11/06/18

I MIEI AMICI ASTEROIDI (17): Toc, toc... c'è un asteroide per te!

Ricordate l'isteria collettiva scatenata, nel 2004, dalla scoperta che l'asteroide Apophis aveva quasi il 3% di probabilità di colpire la Terra nel 2029? Successivi studi hanno fortemente ridimensionato la probabilità di impatto a una su centomila nei prossimi cento anni: bassissima, ma non nulla... necessario, quindi, continuare a monitorare quell'asteroide e altri 1800 ritenuti potenzialmente pericolosi, nella speranza che la tecnologia, nei prossimi anni, affini gli strumenti (tipo il trattore gravitazionale) per intervenire in tempo utile qualora se ne ravveda il bisogno (sempre che la politica lo consenta!).

Tutto a posto, quindi? Mica tanto... 2015 TB145, 2018 GE3 e 2010 WC9, avvistati solo poche ore prima del loro incontro ravvicinato con il nostro pianeta, sembrano volerci ricordare la nostra fragilità nei confronti dell'Infinito Teatro del Cosmo!

 

 

Uno scherzetto di Halloween?

No, 2015 TB145 apre un problema non trascurabile

(1/11/2015)

Quante volte i media hanno gridato alla catastrofe quando un piccolo oggetto sfiorava la Terra? Si sono sempre buttati sulla notizia come avvoltoi, anche quando erano già apparse le smentite scientifiche. In realtà, non c’è stato nessun rischio legato all’asteroide di Halloween, ma le sue dimensioni e la scoperta così tardiva sollevano non pochi spunti di riflessione.

Dovrebbe essere stato scoperto ben prima del 10 ottobre, giorno in cui l’ha catturato Pan-STARRS, quando aveva una magnitudine di circa 20.  Il suo diametro non è certo trascurabile, dato che la sua albedo è piuttosto bassa, più o meno come quella dell’asfalto delle strade (circa 0.06). Posso, perciò,  capire e condividere la preoccupazione di qualcuno… non tanto per il passaggio in sé, ma proprio perché oggetti di queste dimensioni non dovrebbero apparire dal nulla solo pochi giorni prima dell’incontro ravvicinato.

La spiegazione di tutto ciò si trova negli elementi orbitali: inclinazione di poco meno di 40° ed eccentricità di 0.86. Un’orbita non certo tipicamente asteroidale, ma molto più simile a quella di una cometa a corto periodo (circa 3 anni). Niente di strano, quindi, che l’oggetto possa essere scappato alle campagne di ricerca che si focalizzano intorno all’eclittica. E’ sicuramente un caso abbastanza peculiare, ma che ci conferma che ci vuole altro che le attuali osservazioni continue e regolari per scongiurare del tutto il pericolo di impatto o, quantomeno, per poterlo prevedere con anni di anticipo e –magari- intervenire (politicanti permettendo).

L’orbita estremamente inclinata ed eccentrica di 2015 TB145. Fonte: P. Chodas (NASA/JPL – Caltech)
L’orbita estremamente inclinata ed eccentrica di 2015 TB145. Fonte: P. Chodas (NASA/JPL – Caltech)

Ricordiamo che i 1000 metri sono considerati il limite per una catastrofe globale e, quindi, 600 metri non ci avrebbero fatto solo il solletico… Si stima che potrebbero esserci anche un paio di migliaia di oggetti come 2015 TB145, non ancora individuati. Un avvertimento? Di sicuro bisognerebbe allargare i campi di ricerca anche verso zone molto meno frequentate. I programmi ci sono anche, ma i fondi prendono spesso strade diverse. Questo, però, non è un tipo di pericolo che interessa i governanti e non rende niente in “soldoni”, anzi li fa solo spendere.

Oltretutto, pensiamo che 486 000 km (la minima distanza raggiunta dalla Terra) è veramente un niente su scala cosmica e avrebbe anche potuto rientrare negli errori di un’orbita preliminare, come è già successo per il celebre Apophis. Vi immaginate se fosse stato osservato qualche anno fa? Si sarebbe  probabilmente stimato un rischio d’impatto molto alto. Da cui il dilemma: intervenire o sperare nella fortuna? Questa volta ci siamo tolti un peso, ma potrebbe capitare di nuovo in condizioni diverse, capaci di scatenare il panico.

