematica che ci interessa.

Tutto ciò che capita attorno a noi, dai più piccoli avvenimenti fino agli sconvolgimenti più violenti, rappresenta l’insieme degli eventi. La storia dell’intero Universo è una serie ininterrotta di eventi che si susseguono costantemente. Mentre a volte è relativamente facile prendere coscienza degli eventi, saperli riconoscere, ipotizzarne di nuovi, è sempre molto più difficile dimostrarne l’evidenza e spiegarne le cause. La ricerca scientifica ha come scopo proprio questo: riconoscere un evento, accertarne l’evidenza e cercare poi una spiegazione che sia in grado  di riprodurlo.

Molto spesso la Scienza si è fermata, e si ferma tuttora, al primo o al secondo passo. E’ magari in grado di riconoscere un evento e di accertarne l’evidenza, ma non di fornirne una spiegazione plausibile. Ad esempio, le comete pur essendo ben conosciute da svariati secoli (anche Giotto ne rappresentò una molto realistica nei suoi affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova), vennero pensate come fenomeni puramente atmosferici fino al XVI secolo, quando Tycho Brahe si rese conto che erano tutt'altro.

 

Giotto scrovegni

 

La caduta di un fulmine, la pioggia, il rombo di un tuono, il terremoto, e così via, sono eventi  molto ben conosciuti da chiunque (ossia se ne ha una chiara evidenza), ma in linea teorica potremmo benissimo non averli ancora spiegati. Ribadiamo quindi che il primo passo per comprendere ciò che ci sta attorno è quello di accertare la veridicità di un evento. Solo dopo si potrà cercare di fornirne una spiegazione razionale.  Fornire spiegazioni prima di avere un’assoluta conferma di un fenomeno è scienza fasulla, e non ha mai portato né mai porterà ad alcun miglioramento della nostra esistenza. Né tanto meno è corretto sentirsi liberi di formulare ipotesi strampalate per spiegare eventi non ancora sufficientemente provati.

Spesso però accertare un evento non è cosa da poco e necessita di un bagaglio scientifico non indifferente. Prendiamo come esempio il gioco della roulette e delle puntate sul rosso e sul nero. Sappiamo oggi benissimo che la probabilità che esca uno o l’altro dei due colori è esattamente la stessa. Ma per accertare questa affermazione (evento), all’apparenza semplice ed ovvia, è stato necessario applicare il metodo statistico. Esso non solo ci ha dimostrato l’evidenza dell’evento, ma ci ha anche permesso di valutare quanto esso resti valido al cambiare delle condizioni e quale margine di errore ci si possa aspettare. Ad esempio, se si punta una decina di volte (un numero molto limitato) si potrebbe ottenere un risultato in antitesi con le aspettative. Addirittura non è impossibile che esca dieci volte su dieci il rosso o il nero. Ma ciò non vuol dire che l’affermazione sulla parità della probabilità sia errata. Se facessimo, infatti, un milione di puntate, otterremmo un numero di rossi e di neri quasi perfettamente uguali (QUI un quiz che analizza con metodo matematico-statistico il gioco d'azzardo della martingala).

Questo è un esempio banale, ma può estendersi facilmente a problemi ben più complessi come le previsioni del tempo o il rischio che un meteorite ci cada sulla testa. Valutare l’evidenza statistica di un fenomeno, stabilirne il margine di errore ed evidenziare le condizioni al contorno che possono alterarne il risultato, sono passi essenziali che devono essere compiuti prima di accettare un evento come reale. Ad esempio, se la roulette avesse un difetto meccanico intrinseco (magari voluto...), l’evento atteso potrebbe non verificarsi, senza ledere la legge statistica che lo governa.

