9/12/18

Il futuro di Bennu é anche il nostro*

Sicuramente, lo studio metro per metro del piccolo pezzo di roccia così antico non potrà che gettare nuova luce sulla formazione del Sistema Solare e sul ruolo che gli asteroidi hanno svolto come trasportatori di mattoni fondamentali per la vita. Non parliamo, poi, del materiale che verrà riportato a Terra. Sarà anche fondamentale il confronto con ciò che ci dirà Ryugu. Tuttavia, Bennu ha un interesse particolare anche per il futuro del nostro pianeta e non solo per il suo passato.

Come già detto la volta scorsa, le sue probabilità di impatto tra un paio di secoli potrebbero porre qualche piccola apprensione. Le dimensioni sono sicuramente modeste in assoluto, ma se lo consideriamo come proiettile, il suo urto contro il nostro pianeta  causerebbe danni a livello di un’intera nazione  e anche qualcosa di più. Vediamo di delinearne meglio la situazione, prima che i media se ne impadroniscano a modo loro.

Innanzitutto, bisogna tenere in conto che il passaggio ravvicinato con un pianeta come la Terra, anche se non proprio “radente”, comporta una forte perturbazione dell'orbita, la cui quantificazione è ben lontana dal potere essere prevista con la necessaria accuratezza. Entriamo nei dettagli e diamo qualche numero.

Prima di tutto, diciamo chiaramente che l’orbita attuale è stata dedotta molto bene, dato che dall’anno della sua scoperta, il 1999, è stato possibile osservarlo con grande precisione, ogni sei anni circa, il periodo che intercorreva tra gli incontri più o meno ravvicinati. Ricordiamo, tra le altre, quella del 2010 che ha comportato osservazioni radar da Goldstone (QUI).  Tutto ciò permette di prevedere con buona approssimazione i futuri e più importanti passaggi ravvicinati, ossia quelli che lo porteranno a meno di 0.05 Unità Astronomiche da noi (7.5 milioni di chilometri circa).

La precisione della previsione, però, cala sempre di più, proprio a causa di questa vicinanza e della relativa perturbazione gravitazionale, diventando molto bassa dopo il 2060. Proprio in quell’anno Bennu passerà a due volte la distanza della Luna con un errore stimato di soli 30 km nello spazio. Un niente veramente, ma la vicinanza ci costerà molto cara, dato che nel passaggio del 2080 l’errore previsto è già diventato di circa 14 000 km. Nel 2135 la situazione diventerà quasi sicuramente ben più azzardata, dato che il piccolo asteroide passerà tra la Terra e la Luna, ma con un errore di circa 140 000 km.  Sicuramente molto vicino o vicinissimo (ma senza rischio di scontro) tanto che le poche certezze successive saranno quasi del tutto scomparse. Possiamo facilmente immaginare la terribile “botta” gravitazionale che subirà Bennu:  l'asteroide, che ha oggi la migliore orbita conosciuta tra tutti i suoi simili, diventerà una scheggia impazzita o quasi. Si potrebbe anche proseguire a dare i passaggi seguenti, ma sarebbe un gioco fine a se stesso.

Inoltre, non si conoscono ancora direttamente gli effetti non gravitazionali dovuti  all’effetto Yarkovsky, legato alla quantità di luce ricevuta dal Sole e a quella riemessa come calore poche ore dopo. Esso potrebbe agire come un effetto razzo di piccola entità, ma in grado -forse- di aggiungere incertezza a incertezza. Voi già sapete che io ho qualche dubbio sull’effettiva importanza di questo effetto sugli asteroidi più grandi, ma potrebbero essere non trascurabili per una grossa montagna come Bennu. Basterebbe una piccola spinta oggi e una domani per causare una notevole variazione orbitale dopo qualche decennio. E’ stato stimato (con molti dubbi, a causa della poca conoscenza di molti fattori) un cambiamento di posizione di circa 280 metri all’anno nella direzione del Sole, ossia verso di noi.

