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12/12/19

La filosofia del clima

Un tentativo, decisamente parziale, per cercare di rispondere alla stimolazione di Frank per una visione moderna della filosofia della Scienza. Mi limiterò a proporre una mia visone relativa alla filosofia del Clima, un argomento che l'uomo crede di affrontare per la prima volta. L'ho scritto di getto e non voglio ritoccarlo o modificarlo, allungarlo o accorciarlo. Certi pensieri devono uscire da soli per essere veramente sinceri e naturali.

Torniamo indietro di qualche miliardo di anni, immaginando di assistere alla nascita della vita sul nostro pianeta, un corpo celeste ancora in formazione, tempestato di impatti, in preda a tempeste e a vulcani disastrosi. Ma, intanto, la vita riusciva ad evolversi anche senza ossigeno, immersa in un'atmosfera di gas che oggi chiameremmo mefitici. La vita si adattava e riusciva anche  a modificare le condizioni al contorno, pur assecondando le leggi naturali. Non più CO2 ma ossigeno, grazie alla fotosintesi. Non più corpi unicellulari ma costruzioni molecolari immense, in cui si comincia a dividere il lavoro: non tutte le cellule fanno la stessa cosa... a ognuno il suo.

Nel frattempo, senza che la vita potesse intervenire in modo autonomo, il clima cambiava drasticamente e solo la Luna risparmiava una danza dell'asse rotazionale che sarebbe stata mostruosamente grande. L'orbita mutava più o meno periodicamente, asteroidi e comete continuavano a visitarci anche se con frequenza minore. Il pianeta diventava una palla di neve o un deserto senza ghiaccio. Ma la vita resisteva, adattandosi, migrando, nascondendosi, cambiando il proprio metabolismo: una creatura unica globale di tipo astronomico, geologico e biologico. Infine, 50 000 anni fa  arriva l'uomo abile e intelligente (chiamiamolo così). Arriva in Europa quando il ghiaccio la fa da padrone e deve spostarsi continuamente per sopravvivere.

Sicuramente, in epoche posteriori, ha anche dovuto abbandonare le foreste del Sahara, popolate di selvaggina e  ricche di acqua. Nuove migrazioni, nuova linfa vitale che si trasmette da luogo a luogo. Sappiamo ben poco del clima di quei periodi se non attraverso gli studi geologici, ma, sicuramente, l'uomo ha dovuto lottare  per sopravvivere in un contesto estremamente più generale. Molte altre creature non ce l'hanno fatta, altre sì e si sono rinvigorite. Anche le estinzioni, le epidemie, ecc., fanno parte dell'evoluzione di un pianeta vivente. Il clima comunque continuava a cambiare e a porre ostacoli necessari al miglioramento delle specie in grado di affrontarlo.

Era un lavoro corale che faceva capo al Sole, l'unica vera fonte di energia, e alle risposte che gli davano l'atmosfera, il campo magnetico, gli oceani e le loro correnti. Un sistema complesso e semplice nella sua magnificenza. Le piante hanno dato l'esempio più alto, sfruttando al meglio l'energia solare. Nel contempo hanno anche permesso alle altre forme di vita di limitare gli estremismi del clima, dovuti ai vulcani, ai terremoti, alle inondazioni e via dicendo. I gas serra, prima di tutto l'acqua, venivano sapientemente dosati, complici le stesse creature e i residui biologici che si depositavano negli oceani. Oceani, masse d'acqua che vivevano attraverso le loro correnti capaci di trasportare energia e calore.  Quello che sembrava un caos era, invece, un equilibrio in cui evoluzioni ed estinzioni facevano parte di un quadro generale perfetto.

Ma torniamo al nostro uomo cacciatore e pittore. Diventa uomo migrante (che brutta parola, oggi, ma tutti i nostri antenati lo sono stati!) in cerca di un clima sopportabile e di terreni fertili. Diventa uomo agricoltore e fa un po' come le cellule: non tutti fanno la stessa cosa. Nascono le gradi civiltà, ma il clima resta una variabile continua.

Cominciamo a sapere qualcosa di più preciso ai tempi dei romani, quando si potevano fare le grandi spedizioni nel nord europa con gonnellino, braccia nude e senza pelliccia. Poi arriva l'uomo navigatore che inizia a viaggiare per l'Oceano Artico tra la Norvegia, la "verde" Groenlandia e la Terra del Vino (Terranova in Canada). Poi si ripresenta il ghiaccio, ma anche periodi di gran caldo e la peste insegna. Ormai siamo vicini al presente e il Sole comincia a essere preso sul serio. Si cade nella piccola era glaciale che si protrae fino al 1800 con l'ultimo singulto del minimo di Dalton. Tempi duri sicuramente, ma l'uomo sopravvive ancora, anche se con grandi perdite, ma sempre ridicole  in confronto agli eccidi e alle stragi delle ultime guerre mondiali e all'ecatombe ebrea.