In modo analogo si deve stare molto attenti a collegare due fenomeni distinti e ad assumere immediatamente tra loro una relazione di causa-effetto. Il tuono segue il lampo. Questo è un esempio corretto di causa-effetto. Un certo evento capita solo quando ne capita un altro. Ma, a volte, senza una spiegazione scientifica che li colleghi o con un’applicazione errata del metodo statistico, non è facile stabilire questo legame e si rischia di commettere errori grossolani.  Ad esempio, se facessimo una ricerca molto dettagliata e globale sugli spettatori dei cinema e sulla vendita di ombrelli, ci renderemmo conto di uno stretto collegamento tra i due fenomeni che ci potrebbe portare a questa affermazione : la vendita degli ombrelli cresce ogni volta che aumenta il numero di spettatori al cinema. Automaticamente, i negozianti di ombrelli potrebbero allora pensare di investire notevoli risorse per stimolare le persone ad andare al cinema, aspettandosi un ritorno considerevole nell’incremento delle vendite. Nulla di più sbagliato. Un terzo fenomeno, non tenuto debitamente in considerazione, è in realtà la causa di entrambi gli eventi: un periodo di pioggia prolungato!

Associare due eventi, senza applicare correttamente il metodo statistico e senza considerare le condizioni esterne, può portare a conclusioni assurde e magari stimolare strampalate teorie esplicative prive di qualsiasi fondamento reale.

Un altro fatto che non aiuta certo nella valutazione critica di ipotesi create appositamente per spiegare fenomeni misteriosi o presunti tali, è la nostra propensione verso una cultura di tipo umanistico. Siamo sicuramente più preparati ad accorgerci di strafalcioni grammaticali o storici, che non a cogliere assurdità di tipo scientifico. Se un presunto Professore X ci volesse convincere che è stato Napoleone a far crocifiggere Gesù o che il Colosseo è stato costruito per far atterrare un’astronave marziana, quasi nessuno accetterebbe le sue farneticazioni. Ma se lo stesso Professor X (meglio se americano...) ci parlasse di energia positiva, di nodi geopatogeni, di magnetismo negativo, di gravitazione psichica, otterrebbe certamente maggiore considerazione. I nostri strumenti culturali di analisi si rivelano validi per quanto concerne la sfera storica, ma molto meno per quanto riguarda quella scientifica. Qualora l’ormai “famoso” Professor X utilizzasse parole come biometro, frequenza, risonanza, irraggiamento, energie attive, ecc… l’uomo medio avrebbe immediatamente la sensazione che si parli veramente in termini scientifici e sarebbe propenso ad accettare la teoria che ne faccia largo uso, anche se in modo scientificamente sgrammaticato e incoerente (QUI un esempio fatto da Vin-Census)

Possiamo ora riassumere alcuni tra i maggiori problemi che possono causare visioni distorte della realtà dei fatti o la proliferazione di teorie pseudo-scientifiche del tutto assurde:

  • La mancata o sbagliata applicazione di metodi statistici per accertare l’evidenza di un fenomeno.
  • L’errato collegamento causa-effetto tra due fenomeni.
  • La scarsa dimestichezza nell’uso di termini scientifici e la propensione ad accettare più facilmente teorie, anche strampalate, che ne abusino.

Tutto ciò è anche all'origine della proliferazione dei rituali propiziatori (su alcuni di essi ha scherzato il nostro Mauritius QUI).

 

Analogie e coincidenze

Quanto detto precedentemente trova la sua più immediata applicazione nell’astrologia. Eventi non verificati o accertati solo a livello emotivo (e non certo mediante analisi e metodi statistici corretti) vengono proposti come reali ed assodati. Fenomeni completamente diversi, quali da un lato avere certe caratteristiche comportamentali e dall’altro la presenza o no in cielo di certi corpi celesti in un dato momento della propria esistenza, vengono collegate da relazioni del tipo causa-effetto (se avviene questo allora deve avvenire quest’altro). L’uso di termini solo apparentemente “scientifici” autorizza l’applicazione arbitraria di leggi fisiche reali a situazioni  che ne sono sicuramente immuni (Astericcio e i suoi amici ne hanno parlato QUI)

