27/10/17

Comete aliene **

Sembra quasi fatto apposta. Per la prima volta vengono “viste” comete vagabondare attorno a un’altra stella ed ecco che uno strano oggetto di poco più di cento metri appare nei nostri cieli con tutte le caratteristiche di provenire da lontano, molto lontano… Siamo forse ai preliminari di un attacco alieno?

Comete che si disgregano a 800 anni luce

Parliamo prima delle comete lontane… Ancora una volta dobbiamo dire grazie a Kepler, ma, soprattutto, a quei gruppi di veri amanti dell’astrofisica, non professionisti, che si sono messi a spulciare negli archivi dei dati raccolti dal “cacciatore” spaziale di pianeti. Migliaia sono stati i pianeti scoperti -o ancora in lista d’attesa- che si devono alla rapida e standard ricerca eseguita dai computer. Tuttavia, il computer è una cosa fondamentalmente “idiota” e segue solo gli ordini della mente umana (sperando che sia una mente di prim’ordine). In poche parole, tutto sta nel programma che viene predisposto. Ovviamente, la cosa più importante era la scoperta dei pianeti e, quindi, uno dei vincoli del sistema di analisi dati doveva essere la periodicità dei fenomeni di occultazione stellare. Anche la forma dell’eclissi doveva seguire certi canoni e certe forme… e via dicendo.

Tuttavia, nei dati di Kepler si potevano trovare un numero incredibile di segnali “strani”, non ripetitivi, spesso dovuti a disturbi, ma a volte anche a fenomeni veramente astronomici. Il computer non serviva più e ci si doveva affidare all’occhio umano, pur aiutato da tutte le strumentazioni del caso. E così, decine e decine di astrofili (ma no, questo nome gli sta stretto, questi sono proprio piccoli grandi eroi della ricerca vera) si sono messi a spulciare i dati di Kepler, alla ricerca di impercettibili  crolli di luce anomali e/o di loro forme altrettanto strane e non periodiche. Con la tecnologia si era giunti a localizzare pianeti grandi un terzo del nostro pianeta, un risultato già di per sé inaspettato, ma grazie alla collaborazione dilettanti-professionisti siamo probabilmente arrivati alle centinaia o decine di metri!

Diciamolo subito: si sono probabilmente viste sei comete orbitare attorno alla stella KIC 3542116, a 800 anni luce da noi. Cosa stava, infatti, accadendo davanti a quella stellina anche abbastanza debole? Vi era una caduta di luce pur piccolissima e poi una lenta risalita graduale, ossia una forma del tutto asimmetrica. Inoltre, se fosse stata dovuta a un pianeta che stava perdendo dei pezzi per strada, si doveva rivedere al ciclo successivo. L’unica spiegazione sensata era che si era vista la coda di polvere di una cometa che si era spinta troppo vicina alla stella e si era completamente vaporizzata.

Visione artistica delle esocomete di KIC 3542116. Fonte: Danielle Futselaar
Visione artistica delle esocomete di KIC 3542116. Fonte: Danielle Futselaar

Il fatto ancora più importante è che lo stesso fenomeno, attorno alla stessa stella, si è visto sei volte nel giro di quattro anni, il che fa pensare a una vera pioggia di comete nelle zone interne di quel sistema planetario, qualcosa che potrebbe ricordare il nostro bombardamento tardivo avvenuto intorno ai 4 - 3.8 miliardi di anni fa, proprio quello che avrebbe potuto trasportare acqua sulla Terra, insieme agli asteroidi.

Tanto per far capire la difficoltà da superare, la pazienza e l’attenzione necessarie per un lavoro come questo, possiamo ricordare che la caduta di luce è stata di un decimo di un centesimo della luminosità stellare, perfettamente in linea con quanto aspettato per un fenomeno del genere.

Un astronomo che collabora attivamente con questi gruppi di quasi-professionisti ha ammesso il valore assoluto del loro contributo: “ Io potrei ricordare almeno 10 tipi di fenomeni che queste volenterose e indispensabili persone hanno evidenziato, utilizzando al meglio le capacità discriminanti dell’occhio umano. Non sarebbe possibile scrivere un algoritmo capace di individuare automaticamente queste strane anomalie. Come conseguenza, i computer le hanno sempre trascurate”.

Questo grande aiuto è stato possibile senza spendere soldi in tecnologie, quasi sempre inutili e senza scopo, imposte dalla pubblicità e dalla smania di far meglio del vicino, ma solo con una vera passione per la Scienza. Come capita a noi con L’Universo: basta solo sentirsi orgogliosi di farne parte. E’ inutile cercare di gareggiare con una stella di neutroni o un buco nero!

Messaggeri interstellari

Questa notizia apre le porte verso una visione diretta di comete di altri sistemi stellari. Beh… sapevamo già che dovevano esistere, così come le fasce di detriti simili ai nostri asteroidi. Sappiamo anche bene che le varie perturbazioni a cui sono soggetti questi piccoli corpi sono capaci di strapparli dalla loro casa e lanciarli nelle profondità dello spazio. Comete e asteroidi come messaggeri molto lenti, ma capaci di trasportare informazioni anche molto “pratiche” (elementi e composti chimici diversi come, per esempio, i condriti, veri e propri mattoncini per la vita). Una specie di mercatino o di via della seta o del sale… Cerchiamo di vederli chiudendo gli occhi e rallentando enormemente il nostro tempo…

E se uno/a ci avesse raggiunto?

