25/02/19

Ciclo solare e raggi cosmici: 1 + 1 = 2, senza alcun dubbio! *

Questo articolo è stato inserito nella sezione dell'archivio dedicata al clima e al riscaldamento globale, nella quale troverete una selezione di articoli sull'argomento e le motivazioni della nostra impostazione critica a riguardo.

 

Una volta tanto sono andato avanti io, rifacendomi a dati inoppugnabili. Il minimo solare sta facendo schizzare i raggi cosmici e i raggi cosmici oltre a non essere una doccia benefica sono ormai quasi sicuramente legati alla formazione delle nuvole e, di conseguenza, alle variazioni  climatiche. Da cui 1 + 1 = 2 e 2 + 1 = 3.

Non sono frasi da complottista o da sprovveduto tuttologo mediatico. Sono il risultato di ricerche PROFESSONALI che riescono a svolgersi anche tra le difficoltà politiche ed ecoterroristiche.

Aggiungo ancora il netto raffreddamento della termosfera, uno strato atmosferico di fondamentale importanza per il clima, che si abbraccia anch'essa al minimo solare (QUI). Basta fare 1 + 2 = 3 e anche un planetologo vero e non un climatologo falso può dare risposte molto semplici e intuitive.

Il minimo solare attuale ha sicuramente qualcosa di speciale (meglio dire che è l'inizio di qualcosa di speciale). Oltre a essere anticipato si presenta come un lungo periodo di stasi. Ne segue che avremmo sicuramente un anomalo aumento dei raggi cosmici. Scordiamoci quindi missioni umane nello spazio e aspettiamoci seri provvedimenti per limitare le ore di volo dei piloti. Ma ricordiamoci anche la formazione di nuvole e il raffreddamento troposferico. Ecco quello di cui dovrebbero parlare e spiegare i giornalisti scientifici mediatici.

Cercare di fare capire che questa è Scienza e non divinizzare le bambine  (chissà quanti soldi sta portando a casa il papà di quella meravigliosa fatina che mi ricorda una delle tante madonne che piangono) che sollevano il mondo giovanile (che così salta la scuola e si sente un grande eroe anche se gli viene dimostrato che lo studio serve a poco), seguito da un coro di ipocriti prezzolati o di  ignoranti completi (nel senso che ignorano completamente cosa determini realmente una variazione climatica e le sue cause). Basterebbe studiare le fonti scientifiche e fare qualche facile ragionamento alla portata anche di un qualsiasi ministro della Pubblica Istruzione.

Basta la figura che riporto e che ho costruito andando a recuperare i dati più affidabili sull'andamento dei raggi cosmici (Univeristà di OULU in Finlandia) e confrontarli con l'andamento dei ciclo solari di dominio pubblico e accettato anche dai nemici più terribili della CO2. Si trovano figure simili anche su web, ma sono limitate negli anni... la mia figura arriva, invece, fino ad oggi e mostra un finale non molto rassicurante sotto vari punti di vista...

Non dico altro e lascio che i cervelli ancora senzienti facciano la difficile operazione 1 + 2 = 3 (sicuramente vera anche se cercano di convincerci che potrebbe anche essere sbagliata).

Nella figura che segue, in alto si riportano i risultati  del monitor neutronico, considerato da tutti gli scienziati il miglior parametro per misurare la quantità di raggi cosmici che colpiscono i vari strati atmosferici fino a toccare il suolo. Valori alti vogliono dire pioggia cosmica più violenta. Il tutto, ricordando quanto sia indispensabile il Sole per spazzare, con il suo vento, le particelle poco benefiche, viene confrontato con i cicli solari fino allo stato attuale. Risulta chiaro che, durante l'ultimo massimo, i raggi cosmici sono diminuiti di poco,  superando anche  i livelli degli anni '60-'70, quando si gridava: "Al freddo, al freddo!"

monitoraggio neutronico (in alto) e ciclo solare (n basso).
Monitoraggio neutronico (in alto) e ciclo solare (in basso).

Questo diagramma permette di fare 1 + 1 = 2, senza alcun dubbio. Adesso basterebbe fare un piccolo sforzo mentale e riuscire anche a ottenere 2 + 1 =3.

Per aiutare anche coloro che seguono i grandi divulgatori mediatici (e che ogni tanto vengono a pizzicarci), ribalto anche la parte superiore in modo che minimi corrispondano a minimi, ricordando che valori di raggi cosmici bassi sono ora valori alti. L'accoppiamento con i cicli solari è perfetto. E spaventa non poco la parte finale, anche se il grande minimo solare è appena iniziato.

Come la figura preedente, ma invertendo il monitoraggio neutronico in modo da far coincidere minimi con minimi
Come la figura precedente, ma invertendo il monitoraggio neutronico in modo da far coincidere minimi con minimi

Per adesso, posso solo dirvi che sono ben 24 giorni che non si vede una pur piccola macchiolina solare... A buon intenditor...

6 commenti

  1. Franco Mantovani

    Più chiaro di così......! Grazie Enzo.

  2. Mario Fiori

    Caro Enzo fai benissimo a batterti e divulgare questi dati. Bisognerebbe farlo anche fuori dal Circolo ma chiederti di rischiare la vita mi sembra assolutamente da non fare. Comunque battiti senza sosta e accogliamo pure chi viene a disturbarci rintuzzandolo con gentilezza ma anche con fermezza.

  3. Mauro

    L'evidenza è chiara e sotto gli occhi di tutti da tempo...ma si continua a far finta di niente.

  4. leandro

    tutto ciò è molto istruttivo. Ritengo però che i grafici debbano essere messi in correlazione con la temperatura media registrata e l'andamento dei ghiacci, sia artici che antartici.

  5. caro Leandro,

    per cicli solari e temperatura l'abbiamo fatto varie volte (cercando sempre di trovare i dati meno "elaborati" della T). Per l'estensione dei ghiacciai ci sono valori enormemente discordanti a seconda delle fonti...

  6. Max

    Ottimo articolo, come sempre!

    Max

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