Torniamo alla Luna, problema sicuramente più interessante e complesso. Ci siamo ormai creati un bagaglio abbastanza ampio per poter valutare con attenzione critica la veridicità o meno dei vari effetti lunari esercitati sul biosistema terrestre. Da un lato si è visto come la Luna abbia sicuramente suggestionato e scandito la vita degli uomini a causa della sua continua variabilità ed a causa di certe analogie con eventi importantissimi della vita dell’uomo, primo fra tutti la gestazione e la nascita di una nuova vita. Dall’altro abbiamo anche visto però quanto sia pericoloso dare come accertato un evento, senza prima averlo verificato con metodi statistici rigorosi. E abbiamo altresì visto come l’uomo sia facilmente influenzabile dai termini di carattere scientifico usati per avvalorare teorie prive di qualsiasi fondamento.

donna e luna 2Esistono però anche altri fattori che hanno spinto la Luna ad avere un ruolo unico nella storia dell’umanità e che anzi hanno stimolato la crescita di teorie sempre più sofisticate a sostegno di credenze e suggestioni pluri-secolari. Innanzitutto una coincidenza importantissima: la durata del ciclo mestruale femminile, apparentemente in perfetta sintonia con il mese lunare.  Se questo fatto si unisce al già citato esempio spontaneo di magia simpatica che paragona la gestazione con le fasi lunari, il collegamento Luna-donna sembra essere al di sopra di ogni sospetto. Ed è quindi ovvio che su questa apparente evidenza si siano poi inserite teorie esplicative di varia natura e complessità, basate su interpretazioni approssimative degli effetti scientifici reali del nostro satellite (maree e luminosità variabile). Tuttavia, analisi statistiche accurate hanno dimostrato che il ciclo medio femminile è di 28 giorni, con una grande variabilità che va da un minimo di circa 20 ad un massimo di circa 50 giorni. Il mese lunare è invece di 29 giorni e mezzo. La perfetta coincidenza salta del tutto e la somiglianza tra ciclo mestruale e mese lunare appare del tutto casuale

Inoltre, nessuna delle scimmie da cui ha avuto origine l’uomo ha un ciclo mestruale simile al nostro. Lo scimpanzé ad esempio, forse il primate a noi più vicino, ha un ciclo di 35 giorni. Ma i numeri differiscono molto per gli altri animali: 5 giorni per i topi, 17 per le pecore, 21 per le mucche, ecc. Se la somiglianza fosse realmente un qualcosa di “fisico”, perché solo l’essere umano dovrebbe avere una stretta concordanza con la Luna?

Forse tutto ciò non è scientifico, ma solo psicologico (ossia la donna si è uniformata inconsciamente con l’oggetto celeste verso cui tutto sembrava paragonarla). In realtà però esiste un altro animale con un ciclo uguale a quello della donna: l’opossum che, simile al tasso, è l’unico marsupiale esistente nel Nord America.

Ora, mentre tutti sarebbero disposti a credere che tra opossum e fasi lunari ci sia solo una mera coincidenza, quanti accetterebbero la stessa “squallida” e poco romantica spiegazione per la donna? Certo nessuno potrebbe pensare mai che l’opossum abbia subito un condizionamento psicologico…

Tutto ciò non può che farci pensare che qualsiasi collegamento reale tra donna e Luna sia del tutto fortuito.

La coincidenza tra ciclo femminile e mese lunare ha però stimolato l’utilizzo degli effetti “reali” della Luna per spiegare un’evidenza solo apparente. Alcuni, ad esempio, hanno portato come prova, a sostegno dello stretto legame tra donna e Luna, esempi lampanti di altri animali che subiscono effetti lunari scientificamente verificati.