Sta, però, nascendo l'uomo tecnologico, capace di sfruttare forme di energia che non sia solo quella proveniente dal Sole. Ricordiamo che la nascita della prima automobile è stato un gesto ECOLOGICO per cercare di tagliare drasticamente l'infame puzza -e non solo- che proveniva dagli escrementi dei cavalli, ormai abitanti incontrastati delle città e del loro progresso. Ma il clima ha continuato a cambiare, come sempre: dopo il gran freddo ecco, finalmente, un po' di tepore e il tanto atteso scioglimento dei ghiacciai. Le montagne diventano nuovamente ospitali e le pianure del nord piano piano più fertili. Tuttavia, l'uomo tecnologico può, per la prima volta nella sua evoluzione, credere di poter cambiare il clima. Comincia a dirlo negli anni '60 del secolo scorso, quando prevede una nuova era glaciale e comincia a farneticare non cercando di adattarsi come i suoi antenati, ma cercando di contrastare la vita di un pianeta con le proprie stupide invenzioni. Una fra tante? Coprire i poli con uno strato di carbone!

Poi, ecco, sempre più forte, l'uomo egoista, truffaldino, legato al dio denaro. E allora, non solo guerre e sfruttamento dei deboli, ma anche bugie e falsità per recuperare voti, consensi e vantaggi del tutto personali, Un nuovo uomo che fa impallidire i despoti imperatori del passato. Quelli si esponevano, questi lavorano nell'ombra, sfruttando proprio la tecnologia. Quelli potevano essere animai feroci, questi sono uomini vigliacchi e inutili (non c'è animale che gli si possa avvicinare). L'uomo arrogante, criminale e tecnologico riesce a convincere il popolo sempre meno intelligente che il clima è cambiato per colpa loro, per le loro nefandezze, per il loro sfruttamento dell'energia. Per la prima volta l'uomo si sente (o almeno crede di esserlo o cerca di farlo credere) superiore alla Natura di cui è figlio. Qualcosa si è rotto... la Scienza non esiste più e viene derisa. Il futuro è solo e soltanto tecnologia manovrata dai politici e dai finanzieri.

Solo un uomo stupido può credere di causare e di poter cambiare il clima, senza permettere alla Scienza di studiarlo, quando finalmente la vera tecnologia gli ha dato i mezzi per farlo.

Sì, caro Frank, per me questa è la filosofia del Clima che porterà al tracollo dell'uomo stupido. Greta ne è l'emblema e il denaro che circola dietro una falsa tecnologia diretta a salvare un pianeta che ci ha sempre coccolato (a modo suo) l'unico e vero Dio di oggi.

Speriamo che il prossimo uomo sia uomo rinsavito e che sappia affrontare senza arroganza e ignoranza il nuovo cambiamento del Clima. Forse riuscirà anche a capirlo, a prevederlo e a contribuire al proseguimento della sua esistenza. In quel momento, forse, si potrà parlare anche di filosofia della Scienza. Oggi no, dato che la Scienza sta tornando cosa da alchimisti e da eretici. Quando sarà messo al rogo il primo "negazionista"?

10 commenti

  1. michele celenza

    Articolo bellissimo, purtroppo in molti ed in specie sui media diffondono notizie contrarie ed elogi a personaggi

    oggi adulati.

    Vedasi l'articolo sul "Corriere della Sera" di oggi di M. Gramellini intitolato

    il segreto di Greta

  2. caro Michele,

    stimavo Gramellini... ma si è venduto per un po' di visibilità televisiva... Che squallore!

  3. michele celenza

    ...."che schifo"

    se dice a Roma

  4. Frank

    Enzone, sono l'ultimo a cui devi dirlo se ricordi avevo pronosticato l'estinzione del soggetto e non mi dispiace affatto della cosa, quel che vedo non mi piace per niente, mi basta che il sistema regga per i prossimi 40 anni dopo di che "chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto". Il pianeta e la natura hanno tutto il tempo per riprovarci sperando in un esito migliore e nel caso riprovarci ancora ed ancora, basta ricordarsi che il Sole ha altri circa quattro miliardi di anni da concedere al pianeta Terra.

