07/04/22

Un regalo di Hubble per Webb *

Questo articolo è inserito nella pagina d'archivio "Record cosmici"

Mentre il telescopio Webb continua nella sua meticolosa ricerca del perfetto allineamento degli specchi per poi dedicarsi alla messa in opera della varia strumentazione che dovrà elaborare le immagini, abbiamo ricevuto una prima fantastica immagine (la prima vera immagine) dedicata a una stella in cui si nota la perfetta messa a fuoco anche per le galassie di sfondo. All'inizio dell'estate potrà quasi sicuramente partire per la sua straordinaria avventura tra i misteri ancora irrisolti dell'Universo.

Fonte: NASA/STScI

In questo frattempo, cosa ha fatto il "vecchio" Hubble? Ha scovato un grande regalo per lui, un qualcosa che è forse una prova d'orgoglio del grande "pensionato". In poche parole, gli ha lasciato un'immagine del tutto inaspettata che solo il fratello più giovane è in grado di analizzare nei dettagli, grazie alle sue capacità infrarosse. Stiamo parlando della stella singola più vecchia (o, forse, è meglio dire più giovane) mai ripresa finora.

Il vecchio record (quello della stella Icarus,di cui abbiamo parlato QUI) è stato neutralizzato completamente e si riferiva a un oggetto la cui luce era partita circa 4 miliardi di anni dopo il Big Bang. La luce della nuova stella è partita, invece, ben 12.9 miliardi di anni fa. Incredibile!

Ma come ha fatto Hubble ad andare così indietro nel tempo? Normalmente lui riesce a spingersi anche fino ai 13 miliardi di anni, ma solo per galassie particolarmente luminose, in particolare i quasar. Ne raccoglie, però, la luce totale e non certo quella delle singole stelle. Un risultato che sembrava del tutto impossibile. E, invece, c'è riuscito grazie al suo amico Einstein e all'effetto lente. Beh... anche per le altre galassie così lontane c'è bisogno dell'effetto lente, ma in questo caso l'arco di cerchio deformato, derivato dall'effetto, ha aumentato la propria luminosità di migliaia di volte. Un caso fortunato, dovuto alla complessa e quasi miracolosa distribuzione di massa dell'ammasso galattico che ha attraversato la luce della nostra stella. Una stella di grande massa (circa 50 volte quella del Sole) e di luminosità pari a milioni di volte quella della nostra stella, a cui è stato dato il nome di Earendel, che in inglese antico significa "stella del mattino".

E lo è proprio, dato che quasi sicuramente ci troviamo di fronte a una "mitica" stella di popolazione III, ossia a una delle prime creature dell'Universo, quando vi era solo idrogeno ed elio a disposizione. L'intero arco di galassia deformata dall'effetto lente dovrebbe contenere solo gas primigeni e sarà sicuramente un ghiotto boccone per lo scalpitante Webb. Esso trova pane per i suoi denti infrarossi, dato che dopo un percorso così lungo la luce che giunge a noi è spostata enormemente verso il rosso (redshift).

Earendel si trova proprio lungo la linea tratteggiata che indica la zona in cui l'ingrandimento dovuto all'effetto lente è massimo. Vicino a lei un ammasso globulare che appare sdoppiato.  Fonte: Science: NASA, ESA, Brian Welch (JHU), Dan Coe (STScI); elaborazione immagine: NASA, ESA, Alyssa Pagan (STScI).

Insomma, Hubble ha preparato veramente un grande regalo per Webb che potrà iniziare alla grande.

 

P.S.: Sto facendo una grande fatica a scrivere un articolo di questo tipo sapendo che per la prima volta non sarà seguito da uno degli arguti commenti del caro Mario. Mi mancano tanto... accidenti!

 

QUI la descrizione tecnica del telescopio spaziale Webb

 

I regali per Webb continuano QUI

2 commenti

  1. Alberto Salvagno

    Ma l'ammasso galattico che crea l'effetto lente è quello in alto a sinistra?

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