Questi animali, di tipo inferiore, sono però tutti marini e sviluppatisi in ambienti costieri, ossia dove l’alternarsi delle maree, come già sottolineato, ha da sempre scandito l’evoluzione biologica. Depositare le uova, accoppiarsi, nutrirsi, ecc. dipendono per essi chiaramente dalle condizioni ambientali e devono aver luogo nel momento più adatto e più sicuro per la conservazione della specie. In questo caso il processo è spiegabile scientificamente proprio con uno degli effetti riconosciuti alla Luna: la marea oceanica.

tartarughe neonate

Concludendo, mentre è indubbio (e poco “magico”) affermare che l’uomo abbia da sempre usato le fasi ed il mese lunare per scandire il proprio tempo (calendario), non è altrettanto vero che un calendario biologico lunare controlli il ciclo femminile. Anzi, è facilmente dimostrabile come la citata analogia sia errata (28 giorni invece di 29,5) e comunque frutto di pura coincidenza (perché gli altri animali no, e la donna e l’opossum sì?). Siamo di fronte al classico esempio di un’evidenza fortemente creduta e voluta, ma scarsamente verificata, sulla quale è stato poi facile ricamare tutta una serie di teorie pseudo-scientifiche.

Dalla magia alla scienza il passo è breve

Abbiamo già visto in precedenza come la magia simpatica abbia influenzato la credenza generale che tutto ciò che deve crescere deve essere collegato alla Luna crescente e tutto ciò che deve arrestarsi o morire deve essere collegato alla Luna calante. Un retaggio antico, primordiale che forse si sarebbe lentamente spento con l’incalzare dell’era tecnologica moderna. Ma in tempi recenti (1978) il medico Arnold Lieber soffiò sulla cenere, facendo un’affermazione all’apparenza estremamente semplice ed intuitiva, quanto estremamente errata. Basandosi sulla vita degli organismi marini di cui si diceva prima e sull’analogia tra ciclo femminile e Luna, il dottor Lieber enunciò la teoria della marea biologica, che in poche parole recita così: la Terra è composta per il 70-80 per cento di acqua e subisce notoriamente l’effetto della marea.  Il corpo umano è formato anch’esso da circa il 70-80 per cento di acqua: è logico quindi che subisca in modo analogo un effetto di marea.

Ovviamente, essendo uno studioso ed un medico, fu molto facile per lui esprimere la teoria per mezzo di innumerevoli termini tecnici che non potevano non colpire e suggestionare l’opinione pubblica. In fondo veniva confermata “scientificamente” un’antica e primordiale credenza. Il dottor Lieber citava tra l’altro innumerevoli ricerche fatte sul comportamento umano in relazione alle fasi lunari, presentando statistiche sul numero di incidenti, di crimini, di nascite, ecc., tutte strettamente legate a particolari configurazioni del nostro satellite. Non voglio certo mettere in dubbio la buona fede del dottor Lieber, ma è pur vero che inciampò proprio in tutti e tre i problemi descritti nel  terzo capitolo. Si basò, infatti, su dati statistici non controllati, passò immediatamente alla formulazione di una teoria “scientifica”, la condì infine con paroloni tecnici e complicati di grande effetto sul lettore.

Tuttavia, per smantellare la sua teoria basta fare alcune semplici considerazioni. Innanzitutto bisogna ricordare che la marea agisce sulle masse d’acqua del nostro pianeta, causando effetti talvolta macroscopici, solo perché le loro dimensioni sono enormi e agiscono come moltiplicatore di un effetto altrimenti impercettibile. Negli oceani anche un minimo sollevamento può causare correnti di massa liquida che, dove ci siano particolari condizioni costiere, sono in grado di produrre sollevamenti di acqua considerevoli. Non esiste invece alcun effetto di marea in un piccolo lago o in una tinozza d’acqua, né tanto meno può esserci nel corpo umano, dove l’acqua è combinata con altre sostanze ed è intrappolata all’interno, mentre sulla Terra è quasi completamente in superficie.