  5. caro Frank,

    lo so che tu sai che io so che tu sai... ma mi avevi chiesto un po' di filosofia della scienza odierna e, dato che la scienza sta sparendo e riducendosi a eresia o poco più, mi sono limitato alla filosofia del clima, l'unico argomento che tutti sanno e confermano. Più scienza di così... :roll:  :-?  :(

  6. ALESSANDRO

    Ci provo.. una domanda mi pongo..il sistema climatico è pieno di variabili che si influenzano a vicenda.. ok..

    mettiamo caso che la co2  sia una di queste..ok

    mettiamo che l'uomo ha forzatamente alterato la quantità di questo gas e tutto il sistema climatico abbia reagito  riscaldandosi.. (cosa che mi viene difficile da capire)

    secondo voi riportando la variabile alla situazione precedente il sistema ritornerebbe  esattamente come prima?..

     

  7. Caro Alessandro,

    innanzitutto la CO2 è un gas serra, ma non certamente il più efficace. Ricordiamo che l'effetto serra, in modo estremamente semplificato e anche esasperato, è quell'effetto per cui la luce del Sole riesce a superare la coltre di gas e giungere a Terra, ma che poi blocca in  parte il calore che viene emesso dalla Terra e che vorrebbe tornare nello spazio. In pratica, pensa alle serre per i fiori e le verdure...

    Ben più importante, per le variazioni climatiche, è il vapor d'acqua, il vero gas serra che ha permesso alla Terra di avere temperature "vivibili", altrimenti saremmo nel gelo più profondo. I meccanismi che regolano l'emissione e il riciclo della CO2 fanno parte del ciclo del carbonio, fattore essenziale per la vita. La CO2 è, innanzitutto, il CIBO delle piante e non solo. Senza di lei morirebbero tutte e noi con lei (pensa alla fotosintesi, dove CO2 più  luce del Sole e un po' d'acqua permettono alle foglie di trasformare il tutto in zucchero che le ciba e liberare ossigeno. La CO2 è la Natura stessa, senza di lei la Natura vivente morirebbe.

    Durante la vita della Terra ci sono stati periodi di grande vulcanesimo, dove, come gas di scarico veniva emessa CO2 e altre sostanze. La Terra ha sempre saputo prendere le contromisure, utilizzando in parte gli oceani che smaltivano le parti in eccesso, dando nutrimento alla loro biosfera. In periodi antichi (miliardi di anni fa) la Terra è diventata una vera palla di ghiaccio, per poi trasformarsi in una palla arida, secca e senza un grammo di ghiaccio. Fenomeni di tipo atmosferico e astronomico (orbita variabile periodicamente) fanno variare il clima con ritmi molto lenti e questi si ripetono ciclicamente (pensa solo alle ere glaciali di poche decine di migliaia di anni fa). Va, poi tenuto in conto, e questa è la cosa fondamentale che chi ci trasmette energia è il Sole e lui è estremamente variabile, passando momenti di grande vigore e altri di grande "stanca". In questi ultimi, la formazione di nuvole è maggiore a causa dei raggi cosmici che hanno via libera dallo spazio e che servono da semi per la costruzione delle gocce in sospensione. Il clima è quindi legato fortemente all'attività solare e più questa è bassa e più il clima diventa freddo.

    Pensa solo ai vichinghi che andavano avanti e indietro nell'oceano artico, con barchette di legno, coltivando vino in Canada e allevando bestiame in Groenlandia. Sicuramente doveva esserci poco ghiaccio, molto meno di adesso! Eppure nessuno produceva CO2 industriale. Molto tempo prima l'uomo congelato delle Alpi tirolesi, vissuto migliaia di anni fa, è stato trovato vestito di semplici pelli dove oggi c'è un ghiacciaio. Ma lui non era certo uno scalatore come Messner e quindi vuol dire che a quei tempi i ghiacciai non c'erano dove ci sono oggi.

    Di tutti gli inquinanti che oggi produce l'uomo, quello meno importante è proprio la CO2, la quale NON è un inquinante, ma la VITA setta della biosfera. E', invece, in modo stupido e non certo scientifico è stata presa come colpevole mediatico. Le polvere sottili, l'areosol, la spazzatura nei mari, i solfati, ecc. sono ben peggiori, ma la CO2 è più comoda per interessi mediatici e finanziari.