E’ abbastanza buffo vedere come un evento del genere, sicuramente meritevole di riflessione, sia stato facilmente giudicato dai media come uno scherzetto di Halloween (viene anche chiamato “la grande zucca” dalla stessa NASA), mentre in casi decisamente meno preoccupanti si siano montate sceneggiate che “inneggiavano” alla fine del mondo.

Comunque è andata, ma qualcuno, in alto, dovrebbe rivedere molti piani a vari livelli, sia scientifici che politici. Altro che GW… le conseguenze di un cratere di circa 15 km sarebbero state un dramma per molte zone del globo e senza bisogno di creare modelli catastrofici “ad hoc”.

Va bene, lasciamo da parte il problema del rischio, non pensiamo troppo ai dinosauri e occupiamoci di Scienza.

Come si diceva prima, l’orbita che mostra 2015 TB145 farebbe proprio pensare a una cometa. Non mostrando assolutamente segni di chioma, si potrebbe trattare di una cometa morta, ossia tale da avere esaurito le sue sostanze volatili. Una vecchia conoscenza, quindi, sempre sfuggita alle osservazioni. Sarà bello cercare di ricostruire il suo passato, anche se solo a livello statistico.

La faccenda mi ricorda un po’ la scoperta degli asteroidi inseriti completamente all’interno dell’orbita terreste, che un collega francese ed io avevamo previsto sulla base dell’evoluzione dinamica dei NEO esistenti (QUI). Dovevano essercene e non pochi, ma per osservarli bisognava osservare verso il Sole e la cosa non è certo facile. Comunque, si poteva almeno cercarli all’alba e al tramonto. Così è stato fatto e sono stati scoperti i primi IEO (Inner Earth Objects). Oggetti ancora in gran parte sconosciuti, ma non per questo meno pericolosi, dato che potevano e possono prenderci alle… spalle.

Il radiotelescopio di Arecibo non poteva perdere la ghiotta occasione e ha effettuato magnifiche osservazioni radar che ci mostrano l’oggetto mentre ruota attorno al suo asse  in circa 5 ore. La forma è pressoché sferica. Il “piccolo” corpo celeste è stato anche seguito con i radiotelescopi di Goldstone e Green Bank. Si pensa di arrivare a una risoluzione di solo 2 metri.

Fonte: National Science Foundation's Arecibo Observatory
Fonte: National Science Foundation's Arecibo Observatory

Potrebbe anche esserci una scia di detriti associata all’oggetto, ma difficilmente colpirebbe la Terra in questo passaggio. In futuro potrebbe anche notarsi una pioggia meteorica, chissà…

Al  momento non c’è altro da dire se non riflettere un po’ di più sui pericoli che possono venire da lontano. I segni sulla Terra ci sono e anche molto evidenti.

Le immagini radar ricevute a Green Bank mostrano particolari ben più dettagliati rispetto al lavoro singolo di Arecibo. Fonte: NASA/JPL-Caltech/GSSR/NRAO/AUI/NSF
Immagini radar di 2015 TB145 elaborate grazie ai radiotelescopi Goldstone (California) e Green Bank (Virginia). Fonte: NASA/JPL-Caltech/GSSR/NRAO/AUI/NSF

 


Sorpresa al limite di una "piccola" catastrofe

(16/4/2018)

Sarà che l’intelligenza (?) dei governanti mondiali (manovrati dai pochissimi veri imperatori finanziari) sta mostrando lati quasi comici, se non comportasse la morte di migliaia e migliaia di vittime innocenti, fatto sta che il Cosmo sembra proprio averci mandato un avvertimento: “Attenti a voi… la prossima volta mirerò meglio e con un proiettile più grosso!”.