Una rappresentazione virtuale ddel momento più importante deella missione: la raccolta di materiale da riporatree a Terra. Fonte: NASA's Goddard Space Flight Center
Una rappresentazione virtuale del momento più importante della missione: la raccolta di materiale da riportare a terra. Fonte: NASA's Goddard Space Flight Center

Sicuramente, la missione ci aiuterà  molto, guardando da vicino la consistenza del suolo e capendo quanto sia più o meno capace di emettere calore e quando. Potremo perfino toccarlo direttamente e capire se “scotta” oppure no! Nel frattempo si misurerà direttamente “in loco” di quanto la posizione calcolata differirà da quella reale. Una prova decisiva di tante ipotesi, più o meno elaborate per varie convenienze,  riguardo all’effetto Yarkowsky su oggetti di molti chilometri di diametro.

Un aiuto di OSIRIX-REx per riuscire a prevedere il futuro di Bennu e anche il… nostro. Qualsiasi speculazione odierna su possibili impatti posteriori al 2135 sono solo giochi di puro azzardo. Stiamo quindi molto attenti alle visioni catastrofiche per il futuro, senza farci catturare dalle messinscene mediatiche sollevate per Apophis (ricordate?). D’altra parte, sfruttiamo al meglio un amico così vicino a Bennu per conoscerlo molto meglio e avvisarci al più presto di qualsiasi sua possibile bizzarria poco piacevole. Dopo la missione dovremmo riuscire a migliorare le previsioni di almeno 60 volte. Allora e solo allora avrà senso scientifico riparlare di catastrofi… teniamoci, per adesso, solo quella dei cambiamenti climatici!

 

In QUESTA sezione d'archivio sono raccolti gli articoli dedicati alla missione OSIRIS-REx

 

Se pensate che l'ipotesi di un impatto asteroidale nel prossimo futuro sia roba da film di fantascienza, leggete QUI e vi ricrederete!

 

 

2 commenti

  1. Mario Fiori

    Caro Enzo se ce ne accorgessimo , diciamo tra qualche anno, che , diciamo dopo una ventina di anni, l'impatto sarebbe quasi certo, cosa potremmo concretamente fare? Domanda forse un po'malsana visto le attuali tecnologie e , soprattutto , visto l'attuale situazione di disunità dell'Umanità, ma mi sento di farla lostesso questo ragionamento.

    Tante belle parole su tante belle tecnologie, ma il "dio" denaro che dice sulla Ricerca Scientifica e Tecnologica seria ?

    A proposito si saprà anche l'effettiva composizione e consistenza di Bennu e ,quindi, quanto influirà ulteriormente sul relativo urto?

  2. caro Mario,

    il vero problema (e penso di averne già discusso da qualche parte... ah, la memoria!) è che la probabilità per questo tipo di eventi non è quantità sempre crescente o decrescente, ma balla in su e giù e mai darà un valore superiore al 70-80%, tranne che quando sarà troppo tardi per una qualsiasi correzione tecnologicamente possibile (vedi, ad esempio, il trattore gravitazionale). Quale Unione di Nazioni sarà mai d'accordo nello spendere un sacco di soldi per un qualcosa che non da la sicurezza di accadere? E se, invece, si manovrasse per far succedere ciò che dovrebbe succedere in una certa zona del globo? Questo, secondo me, sarà il vero problema. La tecnologia c'è, ma potrebbe essere applicata per uno scopo poco piacevole (non siamo lontani da questo tipo di "cattiveria" mondiale). Oppure, come già successo per Apophis, si quantificherà la spesa tra il deviarlo o il ricostruire la zona colpita, a suon di appalti miliardari (era stata fatta la stima per l'intera California). Nel caso, avrebbero prima fatto sgomberare le città (ma oggi lo farebbero di nuovo se capitasse in Oriente o in Africa?). La tecnologia c'è, ma i soldi sono più importanti e l'ignoranza, che è sempre cieca, cresce in modo esponenziale. Temo proprio che faremo come i dinosauri, con la differenza che loro non avevano o percezione del pericolo, mentre noi sì. Inoltre, ci sarebbe sempre un manipolo di ricchi e furbi che si potrebbero mettere in salvo... immagina che bella progenie nascerà da loro... :evil:

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