    La Terra se l'è sempre cavata benissimo, preservando anche la vita nei tempi peggiori. Cosa vuoi che sia per lei un piccolo aumento di CO2. La Terra è sanissima, non è affatto malata e rimetterà ogni cosa al suo posto come ha sempre fatto. Che poi l'homo stupidus di oggi non sia in grado di sopravvivere sono fatti suoi, ma non certo della Terra. Quante razze dominanti ha cambiato il nostro pianeta nel suo passato? Tantissime e noi siamo una delle peggiori che ha creato, con l'istinto della cattiveria e dell'arroganza, che nessun animale ha. Un uomo talmente stupido che qualora il Sole creasse una tempesta magnetica come si deve (e tu te ne intendi) distruggerebbe ogni attività elettrica ed elettronica sulla Terra e nello spazio vicino. mesi e mesi senza TV, cellulari e diavolerie del genere? Ti immagini quanti suicidi? Vi sarebbero anche le guerre e forse basterebbe un colpo di tosse del Sole per annullare questa razza che pensa solo al proprio interesse e non volta più cli occhi al Cielo, all'Universo.

    Per saperne di più puoi sempre andare qui

    http://www.infinitoteatrodelcosmo.it/clima-riscaldamento-globale/

    dove troverai un sacco di articoli e informazioni veramente scientifiche e non mediatiche...

     

  8. ALESSANDRO

    chiarissimo..pensavo anche ad un altra cosa..( forse troppo fantasiosa) se io entro in sauna il mio corpo per smaltire il calore in eccesso suda e il respiro aumenta di frequenza, in sostanza emetto piu vapore acqueo e co2..   il pianeta terra non fa la stessa cosa? se gaia è viva e per ragioni esterne viene irradiata di più, non succede la stessa cosa? ci sarebbe quindi anche un feedback positivo, aumenta il vapore acqueo e la co2  e aumenta sempre di più la temperatura.. sta forse succedendo questo?

  9. fabpan

    La domanda di Alessandro è interessante in generale e a me interessa in modo particolare perché mette alla prova le ancora poche nozioni che sto cercando di acquisire sulla fisica dell'atmosfera.
    Provo a dire quello che finora ho capito. Più che una risposta sono alcuni elementi sui quali potere eventualmente scambiare qualche informazione. Li avevo preparati prima di vedere la risposta di Enzo che allarga la questione anche al tema generale della gestione politica e mediatica degli studi sul clima.

    Propongo il mio contributo limitato al caso prospettato da Alessandro nei suoi due commenti.
    Per cercare di dare una valutazione sul livello di reversibilità di un riscaldamento prodotto dall'inalzamento della CO2 in atmosfera, indipendentemente da chi lo ha causato, credo occorra partire dal meccanismo di base che potrebbe portare ai temuti livelli dell'inalzamento della temperatura.

    Per quanto ho capito la responsabilità andrebbe attribuita all'effetto congiunto della CO2 e dell'H2O gassosa presenti in atmosfera. L'inalzamento della CO2 da sola produrrebbe un inalzamento limitato, probabilmente poco preoccupante.
    Il problema sorge perchè il contenuto di H2O gassosa in atmosfera dipende dalla temperatura. Non per la maggiore evaporazione, ma perché la condensazione avviene ad un più elevato livello di H2O nell'atmosfera.
    Il limitato inalzamento della temperatura dovuto alla CO2 produrrebbe quindi un aumento stabile del contenuto di H2O gassosa in atmosfera. Ma anche l'acqua gassosa è invisibile ed assorbe/emette nell'infrarosso, caratteristiche dei gas chiamati gas-serra. Si creerebbe quindi una reazione positiva, più acqua gassosa, maggiore temperatura, ancora più acqua gassosa, ancora maggiore temperatura ecc. Fortunatamente nel processo cresce anche la pressione dell'gas H2O che lo porta ad un nuovo punto di equilibrio liquido-gas a temperatura più alta.

    L'inalzamento della temperatura innescherebbe anche altri feedback positivi (es. riduzione dell'albedo) e forse anche negativi (potrebbe essere l'effetto di certi tipi di nuvole).

    In questo circolo ci sono molti dubbi che questo meccanismo o altri previsti nei modelli possano effettivamente produrre gli effetti che vengono pubblicizzati dai media. Personalmente, credo che purtroppo il trend indicato dai modelli, con tutti i limiti che possano avere, sia vicino alla realtà.