Venti di guerra stanno strapazzando il mondo, tra sceneggiate, bugie e ipocrisie varie. Venti planetari, invece, sembrano volerci mettere in riga. A buon intenditor, poche parole…

tunguskaFino al 14 aprile nessuno lo conosceva. Poi ecco che, il giorno dopo, sfiora la Terra a una distanza ridicola: solo 192 000 km (la metà della distanza della Luna). Stiamo parlando dell’asteroide 2018 GE3, il cui diametro dovrebbe essere compreso tra 50 e 110 metri, dell’ordine di quello dell’oggetto che causò il famoso evento della Tunguska nel 1910, con pochi danni alle persone solo perché esplose sopra una foresta della Siberia quasi disabitata. Se lo stesso fenomeno avesse ritardato solo di pochi secondi la faccenda sarebbe stata ben diversa, dato che sarebbe avvenuto sopra San Pietroburgo. Guardando la foresta nelle foto dell’epoca è facile capire il numero impressionante di morti che avrebbe causato nella grande città russa.

 

Oltretutto, sfiorare i 100 metri di diametro vorrebbe dire resistere all’attrito atmosferico e, a seconda della composizione, raggiungere la Terra con una violenza spaventosa. Cratere ed esplosione con vari fenomeni annessi e connessi: il diametro del cratere è circa 20 volte quello del proiettile e basterebbe un corpo di 50 metri per avere un cratere di un chilometro di diametro e profondo intorno ai 200 metri… non male.

Un bello schiaffo all’arroganza dell’uomo, impotente di fronte a questi eventi inattesi. D’altra parte, se possiamo dire di conoscere “quasi” tutti gli oggetti asteroidali potenzialmente pericolosi maggiori di un chilometro (catastrofe globale), si conosce solo una piccola percentuale degli oggetti superiori ai 100 metri (catastrofe locale, più o meno estesa).

Immaginiamolo nel bel mezzo del Mar Mediterraneo, luogo di “divertimento” e di “guadagno” per le superpotenze e per i loro alleati momentanei. Sarebbe stato un bel “altolà!”. Nessuno se lo augura, ovviamente, causando migliaia e migliaia di vittime che, come sempre, sarebbero comprese tra la gente comune (i potenti hanno sempre fortuna… chissà perché?!).

Prendiamolo, allora, solo come un segnale… La prossima volta potrebbe non avere compassione di un bipede arrogante e sempre più stupido e malvagio. Forse, potrebbe essere la volta di un fratello maggiore di qualche centinaio di metri…

Un attimo, un attimo… forse, però, un’enorme catastrofe, anche se inaspettata, farebbe in fretta a trasformarsi in fonte di lucro per la criminalità organizzata e per i loro manovratori: appalti miliardari per la ricostruzione e tante altre cose simili.

Temo che l’avvertimento datoci, in buona fede, dal nostro asteroide non serva a niente se non a far pensare a un nuovo mezzo per far soldi. D’altra parte, si rideva oppure no nella notte del terremoto dell’Aquila?

Per il momento non siamo ancora in grado di deviare un asteroide innocuo e farlo cadere nel luogo e nel momento prescelto (qualcuno ci aveva già pensato negli anni '70). Ma domani… chissà…

Una ripresa video del “piccolo” asteroide, ma “grande” quasi-proiettile, eseguita da un astronomo dilettante che abbiamo già conosciuto in due occasioni (QUI e QUI), Michael Jager, aus
Una ripresa video del “piccolo” asteroide, ma “grande” quasi-proiettile, eseguita da un astronomo dilettante che abbiamo già conosciuto in due occasioni (QUI e QUI), Michael Jager, austriaco (una vera sicurezza).

 

 

Un tranquillo “paio di mesi” di… paura

(4/5/2018)

In questo articoletto non parliamo di qualche scoperta o stranezza imprevista, ma solo di una situazione più che normale che si ripete più o meno costantemente (e speriamo che lo faccia a lungo…).

Ormai si conoscono praticamente tutti gli asteroidi pericolosi che superano il chilometro di diametro, quelli che causerebbero una vera apocalisse su tutta quanta la Terra. Tuttavia, asteroidi superiori ai 100 metri farebbero guai molto grossi, se dovessero impattare, anche se abbastanza "localmente" (pensiamo che il solo cratere d'impatto sarebbe venti volte circa più grande dell'impattore). Purtroppo questi non si conoscono tutti e ogni tanto ne sopraggiunge uno nuovo...