Forse, forse... ne è stata finalmente rilevata una o uno (è ancora molto incerto). Il suo codice è stato subito C/2017 U1, ma, velocemente, è stato trasformato in A/2017 U1. In poche parole, dalle comete è stato spostato tra gli asteroidi. La faccenda, però, non è, al momento, così importante, dato che il codice si riferisce solo alla capacità di diffondere elementi volatili attorno al nucleo. L’oggetto è stato scoperto il 18 ottobre quando era a solo 30 milioni di chilometri dalla Terra ed è stato seguito per più di una settimana. L’orbita è, ovviamente, molto incerta, ma mostra un’eccentricità di 1.19! Una traiettoria iperbolica, senza alcun dubbio. La più alta mai riscontrata prima, dato che il vecchio “record” era di 1.057.

L'orbita dell'asteroide (o ex cometa) aliena. Fonte: Tony Dunn orbitsimulator.com
L'orbita dell'asteroide (o ex cometa) aliena. Fonte: Tony Dunn, orbitsimulator.com

Ricordiamo che spesso le comete della Nube di Oort, che non sono state perturbate dai pianeti, arrivano vicine al Sole con eccentricità molto vicine a 1, ossia all’orbita parabolica. In realtà, nelle effemeridi e nei dati orbitali di questi oggetti si impone proprio un’eccentricità unitaria, dato che sono oggetti al limite dell’appartenenza stabile al sistema solare. Un’orbita decisamente iperbolica significa che l’oggetto è un alieno, non soggetto alla gravità del Sole. Inoltre, dopo averlo osservato con il VLT non si è notata nessuna attività cometaria… (da cui il passaggio da C ad A).

Ma è veramente un asteroide alieno formatosi nella zona interna di un altro sistema stellare o è una cometa che prima di essere cacciata per sempre dalla sua casa di origine aveva ormai perso tutti gli elementi volatili? (NEWS recenti studi avvalorano la tesi dell'asteroide). Insomma, forse non c’è bisogno di andare nell'Area 51  per studiare gli alieni, ne abbiamo uno nato e cresciuto su un altro sistema stellare, che potrebbe provenire dalla costellazione della Lira (magari proprio da Vega!). A parte gli scherzi (o quasi), qualsiasi analisi di tipo chimico potrà essere fatta, risulterà di grande importanza per vedere se gli alieni sono fatti come noi oppure no!

Simulazione del moto di A/2017 U1. Fonte: Tony Dunn orbitsimulator.com
Simulazione del moto di A/2017 U1. Fonte: Tony Dunn, orbitsimulator.com

 

Comete che diventano asteroidi, ma anche asteroidi che diventano comete, e poi i Centauri, un po' asteroidi un po' comete... ma siamo sicuri che ci sia tanta differenza tra asteroidi e comete? Parliamone...

Non solo esopianeti, ma anche stelle "nascoste" tra i dati raccolti da Kepler!

3 commenti

  1. Molinaro Francesco

    Grazie Prof. adesso sono davvero molto più Tranquillo  :cry:

    INFATTI SOPRA HA  SCRITTO:

     

    E se uno/a ci avesse raggiunto?

    L’oggetto è stato scoperto il 18 ottobre quando era a solo 30 milioni di chilometri dalla Terra.

     

     

    OTTIMO.. col progresso scientifico raggiunto, possiamo dire che non ci resta che augurarci di aver sempre questa fortuna?

    Scusate ma l'unica cosa che realmente mi premeva sapere era se oggi nel 2017 possiamo localizzare in tempo da  poterci difendere adeguatamente da questi "oggetti misteriosi" se si dirigessero verso la terra e non solo sfiorarci a 30 milioni di chilometri dalla Terra.. Poi asteroide o comenta poco importa sinceramente.  :-P

  2. caro Fanceso,

    guarda che non ho assolutamente detto che nel 2017 possiamo localizzare e difenderci adeguatamente...

    Se gli oggetti arrivano su orbite iperboliche, sarebbe molto difficile localizzarli in un tempo sufficiente per poter reagire. Probabilmente potremmo solo assistere al fenomeno finale... Molto meglio i "nostri" piccoli corpi celesti che hanno orbite ben determinabili (quando si può) e da cui possiamo difenderci per tempo (sempre che la politica ce lo permetta).

  3. Molinaro Francesco

    Prof. quindi purtroppo avevo capito proprio "bene" :cry:
    Non ci resta che Pregare e sperare che il buon Dio/Universo non decida di punirci mandando qualche "oggetto misterioso" da lontano.. Sodoma&Gomorra-Show  repeat  :cry:

     

    Comunque viste queste prospettive "impotenti", Voi fate quello che volete cari "illuminati-scientificamente" che io in attesa..provo a salvarmi l'anima.

    Stavolta per 30 milioni di km, c'è andata bene..  che ne so se la prossima sarà STRIKE?  8-O

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