2/11/18

Una grande donna e GAIA **

Questo articolo è stato inserito nella sezione d'archivio dedicata alla Missione GAIA, in "Strumenti e Missioni".

 

Vent'anni di lavoro per la preparazione di GAIA, un'idea chiara in testa già con i pochi dati a disposizione prima della missione e, infine, la conferma, analizzando 1.7 miliardi di stelle osservate da GAIA. C'è da esserne fieri... grande Amina.

Amina Helmi, dell'Università di Groningen, era convinta, da parecchio tempo, che si potessero individuare i resti di una gigantesca collisione della Via Lattea con un'altra galassia piuttosto grande, risalente a circa dieci miliardi di anni fa. I resti dell'intrusa si notavano abbastanza bene nell'alone della nostra galassia, utilizzando i dati sulla composizione chimica, la traiettoria e la posizione delle stelle. Un'idea, parzialmente confermata dai dati, che non aspettava altro che la valanga di informazioni che sarebbero arrivate da GAIA. Cosa far di meglio che contribuire attivamente alla realizzazione della missione?

Finalmente, i dati sono arrivati, quasi due miliardi di osservazioni stellari che confermavano perfettamente la sua visione originaria. Non solo qualche residuo qua e là, ma praticamente tutto l'alone è composto da stelle della galassia intrusa, di dimensioni  poco maggiori di quelle della grande Nube di Magellano. Ma anche lo spessore del disco porta segni di questa antica fusione anche se è composto principalmente da stelle sicuramente appartenenti alla Via Lattea pre-collisione.

Particolarmente significativo è il fatto che, sulla base del modello previsto da Amina, una decina d'anni fa uno studente aveva preparato una simulazione dell'incontro. Essa è perfettamente applicabile a ciò che GAIA ha mostrato. Il video che segue è perfettamente in linea con l'evoluzione prevista e osservata e potrebbe essere realizzato oggi.

 

La galassia intrusa di dieci miliardi di anni fa è stata chiamata Gaia-Enceladus, ricordando il gigante Enceladus che, nella mitologia greca, era nato da Gaia e da Urano.

 

Una visione molto "artistica" della fusione di Enceladus all'interno della Via Lattea. Fonte: René van der Woude, Mixr.nl
Una visione molto "artistica" della cattura di Enceladus all'interno della Via Lattea. Fonte: René van der Woude, Mixr.nl

 

Una grande ricerca e una grande donna! Basterebbe vedere il suo sguardo nel video in cui lei spiega la sua scoperta (e il suo curriculum vitae...).

 

Articolo originale QUI

 

Sempre grazie a GAIA, è stata scoperta una "onda di stelle" nella Via lattea, probabile effetto gravitazionale causato dall'incontro ravvicinato con una piccola galassia.

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