    Comunque se, come nella domanda di Alessandro, si ipotizza che tutto questo sia avvenuto, cosa avverrebbe se riportassimo indietro il livello di CO2? Non lo so. Temo che in tutto questo meccanismo ci siano effetti non lineari difficilmente recuperabili in tempi brevi.

  10. cari amici,

    il vero problema dei modelli è facilmente definibile...

    il clima è un meccanismo caotico e come tale non è -ancora- possibile trovare un trattamento "analitico" che permetta di prevedere e nemmeno di tornare indietro nel tempo. Assomiglia vagamente al problema degli n-corpi per i moti planetari. C'è, però, una enorme differenza... nel secondo caso conosciamo TUTTE le variabili in gioco, anche nel caso volessimo andare maggiormente nei dettagli (non è impossibile applicargli anche la relatività, cosa già fatta). Il nostro modello sarebbe, quindi, caotico, ma il risultato è avvicinabile dividendo la trattazione in intervallini molto piccoli, di lunghezza variabile, capaci di simulare tutte le variabili in modo, chiamiamo così, lineare. Anche così, però, non si può esagerare nei tempi di applicazione perché dopo un po' anche il minimo errore diventa insostenibile e porta a risultati completamente discordanti.

    Nel primo caso, quello del clima, NON si conoscono affatto tutte le variabili in gioco e nemmeno quando e quali faranno la loro comparsa. In queste condizioni, non solo i modelli sono inadeguati, ma non hanno proprio alcun senso e i risultati sono del tutto sbagliati fin dalla partenza. Immaginate di far girare un modello degli n- corpi per lo studio del moto di una cometa, senza tenere in conto la presenza di Urano (ad esempio). Si è dimostrato che la sola presenza di Cerere e di altri grandi asteroidi influisca in modo sensibile sui risultati in tempi scala relativamente brevi.

    Il guaio è che non solo non si conoscono molte variabili nascoste, ma vengono tralasciati fenomeni noti ma ancora non trattabili (volontariamente il più delle volte). Le sole correnti oceaniche di tipo periodico non sono considerate, soprattutto quelle che hanno periodi superiori all'intervallo delle nostre limitate conoscenze a riguardo. Non conosciamo nemmeno la risposta esatta degli oceani agli innalzamenti e abbassamenti della temperatura. Per non parlare, infine, del Sole e dei raggi cosmici. L?esistenza di un raffreddamento della termosfera, capace di schiacciare l'atmosfera interna, è scoperta recente e la sua dipendenza con l'attività solare è stata confermata da poco. Come questo influisca sul clima a basse quote è un punto interrogativo.

    L'aumento della CO2 e l'aumento corrispondente di H2O (tutto da verificare) è un fenomeno che causa effetti di livello diverso che la Terra ha già provato in passato e in modo enormemente più macroscopico. Ogni volta possiamo dire che essa si è "ristabilita". Le glaciazioni si sono succedute a episodi di gran caldo son variazioni non solo su lungo periodo, ma anche nel giro di pochi decenni (diciamo praticamente simultanei), Ciò sembra che avvenga più facilmente durante le fasi di stasi tra glaciazione e riscaldamento e viceversa.

    Infine, pongo io la domanda a cui nessuno ha ancora saputo rispondere: "Qual è la temperatura GIUSTA per la biosfera e per l'uomo in particolare?" Si parla di aumenti e di diminuzioni, ma rispetto a cosa e a quando? Se vogliamo che la Terra mantenga dei cicli climatici sopportabili è necessario che le onde in su e in giù si controbilancino periodicamente, ma qual è il valore medio della Terra? Perché mai dovrebbe essere quello di 100 o 150 anni fa? Valore, inoltre, troppo vicino al grande minimo di Maunder e a quello di Dalton.

    Quando il Sahara era foresta e ha cominciato a cambiare per effetto di un aumento di temperatura, i popoli sono migrati portando civiltà più evoluta nelle zone settentrionali. L'uomo delle caverne, vissuto in un periodo glaciale, ha migrato verso i tropici, dove, al momento giusto, sono nate le prime vere civiltà organizzate. L'uomo è animale migratore come tutti gli animali. Se ha perso questa capacità è una specie destinata a perire non riuscendosi ad adattare ai cambiamenti climatici che sono l'essenza stessa della vita e della sua evoluzione.

    Potremmo parlare per ore... ma quello che importa è che credere che i manufatti dell'uomo possano competere con il vulcanesimo più spinto, con la caduta di un asteroide, con le bizzarrie della tettonica a placche, ecc., è un misero segno di ignoranza e arroganza.

     

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