7/06/16

Le mille "bolle" di Plutone **

Non saranno "blu" come nella celebre canzone di Mina, ma risolvono uno dei grandi segreti di Plutone. E' stato scoperto il meccanismo che crea l’esteso pianoro di Plutone, sicuramente giovane e a forma di immenso “cuore”, diviso in celle poligonali: bolle di ghiaccio di azoto si riscaldano, salgono in superficie e poi ritornano verso l’interno. Plutone sa cambiare il suo vestito molto velocemente.

Il meccanismo è piuttosto semplice ed è strettamente collegato alla convezione. Qualcosa di simile si vede in quelle lampade a cera dove grumi dalle forme strane salgono verso l’alto e poi, raffreddandosi, tornano verso il fondo della lampada. Il concetto è quasi immediato e si vede bene nella Fig. 1.

Figura 1
Figura 1

Una certa massa di liquido o di solido poco denso è inserito tra due superfici, una fredda superiore e una calda inferiore. La parte a contatto con la zona a temperatura più alta diminuisce di densità e si solleva verso l’alto dove esce, come una bolla, verso l’esterno. L’esterno è, però, il freddo che circonda Plutone. Il quasi-liquido è il ghiaccio d’azoto che lentamente si raffredda, ripiombando verso il basso in un moto di saliscendi continuo.

Le simulazioni al computer hanno mostrato che il ciclo può completarsi nel giro di pochi milioni di anni. Ne segue anche che la superficie esterna dovrebbe avere un’età dell’ordine di 500 000 anni, un tempo enorme per il nostro orologio biologico, ma un attimo per i tempi scala planetari.

Perché il fenomeno avvenga è sufficiente una fonte di calore interna anche piuttosto debole e uno strato di ghiaccio di pochi chilometri. Le bolle, i poligoni più o meno ben definiti superficiali, possono raggiungere qualche decina di chilometri di ampiezza. I confini tra le bolle possono rimanere visibili come strutture a forma di X o di Y (dove si congiungono quattro o tre bolle).

La perfetta similitudine tra ciò che si vede e ciò che deriva dalla simulazione (tenendo anche conto della relativa giovinezza della superficie e della densità dell’azoto, oltre che del nome del leader della ricerca, McKinnon, una vera sicurezza) rende lo scenario estremamente probabile.

Una splendida vista delle bolle poligonali di ghiaccio d’azoto, che evolvono lentamente (per i nostri orologi…) e ringiovaniscono la superficie dell’immenso “cuore” di Plutone. Si notano anche i macigni di ghiaccio d’acqua e di metano, staccatisi dalle colline circostanti che vengono accumulati ai bordi della struttura. Fonte: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute.
Una splendida vista delle bolle poligonali di ghiaccio d’azoto, che evolvono lentamente (per i nostri orologi…) e ringiovaniscono la superficie dell’immenso “cuore” di Plutone. Si notano anche i macigni di ghiaccio d’acqua e di metano, staccatisi dalle colline circostanti che vengono accumulati ai bordi della struttura. Fonte: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute.

Un meccanismo decisamente “nuovo” e tipico dei corpi molto freddi che abbiano ancora deboli segnali di calore interno. Come funziona su Plutone, è facile che lo stesso meccanismo agisca su altri oggetti trans nettuniani, anche più piccoli.

Chi vivrà vedrà… New Horizons potrebbe già darci la risposta nei suoi futuri e auspicabili incontri.

Una piccola riflessione. L’uomo vive spesso di luoghi comuni, legati alla propria esistenza molto limitata. Pensare alla convezione, vuol dire pensare a liquidi e/o gas molto caldi. Non per niente si applica all’interno delle stelle e anche all’interno terrestre. Ben pochi osavano estrapolare il meccanismo ai corpi ghiacciati… ma la Natura ci insegna, da sempre, che quando un meccanismo  funziona (questoquesto ne sono altri esempi) lo usa in tutte le condizioni, anche le più estreme.

Insomma, Plutone non sarà stato capace di pulire la sua orbita, ma almeno sa tenersi sempre ben pulito in superficie!

Articolo originale QUI

Per avere molte altre notizie su Plutone e il suo sistema, basta cercare Plutone o New Horizons nel motore di ricerca.

NEWS! Gli oceani sotterranei potrebbero essere molto comuni, vedi QUI

3 commenti

  1. Mario Fiori

    Ehh si caro Enzo, torno come al solito da impegni di famiglia e mi trovo il piccolo grande Plutone che continua a stupire.

    Scusami ancora Enzo ma tutto questo Azoto interno a Plutone?

    Comunque sia grande PIANETA, altro che nano.

  2. caro Mario,

    l'azoto è abbondante nel SS esterno e se poi la temperatura è quella capace di renderlo solido...

  3. Frank

    Come sempre, le risposte si trovano nelle cose più semplici e vere, e l'Universo non si smentisce mai.

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