mamma2Oltretutto, la marea altro non è che un effetto legato alla forza gravitazionale, secondo cui ogni corpo subisce l’attrazione di un qualsiasi altro corpo. Ciò vuol dire che un oggetto vicino esercita su di noi una certa forza gravitazionale (e analogamente noi la esercitiamo su di esso). Non ce ne rendiamo conto solo perché quella esercitata dalla Terra è incredibilmente più grande (in modo molto semplice, il nostro Ciccio ce lo spiega QUI). Come conseguenza qualsiasi oggetto causa anche una forza di marea su un altro oggetto. Questa forza cresce con la massa dell’oggetto che la causa, ma diminuisce col cubo della distanza tra i due oggetti. E’ facile  calcolare, ad esempio, che una mamma che tiene in braccio il suo bambino esercita su di lui una marea 12 milioni di volte superiore a quella causata sullo stesso bimbo dalla Luna . E questo soltanto perché, pur essendo molto più piccola della Luna, la mamma è enormemente più vicina.  Non sarebbe allora più giusto e “scientifico” affermare che è la mamma che determina il carattere e le abitudini del proprio figlio, lasciando del tutto perdere l’influenza di Luna, stelle, pianeti ed altre cose analoghe?

Quando poi si scende nei particolari e si passa a parlare di quegli avvenimenti che sembrano capitare più frequentemente durante la Luna Piena, si deve tener presente che la marea agisce, su qualsiasi punto della Terra, due volte al giorno e non solo una volta al mese. Durante la Luna Piena (ma anche durante la Luna Nuova) succede soltanto che la marea dovuta al Sole (poco meno della metà di quella lunare) si somma a quella dovuta alla Luna. Ne conseguono due fatti importanti:

1) non vi è una grande differenza, dal punto di vista di forza di marea, tra i periodi “normali” e quelli di plenilunio;

2) gli effetti del plenilunio sono identici a quelli che si hanno durante il novilunio. Non vi è quindi alcuna ragione per favorire la Luna Piena rispetto alla Luna Nuova, almeno se consideriamo solo gli effetti di marea.

Ammettendo quindi per un momento che vi siano realmente più nascite, più omicidi, più suicidi, più casi di pazzia durante la Luna Piena, questa supposta “evidenza” non può dipendere certo dagli effetti di marea, come invece pretenderebbe la supposta teoria di Lieber.

Ma anche l’evidenza stessa di certi fenomeni è oltremodo dubbia, se non completamente falsa. Non voglio perdermi a citare i tanti studi eseguiti per raccogliere prove a favore della teoria di Lieber, basti dire che riprendendo gli stessi dati ed applicando ad essi procedimenti statistici corretti, la loro validità scompare totalmente. Per procedimenti corretti si intendono quelli che abbiano eliminato dai dati tutti quei fattori esterni che possano causare anomalie sistematiche, abbiano tenuto conto delle variazioni rispetto al valor medio (ricordate l’esempio del rosso e del nero alla roulette?), abbiano considerato solo serie di dati omogenei e continui, ecc… Ad esempio, considerando la frequenza delle nascite, si deve tener conto dei parti cesarei e della presenza periodica dei week-end, che possono influire sul numero di interventi pilotati nel corso della settimana. Questi fattori esterni si sommano ai dati reali e possono indurre variazioni sistematiche del tutto estranee (ricordiamo che le fasi lunari si ripetono ogni quattro settimane circa e questa scadenza può  statisticamente sommarsi all’effetto week-end che si ha una volta a settimana).

Per meglio provare l’inconsistenza dei dati raccolti e presentati da Lieber, sono state fatte ricerche su di un numero enorme di nascite presso vari ospedali americani (anche qui non voglio tediarvi con dati e numeri) e tutte queste hanno dato esito completamente negativo. Non solo la teoria si è dimostrata inconcludente, ma anche i dati portati a suo favore.