In questo momento, tuttavia, nessun asteroide si sta avvicinando alla Terra e quindi possiamo dire che i prossimi due mesi rappresentano una situazione molto calma. Ma, quando si dice "calma" cosa si intende?

Ho voluto, allora, preparare un diagrammino molto semplice che mostri cosa sta succedendo intorno alla Terra fino a una distanza abbastanza grande (7 milioni di km). Sembra un numero enorme, ma se pensiamo in  termini astronomici, o anche solo planetari, diventa qualcosa di molto piccolo (corrisponde a circa 1/20 della distanza Terra-Sole). Inseriamo, allora, tutti gli oggetti, superiori ai 100 metri, che nei prossimi due mesi passeranno più vicini di sette milioni di chilometri dalla Terra, in modo che l'ascissa sia proprio la minima distanza raggiungibile e l'ordinata il diametro stimato dell'oggetto (in metri).

NEO

In realtà, la Terra sembra abbastanza assediata... quasi che gli asteroidi ci spiassero per preparare l'azione finale...

Sto scherzando, ma, vista la situazione in questo modo, i prossimi due mesi, pur essendo tranquilli, possono comunque incutere un po' di... paura. Senza pensare che qualcun altro, non previsto, si aggiungerà alla lista.

Magari, ogni tanto varrebbe la pena ripetere questa figura, tanto per non dimenticare (ma senza fare previsioni catastrofiche mediatiche).

 

L'ufficio delle cose perdute

(15/5/2018)

Nell’Universo, come nella canzone di Paoli, noi umani possiamo perdere molte cose e magari dimenticarcene per sempre. Ed è anche difficile riuscire a ritrovarle dato che non esiste un ufficio delle cose perdute… Spesso dobbiamo aspettare che siano loro a dimostrarci che esistono ancora facendoci, magari, sobbalzare e spaventare.

In questo caso, “la cosa perduta” è un asteroide di circa 100 metri di diametro, almeno tre volte più grande di quello che tanta paura ha fatto prendere in Russia, esplodendo in atmosfera, nel febbraio del 2013. Esso viene scoperto nel 2010 e chiamato 2010 WC9, quando ormai si sta allontanando da noi. Il tempo è troppo poco per ottenerne un’orbita attendibile. Il piccolo oggetto si perde nello spazio interplanetario e il suo futuro resta un’incognita.

Devono passare otto anni perché un nuovo asteroide decida di passare tra la Terra e la Luna, raggiungendo proprio oggi, 15 maggio 2018, la sua minima distanza (circa 200 000 km) con una magnitudine di circa 11. Ma è veramente “nuovo”? No, bastano pochi calcoli eseguiti presso i centri di identificazione per riconoscerlo: è lui, proprio 2010WC9, che è tornato a trovarci, per farsi conoscere meglio e dirci di non spaventarci, dato che per almeno 100 anni qualsiasi incontro troppo ravvicinato non avverrà.

Sì, ma dopo? Beh… non resta che osservarlo il più a lungo possibile ed escluderlo del tutto dall’ufficio delle cose perdute della nostra memoria. Gli astrofili sono fondamentali in questo “servizio” di svuotamento dell’ufficio, anche se gli asteroidi sono piccoli e brutti (ma, qualche volta, anche cattivi…). Ce lo dimostra il bel filmato che segue, ottenuto in Australia da Dennis Simmons, quando l’oggetto era solo di magnitudine 15, quaranta volte circa meno luminoso di quanto  sia adesso.

simmons_anim

Buon viaggio 2010 WC9, non ci dimenticheremo più di te…

puoi  tornare quando vorrai,passando, però, a debita distanza…

 

NEWS del 13/8/2018 - Il piccolo (15 metri di diametro) 2018 BD20 ha prima sfiorato la Luna e poi la Terra!

NEWS del 21/10/2018 - Un altro "piccolino" ci saluta da 15000 km di altezza (poco sopra le rotte degli aerei di linea...)

NEWS del 9/12/2018 - Anche l'asteroide Bennu potrebbe diventare pericoloso per la Terra tra un paio di secoli o poco più (o poco meno...)

 

QUI tutti gli articoli finora pubblicati della serie "I miei amici asteroidi"

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