A seguito di queste chiare evidenze, qualcuno ha allora cercato di escludere del tutto l’effetto mareale, provando invece a considerare gli effetti della Luna sul campo magnetico terrestre. La situazione è la seguente: il nostro satellite si interpone al fascio di particelle che provengono dal Sole quando c’è Luna Nuova (la Luna sta tra la Terra e il Sole), mentre è ininfluente quando c’è Luna Piena (la Luna sta dalla parte opposta del Sole rispetto alla Terra). In quest’ultima fase ci si può aspettare un maggior numero di particelle caricate positivamente, che sono pensate sfavorire certi stati d’animo umani.  Tuttavia, facendo i conti, si è visto che il loro effetto è enormemente più piccolo di quello dovuto all’aria condizionata, all’inquinamento, ai campi magnetici indotti, ecc.

Non resta allora che considerare la quantità di luce che giunge sulla Terra durante la Luna Piena. Ma anche qui il discorso perde di significato. La luce artificiale è di gran lunga più importante della luce lunare, per non parlare della differenza tra un cielo coperto ed una notte serena. Se fosse la luce della Luna Piena a causare l’aumento della criminalità o delle nascite, ci dovrebbe essere a maggior ragione uno stretto collegamento anche con le zone più o meno luminose o con le condizioni meteorologiche.

Malgrado tutto ciò, i più tenaci continueranno certamente a dire: può anche darsi che non si sia ancora trovata la spiegazione o che certi dati siano risultati poco significativi, ma un amico medico e/o un’ amica infermiera mi hanno assicurato che con la Luna Piena si nasce di più.

Fermo restando che anche in questo caso bisognerebbe valutare bene i parti cesarei (che tendono ad evitare per ovvie ragioni i periodi di week-end) ed altri fattori che possono alterare l’insieme dei dati, è importante non trascurare l’effetto selettivo della nostra memoria: il nostro cervello tende a ricordare meglio ciò che capita sotto certe condizioni, soprattutto se queste condizioni sono consciamente o inconsciamente considerate favorevoli perché quel certo fatto accada. In altre parole, se una certa notte la sala parto risultasse tragicamente intasata e nel cielo splendesse la Luna Piena, quella serata rimarrebbe più impressa nella memoria rispetto ad una nottata di pari confusione ma priva di Luna. Nello stesso modo in cui i superstiziosi tenderebbero a ricordare meglio i contrattempi avuti di venerdì 17 rispetto a quelli avuti di martedì 23, oppure un incidente avuto dopo che un gatto nero aveva attraversato la strada piuttosto che un cane. E’ proprio per questo che l’accertamento della frequenza di certi fenomeni non deve essere lasciata solo alla memoria, ma deve essere comprovata da metodi statistici veramente obiettivi e riproducibili da chiunque.

E’ interessante ricordare infine come culture e società diverse tendano ad essere influenzate da avvenimenti diversi. In Italia, ad esempio, si dà molto risalto agli effetti della Luna sul numero delle nascite e sull’agricoltura, mentre negli Stati Uniti si pone maggior interesse sulla pazzia, la criminalità, gli incidenti stradali, le condizioni di salute. Anche questa soggettività, determinata da contingenze socio-economico-culturali diverse, risulta un fattore indicativo della componente psicologica associata alle credenze sulla Luna.

Ovviamente ho cercato fino a qui di attenermi a considerazioni logiche e basate su dati scientifici ampiamente dimostrati. Nulla potrei fare o dire se qualcuno ipotizzasse l’esistenza di forze psichiche o fisiche del tutto sconosciute, che governino il legame tra uomo e Cosmo. Potrei solo affermare che creare nuove teorie è estremamente facile, mentre è molto più difficile riuscirle a provare. Non molto di più. Anche se penserei con un poco di tristezza a quanto hanno fatto, subito e sofferto molti veri scienziati nel corso dei millenni, nel tentativo di darci una visione coerente della Natura. Inviterei anche a riflettere su come l’innato bisogno dell’uomo di mettersi al centro dell’Universo e di sentirsi protetto e sovrastato da forze incontrollabili, sia troppo spesso sfruttato da ciarlatani e mistificatori.

Nella prossima puntata parleremo dei presunti effetti della Luna sul mondo vegetale.

 

QUI la serie completa "Che fai tu, Luna, in ciel?"

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